L'A.C.D. Società Sportiva Maceratese 1922, meglio nota come Maceratese, è una società calcistica italiana con sede nella città di Macerata. Milita in Serie D, la quarta divisione del campionato italiano di calcio.
Il club originario fu fondato il 21 dicembre 1922 con la denominazione Unione Calcistica Maceratese a seguito della fusione di varie preesistenti società calcistiche cittadine, è diventato la quarta società calcistica marchigiana, dopo l', l' e la Sambenedettese: il risultato più prestigioso è stato costituito dalla partecipazione al campionato di Serie B 1940-1941.
I colori sociali sono il rosso e il bianco. Disputa le partite di casa allo stadio Helvia Recina-Pino Brizi.
Storia Gli albori, gli anni venti e la nascita della Maceratese Come in diverse parti d'Italia, anche a Macerata, il calcio cominciò a muovere i primi passi nell'ambito delle società ginnastiche e precisamente in quello delle gloriose Società Ginnastica Virtus e Robur Macerata. La prima fondata il 31 agosto 1904 avvia le attività calcistiche il 7 dicembre 1908; la seconda viene fondata il 26 novembre 1905 e sin da subito, tra le altre discipline, pratica, in maniera amichevole, lo sport venuto dall'Inghilterra. Il 19 marzo 1911 nasce il Football Club Universitario composto da un mix di studenti delle varie facoltà e dei licei cittadini, giocherà solo incontri amichevoli locali e si scioglierà con l'ingresso in guerra dell'Italia. Nel dicembre 1918 la società filantropica Helvia Recina, nata nel lontano 1845, apre la sezione calcistica con il nome Macerata Helvia Recina Football Club.
La prima gara ufficiale di calcio in città viene giocata il 20 maggio del 1909, quando la Virtus Macerata, con maglia rossa, affronta il Circolo Sportivo Vigor Ascoli. Ai primi del novecento il football veniva giocato all'interno dello Sferisterio questo causò alcuni problemi e le autorità decisero che le manifestazioni sportive si sarebbero tenute a Piazza dell'Armi, oggi centro della città ma all'epoca zona periferica. Successivamente, fu costruito in quella zona il Campo sportivo della Vittoria.
A cavallo della "grande guerra" si prova varie volte a creare un solo club. Il 1º maggio 1911 prende vita la Unione Sportiva Maceratese, colori il bianco e il nero. Il tentativo fallisce miseramente e, a causa di problemi finanziari e diatribe tra i diversi dirigenti, viene sciolta nel giro di due mesi senza mai scendere in campo. Con la stessa denominazione e gli stessi colori, il 7 novembre 1913 rinasce il club, il quale nel maggio dell'anno seguente partecipa al Campionato Regionale Marche, prima di dichiararsi disciolto a fine 1914. Nel 1919 si segnala un'amichevole, giocata in casa, tra la Virtus che incontra la Pro Jadera di Zara vincendo 1-0. Il 7 luglio 1921 nasce il Football Club Macerata, maglia bianca e stemma cittadino in petto, è la prima squadra a giocare fuori regione: il 13 novembre pareggia 1-1 a casa dell'Ideale Bari. Anche in questo caso la vita è breve. Infatti a novembre dell'anno successivo viene dichiarato disciolto, dato che non viene riconosciuto da tutti come il tanto atteso club "unificante".
L'intento di creare un solo club cittadino non si ferma, così il 21 dicembre 1922 si riuniscono i rappresentanti delle società: Virtus (Avv. Pizzarello Avezzana, Piero Cioci); Robur (Don Torello Simonelli, Ferruccio Foresi); Macerata Helvia Recina F.C. (Avv. Nansen Cola, Rodolfo Donati, Guido Benfatti, Amedeo Pennesi, Alfredo Antolini) per dichiarare disciolte le sopracitate e costituire un'unica società: Unione Calcistica Maceratese. Il presidente nominato è l'Avv. Guido Canestri ed il colore scelto è l'azzurro, in onore del gonfalone provinciale, modificato nel 1935 quando si decide di giocare con la maglia biancorossa in omaggio al vessillo comunale.
