Coira (, toponimo italiano; in tedesco e ufficialmente Chur , in francese Coire , in romancio Cuira ) è un comune svizzero di abitanti del Canton Grigioni, nella regione Plessur; ha il titolo di città ed è la capitale del cantone e il capoluogo della regione.

Geografia fisica Coira è adagiata nell'alta valle del Reno e alla confluenza di importanti strade di valico con il sud delle Alpi.

Origini del nome Il nome della città ha origini controverse, oggetto di dibattito scientifico. La ricerca più antica derivava il toponimo, attestato per la prima volta intorno al 280 d.C. in un itinerario stradale romano (Itinerarium Antonini) come Curia, dal latino cūria ("casa del consiglio, assemblea del senato"), interpretandolo come cūria Raetia prīma (città principale, sede amministrativa della provincia Rezia (Raetia prima). Questa etimologia è stata successivamente confutata per motivi sia linguistici che storici: lo storico Theodor Mommsen aveva già respinto la derivazione da cūria, poiché Coira al tempo della prima attestazione non era ancora capitale della Raetia prima; dal punto di vista linguistico, il linguista Johann Ulrich Hubschmied ha dimostrato che la vocale radicale delle non può derivare da una ū lunga, ma solo da una ǔ breve o da una ō lunga. Hubschmied ha quindi collegato il nome al celtico cŭria, o al più antico korjā/korā ("stirpe, clan"), forse anche "sede della stirpe": una parola, documentata nelle lingue celtiche e in molti toponimi, etimologicamente imparentato con l'alto tedesco antico heri ("esercito"). Questa interpretazione è oggi indiscussa tra gli studiosi.

Storia Preistoria Scavi archeologici hanno rivelato che i primi insediamenti risalgono al Paleolitico (XI millennio a.C.); resti di fondamenta e oggetti dell'Età del bronzo e del ferro sono stati rinvenuti nella parte orientale del centro storico.

Età antica

La città divenne sotto i Romani con il nome latino di Curia Raetorum nel 16-15 a.C; non è ancora dimostrato che dopo la ripartizione della provincia Rezia sotto l'imperatore Diocleziano Coira sia stata eletta capitale della provincia Rezia prima, che si estendeva dal lago di Costanza ai laghi dell'Italia settentrionale fino alla Val Venosta. Da Coira passava , strada consolare che collegava Milano con Bregenz passando dal passo dello Spluga.

Nel IV secolo fu istituita la diocesi di Coira, la del quale è santo patrono dal X secolo; tuttavia il primo vescovo menzionato nei documenti fu Asinio, che fu rappresentato dal vescovo di Como in una lettera sinodale del 451.

Età medievale

; la cattedrale e il castello vescovile che sorgono sull'area dello Hof Chur, una terrazza rocciosa del nucleo urbano, spostarono il centro dell'insediamento sulla riva destra del fiume Plessur.

Nel IX secolo fu sotto domino dei Franchi; solo quando si stabilì il Sacro Romano Impero nel X secolo, dopo il conflitto e con i Saraceni (nel 940 incendio della città ), la città fiorì di nuovo, grazie alla posizione favorevole su una delle più importanti vie di comunicazione nord-sud dell'Europa lungo l'alta valle del Reno accedendo al passo del Giulio e al passo del Settimo da un lato e al passo dello Spluga e al passo del San Bernardino dall'altro, controllati dai vescovi di Coira. Tutti i passi erano utilizzati fin dal tempo dei Romani ma ora divennero per gli imperatori del Sacro Romano Impero, occupati politicamente e militarmente su entrambi i versanti delle Alpi. Ottone I di Sassonia insediò nel 951 il suo vassallo Hartpert come vescovo e concesse al vescovado ampi diritti e possedimenti.

Il potere temporale fu consolidato dal vescovo Egino (1163-1170), . Il vescovo quindi era un principe vescovo, a capo del principato vescovile di Coira (analogamente ai confinanti principati vescovili di Trento e di Bressanone e a diversi altri nel territorio del Sacro Romano Impero); per potere controllare i suoi territori (da Coira all'Engadina, alla Val Bregaglia, alla Val Venosta) ministeriali (o avogadri), signori feudali di fiducia che controllavano e proteggevano il territorio con le armi: la famiglia Planta controllava l'Engadina, i territori centrali dei Grigioni invece furono affidati ai Von Vaz.

