Laterza ( è un comune italiano di abitanti della provincia di Taranto in Puglia.

Il comune di Laterza è noto per il pane, la sua profonda gravina carsica e la maiolica, caratterizzata da una particolare stesura cromatica, di colore turchino su smalto bianco.

Geografia fisica Territorio

Laterza è situata a nord-ovest della provincia di Taranto, ad un'altezza media di 362 , con un territorio che si insinua tra le province di Bari e di Matera. Il territorio laertino fa parte della diramazione appenninica della murgia barese, e, nonostante non abbia sbocchi sul mare, ricade nella regione geografica dell'arco Ionico tarantino.

Laterza è situata in una posizione strategica, sul ciglio occidentale dell'omonima gravina, che rappresenta un suggestivo canyon di origine carsica. Inoltre, la gravina, grazie al suo habitat, può vantare la presenza di varie specie ornitologiche, che hanno permesso l'istituzione dell'oasi a protezione dell'avifauna della gravina di Laterza nel 1985, gestita dal 1999 dalla LIPU. Il comune fa parte del Parco naturale regionale Terra delle Gravine istituito in Puglia nel 2005 per tutelarne il patrimonio paesaggistico e floro-faunistico.

Dal punto di vista geologico, nel territorio laertino, affiorano prevalentemente formazioni carbonatiche, come il Calcare di Altamura (Cretacico superiore-Paleocene inferiore) e la Calcarenite di Gravina (Pliocene Superiore-Pleistocene inferiore).

Dal punto di vista idrografico, come fanno notare anche gli storici Geronimo Marciano e Giovan Battista Pacichelli, il territorio laertino è «...copiosissimo d'acque...» e «...abbonda di spesse fonti fresche, e perenni...», fonti che hanno da sempre permesso l'agricoltura in un territorio non raggiunto dai sistemi di irrigazione gestiti dal consorzio di bonifica. Così come per quella di Castellaneta, la gravina di Laterza è attraversata da un torrente le cui acque danno origine al fiume Lato.

Laterza è situata in un'area a bassa sismicità, infatti nella classificazione sismica ricade nella zona 3.

Clima Il clima di Laterza è mediterraneo, ma con punte di continentalità a causa dell'altitudine e della lontananza dal mare. La temperatura in inverno oscilla tra -7 e +15 °C, mentre in estate varia tra +13 e +42 °C, con un'elevata percentuale di umidità. Le precipitazioni annuali si attestano attorno ai 600 mm. Non di rado cade la neve, circa una volta all'anno, specialmente in presenza di aria fredda di origine balcanica. Nella tabella sottostante sono riportati i valori medi raccolti nel periodo 1971-2000 nella bassa Murgia (in particolare nella stazione meteorologica di Gioia del Colle) di cui anche il territorio di Laterza fa parte.

Per quanto riguarda la classificazione climatica, Laterza ricade nella zona D, con 1657 GG.

Origini del nome L'etimo del toponimo è discusso; secondo Dante Olivieri deriva dal latino tertia (pars) a designare (forse) la parte pretesa dai Longobardi nei territori occupati.

Un'altra ipotesi vuole che il toponimo derivi da una suddivisione del territorio in Terzi: se nel vicino comune di Ginosa sussiste una località Terza di Mezzo, dobbiamo presupporre un legame di suddivisione puramente numerico (si pensi a quella medievale in Terzi), appunto la Terza, considerando anche l'esistenza nel territorio di masserie indicate come Terza e Quarta.

