Brescia ( , localmente , Brèsa o Bressa in dialetto bresciano, pronuncia , localmente o )Nella bassa e media Valcamonica, in Valtrompia, Valsabbia e in alcuni paesi della Franciacorta, la pronuncia è [ˈbɾɛhɑ]. è un comune italiano di abitanti, capoluogo dell'omonima provincia in Lombardia. È il secondo centro più popoloso della regione dopo Milano.
Antica città le cui origini risalgono a oltre anni fa, Brescia possiede un cospicuo patrimonio artistico e architettonico: i suoi monumenti d'epoca romana e longobarda sono stati dichiarati dall'UNESCO Patrimonio dell'umanità. Dal 1426 al 1797 ha fatto parte della Repubblica di Venezia, che ne ha in parte influenzato architettura, cultura e tradizioni. Attiva nei settori della manifattura, dell'industria metalmeccanica, tessile, chimica e alimentare, è sita in uno dei territori tra i principali centri economico-produttivi d'Italia ed è conosciuta per la celebre corsa d'auto d'epoca Mille Miglia e per la produzione del Franciacorta. Brescia è soprannominata "La Leonessa", per il valore e l'attaccamento dimostrato verso la Repubblica di Venezia: nel 1438, a tal proposito, lo stesso Senato veneziano proclamò la città di Brescia "Leonessa e degna sposa del Leone" conferendole il titolo di "Brixia fidelis Fidei et Iustitiae", titolo riportato sul fronte del palazzo della Loggia.
Geografia fisica
Brescia sorge nell'alta Pianura Padana allo sbocco della Val Trompia, ai piedi del monte Maddalena e del colle Cidneo.
Il territorio – delimitato a nord dalle Prealpi Bresciane, ad est dalle Prealpi Gardesane e a ovest dai territori della Franciacorta – è in maggior parte pianeggiante; tuttavia tutto il versante sud del Monte Maddalena (compresa la cima) ricade nel territorio comunale, così che il comune di Brescia si trova ad avere un'escursione altimetrica di 770 metri.
Il centro storico è racchiuso nel perimetro della cinta muraria di epoca veneta, abbattuta tra la seconda metà dell'Ottocento e gli anni 1920 del Novecento,Franco Robecchi, pagg. 66-67 ed è sovrastato dal Cidneo sul quale è ben visibile il castello di Brescia. Il resto della città si espande geograficamente e visivamente su tutto il territorio circostante, racchiuso dalla cinta di monti prealpini, come il Monte Maddalena (ad est), ed il Monte Spina (a nord), anche se quest'ultimo non fa geograficamente parte del territorio cittadino, bensì dei comuni dell'hinterland Bovezzo, Lumezzane, Concesio e Nave.
Il rischio sismico di Brescia secondo l'ordinanza PCM 3274 del 20/03/2003 è riconducibile alla zona 2, ovvero di sismicità media; nei secoli passati non mancarono episodi di rilievo che coinvolsero la città, fra questi si ricorda il terremoto di Brescia del 25 dicembre 1222.
Clima
Brescia gode di un clima sub-continentale umido, caratterizzato da una piovosità uniformemente distribuita in tutte le stagioni con estati molto calde ed un numero inferiore di giorni di freddo e nebbia rispetto alla vicina pianura padana. La presenza di piante tipicamente mediterranee (come l'olivo, il leccio, l'alloro, l'alaterno e il cappero), che crescono sulle colline che circondano la città, sono indicatori del fatto che il clima di Brescia è sub-mediterraneo, di transizione cioè tra il clima mediterraneo e quello sub-continentale della Val Padana.
Le precipitazioni si concentrano nei periodi compresi tra maggio ed agosto, con un leggero calo nei mesi di luglio e settembre, e un riacutizzarsi nel periodo compreso tra ottobre e novembre inoltrato.
L'inverno, compreso generalmente tra fine novembre e fine marzo, è caratterizzato da una percentuale di piovosità molto bassa.
Idrografia La zona ovest del territorio comunale è attraversata longitudinalmente dal fiume Mella, che nasce nella zona del Maniva: dopo aver attraversato la Val Trompia, giunge in città da nord. È un fiume non navigabile e presenta anche problemi di inquinamento.