Nel XIII secolo la popolazione superava il migliaio di abitanti (artigiani, commercianti e agricoltori); la città era circondata da una cerchia di mura e non si sviluppò oltre questa delimitazione medievale fino al XVIII secolo. La costituzione della Lega Caddea nel 1367 segnò un primo passo verso l'attenuazione del controllo vescovile sulla vita della città, che poco dopo si dotò di un primo statuto; nel 1413 si menziona per la prima volta un borgomastro. Gli abitanti assaltano e il 1422 la sede vescovile, costringendo il vescovo Johannes Naso a fare concessioni: (signori dal 1363 della confinante contea del Tirolo), perse stima e potere.

Nel 1464 la cittadinanza si diede una costituzione che regolava le corporazioni e l'occupazione delle cariche cittadine (borgomastro, piccolo e grande consiglio). Essendo il più grande insediamento della Rezia, in conseguenza della Lega Caddea, Coira divenne il centro del potere economico e politico delle Tre Leghe, anche se si alternava con Davos e Ilanz come sede della dieta comune; nel 1489 la città ottenne l'alta corte di giustizia , ma le fu negato l'aspirato stato di città libera dell'Impero.

Età moderna Come espressione della completa emancipazione dal vescovo – che aveva mantenuto tra l'altro i diritti di dogana, di conio delle monete e di caccia – la città si unì alla Riforma; tuttavia restò sede della diocesi cattolica. Solo nel XVI secolo la lingua tedesca si affermò sul romancio, sebbene la sede episcopale fosse già in mano tedesca dal IX secolo; nonostante gli incendi del 1464 e del 1574 la città si sviluppò economicamente fino alla rivoluzione dei Cantoni nella guerra dei trent'anni, quando la città fu distrutta e gravemente colpita delle epidemie.

. Dopo vari tentativi, solo con i Cappuccini viene ricondotto in città il cattolicesimo . Nella metà del XVII secolo la città riprese un pacifico sviluppo, sostenuto dal rinnovato traffico attraverso i valichi. Il principe-vescovo, pur senza feudi immediati, tornò ad avere diritto di voto e seggio alla Dieta imperiale dal 1654 .

Età contemporanea

Il principato vescovile fu soppresso nel 1803, anno in cui i Grigioni entrarono nella Confederazione elvetica; Coira divenne ufficialmente capitale del cantone nel 1820. Nel 1852 Hof Chur, la rocca vescovile che fino allora era rimasta indipendente dalla città, venne incorporata nel comune. Dopo la demolizione della cerchia delle mura cittadine, dalla fine del XIX fino alla seconda metà del XX secolo la città si sviluppò all'estensione attuale; nel 1939 la città incorporò l'insediamento di Sassal, nel 2020 il comune soppresso di Maladers, nel 2021 quello di Haldenstein e nel 2025 quello di Tschiertschen-Praden.

Simboli Stemma d'argento, all'arco a sesto acuto di rosso, merlato alla guelfa di sei pezzi, i due merli centrali più alti, finestrato di nero ai lati, aperto del campo e carico dello stambecco saliente di nero, linguato di rosso. Questo stemma era utilizzato come sigillo fin dal XIV secolo, sebbene la porta abbia assunto forme diverse nel corso del tempo. Una raffigurazione a colori del 1522 si trova sulla porta del municipio.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose

Hof Chur, cittadella vescovile: Cattedrale cattolica di Santa Maria Assunta, consacrata nel 1272, eretta su un precedente edificio del V secolo; Castello vescovile; Chiesa cattolica di San Martino, eretta nell'VIII secolo e ricostruita; Chiesa cattolica di San Lucio, eretta nell'VIII secolo e ricostruita nel XIII e nel XIX secolo; Chiesa riformata di San Martino, eretta nel 1470-1492; Chiesa riformata di Santa Regula, eretta nel IX secolo e ricostruita nel 1494-1500.

Architetture civili

Palazzo comunale (Rathaus), ricostruito dopo il 1464; Edifici di rappresentanza lungo la Grabenstrasse, ex fossato colmato a metà del XIX secolo: Villa Brunnengarten (1848); Villa Planta (1876); Sede del parlamento e del tribunale cantonale (1878); Poste (1904); Sede della Banca cantonale grigione (1911); Piazza delle Poste (Postplatz, 1858), centro del nucleo storico urbano.

Siti archeologici Resti della città romana Curia Raetorum; Resti di una tomba del V secolo ove sorgeva la chiesa di Santo Stefano, distrutta nel XVI secolo.

Società Tabella riassuntiva dell'evoluzione demografica a Coira dal 1860 per popolazione, nazionalità, lingua e religione.

