Lo stadio Luigi Ferraris è un impianto sportivo di Genova. Colloquialmente noto anche come stadio di Marassi dal nome del quartiere genovese dove sorge è stato inaugurato nel 1911, per cui è il più antico impianto calcistico d'Italia in attività.
Ha una capienza di 33 205 posti dopo la ristrutturazione del 2019 della tribuna superiore, che ha ridotto i precedenti circa 36 599Lo Stadio Luigi Ferraris , sul sito della . Nel suo periodo di capacità massima era in grado di ospitare circa spettatori.
Il Ferraris è sede degli incontri interni delle due maggiori squadre di calcio cittadine, il e la . Di proprietà comunale, è dal 2016 al 2022 in gestione alla società Luigi Ferraris s.r.l., paritariamente posseduta dai due club calcistici cittadini che ne usufruiscono.
L'impianto fu sottoposto a diverse ristrutturazioni, la più importante delle quali tra il 1987 e il 1989, quando fu adeguato per ospitare incontri del campionato mondiale di calcio 1990 del quale l'Italia fu Paese organizzatore; in tale occasione divenne uno stadio completamente coperto e, per permettere l'uso della struttura in maniera continuativa, non esistendo in città altri impianti idonei a sostenere l'affluenza, singole sezioni della stessa furono demolite e ricostruite a turno onde avere sempre settori agibili.
A livello internazionale ha ospitato numerosi incontri della nazionale italiana di calcio e talora anche di quella di rugby, nonché alcuni concerti musicali.
Storia
L'inizio dell'edificazione dello stadio è incerta, ma generalmente viene scelto come giorno simbolico il 10 luglio 1910. In tale data il presidente del Edoardo Pasteur accettò la proposta del marchese Musso Piantelli, socio della giovane compagine anglo-italiana, di costruire un campo da calcio all'interno del galoppatoio situato nel terreno di sua proprietà nel complesso della Villa Centurione Musso Piantelli, residenza cinquecentesca tuttora esistente a ridosso dell'ingresso dei distinti.
Il 22 gennaio 1911, in occasione della partita tra Genoa e , lo stadio fu ufficialmente inaugurato con il nome di Campo Sportivo Genoa Cricket & Football Club di Via del Piano.
Il nuovo terreno di gioco sorgeva perpendicolare al vicino torrente Bisagno ed era adiacente parallelamente alla più antica Cajenna, il campo sportivo della Società Sportiva , che, dal 1902, disputa i suoi incontri di calcio sull'infuocato campo situato a Marassi. I due campi da gioco erano separati da uno steccato per il quale il Genoa riceveva dai cugini dell'Andrea Doria 1.000 lire di indennizzo più 200 lire annuali per la manutenzione.
Alla fine del 1926 la Cajenna fu dichiarata inagibile dal regime fascista. Il sfruttò l'occasione e, pagando l'Andrea Doria con un indennizzo di 20.000 lire (comprensive, però, del trasferimento del portiere Manlio Bacigalupo) entrò in possesso del terreno. Su questo spazio, a nord del campo genoano, si decise di costruire una delle due nuove gradinate in cemento. Sia perché realizzata per prima, sia per spregio ai rivali, questa divenne anche la nuova sede del tifo più caldo della tifoseria genoana.
I lavori per ingrandire lo stadio di via del Piano furono terminati ad inizio del 1933. In occasione dei festeggiamenti per il quarantennale del , il 1º gennaio 1933, venne inaugurato il nuovo stadio intitolato a Luigi Ferraris, capitano della squadra del , caduto durante la prima guerra mondiale. Davanti a più di 20.000 persone, essendo i lavori per la costruzione della seconda gradinata popolare a sud ancora da effettuare, la squadra rossoblù supera lo Young Boys per 3 a 1. Durante la cerimonia di intitolazione dello stadio fu sotterrata, in prossimità della porta di gioco situata sotto la Gradinata Nord, la sua medaglia d'argento al valor militare.
