Come leader del Partito Socialista Operaio Spagnolo (PSOE), ha vinto le elezioni generali del 2004 e quelle del 2008. Tra i provvedimenti iniziali del primo governo Zapatero i più importanti sono il ritiro dell'esercito spagnolo dall'Iraq , le controverse trattative con l'ETA , la legalizzazione dei matrimoni omosessuali e un programma di regolarizzazione per gli immigrati clandestini. Ha inoltre introdotto misure per combattere il cambiamento climatico.

Biografia José Luis Rodríguez Zapatero nasce a Valladolid, figlio dell'avvocato Juan Rodríguez García-Lozano e di Purificación Zapatero. Cresce a León, dove aveva origine la sua famiglia. Ha un fratello maggiore, Juan Rodríguez Zapatero. La sua famiglia aveva una tradizione socialista di lungo corso; suo nonno infatti, Juan Rodríguez Lozano era un capitano repubblicano giustiziato dai nazionalisti di Franco durante la Guerra civile spagnola, prima che Zapatero nascesse. Suo nonno materno, Faustino Zapatero, era un pediatra e un liberale di classe media che morì nel 1978.

Sua nonna materna era una conservatrice di destra. Zapatero disse che da giovane era solito intrattenersi in lunghi dibattiti notturni con il padre e il fratello sulla politica, giustizia e letteratura. Disse anche che la sua famiglia gli insegnò ad essere "tollerante, riflessivo e austero." Gli ideali di suo nonno ebbero una grande influenza sul padre, il fratello e sulle sue opinioni politiche. Zapatero iniziò gli studi alla scuola religiosa "Discípulas de Jesús" nel settembre del 1966. Nel settembre del 1970 entrò nel "Colegio Leonés", l'unica scuola privata che c'era a León in quel periodo.

Studiò giurisprudenza all'Università di León, dove si laureò nel 1982. I suoi risultati scolastici erano sopra la media fino all'anno prima dell'università, i suoi risultati in quell'anno e all'Università furono mediocri. Secondo suo fratello Juan: "Non studiò molto, ma non fece alcuna differenza: continuò con successo".

Dopo la laurea Zapatero lavorò come assistente in Diritto Costituzionale all'Università di León fino al 1986. Ha dichiarato che l'unica attività che lo attira eccetto la politica è l'insegnamento.

Zapatero incontrò sua moglie, Sonsoles Espinosa, a León nel 1981. Si sposarono il 27 gennaio 1990 e hanno due figlie, Laura (1993) e Alba (1995)..

Carriera politica Entrata in politica Zapatero partecipò alla sua prima manifestazione politica il 15 agosto 1976. Era una manifestazione organizzata dal PSOE a Gijón. I partiti politici erano legali dal 21 luglio 1976, ma il Partito Socialista venne legalizzato solo nel febbraio 1977. Il discorso di Felipe González, leader del PSOE e in seguito Primo Ministro spagnolo, esercitò una grande influenza su Zapatero. Zapatero e la sua famiglia erano tradizionalmente legati al Partito Comunista di Spagna, poiché era l'unico partito realmente organizzato prima della morte di Francisco Franco nel 1975. Ma dopo la manifestazione a Gijón loro, e soprattutto Zapatero, cominciarono a credere che il Partito Socialista era il più probabile futuro della sinistra spagnola.

Nel 1977, l'anno delle prime elezioni democratiche dopo Franco, Zapatero supportò sia il partito comunista che quello socialista, attaccando manifesti di entrambi.

Si iscrisse al PSOE il 23 febbraio 1979. L'impressione che gli fece Felipe González ebbe un ruolo fondamentale nella sua decisione di unirsi al partito. Non disse nulla a casa, temendo che i suoi genitori lo avrebbero scoraggiato, considerandolo troppo giovane per iscriversi ad un partito. Nel 1982 Zapatero divenne capo dell'organizzazione giovanile socialista nella provincia di León. Nel luglio del 1982, Zapatero incontrò Felipe González alla scuola estiva "Jaime Vera", e gli chiese di fare una svolta a sinistra nel programma politico socialista delle elezioni politiche del 1982. González gli consigliò di abbandonare il suo punto di vista conservatore (di sinistra). Nel 1986 venne eletto come rappresentante della provincia di León in Parlamento (Cortes), diventando così il suo più giovane membro. Era il numero due nella lista socialista di León. In tutte le elezioni successive (nel 1989, 1993, 1996 e 2000) fu il numero uno. Nelle elezioni del 2004 si candidò come capolista a Madrid.

