Materia prima o prima materia è un termine latino che significa «materia prima», traducibile anche come «materia primordiale», «originaria», ricorrente in filosofia e in alchimia. Esso identifica quel sostrato fondamentale da cui si sarebbe originata la composizione della realtà materiale nei suoi più diversi aspetti, e che gli antichi filosofi greci chiamavano archè.
Storia del concetto
Il termine risale ad Aristotele, il quale insegnava che le realtà concrete sono costituite dalla materia (hyle) e dalla forma (morphé), da cui il vocabolo «ilemorfismo». La materia arcaica o primordiale, ancora allo stato informe, era da lui chiamata πρώτη ὕλη (pròtê hùlê); quest'espressione è stata appunto tradotta in latino come materia prima.Josef de Vries (curatore), «Materie» in Grundbegriffe der Scholastik, 3ª ed., pag. 64, Darmstadt, Wissenschaftliche Buchgesellschaft, 1980.
Il termine ha assunto una particolare rilevanza all'interno della scolastica medievale.«Materie», articolo in Grundbegriffe der Scholastik, pag. 65, op. cit. In quanto sinonimo di essenza è stato così utilizzato anche in alchimia.
In alchimia Per gli alchimisti la materia prima costituiva la sostanza fondamentale e incorrotta da cui ha avuto origine il mondo, e tramite la quale diventava possibile operare qualsiasi trasmutazione di sorta, riducendo ogni materiale a questa sua matrice originaria secondo il motto latino solve et coagula («sciogli e condensa»), ovvero dissolvendolo per poi ricomporlo in una forma più nobile. Nella materia prima consisteva pertanto il segreto della pietra filosofale.
Per produrre quest'ultima, seguendo in particolare la cosiddetta «via umida», la materia prima poteva invece significare, in alternativa, il materiale di partenza della Grande Opera alchemica, dal quale occorreva separare, tramite sublimazione, due tipologie di nature, ignea e mercuriale, associate rispettivamente al Sole e alla Luna (fase della nigredo), per poi ricongiungerle in parti uguali e celebrare il matrimonio chimico (albedo).Patrick Burensteinas, Un alchimista racconta (2017), pp. 40-60, Roma, Edizioni Studio Tesi, 2019. Dalla loro unione sarebbe nato il «bambino», ovvero la pietra rossa, capace di convertire i metalli vili in oro (rubedo).
Gli alchimisti, al riguardo, identificarono la materia prima con le sostanze più diverse, attribuendovi anche molteplici nomi, spesso criptici. Nel Medioevo, tradizionalmente, la si individuava nell'antimonio, ma poteva risultare indicata anche l'urina dei bambini, l'acqua piovana, il mercurio, il sangue, la rugiada, la celidonia, il muschio, la drosera, il piombo, il miele, l'aceto, il cinabro, ecc.Gino Testi, Dizionario di alchimia e di chimica antiquaria: Paracelso, pp. 117-8, Roma, Mediterranee, 1980. sebbene tali termini avessero più che altro un significato allegorico ed è probabile che non si riferissero in realtà ad un composto specifico.Marcello Fumagalli, Dizionario di alchimia e di chimica farmaceutica antiquaria: dalla ricerca dell'oro filosofale all'arte spagirica di Paracelso, pag. 129, prefazione di Paolo Lucarelli, Roma, Mediterranee, 2000. Tommaso d'Aquino ad esempio parlava di un'«acqua remota»:
Altri nomi dati alla materia prima potevano essere: Azoth, Spirito, Anima mundi, Adamo, lapis philosophorum, Eva, acqua vitae, veleno, Vergine, serpente, microcosmo, ecc. Nella tradizione ermetica si fa riferimento all'etere come la materia prima di natura sottile che ha dato luogo ai quattro elementi di cui è fatta la natura: fuoco, aria, acqua e terra.Glenn Alexander Magee, Hegel e la tradizione ermetica (2001), cap. 6, § 4, pag. 30, trad. it. di Milvia Faccia, a cura di Gianfranco de Turris e Sebastiano Fusco, Roma, Mediterranee, 2013.
Note
Voci correlate
Anima del mondo Antimonio Archè Azoth Cinabro Essenza Etere Materia Mercurio
Omeomerie Origine Piano astrale Pietra filosofale Sostanza Sostrato Spirito Unus mundus Uroboros
Categoria:Alchimia Categoria:Concetti e principi filosofici