Storia

Le origini

Recenti indagini paletnologiche condotte tra i comuni di Ginosa e LaterzaV. STASOLLA, Tecnologia della preistoria. Gestione delle materie prime, produzione e aspetti tecno-tipologici delle industrie litiche di Grotta San Pellegrino (Laterza) e dei Settori limitrofi (A-F), Università degli Studi di Bari a.a. 2012-2013, ed. pubb. 2014. ISBN | 978-88-91138-02-6. dai ricercatori dell'Università degli Studi di Bari, hanno dimostrato la presenza dell'uomo già a partire da un'insoluta Pebble Culture, la cultura degli strumenti su ciottolo di tradizione Olduvaiana, temporaneamente abbinata all'Acheuleano (compreso tra i 700/ e anni) con la raccolta e documentazione di choppers, protobifacciali e bifacciali amigdaloidi (le cosiddette amigdale), di solito assegnate a H. heidelbergensis, proseguendo, in una sequenza cronologica Pleistocenica, con la facies Musteriana (300/130- anni fa) di H. neanderthalensis, e con l'uomo anatomicamente moderno dell'Epigravettiano finale (11- anni fa) utente di un probabile "santuario" in Grotta San Pellegrino, come comprovato da due mirabili lamine calcaree graffite e decorate in ocraStasolla V. Compendio e riesame delle indagini di superficie di un nuovo insediamento nella Puglia centroccidentale: Murgia e Grotta San Pellegrino (Laterza-Taranto). Antrocom Online Journal of Anthropology, vol. 11, n. 1 (2015) <http://www.antrocom.net/upload/sub/antrocom/110115/12-Antrocom.pdf >. Nella stessa località l'Olocene si presenta col Neolitico e l'Età del Bronzo.

È al paletnologo Franco Biancofiore che si deve lo studio di una necropoli protostorica collocabile tra il 3000 -2500 a.C., ritrovata nel 1965 grazie a lavori di scavo in località Candile, che attesta il popolamento del territorio di Laterza sin dall'antichità. La tipologia degli ipogei funerari, le suppellettili e gli utensili in selce ed osso documentano la presenza di una popolazione dell'eneolitico di cacciatori-pescatori seminomadi di origine balcanica, denominata Civiltà di Laterza.

Testimonianze successive del popolamento dell'area risalgono ai peuceti, all'epoca della Magna Grecia e dell'età romana e sono oggi custoditi nel museo archeologico di Taranto e nel museo archeologico di Matera.

Il medioevo La prima fonte pervenuta fino a noi nella quale è citato l'insediamento di Laterza risale al 1082 ed è conservata presso l'Archivio privato Gattini di Matera: nel documento, che dispone la concessione di terreni e privilegi a Scipione Gattini da parte del conte di Matera Loffredo, il casale è designato con il nome di "Latercio". Il casale era stato annesso sin dal 1064 alla contea di Matera concessa da Roberto il Guiscardo ai Loffredi, che l'abbandonarono nel 1133: Laterza divenne allora feudo del logoteta normanno Riccardo.

L'abitato attuale sorse con tutta probabilità intorno all'anno 1000. Inizialmente fu parte integrante del territorio di Matera e dopo essere appartenuto al protonotario Riccardo Logoteta, solo verso il 1209 (come risulta in un documento del cancelliere Gualtieri di Palearia, tutore di Federico II) il feudo laertino venne concesso definitivamente da Federico II ai prelati baresi. Successivamente divenne parte integrante del Principato di Taranto e fu governato da vari feudatari.

Nel 1280 circa, Laterza ed altri feudi limitrofi furono donati da Carlo I d'Angiò a Narjot IV de Toucy. Nonostante le contese con l'arcivescovo di Bari, la famiglia dei Toucy governerà Laterza sino al 1294 anno in cui il casale sarà infeudato a Filippo d'Angiò, principe di Taranto. È da far risalire probabilmente a questo periodo la costruzione del castello, chiamato Palazzo Marchesale, con portale datato 1393, che subirà rimaneggiamenti sino ad assumere l'attuale aspetto in fase di restauro.

Età moderna e contemporanea Nel 1434 Giovanna II di Napoli dichiarò Laterza città demaniale, ovvero non soggetta ad un feudatario ma direttamente alla Corona, in perpetuo. Tale status venne perso nel 1485, quando la cittadina venne venduta da Ferdinando I di Napoli a Matteo Crispano, castellano di Taranto, sotto il cui controllo rimase sino al 1495. In quell'anno venne acquistata da Marino Brancaccio, conte di Noja. Nel 1497 il feudo passò per via ereditaria a Giovanni Berardino d'Azzia, nipote per parte di sorella di Marino Brancaccio. In seguito al matrimonio, celebrato nel 1635, tra Ippolita Albertini d'Azzia (1613-1681), figlia di Francesco Albertini e Aurelia d'Azzia, con il giurista spagnolo Antonio Pérez Navarrete (1600-1686), il feudo di Laterza passò alla famiglia Pérez Navarrete, originaria de La Rioja, ma trapiantata nel Regno di Napoli dalla prima metà del XVII secolo. Tale stato di cose sarebbe perdurato sino al 1806, con l'entrata in vigore delle leggi eversive della feudalità su iniziativa di Giuseppe Bonaparte durante il cosiddetto Decennio francese.

