La ferrovia Castagnole-Asti-Mortara è una linea ferroviaria italiana di proprietà statale a scartamento ordinario che collega il nodo ferroviario di Castagnole delle Lanze a quello di Mortara passando per Casale Monferrato e il nodo ferroviario di Asti.
Dopo un periodo ultradecennale di sospensione del traffico sull’intera linea, nel settembre 2023 è stato ripristinato il trasporto ferroviario regionale sulle tratte Castagnole delle Lanze-Asti e Casale Monferrato-Mortara.
La ripresa del servizio regionale era stata preceduta a partire dal 2018 dall’effettuazione di treni turistici lungo il percorso Castagnole delle Lanze-Asti, nonché nel settembre 2022 di un treno storico tra Mortara e Casale Monferrato.
Storia
Con legge 14 marzo 1865 era stato disposto il riordino e l'estensione delle strade ferrate del Regno, rendendo possibile l'attuazione di alcuni collegamenti di interesse locale fino ad allora ipotizzati dopo l'avvio della costruzione della ferrovia Torino-Genova. Grazie a tale dispositivo si autorizzò il Governo ad accordare la concessione di una ferrovia da Castagnole delle Lanze a Mortara il cui progetto venne presentato dal comitato promotore "della Ferrovia da Castagnole a Casale ed oltre, per la Valle del Tanaro. La società concessionaria della ferrovia Cavallermaggiore-Alessandria dichiarò di volersi accollare le relative spese mutando conseguentemente il nome in Società per le ferrovie del MonferratoL. Ballatore, Storia delle ferrovie in Piemonte, op. cit., pp. 94-96..
I lavori di costruzione procedettero regolarmente pur fra notevoli difficoltà dovute alla natura instabile dei terreni costituiti da marne argillose e calcaree intersecate da strati di sabbia; l'intero percorso fu inaugurato il 12 luglio 1870 e l'esercizio fu assunto direttamente dallo Stato che lo cedette alla Società per le Ferrovie dell'Alta Italia (SFAI) in virtù della legge di riforma del 1865 nel frattempo intervenuta.
In base alla legge Baccarini del 27 aprile 1885, la concessione fu trasferita in tale anno alla Società per le Strade Ferrate del Mediterraneo, con servizi eserciti dalla Rete Mediterranea, per poi passare nel 1905 alle neocostituite Ferrovie dello Stato.
L'esercizio nel Novecento
Lontana dal fronte della prima guerra mondiale la ferrovia sopravvisse senza subire significative variazioni nel servizio fino al 1935, quando venne soppressa la stazione di Casa dei CoppiFerrovie dello Stato, Ordine di Servizio n. 133, 1935. Poco interessata anche dalle vicende del secondo conflitto, non costituendo le località servite obiettivi strategici primari, la linea risentì di tale evento solo per le conseguenti fluttuazioni della domanda di trasporto, iniziando nel secondo dopoguerra un periodo di costante calo dei proventi da traffico dovuto all'avvento della motorizzazione privata e a un orientamento comune non più favorevole al trasporto su ferro.
Nel 1951 fu la volta della chiusura della stazione di NosserioOrdine di Servizio n. 39 del 1951 e soppressa definitivamente il primo febbraio 1964Camera dei Deputati, Risposte scritte ad interrogazioni in Atti Parlamentari della IV Legislatura, seduta del 18 febbraio 1964, pagg. 1264 e 1265.
Negli anni ottanta, ormai sostituita da tempo la trazione a vapore con l'immissione in servizio di automotrici e locomotive Diesel, i vasti movimenti franosi che fin dall'origine affliggevano la linea nel tratto a mezza costa presto Costigliole d'Asti imposero la sospensione del traffico sulla tratta Asti-Castagnole delle Lanze, suggerendo ai progettisti dell'epoca la costruzione di una lunga variante su viadotto in calcestruzzo armatoNotizia su I Treni, n. 56, gennaio 1986, p. 7.. La costruzione di tale imponente manufatto Notizia su I Treni, n. 75, ottobre 1987, p. 6. impegnò diversi anniNotizia su I Treni, n. 85, settembre 1988, p. 7. e fu portata a termine nel 1988, anno in cui la linea fu riattivata"Circolare compartimentale n° 57/88" e il parallelo autoservizio sostitutivo soppressoNotizia su I Treni, n. 88, dicembre 1988, p. 8..
