La parola pedofilia, termine derivante dal tema greco παῖς (bambino) e φιλία (amicizia, affetto ma anche amore), indica una parafilia che si manifesta con azioni, ricorrenti impulsi e fantasie erotiche che implicano attività sessuali con bambini prepuberi. È una cronofilia. Per esempio, l'attrazione verso neonati si chiama infantofilia, identificabile come una forma aggravata di pedofilia. Poi c'è la gerontofilia, ovvero l'attrazione degli individui più giovani verso le persone anziane. Per individui preadolescenti o appena adolescenti e individui adolescenti medio-tardi si parla invece rispettivamente di ebefilia o efebofilia (quest'ultima non classificata come una parafilia o una diagnosi psichiatrica, in quanto denota l'attrazione verso individui sessualmente maturi, benché i rapporti tra legalmente adulti e minori dell'età del consenso siano vietati in base agli ordinamenti giuridici).
Significato In ambito psicopatologico la pedofilia è considerata una devianza (parafilia), tale condizione è considerata come un disturbo parafilico denominato "disturbo pedofilico". La manifestazione avviene tramite fantasie sessualmente eccitanti o impulsi o comportamenti (per un periodo di almeno 6 mesi) che coinvolgono in attività sessuali un individuo in età prepuberale (generalmente di età inferiore a 13 anni), l'individuo che manifesta ciò deve avere almeno un'età di 16 anni e deve essere almeno di 5 anni più grande dell'individuo più giovane (sono esclusi gli individui in tarda adolescenza coinvolti in una relazione con un individuo di 12-13 anni). Nell'accezione comune, al di fuori dall'ambito psicopatologico, talvolta il termine pedofilia si discosta dal significato letterale e viene utilizzato per indicare quegli individui che commettono abusi sessuali su di un bambino o che commettono reati legati alla pedopornografia (quali ad esempio il possesso o la condivisione). Altre volte, forse più comunemente, il termine viene erroneamente usato nel linguaggio comune per indicare qualsiasi attrazione o relazione sessuale o sentimentale verso qualunque individuo sotto l'età del consenso o addirittura sotto la maggiore età legali (indipendentemente da quanto queste ultime due siano alte o basse). Questa falsa credenza viene perpetuata soprattutto dall'intrattenimento come film e serie televisive di produzione Californiana, dove l'età del consenso coincide con la maggiore età della California (che è attualmente 18 anni). Ci sono anche situazioni in cui il termine viene usato impropriamente per riferirsi a relazioni in cui la persona più giovane è legalmente maggiorenne/adulta o comunque legale, ma è considerata troppo giovane rispetto al partner più anziano, oppure il partner più anziano occupa una posizione di autorità o di potere nei confronti del/della partner più giovane. Questo uso del termine è inesatto e può generare confusione, se non addirittura fraintendimenti di natura legale. In psicopatologia e in criminologia vengono distinti i pedofili da coloro che abusano sessualmente i bambini (child molester), essendo categorie che possono sovrapporsi ma che non sono interscambiabili. Vi sono infatti soggetti pedofili che non attuano condotte illecite, come si hanno casi di abusi su bambini compiuti da individui non affetti da pedofilia.
Analisi del fenomeno
Reati di pedofilia, sia maschile che femminile, si sono verificati in tutti i luoghi dove sono presenti bambini: famiglie (nel qual caso potrebbe trattarsi di incesto), centri religiosi (seminari, oratori), scuole d'infanzia, associazioni giovanili (negli Stati Uniti d'America i boy-scout), in casa da parte di un/una baby sitter.
Da varie analisi di polizie di stato, rapporti Meter telefono azzurro dal 2011 a oggi si evince che la maggior parte degli abusi vengono fatti da adulti di età inferiore ai 50 anni spesso coniugati e quindi all’interno del nucleo familiare, di solito professionisti di ceto medio-alto. Il restante degli abusi secondo una indagine di -Telefono azzurro del 2011 è formato da amici di famiglia (11% circa), gli insegnanti (9,1%) e i vicini di casa (4,8%) cioè da persone vicino alla vittima e non sconosciuti. L'1% riguarda figure religiose e le donne che commettono abusi su minori sono il 12,8%. Un altro aspetto in forte crescita è la pedofilia on line sia come fruizione di immagini anche tramite Intelligenza Artificiale e sia come adescamento di minori principalmente tramite social, giochi on line, app criptate come Signal.
