La storia del Bhutan affonda le sue radici più profonde nella mitologia. Alcune costruzioni sembrano suggerire che i primi insediamenti fissi nella regione risalgano addirittura al XXI secolo a.C. Secondo una leggenda, intorno al VII secolo a.C. la zona fu governata da Sangaldip, un re di Cooch Behar, ma non si conosce molto sul periodo antecedente all'introduzione del Buddhismo tibetano nel IX secolo, quando i disordini in Tibet costrinsero molti monaci a fuggire in Bhutan. Nel XII secolo, fu fondata la scuola Drukpa, ancora oggi forma dominante del Buddhismo in Bhutan. La storia politica del paese è intimamente legata alla sua storia religiosa e ai rapporti tra le varie scuole monastiche e i monasteri."Background Note: Bhutan". Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d'America (Marzo 2008).

Il Bhutan appartiene alla cerchia ristretta dei paesi che sono stati sempre indipendenti nel corso della loro storia, mai conquistati, occupati o governati da un potere esterno (nonostante uno status tributario nominale occasionale). Nonostante alcuni storici sostengano che abbia fatto parte del Regno di Kamarupa o dell'Impero tibetano tra il VII e il IX secolo, mancano prove certe. Dai documenti storici attualmente conosciuti e ritenuti affidabili, infatti, emerge con chiarezza il fatto che il Bhutan ha continuamente difeso la propria sovranità con successo.

Il consolidamento della sovranità bhutanese avvenne nel 1616 quando Ngawang Namgyal, un lama del Tibet occidentale onorato del titolo di Shabdrung, respinse tre invasioni tibetane, riappacificò scuole religiose rivali, codificò un complesso sistema di leggi noto come Tsa Yig, e si impose come sovrano su un sistema di amministratori ecclesiastici e civili. Dopo la sua morte, lotte intestine e guerre civili hanno eroso il potere dello Shabdrung per i successivi 200 anni. Nel 1885 Ugyen Wangchuck fu in grado di consolidare il potere e iniziò a coltivare legami più stretti con gli inglesi nel subcontinente.

Nel 1907, Ugyen Wangchuck fu eletto come sovrano ereditario del Bhutan e incoronato il 17 dicembre dello stesso anno in qualità di Druk Gyalpo (Re Drago). Tre anni dopo, il re Ugyen e gli inglesi siglarono il trattato di Punakha, in cui si prevedeva che l'India britannica non interferisse negli affari interni del Bhutan a patto di concordare con la medesima il modo di gestire le relazioni con l'estero. Quando l'India ottenne l'indipendenza nel 1947, il nuovo governo indiano riconobbe il Bhutan come paese indipendente. Nel 1949 l'India e il Bhutan firmarono il Trattato di Pace e Amicizia, che prevedeva che l'India non interferisse negli affari interni del Bhutan, ma guidasse la sua politica estera. Guidato dal 1952 dal re modernizzatore Jigme Dorji Wangchuck, il Bhutan iniziò lentamente a uscire dal suo isolamento e iniziò un programma di sviluppo pianificato. Nel giro di un ventennio furono istituite l'Assemblea Nazionale, la Royal Bhutan Army e la Corte Reale di Giustizia, insieme a un nuovo codice di leggi. Il Bhutan divenne membro delle Nazioni Unite nel 1971.

Nel 1972, Jigme Singye Wangchuck salì al trono all'età di 16 anni. Nel corso del suo mandato egli ha dato grande importanza ad un'educazione più moderna, al decentramento amministrativo, allo sviluppo dell'energia idroelettrica e del turismo e al miglioramento della vita nelle comunità rurali. Tuttavia, il motivo principale per cui egli è noto a livello mondiale risiede probabilmente nel tentativo di misurare la "felicità interna lorda". Questa specie di indicatore nasce sulla base del pensiero del sovrano, il quale si è sempre detto consapevole che lo sviluppo non include solo degli obiettivi economici, ma ha un fine molto più ampio. Soddisfatto del processo di democratizzazione in transizione del Bhutan, egli ha abdicato nel dicembre 2006, senza aspettare la promulgazione della nuova costituzione nel 2008. Suo figlio, Jigme Khesar Namgyel Wangchuck, è diventato re dopo la sua abdicazione.

