Il leone (Panthera leo ()) è un mammifero carnivoro appartenente alla famiglia Felidae.
Dopo la tigre, è il più grande dei cinque grandi felidi del genere Panthera, con alcuni maschi che possono superare i di peso. Ai giorni d'oggi, vive quasi esclusivamente nell'Africa subsahariana; il continuo degrado dell'habitat e il bracconaggio lo rendono una specie vulnerabile secondo la IUCN, con un calo della popolazione stimato tra il 30 e il 50% negli ultimi vent'anni.
Una piccola popolazione sopravvive in India, nel Gir Forest Wildlife Sanctuary. I leoni che un tempo abitavano il Nordafrica e il Medio Oriente si sono estinti in epoca storica. Fino a circa anni fa, durante il tardo Pleistocene, il leone era uno dei mammiferi terrestri più ampiamente distribuiti dopo l'essere umano, presente in gran parte dell'Africa e dell'Eurasia e anche nelle Americhe, dove viveva il cosiddetto leone americano, spesso indicato come Panthera atrox o Panthera leo atrox.
A causa delle sue dimensioni e delle sue esigenze ecologiche, il leone può sopravvivere stabilmente soprattutto all'interno di aree protette e riserve naturali, sebbene alcune popolazioni persistano anche in territori non formalmente protetti. Celebre è il caso della leonessa Elsa, riportata con successo in libertà dopo essere stata allevata dai coniugi Adamson. Le cause del declino della specie sono multifattoriali, ma il degrado ambientale e i conflitti con l'uomo rappresentano i principali fattori di minaccia.
Spesso chiamato "re della savana" o "re degli animali", il leone vive in natura mediamente 10-15 anni, mentre in cattività può raggiungere o superare i 20 anni. I maschi raramente superano i 10 anni in natura, a causa delle ferite e dello stress legati ai combattimenti per il controllo del branco..
I leoni abitano prevalentemente savane e praterie, ma possono adattarsi anche a foreste aperte e zone cespugliose. A differenza della maggior parte degli altri felidi, sono animali sociali; un branco è generalmente composto da uno o più maschi adulti (spesso imparentati), da femmine legate da vincoli di parentela e dai cuccioli. I giovani maschi, una volta raggiunta la maturità, vengono allontanati dal branco natale e formano gruppi di scapoli oppure tentano di conquistare altri branchi.
La caccia è svolta principalmente dalle femmine, che cooperano per abbattere grandi prede, soprattutto ungulati. I maschi si nutrono spesso delle prede catturate dal branco. In quanto predatore apicale, il leone non ha predatori naturali, sebbene possa entrare in competizione con altri grandi carnivori. Generalmente, evita l'uomo, ma sono documentati rari casi di leoni "mangiatori di uomini".
Il maschio si distingue facilmente per la criniera, carattere sessuale secondario che ha avuto un forte valore simbolico nella cultura umana fin dalla preistoria. I leoni sono raffigurati nell'arte fin dal Paleolitico, come nelle grotte di Lascaux e Chauvet, e compaiono nelle tradizioni simboliche di numerose civiltà antiche. Sono presenti in sculture, dipinti, stemmi, bandiere, opere letterarie e cinematografiche. Allevati già in epoca romana, sono diventati protagonisti degli zoo moderni a partire dal XVIII secolo. Oggi, diversi programmi di cooperazione internazionale mirano in particolare alla conservazione della rara popolazione asiatica.
Etimologia La parola leone, assai simile anche in altre lingue romanze, deriva dal latino leō, a sua volta preso in prestito in età arcaica . La parola ebraica לָבִיא (lavi) potrebbe anch'essa avere una relazione con le precedenti, così come quella in egiziano antico rw.Come nelle altre lingue scritte più antiche anche in egiziano le vocali non venivano scritte. Non vi era distinzione tra 'l' e 'r'. Si tratta di una delle molte specie descritte nel XVIII secolo da Linneo nel suo lavoro Systema Naturae, con il nome di Felis leo.. Il nome scientifico è poi diventato Panthera leo, in cui Panthera viene , imparentato con il sanscrito puṇḍarīka, "tigre".