Il Luigi Ferraris con i nuovi lavori divenne uno degli stadi più moderni dell'epoca, passando dalla capienza iniziale di a una nuova di spettatori. A tal motivo fu scelto per ospitare il 27 maggio 1934 la partita dei mondiali tra e terminata 3 a 1. Per il Ferraris il record di spettatori in una partita di campionato appartiene al derby - 1-1 del 28 novembre 1982, undicesima giornata della Serie A 1982-83, quando si registrarono presenze — delle quali in quota abbonati — per un incasso di lire dell'epoca. Il record assoluto di affluenza fu registrato altresì il 27 febbraio 1949 in occasione dell'amichevole - 4-1, quando a gremire gli spalti dello stadio giunsero più di spettatori per un incasso totale di circa 33 milioni di lire dell'epoca. Il record di abbonati per assistere alle partite disputate in questo Stadio appartiene al che, nel campionato di Serie A 2025-26, registra 28.101 tesserati.
Dopo la morte del portiere del Genoa Giovanni De Prà nel 1979, su sua espressa volontà il comune di Genova interrò di fianco al palo sotto la gradinata dei tifosi genoani una medaglia d'oro che il Guerin Sportivo aveva fatto coniare per il giocatore a ricordo della prestazione «eroica» nella partita disputata dalla nazionale italiana contro la Spagna. È tuttavia sconosciuta la sorte di tale medaglia dopo la completa sostituzione del terreno di gioco nel 1989 per via dei lavori di rifacimento dell'impianto in occasione dei mondiali di calcio del 1990.
In occasione di tale evento lo stadio fu, settore dopo settore, demolito e ricostruito su progetto degli architetti Vittorio Gregotti e Augusto Cagnardi, il quale incontrò polemiche soprattutto per questioni legate alla visibilità, dal momento che i tifosi lamentavano che da alcuni angoli fosse difficile osservare il campo. Per permettere alle due compagini cittadine di continuare a disputare a Marassi gli incontri interni, i lavori furono eseguiti per singoli settori e durarono 26 mesi (da luglio 1987 al settembre 1989).
Del vecchio stadio rimase soltanto l'ingresso della tribuna. Per il resto il nuovo Ferraris si presentava come un moderno stadio all'inglese, con gli spalti a ridosso del campo che potevano ospitare poco più di 40 000 spettatori. Lo stadio fu dotato di due maxi-schermi; i settori ospiti vennero costruiti nei Parterre, le parti inferiori delle Gradinate che non erano coperti dalla tettoia e di fronte alla Tribuna venne costruito un gazebo adibito a sala stampa per i Mondiali di Italia '90.
In seguito il Ferraris subì piccole modifiche che lo portarono a essere com'è oggi. Il gazebo, costoso da mantenere e praticamente inutilizzato, fu eliminato; i tifosi ospiti vennero spostati nelle gabbie poste ai due lati estremi della tribuna, adiacenti alle due gradinate (gabbia lato nord nelle partite casalinghe della , gabbia lato sud nelle partite casalinghe del ); la capienza, in seguito all'inserimento di nuovi seggiolini per l'adeguamento ai parametri UEFA imposta per rendere possibile la partecipazione della Sampdoria alla Coppa UEFA nella stagione 2005-06 fu ridotta a poco più di 38 000 unità; capienza che si ridusse ulteriormente per l'installazione di nuovi seggiolini e per l'eliminazione delle prime file per essere in regola con le norme di visibilità e sicurezza obbligatorie per la partecipazione della Sampdoria alla UEFA Champions League del 2010–2011, scongiurando l'ipotesi di dover giocare le proprie partite fuori da Genova.
Nel 2001 si ebbe l'installazione di grate d'acciaio e tornelli nel perimetro esterno dello stadio, per permettere il regolare svolgimento delle gare nel rispetto delle nuove linee guida di sicurezza imposte dalle leggi (decreto Amato) vigenti in Italia.
I nuclei caldi delle due tifoserie di Genova risiedono storicamente nelle due gradinate: la Nord per i tifosi rossoblù e la Sud per i tifosi blucerchiati.