Dal XVI al XIX secolo a Laterza venne praticata ininterrottamente l'arte della maiolica. Nel Settecento, il periodo di massimo splendore, questa costituisce la principale attività del luogo, fino a quando, venute meno le commesse borboniche e vaticane che costituivano la quasi totalità dei clienti che avevano la possibilità di acquistare la pregiata e costosa maiolica di Laterza, le botteghe pian piano furono chiuse.

In seguito alla fine della dominazione francese, la cittadina rientrò, come il resto del regno, sotto il controllo del Regno delle Due Sicilie; successivamente entrerà a far parte del Regno d'Italia.

Simboli

Lo stemma di Laterza raffigura una pecora che tiene tra le zampe una bandiera rossa con croce bianca; la testa dell'animale è sormontata da tre stelle a cinque punte, aggiunte durante l'epoca borbonica. Lungo i fianchi dello scudo appaiono i termini Fidelis Laertini, motto fatto fregiare da Giovanna II d'Angio, regina del regno di Napoli nel 1434. La pecora simboleggia la millenaria vocazione degli abitanti di Laterza all'allevamento degli ovini e alla concia delle loro pelli. L'arma civica è stata arricchita di una corona nel periodo marchesale.

Il gonfalone è un drappo di azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse

La chiesa matrice di San Lorenzo martire La facciata del XV secolo è di tipo veneto-dalmata, con coronamento ad archi inflessi, un bel rosone e un portale cuspidato. Sui fianchi una caratteristica decorazione ad archetti trilobi. All'interno il dipinto dellEpifania di scuola napoletana del 1583, un San Lorenzo di Paolo de Matteis e tele del pittore locale Andrea Giannico (1747). Sulla controfacciata affreschi del 1505.

Santa Maria Assunta in Cielo (già abbazia Santa Maria la Grande) La piccola chiesa di origine romanica, costruita nel mezzo del centro storico, appartenne a un'abbazia di cistercense scomparsa. La facciata è stata in parte manomessa, all'esterno sono visibili le tre absidi romaniche decorate da archetti ciechi e lesene. L'interno (un'epigrafe murata in controfacciata data la fondazione al 1112) è a tre navate con altrettante absidi e conserva un notevole fonte battesimale (forse resto di una fontana medievale) decorato da sculture di impronta wiligelmica (XII secolo)

Il santuario Maria santissima Mater Domini Il santuario, la cui costruzione risale al XVIII secolo, venne realizzato adiacente alla chiesa rupestre di Santa Domenica, che funge da cripta, dove si possono ammirare gli affreschi di Santa Domenica e della Madonna Odigitria, entrambi del XIII secolo.

La chiesa della Madonna delle Grazie

La Fontana medievale Sul fondo di una piccola lama che si immette nella gravina si trova una grande fontana pubblica con abbeveratoio e lavanderia ben conservata risalente al tardo medioevo.

La cripta rupestre detta “Cantina Spagnola"

Il palazzo marchesale Costruito dai Triggiano nel 1353 e rimaneggiato nel 1548, nonostante le trasformazioni conserva l'aspetto medievale e nella parte posteriore i portali ogivali d'accesso alla cortina merlata e al cortile.

Il MUMA - Museo della maiolica

La gravina di Laterza Ambiente di grande interesse paesaggistico, faunistco e culturale per la presenza di insediamenti rupestri e chiesette scavate nella roccia, anche con affreschi.

L'Oasi LIPU Gravina di Laterza

Le chiese rupestri chiesa rupestre della Madonna delle Rose I chiesa rupestre della Madonna delle Rose II (ora cantina) chiesa rupestre di Cristo Giudice o della Santissima Trinità chiesa rupestre di Sant'Antonio del fuoco chiesa rupestre di Santa Caterina I chiesa rupestre di San Giacomo I chiesa rupestre di San Giacomo II chiesa rupestre di San Giovanni Battista chiesa rupestre di San Lorenzo vecchio chiesa rupestre di San Nicola o Sant'Antonio abate