Zapatero a quel tempo si definiva un «conservatore di sinistra». Disse inoltre che la sinistra spagnola doveva modernizzarsi e che «stiamo trovando difficile accettare la necessità per il Partito Socialista di cambiare molte sue convinzioni e di superare il nostro conservatorismo». Nel 1988 divenne segretario generale a León dopo una dura e complessa lotta per il potere che pose fine ad un lungo periodo di divisioni e scontri interni.

Negli anni ottanta e novanta il Partito Socialista era costituito da due fazioni: i guerristas (sostenitori di Alfonso Guerra, ex-vicepresidente di Felipe González) e i riformisti (guidati da Felipe González). Il primo gruppo aveva una forte ideologia di sinistra, mentre il secondo era più pragmatico. La divisione si ampliò dopo le elezioni generali del 1993, le ultime vinte dal Partito Socialista prima della vittoria di José María Aznar in occasione delle elezioni generali del 1996, quando i cattivi risultati ingigantirono gli scontri interni. Zapatero formalmente non si unì mai a uno dei due gruppi.

Nel 1995 ci furono le elezioni amministrative. I risultati furono deludenti per il PSOE che perse quattro seggi nel municipio di León e due seggi nel parlamento regionale di Castilla-León. I risultati erano influenzati dalla grave situazione economica e dal caso di corruzione che investì il partito. Zapatero aveva personalmente diretto la campagna elettorale. Nel 1996, dopo le elezioni generali, Zapatero mantenne il proprio seggio al Congresso dei Deputati. L'anno seguente, Zapatero venne eletto nuovamente segretario generale a León e dopo il congresso nazionale tenuto dal partito in quell'anno entrò nell'esecutivo federale.

L'associazione dei giornalisti parlamentari diede a Zapatero il premio di «Diputado Revelación» nel dicembre 1999 per le sue attività come membro della Camera dei deputati. Dal 1996 al 2000 i suoi contributi più significativi come parlamentare furono la sua ferma opposizione al protocollo energetico presentato dal governo e l'approvazione di un emendamento alla finanziaria del 2000, nel novembre del 1999, che aumentò le pensioni di militari non professionisti che avevano combattuto per la Repubblica nella guerra civile spagnola del 1936-1939.

Segretario del PSOE Il 12 marzo 2000 il PSOE perse nuovamente le elezioni politiche contro il Partito Popolare di José María Aznar. Zapatero conservò il suo seggio, ma il Partito Socialista ottenne solo 125 seggi, sedici in meno rispetto al 1996. La sconfitta fu ancora più tragica perché il Partito Popolare inaspettatamente ottenne la maggioranza assoluta per la prima volta. Il segretario Joaquín Almunia diede le dimissioni il giorno stesso. Zapatero decise di candidarsi alla guida del Partito Socialista nella sua 35ª conferenza che si sarebbe svolta quell'anno. Con altri membri del partito, nell'aprile del 2000 fondò un nuovo movimento interno al partito chiamato Nueva Via («nuova strada»), che gli sarebbe servito come base per diventare Segretario Generale.

Un documento di Nueva Via proclamò gli obiettivi del gruppo: "Nueva Via si propone di creare un progetto di cambiamento politico e sociale verso il socialismo democratico, un progetto Socialista che aiuti il PSOE a recuperare credibilità tra i cittadini".

Tra i membri più influenti c'erano: Zapatero, Trinidad Jiménez, Jesús Caldera, Jordi Sevilla, José Blanco, Antonio Cuevas ed Enrique Martínez. Quest'ultimo ebbe un ruolo fondamentale nella promozione di Zapatero poiché era il direttore di Escuela Jaime Vera, una scuola del partito che educa i futuri leader.