Preistoria Alcuni oggetti di età neolitica trovati in Bhutan indicano che la regione è abitata da almeno 11.000 anni. I primi abitanti del Bhutan e delle vicine aree himalayane dell'Asia meridionale avrebbero avuto contatti con la civiltà della valle dell'Indo.

Origini e primi insediamenti (600-1616) Variazioni delle parole sanscrite Bhota-ant (fine di Bhot) o Bhu-uttan (altopiano) sono state suggerite dagli storici come origini del nome Bhutan, entrato nell'uso comune all'estero a partire dal tardo XIX secolo, mentre in Bhutan il nome è usato ancora oggi solo nella corrispondenza in inglese. I bhutanesi si riferiscono al loro stesso paese chiamandolo dal XVII secolo Drukyul, cioè paese dei Drukpa, un riferimento alla scuola buddhista dominante del paese, ma anche al suo simbolo per eccellenza. "Drukpa", infatti, vuol dire "popolo del drago".Worden, Robert L. "Origins and Early Settlement, AD 600–1600". In Savada.

Alcuni studiosi ritengono che prima del VII secolo gli abitanti fossero feroci aborigeni di montagna, i Monpa, che non appartenevano né all'etnia tibetana né a quella mongola, che in seguito invasero il nord del Bhutan. Queste popolazioni primitive praticavano una religione sciamanica, in cui si enfatizzava il culto della natura e l'esistenza di spiriti buoni e cattivi. Durante l'ultima parte di questo periodo, leggende storiche riferiscono che il potente re di Monyul invase la regione delle Dooar, sottomettendo i territori dei moderni stati indiani dell'Assam, del Bengala occidentale e del Bihar, arrivando ai confini meridionali dell'attuale Bhutan.

L'arrivo del buddhismo Il buddhismo fu introdotto per la prima volta in Bhutan nel VII secolo. Il re tibetano Songtsen Gampo (627-649) dopo la sua conversione alla nuova religione ordinò la costruzione di due templi buddhisti, a Bumthang e a Kyichu (vicino a Paro). Tuttavia, fu solo con Sindhu Rāja, un re indiano in esilio a Bumthang, che il buddhismo iniziò a diffondersi circa un secolo dopo nel paese.

Il buddhismo rimpiazzò ma non eliminò le antiche pratiche della religione Bön, diffuse in tutta l'area himalayana. Al contrario, il buddhismo accolse alcune delle pratiche preesistenti, favorendo anche un clima distensivo tra i vecchi e i nuovi seguaci. Mentre il paese si sviluppava nelle sue numerose valli fertili, la nuova religione maturò e divenne un elemento unificante. È proprio la letteratura buddhista di quell'epoca a fornire le prime testimonianze certe sulla storia del Bhutan.Worden, Robert L. "Arrival of Buddhism". In Savada.

Nel 747, un santo buddista, Padmasambhava (conosciuto in Bhutan come Guru Rimpoche e talvolta chiamato il Secondo Buddha), giunse in Bhutan dall'India su invito di uno dei numerosi re locali. Dopo aver sottomesso in segreto otto classi di demoni e aver convertito il re, Guru Rimpoche si trasferì in Tibet. Al suo ritorno, egli favorì la costruzione di nuovi monasteri nella valle di Paro e fece di Bumthang il suo quartier generale. Secondo la tradizione, fondò la setta Nyingma - anche conosciuta come "vecchia setta" o setta dei Cappelli Rossi - del Buddhismo Mahāyāna, che in quel periodo divenne la religione dominante in Bhutan. Guru Rimpoche è ancora oggi tenuto in altissima considerazione in qualità di protettore nazionale e rivelatore dei tantra, manuali che descrivono forme di devozione all'energia naturale. Da Padmasambhava in poi, l'influenza indiana è stata crescente e incontrastata fino all'arrivo delle migrazioni tibetane, che hanno introdotti nuovi elementi culturali e religiosi.

Non ci fu un governo centrale durante questo periodo. Invece, dai primi anni del IX secolo iniziarono a svilupparsi piccole monarchie indipendenti. Ciascuna era governata da un deb (re), e gran parte di questi sovrani rivendicava origini divine. Il regno di Bumthang era di gran lunga il più importante tra tutti. Nel frattempo, i monaci buddhisti tibetani avevano introdotto la loro corrente religiosa nel paese, aiutati dalle truppe mongo-tibetane che stavano lentamente popolando le valli.

