La ferrovia Locarno-Ponte Brolla-Bignasco (LPB), nota anche come Valmaggina, è stata una linea ferroviaria, a scartamento metrico, che collegava il centro di Locarno e il Lago Maggiore con Bignasco, attraverso la Valmaggia. La stazione di partenza era quella di Locarno Sant'Antonio.

Storia

Il primo servizio pubblico per il trasporto di viaggiatori in Valle Maggia risale al 1835, quando il Canton Ticino appaltò «un vero e proprio servizio postale che prevedeva tre corse settimanali, due delle quali da fare con una vettura per passeggeri»Donati, Bruno, La Valmaggia d'inizio Novecento, una valle fra tradizione e innovazione in Donati, Bruno (a c.), Il treno in una valle alpina, Armando Dadò Editore, Locarno 2007, p. 23. Con l'assunzione in monopolio del servizio postale da parte della Confederazione nel 1848, esso venne progressivamente ampliato al punto da avere «nel 1869 [...] una doppia corsa giornaliera che percorreva la tratta Locarno-Bignasco, portate [sic] poi a tre nel 1884 e a quattro nel 1903»Donati, Bruno, La Valmaggia d'inizio Novecento, una valle fra tradizione e innovazione in Donati, Bruno (a c.), Il treno in una valle alpina, Armando Dadò Editore, Locarno 2007, p. 25. Nel 1849 il tempo di percorrenza da Locarno a Bignasco era di tre ore e mezzaNel 1865 venne inoltre attivato, grazie all'iniziativa privata, un collegamento da Bignasco per Prato-Sornico; nel 1874 la linea venne prolungata fino a Peccia e, limitatamente alla stagione estiva, Fusio (il tempo di percorrenza da Bignasco era di due ore e 15 minuti).Schweyckart, Markus, op. cit., p. 11. Locarno (in realtà Muralto, fino al 1881 parte del comune di OrselinaCeschi, Raffaello, Ottocento ticinese. La costruzione di un cantone, Armando Dadò editore, Locarno 2005, p. 164) venne raggiunta dalla ferrovia, proveniente da Bellinzona, il 20 dicembre 1874; la speranza di vederla percorsa da convogli internazionali venne però disillusa pochi anni dopo, allorché, con l'apertura della ferrovia del S. Gottardo, i collegamenti internazionali vennero assicurati attraverso il Monte Ceneri e Chiasso oppure per mezzo della ferrovia Cadenazzo-Luino, lungo la sponda sinistra del VerbanoSchweyckart, Markus, op. cit., p. 12.

Sin dai primi anni '90 del secolo XIX si ebbero progetti per collegare le zone più remote del Cantone alle nuove ferrovie internazionali. Dopo un primo progetto presentato nel 1891 dal giurista, politico ed editoreCelio, Franco, Gli uomini che fecero il Ticino, Edizioni laRegioneTicino, Bellinzona 2007, pp. 105-107 Agostino Soldati e una legge cantonale sul finanziamento delle ferrovie regionali (tuttavia respinta dal popolo)Ceschi, Raffaello, Ottocento ticinese. La costruzione di un cantone, Armando Dadò editore, Locarno 2005, p. 173, l'iniziativa venne presa, nel Locarnese, dall'allora sindaco di Locarno e consigliere nazionale conservatorePanzera, Fabrizio, Balli, Francesco in «Dizionario storico della Svizzera» (consultato il 08-02-2014) Francesco Balli il quale istituì, nel 1892 la Pro Locarno e Dintorni al fine di stimolare la nascente industria turistica. Nel 1898 lo stesso Balli chiese ed ottenneRiassunto delle deliberazioni. Sessione invernale 1898/1899 , p. la concessione per tre collegamenti ferroviari a partire da Locarno: uno per Bignasco, in Valle Maggia, uno per Camedo/Ribellasca, attraverso le Centovalli, e, in alternativa a quest'ultimo, uno che costeggiasse il Lago Maggiore, attraversando Ascona e Brissago per poi raggiungere il confine di Piaggio Valmara. Il 22 dicembre 1898 venne così accordata la concessione per la costruzione delle tre linee ferroviarie con la clausola che, nel caso dei due collegamenti internazionali, essi dovessero continuare, con il consenso italiano, oltre il confine per terminare a Domodossola (nel caso della Centovallina) e ad Intra (nel caso della linea lungo il Lago Maggiore)Schweyckart, Markus, op. cit., p. 14.