Il 28 aprile 2004 Roberto Baggio ha giocato nello stadio l'ultima partita con la nazionale contro la Spagna che si è conclusa 1-1 con i gol di Christian Vieri e di Fernando Torres.
Il 28 maggio 2011 è stata celebrata una festa per i cento anni dello stadio organizzato dal club genoano "Figgi do Zena" e per festeggiare il centenario si è giocata la partita tra nazionale stilisti e ex giocatori genoani.
Il 29 febbraio 2012 al Ferraris viene disputata una amichevole contro gli Stati Uniti in vista degli Europei di calcio di Polonia e Ucraina finita 0-1 a favore degli statunitensi grazie a un goal di Dempsey che porta quindi per la prima volta la formazione statunitense a battere l'Italia.
Il 7 marzo 2023 il Consiglio Comunale di Genova ha dato il via libera per interrare una copia della medaglia del portiere del Genoa Giovanni De Prà interrata nel 1979 e scomparsa nel 1989 vicino alla porta della Gradinata Nord. La medaglia è stata interrata nel pre-partita di Genoa-Bari il 19 maggio 2023 davanti alla Gradinata Nord.
Episodi di cronaca Il 29 gennaio 1995, prima della partita di campionato - della stagione 1994-1995, il tifoso genoano Vincenzo Spagnolo fu accoltellato ed ucciso dal tifoso milanista Simone Barbaglia all'esterno dello stadio, nei pressi della Gradinata Nord, culla del tifo caldo genoano. Quel giorno ci furono gravissimi scontri che durarono anche nella notte, durante la quale le forze dell'ordine faticarono a impedire il contatto tra i tifosi rossoblù e quelli rossoneri, che restarono fino a tarda notte chiusi nello stadio per motivi di sicurezza. In memoria di Vincenzo Spagnolo è stata apposta una targa sul monumento costituito da 11 massi, impilati in verticale, eretto alla fine dei lavori di ricostruzione dello stadio per i Mondiali di Italia '90, in memoria degli 11 operai deceduti sui cantieri degli stadi italiani in rifacimento per quell'evento mondiale, collocato davanti all'entrata delle Tribune vicino alla Gradinata Nord. Nell'agosto 2007, a seguito del ritorno in A del Grifone, la trasferta fu vietata ai tifosi milanisti per timore di nuovi incidenti.
Il 12 ottobre 1999, all'inizio del secondo tempo della gara tra e Bologna valida per la Coppa Italia, il portiere della squadra emiliana Gianluca Pagliuca, ex giocatore anche della stessa Sampdoria, venne colpito da un lancio di arance, bottigliette e oggetti di vario tipo da parte dei tifosi blucerchiati della Gradinata Sud. La partita venne sospesa per circa un quarto d'ora per poi riprendere, ma il lancio di oggetti riprese, questa volta con rubinetti divelti dai bagni dello stadio. Il giudice sportivo decretò lo 0-2 a tavolino per il Bologna e la dovette scontare sei giornate di squalifica del campo di Marassi.
Il 12 ottobre 2010, in occasione della partita di qualificazione agli europei del 2012 tra e , lo stadio fu teatro di una serie di scontri causati dai tifosi ultranazionalisti serbi. La partita cominciò con 35 minuti di ritardo a causa del lancio di una serie di fumogeni; dopo il calcio d'inizio furono lanciati altri razzi, uno dei quali sfiorò il portiere italiano Emiliano Viviano e un altro il terzino Gianluca Zambrotta, quindi l'arbitro, lo scozzese Craig Thomson, decretò la sospensione definitiva della partita dopo soli 6 minuti di gioco; in seguito venne decretato il 3-0 a tavolino per l'Italia. Gli scontri con gli ultras serbi costarono 18 feriti, 35 denunciati e 138 persone identificate, con l'arresto del capo ultrà, Ivan Bogdanov, 29 anni. Bogdanov, che si era già reso responsabile di altri disordini di questo tipo, venne condannato a 3 anni e 3 mesi di reclusione.