Il 7 gennaio 1923 la squadra gioca un'amichevole contro il Libertas Rimini, imponendosi per quattro reti a zero; tale gara è la prima giocata dal sodalizio marchigiano.
Il primo campionato a cui la Maceratese prende parte la vede subito vincitrice anche se è solo un girone formato da tre realtà regionali. L'anno successivo è iscritta al campionato regionale di Seconda Divisione. Nel 1924-1925 non gioca in nessun campionato federale ma viene iscritta al posto della Vigor Senigallia in Prima Divisione dell'anno seguente.
Nel 1925-1926 partecipa quindi come ospite al campionato dove, essendo l'unica squadra marchigiana insieme all'Anconitana a prendervi parte, viene ammessa al girone semifinale della Lega Sud per diritto. Inserita in un girone che comprendeva anche Alba Roma, Bagnolese, Taranto e Palermo, la squadra arriva ultima e retrocede, con solo una vittoria giunta a tavolino per il mancato arrivo dei lontani siciliani. Questa annata, ricordata per la riforma dovuta alla Carta di Viareggio, influisce pesantemente sulle casse societarie a tal punto che il club, inattivo nella stagione successiva e costretto poi a ripartire dal campionato di Terza Divisione regionale, rischia di fallire. In questo periodo gioca solo amichevoli con il nome Erranti Sportivi Maceratesi. Nel 1927 cambia denominazione in Società Sportiva Macerata.
Gli anni trenta Nel 1929-1930 il Macerata prende parte di nuovo al campionato di Prima Divisione, che nel frattempo era diventato il terzo livello nazionale e viene inserita in un girone comprendente Palermo, , Salernitana, , Vomero Napoli, Taranto ed altre squadre del centro-sud Italia; i primi anni trenta sono gli anni dei sentiti derby contro l'Anconitana-Bianchi ed altre realtà della regione; sono anche anni di alti e bassi sia a livello sportivo che a livello finanziario e per alcuni anni la squadra disputa i campionati regionali.
Nel 1935 la società assume la denominazione Associazione Calcio Macerata, e il bianco e il rosso vengono scelti come nuovi colori sociali. Nello stesso anno viene istituito il primo campionato di Serie C ma il club non viene invitato a parteciparvi e viene iscritto nel campionato regionale inferiore, dove arriva secondo dopo aver prevalso anche contro le corregionali e Vis Pesaro. La promozione arriva grazie ad uno dei pochi ripescaggi della storia del club.
In questa categoria il Macerata si salva senza problemi per alcune annate, anche grazie ad allenatori di rilievo come Pál Szalay, Giovanni Borgato e l'onnipresente Giuseppe Rossetti. Nella stagione 1938-1939 la squadra, costruita dal presidente Filippo Antonelli Incalzi, domina il proprio girone vincendolo con sette punti di vantaggio sulla . I problemi per la squadra biancorossa sorgono nelle fasi finali quando viene inserita in un minigirone comprendente la di Roma, e Molinella; proprio quest'ultima vincerà lo scontro decisivo, al Littoriale di Bologna, conquistando la Serie B a danno del Macerata.
Tuttavia, la promozione in serie cadetta sarà conquistata l'anno successivo. I biancorossi acquistano l'allenatore-giocatore Gino Rossetti, ex bomber del Torino e della Nazionale, vincono ancora una volta il proprio girone, con quattro punti di vantaggio sull'inseguitrice . Le fasi finali iniziano con la sconfitta contro il Vicenza; seguiranno le vittorie contro e , allenata da Fulvio Bernardini.
Nella stessa stagione, gli uomini di Rossetti arrivano fino agli ottavi di Coppa Italia: dopo aver sconfitto Sambenedettese, Fano, Pescara, Pisa e Vicenza, il 7 aprile la Lazio di Silvio Piola ferma il cammino dei marchigiani.
Gli anni quaranta Nel campionato 1940-1941, il Macerata partecipa alla Serie B con una squadra quasi interamente formata da giocatori locali, retrocedendo. La rosa guidata, sia in campo che in panchina, sempre da Gino Rossetti era composta da: Baldoni, Belelli, Bruscantini, Cartoni, Del Fava, Giacomozzi, Milli, Palmieri, Morlupi, Pierluigi, Piscopello, Querci, i fratelli Sfrappini, Tombesi, Traù, Trillini, Valli, Vecchietti e Volpi. Nonostante la retrocessione il Macerata riesce a cogliere alcuni risultati degni di nota: si ricordano le vittorie casalinghe su Verona e Liguria, che successivamente vincerà il campionato.