Il 12 luglio 1903 venne fondata la Società pella Ferrovia Locarno-Pontebrolla-Bignasco (LPB; nel 1941 cambiò ragione sociale in Ferrovia Locarno-Pontebrolla-Bignasco). Nel 1905, dopo lo stanziamento di un finanziamento di 2,28 milioni di franchi tramite fondi governativi, poterono iniziare i lavori per la costruzione della ferrovia. Già il 3 agosto 1907 si poté celebrare l'inaugurazione della linea - tra Locarno Sant'Antonio e Bignasco - anche se entrò in funzione solo il 2 settembre 1907. Circa un anno dopo, grazie all'apertura di una linea tranviaria, la linea fu prolungata fino alla stazione locarnese della Gotthardbahn (oggi FFS). Prima della costruzione della linea ferroviaria il 13 novembre 1904 venne conclusa la centrale idro-elettrica di Ponte Brolla della Società Elettrica Sopracenerina con un generatore di tensione per la produzione di corrente alternata da utilizzare dalla compagnia ferroviaria.

A partire dal 1923 l'esercizio della linea fu affidato alla “Società per le Ferrovie Regionali Ticinesi” (FRT) che operava anche la già costruita ferrovia Centovallina. Nel 1952 la LPB fu assorbita dalla FRT, e prima degli anni Sessanta la FRT effettuò anche servizi automobilistici nell'area di Locarno: il 30 giugno 1961 la società prese il nome di Ferrovie autolinee regionali ticinesi (FART).

Il 28 novembre 1965 venne effettuata l'ultima corsa tra Bignasco e Locarno.

La vestigia della linea Della vecchia linea restano solo poche tracce. In alcuni punti i binari vennero smantellati per far spazio alla strada cantonale o convertiti in piste ciclabili.

Le stazioni di Avegno, Gordevio, Aurigeno-Moghegno, Maggia, Coglio-Giumaglio, Someo, Cevio e Bignasco sono state demolite per far spazio alla strada cantonale o per le fermate dei bus. Le stazioni superstiti sono Ronchini, Lodano e quella di Riveo. Di quattro gallerie della linea, ne sono rimaste tre: la galleria di Ponte Brolla lunga 58 m (murata lato Bignasco) è situata dietro al deposito-officina FART. La piccola galleria di Avegno è stata demolita per far spazio alla strada cantonale. La galleria Sass Pietsch lunga 180 m è stata allargata nel 2001 per la strada cantonale. La piccola galleria di Visletto è ancora visibile dalla strada cantonale. I ponti sul fiume Maggia sono ancora esistenti: il ponte di Ponte Brolla (ricostruito nel 1951) e il ponte di Visletto, che dopo la chiusura della linea avvenuta nel 1965 non vennero rimossi, ma sono ancora ben visibili dalla strada cantonale. Il ponte di Ponte Brolla e quello di Visletto sono stati convertiti in pista ciclabile rispettivamente nel 2016 e nel 2022. A Bignasco la rimessa locomotive fu demolita nel 1970 e nel sito dove sorgeva è stato costruito un deposito dei bus inaugurato nello stesso anno.

Caratteristiche La linea era interamente a scartamento metrico e a trazione elettrica a corrente continua a VSchweyckart, Markus, op. cit., p. 78. Dall'apertura all'esercizio avvenuta nel 1907[s.a.], Die Valle Maggia-Bahn, p. 70 e fino al 1923 la linea venne esercita con l'ausilio di corrente alternata monofase alla tensione di V e frequenza di 20 Hz (la tensione era ridotta a 800 V sulla tratta tranviaria). La corrente elettrica veniva fornita dalla centrale idroelettrica della Società Elettrica Locarnese (poi Società Elettrica Sopracenerina) sita a Ponte Brolla. La linea di contatto era del tipo laterale (sistema MFO), poi modificata nel tipo centrale contestualmente alla messa in servizio della Centovallina; la tratta tranviaria era da sempre dotata di quest'ultimo sistema di linea di contatto.