Ci sono anche corsi d'acqua a carattere torrentizio, tra di essi il Garza nasce a metà strada tra i centri di Lumezzane e di Agnosine; dopo aver attraversato la valle omonima, raggiunge la città da nord-est e l'attraversa in tutta la sua lunghezza con un percorso misto scoperto e sotterraneo.
Il Naviglio di Brescia è invece un canale, derivante dal fiume Chiese, che attraversa la città nella zona est per poi lambire i comuni della bassa bresciana orientale.
Orografia Il monte Maddalena (già monte Denno) è un monte appartenente alle Prealpi Bresciane che si innalza a ridosso della città e più precisamente nella sua parte nord-orientale. Proprio per la vicinanza con la città è detta la montagna dei bresciani. Alta 874 metri s.l.m., la Maddalena costituisce un vero polmone verde per la città. Altra altura rilevante è il colle Cidneo, sopra il quale si erge il castello di Brescia.
Origini del nome Il toponimo "Brescia" appare inizialmente su trattati veneti e nasce dalla probabile venetizzazione del lombardo "Brèsa" o "Brèssa", che a sua volta trae origine dal nome cenomane e poi romano della città, denominata da Augusto come "Colonia Civica Augusta Brixia". In età alto-medievale è attestata, accanto alla forma "Brixia", la variante "Brexia".Paolo Diacono, Historia Langobardorum, II, 32.
Il nome latino "Brixia" (e anche la variante greca "Βρηξία") è ben documentato in epoca classica (Catullo, Livio, Plinio il Vecchio ed altri). Viene fatto solitamente risalire al termine celtico brik/bric/brig (sommità, colle, altura, rocca, fortezza) o alla dea celtica Brig/Brigid moglie di Bres (da A.M. Ardovino) con vari riscontri in altre aree di influenza celtica (Bressa in Gallia, Brexa in Spagna, Bressanone, Bresso e Brianza in Italia).Alfredo Valvo, La Storia della città in L'età romana, p. 11. Anche nel dialetto locale il termine bréc significa sentiero ripido e sconnesso.
La "Leonessa d'Italia"
La città di Brescia è soprannominata "La Leonessa", originariamente per il valore e l'attaccamento dimostrato verso la Repubblica di Venezia: nel 1438, a tal proposito, lo stesso Senato veneziano proclamò la città di Brescia "Leonessa e degna sposa del Leone" conferendole il titolo di "Brixia fidelis Fidei et Iustitiae", titolo riportato sul fronte del palazzo della Loggia, sede del comune e da ultimo per la fiera insurrezione contro gli Austriaci del 1849 in seno al movimento risorgimentale passata alla storia come le Dieci giornate per cui venne insignita della Medaglia d’oro come città Benemerita del Risorgimento nazionale.
Alla città fu dato l'appellativo "Leonessa d'Italia" da Aleardo Aleardi, nei suoi Canti Patrii. La fortuna dell'espressione si deve però a Giosuè Carducci, che volle rendere omaggio a Brescia per la valorosa resistenza contro gli occupanti austriaci durante l'insurrezione delle Dieci Giornate, nell'ode Alla Vittoria. Tra le rovine del tempio di Vespasiano in Brescia, contenuta nelle Odi barbare.
Storia
Le origini di Brescia risalgono al 1200 a.C., quando una popolazione, probabilmente di Liguri, costruì un insediamento nei pressi del Colle Cidneo. Nel VII secolo a.C. si insediarono i Galli Cenomani, provenienti dall’attuale Francia, che fecero di Brescia la loro capitale. Successivamente, a cavallo tra III e II secolo a.C., a seguito di scontri tra Galli e Romani, Brixia iniziò il percorso di annessione alla Repubblica romana, culminato nel 42 a.C. quando gli abitanti ottennero la piena cittadinanza romana. Dal 27 a.C. la Repubblica diventerà Impero e Brixia farà parte dell’Italia romana, disegnata dall’Imperatore Augusto come territorio metropolitano dell’Impero.