Nelle due stagioni successive i biancorossi disputano campionati di Serie C privi di grandi ambizioni. Il calcio nel frattempo, si ferma a causa della seconda guerra mondiale.
Alla fine della guerra ricominciano i campionati; la Serie C viene divisa in due leghe: Alta Italia e Centro-Sud, con diciotto gironi in totale. La società viene iscritta in un girone gestito dalla Lega Centro-Sud con la nuova denominazione di Società Sportiva Maceratese, cogliendo una sofferta salvezza.
La stagione successiva è quella del primo derby vinto contro la : i maceratesi si impongono per tre reti a zero. La squadra, allenata dal friulano Dal Pont, vince il proprio girone con un punto di vantaggio sulla , conquistando il diritto di partecipare alle fasi finali. Qui è inserita in un mini girone composto da Centese, , , e Civita Castellana. I biancorossi arrivano a giocarsi tutto contro i maremmani. Nonostante ai marchigiani basti un pari, subiscono dieci reti dal Grosseto, incappando in quella che ancora oggi è la peggior debacle della storia della società.
La stagione successiva inizia con una prima riforma dei campionati che porta la Serie C ad essere composta da quattro gironi. Solo le prime tre o quattro dei gironi vengono iscritte in Serie C per l'annata successiva, mentre tutte le altre retrocedono in quarta serie. La Maceratese vince il girone ancora una volta davanti alla Sambenedettese, ed entrambe vengono iscritte in terza serie. Nei campionati successivi, cioè 1948-1949 e 1949-1950, la squadra si piazza entrambe le volte quinta in campionati che vedono vincitori prima il e poi l'.
Gli anni cinquanta Nella stagione 1950-1951 la Maceratese partecipa alla Serie C e viene inserita nel girone centrale insieme ad alcune squadre come il Cagliari, il , l', il ed altre importanti società calcistiche del centro Italia; i biancorossi terminano sesti a più di dieci punti dalla capolista Piombino.
La stagione 1951-1952 è quella di un'altra riforma dei campionati (che porterà la Serie C a girone unico); in un girone da 18 squadre ne retrocedono in IV Serie ben 14 tra cui i biancorossi che in quella stagione scesero in campo con una squadra non all'altezza della categoria e infatti terminarono ultimi con appena 11 punti. Nel giro di pochi anni la Maceratese, colpita anche da una crisi finanziaria, retrocede ben tre volte andando a finire in Prima Divisione nella stagione 1955-1956. Dopo oltre 20 anni la Maceratese torna a giocare contro squadre rionali o poco più, squadre che il club di palazzo de Vico non aveva mai incontrato se non agli albori della sua storia.
Nelle stagioni successive la squadra del neo presidente, il Senatore Elio Ballesi vince i campionati fino a ritrovarsi in IV Serie nella stagione 1958-59 dove gareggia contro squadre del suo calibro come l', il , la tanto odiata e molte squadre pugliesi, abruzzesi, molisane e addirittura lucane; la squadra biancorossa da "matricola terribile" vince il campionato per un punto di vantaggio e, dopo anni di assenza, ritorna a disputare la Serie C. In questa stagione risultò fondamentale il bottino di punti realizzato al Della Vittoria un vero catino, sempre traboccante di spettatori (l'impianto ne poteva contenere circa ) e infatti in questi anni si comincia a pensare ad un nuovo impianto, che verrà realizzato nel decennio successivo nella zona dell'ex mattatoio comunale.
Da ricordare l'importante iniziativa presa dalla nuova dirigenza di creare, nei locali sottostanti palazzo De Vico (in pieno centro), la Sportiva cioè un circolo che legava a livello sociale la Maceratese alla popolazione cittadina. I soci della Sportiva partecipavano con delle quote ad una piccola parte del capitale sociale della società; in pratica era una specie di azionariato popolare.
Gli anni sessanta