Anno Popolazione Nazionalità Lingua Religione Svizzeri Stranieri Tedesco Italiano Romancio Altre Protestanti Cattolici Altre 1860 6 990 6 373 (91,17%) 617 (8,83%) 4 253 (60,84%) 2 733 (39,10)% 4 (0,06%) 1880 8 753 7 866 (90,05%) 1 023 (11,71%) 7 587 (86,75%) 250 (2,86%) 989 (11,32%) 39 (0,45%) 6 440 (73,73%) 2 431 (27,83)% 18 (0,21%) 1888 9 259 8 094 (87,42%) 1 165 (12,58%) 7 799 (84,23%) 250 (2,70%) 1 158 (12,51%) 52 (0,56%) 6 518 (70,40%) 2 729 (29,47%) 12 (0,13%) 1900 11 532 9 687 (84,00%) 1 845 (16,00%) 9 288 (80,54%) 677 (5,87%) 1 466 (12,71%) 101 (0,88%) 7 561 (65,57%) 3 962 (34,36%) 9 (0,08%) 1910 14 639 12 042 (82,26%) 2 597 (17,74%) 11 628 (79,43%) 1 165 (7,96%) 1 697 (11,59%) 149 (1,02%) 9 200 (62,85%) 5 388 (36,81%) 51 (0,35%) 1930 15 574 13 685 (87,87%) 1 889 (12,13%) 12 926 (83,00%) 822 (5,28%) 1 681 (10,79%) 268 (1,72%) 9 777 (62,78%) 5 717 (36,71%) 80 (0,51%) 1950 19 382 17 852 (92,11%) 216 (1,11%) 16 118 (83,16%) 1 015 (5,24%) 1 981 (10,22%) 268 (1,38%) 11 700 (60,37%) 7 466 (38,52%) 216 (1,11%) 1970 31 193 26 332 (84,42%) 4 861 (15,58%) 23 585 (75,61%) 3 033 (9,72%) 3 318 (10,64%) 1 257 (4,03%) 15 331 (49,15%) 15 462 (49,57%) 400 (1,28%) 1990 32 868 27 259 (82,93%) 5 609 (17,07%) 25 719 (78,25%) 2 040 (6,21%) 2 269 (6,90%) 2 840 (8,64%) 14 021 (42,66%) 15 944 (48,51%) 2 903 (8,83%)Dei quali 1 073 (3,26%) senza appartenenza religiosa. 2000 32 989 27 061 (82,03%) 5 928 (17,97%) 26 715 (80,98%) 1 692 (5,13%) 1 765 (5,35%) 2 817 (8,54%) 12 710 (38,53%) 14 713 (44,60%) 5 566 (16,87%)Dei quali 1 998 (6,06%) senza appartenenza religiosa. 2020 36 336 28 650 (78,85%) 7 686 (21,15%) 26 828 (84,78%)Su 31 646 abitanti con più di 15 anni; potevano essere indicate fino a tre lingue. 2 034 (6,43%) 1 671 (5,28%) 7 078 (22,37%) 8 221 (25,98%) 10 894 (34,42%) 12 533 (39,60%)Su 31 647 abitanti con più di 15 anni.Dei quali 8 491 (26,83%) senza appartenenza religiosa.

Evoluzione demografica L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabella:

Etnie e minoranze straniere Circa 15 000 dei 36 000 abitanti di Coira sono stranieri, secondo il censimento del 2020.

Lingue e dialetti Secondo il censimento del 2020 su 31 646 abitanti con più di 15 anni 26 828 (84,78%) sono di lingua tedesca, 2 034 (6,43%) di lingua italiana, 1 671 (5,28%) di lingua romancia, 372 (1,18%) di lingua francese.

Religione Secondo il censimento del 2020 su 31 647 abitanti con più di 15 anni i protestanti sono 8 221 (25,98%), i cattolici 10 894 (34,42%), gli appartenenti ad altre confessioni cristiane 1 903 (6,01%), i musulmani 1 378 (4,35%), gli appartenenti ad altre confessioni 397 (1,25%) e senza appartenenza religiosa 8 491 (26,83%).

Cultura Coira è sede della Pro Grigioni Italiano e della Lia Rumantscha, associazioni culturali finalizzate alla tutela della lingua e della cultura, rispettivamente, di lingua italiana e di lingua romancia del cantone.

Musei

Museo Retico (Rätisches Museum), fondato nel 1872: si trova esattamente nel centro della città, vicino alla cattedrale, e ospita reperti archeologici che risalgono fino all'età della pietra, oggetti della storia e della tradizione locale e della civiltà di montagna; Museo d'arte dei Grigioni, fondato nel 1919; Museo della natura dei Grigioni.

Media La Quotidiana, quotidiano in lingua romancia; RTR, struttura dell'azienda radiotelevisiva pubblica SRG SSR in lingua romancia.

Geografia antropica