Descrizione
Il leone è uno dei più grandi predatori terrestri in assoluto e il più grande in Africa. Fra i felidi, è quello più alto al garrese e, in quanto al peso, è secondo solo alla tigre. Il maschio può pesare dai 150 ai ,. mentre la massa corporea delle femmine varia dai 120 ai . Nonostante il peso inferiore, a cacciare è sempre la femmina, mentre il maschio difende il territorio. Nowell e Jackson hanno riportato masse corporee medie di per il maschio e di per le femmine e hanno registrato l'abbattimento di un esemplare eccezionale di presso il Monte Kenya.. L'appartenenza regionale influisce pesantemente sulle dimensioni dei leoni; quelli sudafricani, per esempio, tendono a pesare in media l'8% in più rispetto a quelli dell'Africa orientale.. Specialmente nel passato, prima che la caccia da parte dell'uomo eliminasse gli esemplari più grossi, provocando così il rimpicciolimento genetico della specie, i leoni potevano raggiungere grandi dimensioni. Un esemplare abbattuto nel 1936 presso Hectorspruit nel Transvaal orientale in Sudafrica pesava ben ..La popolazione più grande, estinta in natura, era il leone dell'Atlante, che viveva in Nordafrica e che pesava in media, nei maschi adulti, dai 272 ai e poteva raggiungere di lunghezza. Atlas, un leone proveniente dal monte Atlante e tenuto in cattività dal re del Marocco, venne descritto come "molto superiore in dimensioni e coraggio ai leoni dalla criniera nera del Sud-Africa".
La lunghezza del corpo, esclusa la coda, varia da nei maschi e da nelle femmine. L'altezza media al garrese è intorno ai per i maschi e per le femmine (il massimo è rispettivamente di ). Il record di lunghezza succitato appartiene a un leone dalla criniera nera lungo che è stato abbattuto presso Mucusso, nell'Angola meridionale nell'ottobre del 1973.
Il record di dimensioni per un leone in libertà è di di lunghezza per di peso, appartenente a un leone del Transvaal.
In cattività, la mancanza di attività e di esercizio può comportare casi di obesità che portano i leoni a pesare anche più di . In particolare, un maschio è riuscito a raggiungere la massa corporea record di . Il leone si chiamava Simba e, nel 1970, epoca della misurazione, viveva nello zoo di Colchester, in Inghilterra. Si tratta di dimensioni ritenute impossibili da raggiungere per un leone selvatico, anche perché l'obesità sarebbe un ostacolo alla caccia e alla lotta per questi animali.
La coda ha una lunghezza considerevole compresa tra per i maschi e tra per le femmine. Fatto unico per i felidi, la coda termina con un ciuffo peloso che nasconde una punta ossea di circa di lunghezza, la cui funzione non è nota. Assente alla nascita, questa propaggine, spesso dotata di spine e formata dalle ultime ossa della coda saldate assieme, comincia a formarsi dopo i cinque mesi e mezzo d'età ed è completa a sette..
Oltre alla differenza di stazza, il più evidente indizio di dimorfismo sessuale è rappresentato dalla folta criniera di cui solo i maschi sono dotati. Si tratta degli unici felidi che presentano una caratteristica dimorfa così spiccata. Non è certo che la presenza della criniera abbia influenza sulle abitudini del leone maschio. Se da una parte potrebbe limitarne le capacità mimetiche, dall'altra potrebbe svolgere una funzione protettiva durante i frequenti scontri con altri maschi o con altri predatori.
