Storia della follia nell'età classica (titolo orig. Folie et Déraison. Histoire de la folie à l'âge classique) è la tesi di dottorato e la prima opera importante dello storico e filosofo francese Michel Foucault, pubblicata nel 1961. Studia l'evoluzione dell’idea e del significato di follia nella cultura, nelle leggi, nella politica, nella filosofia e nella medicina d'Europa - dal Medioevo fino alla fine del XVIII secolo, oltreché una critica dell'idea di Storia e del metodo storico. La seconda edizione riveduta, apparsa nel 1972, abbandona il titolo principale in favore del solo sottotitolo.

Sebbene utilizzi il linguaggio della fenomenologia per descrivere l'influenza delle strutture sociali nella storia del Totalmente Altro dei pazzi nella società, l'opera costituisce il progresso filosofico di Foucault dalla fenomenologia verso qualcosa di simile allo strutturalismo (un'etichetta che Foucault stesso rifiutò sempre categoricamente).

Foucault trasse ispirazione dai suoi primi lavori nel campo della psicologia, dalle proprie difficoltà psicologiche personali e da esperienze professionali lavorando in un ospedale psichiatrico. Scrisse il libro tra il 1955 e il 1959, quando ricoprì incarichi culturali, diplomatici ed educativi in Polonia e Germania, nonché in Svezia come direttore di un centro culturale francese presso l'Università di Uppsala.la locale Maison de France Egli traccia l'evoluzione culturale del concetto di insanità mentale in tre fasi: il Rinascimento, l'Età Classica, l'Era Moderna.

Idee principali

Una reclusione al posto di un'altra Foucault prende le mosse da un'analisi dei lebbrosari nel Medioevo, e di come gli affetti dalla malattia di Hansen venissero ghettizzati nella società del tempo. A detta di Matthieu Paris, vi erano almeno 19.000 lebbrosari, che diventano 2000 nel 1266. Questo induce a chiedersi che cosa fossero diventati i lebbrosari, una volta che la malattia era sparitaPer la verità, in un breve periodo intermedio, gli ex-lebbrosari avevano accolto gli affetti da malattie veneree..

A partire da tale considerazione, traccia un'idea della storia della malattia nel XV secolo, e dell'accresciuto interesse per la detenzione in Francia nel XVII secolo.

Vi è un dato: la fondazione per decreto (1656) di un hôpital général, che servirà da luogo d'internamento per folli, ma anche per poveri e criminali. Il luogo sarà al contempo foriero di repressione e di carità. Tutte queste "confusioni" sollevano dunque degli interrogativi.

L'internamento dei folli, eretici, criminali e libertini Ben presto viene anche fornita una risposta. Vi sono, sì, dei luoghi riservati ai soli pazzi: l'Hôtel-Dieu accoglierà solo alienati; Bethlem Royal Hospital a Londra accoglierà solo lunatici, ma nella generalità dei casi i folli, i furiosi saranno mescolati, confusi con gli altri internati, semplicemente in una sorta di prigione.

Si tratta allora di analizzare la differenza tra questi due luoghi. Quando sono internati solo folli, si tratta proprio di una volontà medica, quel che non avviene negli altri casi. C'è di più: Foucault suggerisce che il senso di confusione che ci ispira l'internamento è il riflesso di una visione inesatta; non dobbiamo pretendere di valutare l'età classicaFoucault ha una nozione di età classica squisitamente personale, non sovrapponibile al comune significato generalmente attribuito alla locuzione. con i paradigmi buoni per la modernità. Si tratta soprattutto di comprendere, non un errore dell'età classica, ma anzi un'esperienza omogenea dell'esclusione, dei segni positivi, una coscienza positiva.

In prosieguo, l'autore osserva che gli "asili" riservati ai folli non sono nuovi nell'età classica. La novità portata da tale epoca sta proprio nella "confusione" che mescola in tali luoghi folli e non-folli, carità e repressione. In effetti, Foucault puntualizza che "ospedali per matti" esistevano rispettivamente: a Fez nel VII secolo, a Baghdad nel XII secolo, al Cairo nel secolo seguente.