Un’altra analisi importante è la tratta dei bambini in tutto il mondo che vengono sfruttati per scopi illeciti e anche per sfruttamento sessuale alimentando anche il turismo sessuale. Secondo il rapporto dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC) e il Global report on trafficking in persons 2020 riportano che nel 2018 il l 34% delle vittime era composto da minori. Ci sono state famose operazioni di polizia che hanno ritrovato e liberato bambini che sarebbero stati usati per sfruttamento anche sessuale. Da una stima dell’organizzazione ECPAT il continente dove ci sono maggiori paesi e organizzazioni che alimentano questo fenomeno è l'Asia.Tale fenomeno è alimentato da ricchi turisti occidentali e non solo. In Brasile, Venezuela e Colombia,Russia Cina Israele esistono organizzazioni criminali per l'acquisto o sequestro di bambine per rifornire i fruitori. Il giro di affari di questo fenomeno si stima sia di 5 miliardi di dollari e coinvolga circa 1 milione di nuovi bambini ogni anno. Il fenomeno è in forte espansione anche in altri paesi.
Nel mondo ci sono movimenti culturali sostenitori della “violenza presunta” che giustificano gli atti sessuali su minori, parlando di consenso del minore. Basta pensare alla famosa petizione del 1977 di intellettuali di sinistra Francesi, anche trascritti nel libro "La legge del Pudore”. La giurisprudenza non ha dato mai questa opportunità perché considera il minore in situazione di inferiorità. Questa cultura pedofila comunque esiste. Ci sono associazioni e gruppi, che cercano di avvalorare e depenalizzare questi comportamenti, tra cui In Europa, la DPA (Danish Pedophile Association), negli Stati Uniti, il PLF (Pedophile Liberation Front) e la NAMBLA (North American Man-Boy Love Association).
Nel maggio 2007 tutti i media hanno parlato ripetutamente di notizie su reati commessi da membri del clero, sulla base del fatto che oltre 4000 sacerdoti sono stati accusati di abuso di minori negli USA e in Canada. Si tratta però del numero totale delle accuse raccolte in un arco di 50 anni e comprende non solo i casi di pedofilia in senso stretto, ma anche i rapporti con adolescenti minori della maggiore età (quindi anche individui relativamente legali, dipende dallo Stato e dall'approccio) e altri minori di 16 anni (l'età del consenso media in Nord America). Sino a oggi le condanne per pedofilia hanno riguardato 40 casi su 4000. Nel giugno 2009 il cardinale Cláudio Hummes, Prefetto della Congregazione per il Clero, ha dichiarato al settimanale cattolico spagnolo Vida Nueva che «i casi di pedofilia a volte non arrivano nemmeno al 4% dei sacerdoti». Questa dichiarazione rettifica una precedente intervista dello stesso cardinale Hummes del 5 gennaio 2008 allOsservatore Romano in cui dichiarava che tra i sacerdoti «neppure l'1% ha a che fare con problemi di condotta morale e sessuale».
Nel settembre del 2009 l'arcivescovo Silvano Tomasi, osservatore permanente della Santa Sede all'ONU di Ginevra, in una dichiarazione emessa in una riunione del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite a Ginevra in relazione ai crimini sessuali sui minori, ha dichiarato che «nel clero cattolico solo tra l'1,5% e il 5% dei religiosi ha commesso atti di questo tipo».
La cifra del 4% è stata contestata anche dallo studioso Massimo Introvigne sulla base di uno studio indipendente (il John Jay Report) condotto dal John Jay College of Criminal Justice della City University of New York, che non è un'università cattolica ed è unanimemente riconosciuta come la più autorevole istituzione accademica degli Stati Uniti in materia di criminologia., articolo de Il Giornale del 27 maggio 2010 e , articolo di Introvigne pubblicato su Avvenire il 18 marzo 2010. URL consultati l'8-2-2012.