Il percorso era interamente ad aderenza naturale.

Il primo tratto, tra Locarno e Ponte Brolla era comune alla ferrovia Locarno-Domodossola. In precedenza, dal 1908 al 1927, la tratta da Locarno Sant'Antonio a Locarno FFS era condivisa con la tranviaSchweyckart, Markus, op. cit., p. 35; quest'ultima tratta venne utilizzata fino al 1964 in caso di acqua altaSchweyckart, Markus, op. cit., pp. 41-42.

La linea svolgeva sia traffico passeggeri che trasporto merci, in particolar modo quello del granito proveniente dalla cava di Riveo.

Percorso

Stazioni e fermate Da Locarno a Ponte Brolla Il capolinea della ferrovia era alla stazione in superficie di Locarno FART e la linea dopo una curva proseguiva in rettilineo a fianco al lungo lago Locarnese. La ferrovia affrontava una curva e proseguiva di nuovo in rettilineo incrociando l'ex scalo dall'Azienda Gas & Macello (utilizzata solo per i merci) e dopo essa affrontava un'altra curva, per correre successivamente in rettilineo fino alla fermata di Piazza Castello posta in curva. La linea affrontava due curve per entrare poi nella stazione di Locarno Sant'Antonio dotato di officina (demolita nel 2004) e deposito locomotive (demolita nel 1987). Dopo questa stazione la ferrovia superava una curva, proseguiva in rettilineo fino alla fermata di Solduno e dopo aver superato un passaggio a livello posto sulla via Vallemaggia proseguiva verso nord-ovest attraverso una breve galleria chiamata Sass Gött per poi affrontare diverse curve fino alla stazione di Ponte Brolla punto di diramazione per Domodossola. Il tratto Locarno FART-San Martino fu sostituito da un tunnel inaugurato nel 1990 mentre tratto in superficie fu dismesso.

Da Ponte Brolla a Bignasco Dalla stazione di Ponte Brolla, dopo una brusca curva in direzione di Bignasco, si incrociava la vecchia stazione di Ponte Brolla, utilizzata dal 1907 al 1923, la breve galleria di Ponte Brolla lunga 58 m e subito dopo il ponte sul Maggia ricostruito nel 1951. Dopo il ponte si incrociava un passaggio a livello, si affrontava una curva e dopo qualche metro avveniva il cambio di pantografo, da quello standard a quello a lato. La ferrovia proseguiva sulla destra della cantonale fino alle porte di Avegno, affrontando diverse curve, si superava un passaggio a livello posta sulla cantonale e si entrava nella stazione di Avegno. Dopo questa località la linea affrontava poi diverse curve, superando la breve galleria di Avegno (oggi demolita) si proseguiva in rettilineo e attraversando la galleria Sass Pietsch lunga 180 m (poi convertita in galleria stradale). Dopo un passaggio a livello posta sulla cantonale si affrontavano due curve si entrava nella stazione di Gordevio posta in curva. Questo tratto è convertito in pista ciclabile.

Da Gordevio la ferrovia affrontava due curve per poi proseguire a fianco alla cantonale e dopo un'altra, proseguiva rettilineo fino alla fermata facoltativa di Ronchini. Dopo questa fermata e dopo una breve curva proseguiva a fianco alla cantonale fino alla stazione di Aurigeno-Moghegno posta in curva e dotata di un binario tronco per i merci. Dopo un'altra curva, che stava vicino alla chiesa della Madonna delle Grazie a Maggia, proseguiva in rettilineo fino alla stazione di Maggia anch'essa posta in curva. Da Maggia la linea affrontava diverse curve, superava un passaggio a livello posto sulla vecchia strada e proseguiva a fianco alla cantonale fino alla stazione di Lodano (il fabbricato viaggiatori è tuttora esistente, mentre il piazzale dei binari è stato convertito in una strada per Lodano). Da qui i treni affrontavano rettilinei e curve, attraversando i paesi di Coglio e Giumaglio dove era situata l'omonima stazione.