Il lento declino Nel 1988 le stazioni di Castel d'Agogna, Cozzo, Ponzano Monferrato e Zeme furono trasformate in fermate"Circolare compartimentale n° 32/88". L'anno seguente analoga trasformazione interessò le stazioni di Castell'Alfero, Ozzano Monferrato, Penango, San Giorgio Casale e Terranova MonferratoCircolare compartimentale n° 13/89.
Inserita nel 1986 nell'elenco dei rami secchi di cui al cosiddetto "decreto Signorile"Notizia su I Treni, n. 60, aprile 1986, p. 4. e tale ritenuta ancora nel 1989Notizia su Tutto Treno, n. 10, maggio 1989, p. 10., la linea si salvò per azione della Regione Piemonte, la quale intraprese un esteso piano di ammodernamento della propria rete ferroviaria locale che mirava a diminuire i costi di esercizio attraverso l'automazione e il telecomando degli impiantiNotizia su Tutto Treno, n. 26, novembre 1990, p. 6.; i lavori che vennero intrapresi nel 1991Notizia su I Treni, n. 114, aprile 1991, p. 5.Notizia su Tutto Treno, n. 31, aprile 1991, p. 10. e portarono alla chiusura provvisoria della sezione Asti-CasaleAngelo Nascimbene, Mai più "secchi"?, in Tutto Treno, n. 32, maggio 1991, pp. 28-29., mentre la Castagnole-Asti veniva utilizzata quale itinerario alternativo per lo sporadico traffico merci in circolazione su altre lineeNotizia su Tutto Treno, n. 36, ottobre 1991, p. 8..
Dopo alcuni mesi di lavoriNotizia su Tutto Treno, n. 37, ottobre 1991, p. 8.Notizia su Tutto Treno, n. 38, novembre 1991, p. 10. la linea fu dunque riaperta il 10 agosto dello stesso annoNotizia su Tutto Treno, n. 47, dicembre 1991, p. 9..
Nel 1994 un'alluvione colpì il Piemonte meridionale, interrompendo l'esercizio di numerose linee e decretando la soppressione definitiva di una di esseFausto Numanni, Ferrovie nell’alluvione, in I Treni, n. 156, gennaio 1995, pp. 14-17.Maurizio Tolini, I giorni della paura, in Mondo Ferroviario, n. 103, gennaio 1995, pp. 22-27.Angelo Nascimbene, Piemonte, cronache di un’alluvione, in Tutto Treno, n. 72, gennaio 1995, pp. 12-17.; la Castagnole-Asti-Mortara risultò meno danneggiata di altre ma venne nuovamente colpita da un analogo cataclisma nell'ottobre del 2000, che vide l'interruzione della Casale-MortaraVittorio Mario Cortese, Piemonte dopo l'alluvione, in I Treni, n. 221, dicembre 2000, pp. 10-15..
Nel 2001 l'esercizio della linea passò alla neocostituita Rete Ferroviaria Italiana, che proseguì l'opera di ricostruzioneNotizia su Tutto Treno, n. 139, febbraio 2001, p. 8. portandola a termine il 12 febbraio dello stesso annoNotizia su I Treni, n. 224, marzo 2001, p. 4..
Ancora chiusure si ebbero nel 2003, allorché vennero soppresse quasi tutte le località abilitate al servizio viaggiatori, ossia la fermata di Molini d'Isola e la ex stazione di San Marzanotto sulla sezione Asti-Castagnole e le stazioni e fermate di Castel d'Agogna, Zeme, Terrasa, Terranova, Ponzano, Guazzolo e Casa dei Coppi sulla Asti-MortaraCircolare Compartimentale RFI 14/2003, Compartimento di Torino. Il traffico continuò a calare, a testimonianza di tanto che nel 2007 l'intera linea fu soppressa al traffico per il periodo estivoNotizia su I Treni, n. 297, ottobre 2007, p. 7..
Notizia su I Treni, n. 322, gennaio 2010, p. 9.
Il 6 settembre 2010 il servizio fu interrotto tra Asti e Mortara, a causa di cedimenti strutturali della galleria presso Ozzano Monferrato, ponendo l'intera linea a rischio di chiusuraFrancesco Maria, Secondarie a rischio di chiusura, in Tutto Treno, n. 249, febbraio 2011, pp. 12-17..