Nel 2009 è uscito in libro Atti impuri. La piaga dell'abuso sessuale nella chiesa cattolicaM.G. Frawley-O'Dea, V. Goldner (a cura di), Atti impuri. La piaga dell'abuso sessuale nella Chiesa cattolica, Milano, Raffaello Cortina, 2009. ISBN 88-6030-223-4; ISBN 978-88-6030-223-6. che riporta cifre aggiornate sulla pedofilia nella Chiesa statunitense. Tra il 1950 e il 2004 si sono registrati undicimila casi documentati di abusi sessuali su minori i cui autori sono preti (vedi John Jay Report). Mediamente i preti diocesani implicati negli abusi sono il 4,3 per cento e in alcuni anni queste percentuali sono state particolarmente elevate: nel 1963, 1966, 1970 e nel 1974 si è arrivati all'otto per cento di predatori diocesani, fino al nove per cento del 1975. Nel libro si fanno anche delle estrapolazioni su quelli che possono essere i limiti del fenomeno pedofilia (abusi su minori) nella Chiesa e si stima che i casi sono stimabili in quaranta-sessantamila che farebbero salire il tasso dei preti abusanti a percentuali altissime.Marco Politi, , articolo pubblicato su la Repubblica del 24 gennaio 2009. URL consultato l'8-2-2012.
Dal rapporto Meter 2023-25 che collabora con polizia di stato e altri enti si evince che la maggior parte di materiale pedopornografico è salvato nei server Americani e Europei e che c'è una crescita degli abusi su neonati, con 2.400 segnalazioni di materiale prodotto e diffuso. L'aumento di app criptate per reati pedopornografici ha incrementato il fenomeno in tutto il mondo. Nel 2024 sono stati denunciati insieme alla polizia postale i seguenti gruppi di pedofili: 336 gruppi su Signal, 51 pagine e gruppi Facebook, 19 gruppi WhatsApp, 3 su Instagram e 1 su TikToK. Dal 2002 al 2024 sono stati denunciati 233350 link di pedofili con i seguenti principali paesi coinvolti: la nuova Zelanda 930 link, il Territorio Britannico d’oltremare dell’Oceano Indiano 642 link e la Colombia con 390 link.
In Europa Un'indagine condotta dall'OMS rivela che (diciotto milioni) di minori in Europa siano stati vittime di abusi sessuali, con una netta prevalenza delle bambine rispetto ai bambini.
In Italia
Secondo i dati raccolti da Telefono Azzurro e pubblicati nel Rapporto Nazionale sulla Condizione dell'Infanzia e dell'Adolescenza, quasi il 60% degli abusi su minori avviene in famiglia. Nel panorama internazionale emerge che in Francia e in Inghilterra i minorenni vittime di abuso sessuale sono molto più numerosi, ma ciò che preoccupa in Italia è il "sommerso": infatti è probabile che alcune situazioni di abuso non arrivino alla denuncia.Cf. , Rai News 24, 5 maggio 2009. URL consultato il 5-3-2010. Per il CENSIS, le cui cifre si basano sui dati ministeriali elaborati dal prof. Mastronardi, circa lo 0,07% dei casi di pedofilia in Italia riguarda il clero; questa è infatti la percentuale di sacerdoti italiani condannati per pedofilia in 50 anni, mentre nella società civile esistono invece 21 000 casi di pedofilia ogni anno (1 ogni 400 minori).
Per l’on line si parla anche di dodici milioni di fotografie di bambini stuprati che circolano nel web, mezzo milione di filmini, oltre due milioni di bambini coinvolti di età compresa tra 0 e 12 anni. Come si evince da dati di forniti da Don Fortunato di Noto, fondatore ed ex presidente di Telefono Arcobaleno e presidente di METER, associazioni che combattono ogni forma di abuso e sfruttamento di bambini, collaborando con le forze dell'ordine.