Verso e dopo la fine dell’Impero romano d'Occidente, dal 402 al 493 subì numerose invasioni barbariche, tra cui quelle dei Visigoti di Alarico, degli Unni di Attila, degli Eruli di Odoacre e passò poi sotto la dominazione della tribù germanica degli Ostrogoti di Teodorico; proprio sotto quest'ultimo la città acquisì un'importanza chiave nel regno ostrogoto. Dal 568 divenne un importante ducato del regno longobardo.
Proclamatosi comune autonomo già nel XII secolo, finì sotto la dominazione visconteaFatta eccezione per il periodo che va tra il 1404 e il 1421, quando esistette la Signoria di Brescia, una Signoria indipendente dal Ducato di Milano retta da Pandolfo III Malatesta. e poi si diede, con la dedizione del 20 novembre 1426, ai Domini di Terraferma della Repubblica di Venezia e ne rimarrà legata fino alla fine del 1797.
Nel febbraio 1512, durante la guerra della Lega di Cambrai, le truppe francesi comandate da Pierre Terrail de Bayard e Gaston de Foix-Nemours conquistarono e saccheggiarono la città: tale drammatico evento portò alla draconiana decisione, da parte delle autorità veneziane, di demolire qualunque edificio nel raggio di un chilometro e mezzo dalla cinta muraria cittadina, in modo da poter proteggere con maggior efficacia la città da eventuali altri assedianti.
Francesco Duodo, capitano di Brescia, nella relazione datata 23 gennaio 1579, stima che la città di Brescia nel contagio passato (epidemia di peste) abbia perso ventimila anime.
Annessa al Regno Lombardo-Veneto, durante il Risorgimento fu teatro delle dieci giornate di Brescia, per poi arrivare all'annessione al Regno d'Italia nel 1860.
Nel 1932, tramite la demolizione del quartiere popolare delle Pescherie, su incarico del Duce Benito Mussolini viene realizzata in stile fascista piazza della Vittoria dall'architetto Marcello Piacentini, il quale vi realizza il primo grattacielo d'Italia, il Torrione che è tra i primissimi grattacieli in Europa.Il Novissimo Melzi del 1960 lo incluse nell'elenco degli edifici più alti del mondo
Il 13 luglio 1944 il centro della città fu bombardato dagli anglo-americani che sganciarono 124 tonnellate di esplosivo, provocando la morte di più di trecento persone.
Durante la seconda guerra mondiale, con la creazione della Repubblica Sociale Italiana, denominata informalmente di Salò, Brescia divenne sede di alcuni ministeri.
Al referendum istituzionale del 1946 nel comune di Brescia il 62,6% votò a favore della Repubblica contro il 37,4% che optò per la monarchia.
La città ha vissuto la ricostruzione e il boom economico sotto la guida del sindaco democristiano Bruno Boni, ininterrottamente dal 1948 al 1975, con il quale la città si è dotata di numerose infrastrutture. Inoltre, nel 1972, Brescia è stata la prima città in Italia a dotarsi del teleriscaldamento.
Il 28 maggio 1974 si verificò l'attentato in Piazza Loggia, mentre era in corso una manifestazione contro il terrorismo neofascista indetta dai sindacati, causando la morte di otto persone e il ferimento di più di altre cento.
Il 24 maggio 1924 viene assegnata la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini dal commissario prefettizio Antonio Zanon. Il riconoscimento viene revocato dal Consiglio Comunale il 28 settembre 2026 per maggioranza.
Simboli Stemma
Lo stemma di Brescia è contraddistinto dal leone azzurro su argento, a richiamo del leone cittadino, simbolo attribuitogli prima dell'epoca veneziana. La blasonatura dello stemma è stata emanata con un decreto ministeriale del 25 giugno 1925:
A differenza di quanto comunemente si crede, a causa dell'appellativo Leonessa d'Italia (attribuito alla città di Brescia da Giosuè Carducci), quello che figura sullo stemma di Brescia è un leone maschio.
Il gonfalone, invece, è formato da un drappo diviso verticalmente in due teli di colore bianco e azzurro, con al centro lo stemma comunale. Sul verso sono raffigurati i santi Faustino e Giovita, patroni della città.
Stemma del Regno d'Italia napoleonico
Lo stemma di Brescia introdotto da Napoleone Bonaparte prevedeva la sostituzione del leone azzurro con un leopardo rosso sebbene definito "illeonito" ovvero nella tipica posizione rampante del leone.