Considerata la pesante situazione economico-finanziaria della Regione Piemonte, che a differenza della confinante Lombardia non intese avviare un programma di valorizzazione del trasporto su ferro, nel 2012Francesco Maria, Secondarie nelle tenebre..., in Tutto Treno, n. 260, febbraio 2012, pp. 12-18. la stessa decretò la sospensione dei contratti di servizio su numerose linee secondarie di propria competenza, portando alla definitiva sospensione del trafficoSilvia Adorno, Chiusure in Piemonte, in "I Treni" n. 351, settembre 2012, pp. 14-19.Michele Cerutti, Giorgio Stagni, Piemonte, si chiude!, in Tutto Treno, n. 266, settembre 2012, pp. 30-41. sia sulla Castagnole-Asti che sulla Asti-Mortara.
Un'eventuale riapertura venne prospettata nel 2014, allorché furono definiti i criteri di attribuzione del punteggio in una eventuale gara per l'affidamento del servizioNotizia su I Treni, n. 376, dicembre 2014, p. 4..
Prospettive di rinascita Il 25 ottobre 2017 è stata firmata un'intesa volta a riattivare il tratto Alba-Castagnole delle Lanze-Asti, tramite la corretta valutazione dell'importo necessario per i lavori di ripristino sulla galleria Ghersi.
Il 10 gennaio 2018 è stato firmato un protocollo tra Regione Piemonte, Province di Alessandria, Vercelli e Pavia, comuni di Mortara, Candia Lomellina e Casale Monferrato ed Agenzia per la Mobilità Piemontese volto a riattivare il tratto Casale-Mortara entro la fine del 2018. Il progetto iniziale prevedeva di affidare il servizio passeggeri alla società lombarda Trenord; prevista inizialmente per il 12 dicembre 2018, la riapertura è stata più volte rinviata in attesa che Trenord ottenesse le prescritte certificazioni da parte dell'ANSF ed infine non è andata in porto.https://www.giornalelavoce.it/torino-ferrovie-casale-mortara-balocco-tempi-certi-riattivazione-339585
È stata inoltre decisa la riapertura a fini turistici della tratta Asti-Castagnole delle Lanze con proseguimento fino a Nizza Monferrato. Fondazione FS ha inaugurato i viaggi turistici con due coppie di treni storici effettuati il giorno 11 novembre 2018 in occasione della fiera del tartufo di Canelli.
Riapertura e rimessa in servizio delle tratte Casale-Mortara e Alba-Asti A giugno 2022 viene nuovamente annunciata la riattivazione del servizio passeggeri di linea sulle tratte Casale-Mortara e Castagnole-Asti, quest'ultima prolungata fino ad Alba, programmata per il mese di settembre 2023.
La riapertura delle due tratte è avvenuta ufficialmente l'11 settembre 2023; il servizio viaggiatori tra Mortara e Casale è stato affidato non a Trenord come inizialmente previsto, ma alla divisione regionale piemontese di Trenitalia.
Caratteristiche Stazioni e fermate La linea è una ferrovia interamente a binario singolo non elettrificato. Lo scartamento ferroviario adottato è quello ordinario da 1435 mm. La ferrovia è gestita da Rete Ferroviaria Italiana (RFI) che la qualifica come linea complementare.
L'intero percorso assomma a 93 chilometri, con uno sviluppo di tratti in curva pari al 38,5 %; la pendenza massima risulta del 4,3 per mille, con punte del 10,7. Fra le numerose opere d'arte sono presenti cinque ponti e viadotti da due a sedici arcate, due ponti a travata metallica da 4 e 6 campate e quattro gallerie lunghe in totale 2.465 metri.
Percorso Lasciata la stazione di Mortara e il bivio con le linee per Alessandria e Pavia, la ferrovia volge verso sud ovest superando il fiume Agogna dopo aver attraversato l'ex stazione di Castel d'Agogna, per poi procedere parallela alla strada statale 596 dei Cairoli con lunghi rettilinei; sono incontrate la ex fermata di Zeme, la ex stazione di Cozzo e la stazione di Candia Lomellina. Dopo quest'ultima la ex fermata di Terrasa è l'ultima località in terra lombarda prima di impegnare il ponte sul fiume Sesia ed entrare in Piemonte. Superata la ex stazione di Terranova Monferrato si arriva alla stazione di Casale Monferrato, posta oltre il ponte sul Po. Prima di essa, fra il 1888 e il 1935 veniva intersecato il binario della tranvia Vercelli-Casale.