La rivalità tra le sette Già agli inizi del X secolo lo sviluppo politico del Bhutan risultava pesantemente influenzato dalle sue sorti religiose. Dopo un periodo di declino per il buddhismo in Tibet nell'XI secolo, emersero contese tra diverse sette e scuole. I signori mongoli del Tibet e del Bhutan gestirono un gran numero di sette fino al loro declino politico nel XIV secolo. A quel tempo, la scuola Gelug o "dei Cappelli Gialli", dopo un periodo di anarchia in Tibet, divenne una potente forza che portò alla fuga in Bhutan di numerosi monaci di varie minoranze opposte. Tra questi monaci vi era il fondatore del sottogruppo Lhapa della scuola Kargyu, a cui è stata attribuita l'introduzione dell'architettura di monasteri noti come dzong. Sebbene la setta Lhapa fosse stata sconfitta dalla setta Drukpa - anch'essa parte della scuola Kargyu ma guidata dal monaco tibetano Phajo Drugom Zhigpo - continuò a fare proselitismo fino al XVII secolo. Il Drukpa si diffuse in tutto il Bhutan e alla fine divenne la forma dominante di pratica religiosa.Worden, Robert L. "Rivalry among the Sects". In Savada.

Governo teocratico (1616-1907) Sconfitta delle invasioni tibetane (1616-1651)

Nel XVII secolo fu istituito un governo teocratico indipendente dall'influenza politica tibetana. Questo fu il momento in cui il Bhutan moderno iniziò a prendere forma. Il governo teocratico fu fondato da un monaco drukpa espatriato, Ngawang Namgyal, che arrivò in Bhutan nel 1616 in cerca della libertà dal dominio della setta Gelug guidata dal Dalai Lama a Lhasa. Dopo una serie di vittorie ai danni dei capi delle sottosette rivali e degli invasori tibetani, Ngawang Namgyal guadagnò il titolo onorifico di Shabdrung, diventando il leader temporale e spirituale del Bhutan. Considerato come la prima grande figura storica del Bhutan, egli unì i capi delle potenti famiglie bhutanesi in un unico paese chiamato Drukyul. Promulgò quindi un nuovo codice di leggi e realizzò una rete di dzong inespugnabili, un sistema che contribuì a ridurre i signori locali sotto il controllo di un'autorità centrale rafforzando al tempo stesso i confini esterni del paese. Molti dzong costruiti all'epoca sono ancora oggi perfettamente in funzione.Worden, Robert L. "Consolidation and Defeat of Tibetan Invasions, 1616–51". In Savada.

Durante la prima guerra con il Tibet, nel 1627, i gesuiti portoghesi Estêvão Cacella e João Cabral furono i primi europei a visitare il Bhutan. In viaggio verso il Tibet, questi incontrarono Ngawang Namgyal, gli regalarono armi da fuoco, polvere nera e un telescopio, e offrirono inoltre i loro servizi nella guerra contro il Tibet, ma lo Shabdrung declinò l'offerta. Dopo un soggiorno di quasi otto mesi, Cacella scrisse una lunga lettera dal monastero di Chagri in cui riportava ogni dettaglio del suo viaggio. Questo è ancora oggi uno dei pochi documenti in cui si parla dello Shabdrung..

Le armate tibetane tentarono di invadere il Bhutan intorno al 1629, nel 1631 e ancora nel 1639, sperando di limitare la popolarità di Ngawang Namgyal prima che questa si diffondesse. Nel 1634 Ngawang Namgyal sconfisse l'esercito di Karma Tenkyong nella battaglia dei Cinque Lama. Le invasioni furono vanificate, e la setta Drukpa sviluppò una forte presenza nel Bhutan occidentale e centrale, lasciando a Ngawang Namgyal il ruolo di guida suprema.

Tuttavia, i problemi del Bhutan non erano ancora finiti. Nel 1643, l'alleanza mongo-tibetana cercò di raggiungere e sopprimere i rifugiati Nyingma fuggiti in Bhutan, Sikkim e Nepal. I mongoli avevano preso il controllo del potere religioso e civile in Tibet negli anni 1630 e imposero il Gelug come religione di Stato. I rivali bhutanesi di Ngawang Namgyal cercarono di favorire l'invasione mongola, ma questa fu respinta nelle umide pianure del sud del paese. Nel 1647 un ulteriore tentativo di invasione, stavolta di matrice tibetana, fallì sul nascere.