Il 25 giugno 2000 Zapatero annunciò ufficialmente la propria candidatura alla Segreteria Generale. Nel suo discorso parlò di quella che può essere considerata la sua dichiarazione dei principi:

Costruire una società che accetti tutti gli stranieri indipendentemente dal colore della pelle o dal livello culturale. Dare priorità all'educazione e creare buoni posti di lavoro per i giovani. Fornire ai genitori più tempo da trascorrere con i propri figli. Promuovere la cultura in tutte le sue forme. Trasformare la Spagna in un paese ammirato per l'aiuto a coloro che ne hanno più bisogno. Forzare il governo a sostenere persone con spirito di iniziativa. Rinforzare la democrazia e promuovere i valori sugli interessi effimeri.

Zapatero corse contro altri tre avversari: José Bono, Rosa Díez e Matilde Fernández. Matilde Fernández era il candidato dei guerristas mentre José Bono era il candidato dei riformisti. Rosa Díez è una politica basca che rappresentava una sorta di scelta intermedia. Zapatero aveva contro la sua inesperienza e a favore la sua immagine di cambiamento e il fatto di essere l'unico parlamentare tra i candidati (un importante fattore della politica spagnola è che le campagne elettorali durano solo 15 giorni, quindi è fondamentale essere conosciuto molto prima dell'inizio). Bono era visto molto male dai guerristas, che supportavano anche Zapatero. Il 22 luglio 2000 Zapatero riuscì a vincere con uno stretto vantaggio (ottenne 414 voti su 995 e Bono ne ottenne 405). Quell'anno si trasferì a Madrid con la famiglia.

Leader dell'opposizione Fino al 2004 ha guidato l'opposizione socialista al governo di Aznar. In quegli anni ha messo in pratica una «opposizione utile» costruendo un'immagine del PSOE responsabile, affidabile e per nulla massimalista. Nel dicembre 2000 ha stretto con Aznar un accordo per combattere il terrorismo dell'ETA e si è mostrato disponibile a collaborazioni anche in altri settori, come immigrazione e istruzione, ricevendo in questo caso il rifiuto dalla destra spagnola.

Presidente del Governo Elezioni politiche del 2004 In una Spagna ferita degli attentati di Madrid dell'11 marzo 2004, Zapatero vince per la prima volta le elezioni generali del 2004.

Partito nazionale Voti % +/– Seggi +/– Partito Socialista Operaio Spagnolo (PSOE)42,59 8,39 39 Partito Popolare (PP)38,31 6,81 35 Sinistra Unita (IU)4.96 0,49 3 Convergenza e Unione (CiU)3,23 0,96 5 Sinistra Repubblicana di Catalogna (ERC)2,52 1,68 7 Partito Nazionalista Basco (PNV)1,63 0,10 Coalizione Canaria (CC)0,91 0,16 1 Blocco Nazionalista Galiziano (BNG)0,81 0,51 1 AltriSono compresi il Partito Andalusista, Solidarietà Basca, Nafarroa Bai e l'Unione Aragonese.1,61

Riforme del primo governo Prima riforma TV La prima riforma della TV, che includeva importanti cambiamenti in RTVE e apertura del mercato a nuovi soggetti, una delle prime promesse dal governo pronunciate pochissimo dopo la vittoria, è stata approvata dopo una lunga battaglia legale e politica, originata da tante questioni.

Nel 2005 Sogecable (appartenente al Gruppo PRISA facente capo al magnate Jesús de Polanco, che controlla il quotidiano filosocialista El País e le radio spagnole Cadena SER e 40 Principales) chiese di togliere le restrizioni con cui la stessa azienda poteva operare nella TV in chiaro con Canal+. Le maggiori reti analogiche Antena 3 e Telecinco (con presenza di capitali italiani, nella prima De Agostini, nella seconda Mediaset) e le altre reti digitali iniziarono ad adire i tribunali, lamentando limitazioni alla concorrenza. Grazie a questa legge il Gruppo PRISA, presente con forza nei mass-media, entra nel settore della televisione analogica.

La Sogecable ha lanciato il 7 novembre 2005 l'emittente Cuatro, nata sulle ceneri di Canal+. A completare il quadro, il 27 marzo 2006, ha iniziato le trasmissioni un'emittente nuova, La Sexta, controllata in parte (40%) dal gruppo messicano Televisa e presieduta dall'ex anchorman di Telecinco Emilio Aragón Álvarez.