La Vendetta del Salvatore (Vindicta Salvatoris) è un apocrifo del Nuovo Testamento facente parte del Ciclo di Pilato, riferito a Ponzio Pilato, prefetto della Giudea (26-36) implicato nel processo di Gesù. È composto in latino e risale al medioevo: i principali manoscritti risalgono al IX-XIV secolo.

Ha in comune molti temi presenti negli apocrifi Morte di Pilato e Guarigione di Tiberio, probabilmente derivando questi tre i racconti da un testo precedente, forse del VI secolo.

Il testo racconta gli avvenimenti immediatamente successivi alla morte di Gesù, con notevoli errori e imprecisioni storiche e con toni prettamente antisemiti. Tito, re di Burdigala (Bordeaux) in Libia al tempo dell'imperatore Tiberio, viene miracolosamente guarito dalla lebbra da un cristiano. Parte con Vespasiano per punire i Giudei per la recente e ingiusta morte di Gesù. Distruggono Gerusalemme, imprigionano Pilato, grazie a Volusiano trovano Veronica e il panno sul quale era rimasto impresso il volto di Gesù. Grazie al panno l'imperatore Tiberio a Roma viene guarito dalla lebbra.

Bibliografia

Voci correlate Apocrifi del Nuovo Testamento Ciclo di Pilato Morte di Pilato Guarigione di Tiberio Ponzio Pilato

Collegamenti esterni Traduzione italiana dal sito intratext.com Traduzione inglese dal sito ccel.org

categoria:Ciclo di Pilato