Malattia dell'anima

Alla fine, la follia sarà riconosciuta quale malattia dell'anima, e con Sigmund Freud quale malattia mentale.

Foucault dedica speciale attenzione al modo in cui lo status di folle evolve dalla figura accettata — se non addirittura "riconosciuta" — nell'ordine sociale, alla figura dell'escluso, malato da rinserrare tra quattro muri.

L'autore studia le diverse maniere e i differenti tentativi di trattamento dei folli, e segnatamente le opere di Philippe Pinel e Samuel Tuke. Foucault è netto nel classificare i trattamenti suggeriti dai due pensatori come non meno autoritari di quelli caldeggiati dai loro predecessori. Il ricovero ed i metodi descritti da Tuke si risolvono essenzialmente nel castigo dei folli, perché imparino a comportarsi normalmente: sono costretti effettivamente a comportarsi in modo perfettamente sottomesso e conforme alle regole accettateTale osservazione si ritrova quasi identica nel pensiero di Erving Goffman (The Nature of Deference and Demeanor originariamente 1956, ripubblicato nel 1967): "Lo staff dell'ospedale psichiatrico definisce la salute o la malattia mentale dei suoi ospiti nei termini del tipo di self che essi hanno, anche se il comportamento effettivo che prendono in considerazione al fine di giudicare la loro salute mentale è la loro adesione alle regole cerimoniali. […] Le persone che stanno nei reparti arretrati, che si strappano le vesti, defecano sul pavimento, sbavano, dicono sciocchezze, grugniscono, imprecano e violano in qualsiasi altro modo gli standard cerimoniali della società "civile", stanno anche mostrando di non avere nessun riguardo per l'immagine di sé che ci si aspetta che essi mostrino di avere." (Randall Collins, Teorie sociologiche, ISBN 88-15-11042-9). Analogamente, il trattamento spiegato da Pinel sembra una versione puramente estesa della terapia dell'avversione, compresi trattamenti quali docce gelate e camicie di forza. Foucault ravvisa in tali metodi una mera brutalizzazione reiterata del paziente, in cui si rievoca la struttura del giudizio e della punizione.

Sommario Parte prima I. Stultifera navis(Latino: "La nave dei folli") richiama il titolo di un'opera satirica pubblicata nel 1494 in Basilea, Svizzera, da Sebastian Brant, un teologo tedesco conservatore. Tale titolo (nel testo di Foucault) allude però alla prassi di allontanare in vario modo i folli (secondo alcune fonti, solo i folli forestieri) dalle città. In tale senso viene formulato ed analizzato il concetto di separazione rituale. II. Il grande internamento III. Il mondo correzionario IV. Esperienze della follia V. Gli insensati Parte seconda Introduzione I. Il folle nel giardino delle specie II. La trascendenza del delirio III. Aspetti della follia Il gruppo della demenza Mania e malinconia Isteria e ipocondria IV. Medici e malati Parte terza Introduzione I. La grande paura II. La nuova separazione III. Del buon uso della libertà Forme di liberazione / Strutture di protezione IV. Nascita del manicomio V. Il cerchio antropologico

Edizioni italiane

- Collana BUR SuperSaggi, BUR, gennaio 1992.

[contiene la Prefazione del 1961 e altri brani espunti dalle precedenti edizioni italiane] - Collana BUR I Pilastri, Milano, Rizzoli, gennaio 2025, ISBN 978-88-171-9237-8.

Note

Bibliografia

Michel Foucault, Histoire de la folie à l'âge classique, Paris, Gallimard, 1972. Michel Foucault, Naissance de la clinique, PUF, 1963. Michel Foucault et all., Les machines à guérir, Mardaga, 1976.

Voci correlate Istituzione totale La nave dei folli Sorvegliare e punire

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