Gli arti potenti, il formidabile morso e i canini di gli permettono di abbattere prede di grandi dimensioni. Il teschio è assai simile a quello di una tigre, anche se la parte frontale è più depressa e appiattita e la parte suborbitale è leggermente più corta. Le aperture nasali sono inoltre più grandi rispetto a quelle della tigre. In ogni caso, vista la grande somiglianza, soltanto la mandibola viene considerata un indicatore affidabile per distinguere le due specie.. Una stima basata su un modello statico del cranio ha valutato la forza del morso ai canini del leone in .
Il colore della pelliccia varia sui toni del giallo e del camoscio, sino al rossiccio e all'ocra, più chiaro nelle parti inferiori del corpo. La criniera varia in colore dal biondo al marrone scuro e generalmente si scurisce con l'età, mentre il ciuffo al termine della coda è invariabilmente nero. I cuccioli nascono con la pelliccia maculata, simile a quella di un leopardo. Anche se al sopraggiungere dell'età adulta le macchie scompaiono, qualche puntino tenue si può spesso osservare sulle zampe e sul ventre, in modo particolare nelle leonesse.
Variazioni Nelle popolazioni di leoni, sono state osservate un certo numero di variazioni naturali. Alcune di queste sono state facilitate dalla cattività.
Leoni bianchi
Sebbene siano rari, i leoni bianchi si incontrano occasionalmente a Timbavati, in Sudafrica. Il loro insolito colore è dovuto alla presenza di un gene recessivo. In particolare, non si può parlare di una sottospecie distinta, ma di un caso di polimorfismo genetico legato a una condizione di leucismo, che causa una colorazione pallida, simile a quella delle tigri bianche. La condizione è, inoltre, analoga, anche se con effetti opposti, al melanismo tipico della pantera nera. Non si tratta, invece, di una variante dell'albinismo, in quanto la pigmentazione degli occhi e della pelle è quella classica.
Un leone bianco incontra comunque degli svantaggi quando va a caccia: la sua presenza può essere tradita dal suo colore, diversamente da quanto avviene per la versione classica del felide che si immerge quasi perfettamente nell'ambiente circostante. I leoni bianchi nascono quasi completamente di quel colore, senza le normali macchie di camuffamento che si trovano generalmente nei cuccioli di leone. Il loro colore si scurisce gradualmente fino a diventare crema o avorio (colore noto con il nome di biondo).
La popolazione in cui più frequentemente viene osservata questa caratteristica è quella sudafricana, in particolare all'interno e nei pressi del Parco nazionale Kruger e dell'adiacente Riserva naturale di Timbavati, che si trovano nel Sudafrica orientale. La peculiarità è comunque molto più frequente in cattività, grazie alla selezione effettuata dagli allevatori. Questi leoni sono stati infatti allevati per anni in Sudafrica in modo da potere essere usati come trofei per battute di caccia. Le prime conferme dell'esistenza di questi animali sono arrivate soltanto nel tardo XX secolo. Per centinaia di anni, si credeva che essi fossero solo i protagonisti di un ciclo di leggende sudafricane e che il loro manto candido simboleggiasse la bontà presente in tutte le creature. I primi avvistamenti attendibili all'inizio del Novecento; tuttavia, sono stati seguiti da molti altri, anche se non frequenti, sino al 1975, quando una cucciolata di leoni bianchi è stata ritrovata nella Riserva Timbavati.*
Biologia Comportamento I leoni restano per molto tempo inattivi durante la giornata, stando a riposo per circa 20 ore su 24.. Nonostante questo, se si dovesse rendere necessario, i leoni possono attivarsi in qualsiasi momento. In genere, il periodo di massima mobilità è quello successivo al tramonto, dedicato alla socialità, alla tolettatura e ai bisogni fisiologici. Raffiche intermittenti di grande attività avvengono durante le ore notturne fino all'alba, dedicate alla caccia. Spendono una media di due ore al giorno camminando o correndo e all'incirca 50 minuti per nutrirsi..
Vita e salute