L'isola di LèsinaCfr. "Lesina" nell'enciclopedia Treccani.Cfr. "Lésina (isola)" nell'enciclopedia Sapere..Usporedno Talijansko-Hrvatsko nazivlje mjestat ("Tabella comparativa italiano/croato dei toponimi") pubblicata su Fontes (, rivista scientifica croata edita dall'Archivio di Stato), giugno 2000. (, in dialetto locale ciacavo Hvor o For, , ) è la più lunga fra le isole della Dalmazia, situata nel mare Adriatico tra le isole di Brazza, Lissa e Curzola. L'isola ha residenti, che ne fanno la quarta più popolosa delle isole della Croazia.
Centri principali sono Lèsina (Hvar), Gelsa (Jelsa), Cittavecchia (Stari Grad), Verbosca (Vrboska) e San Giorgio (Sućuraj). Dal punto di vista amministrativo l'isola appartiene alla regione spalatino-dalmata.
Geografia
L'isola di Lesina è ubicata al largo della costa dalmata centrale. A nord, dall'altra parte del canale di Lesina (Hvarski kanal) si trova l'isola di Brazza, a sud-ovest vi è Lissa, separata dal canale di Lissa (Viški kanal) e a sud Curzola separata dal canale omonimo (Korčulanski kanal) e Torcola al di là dell'omonimo canale (Šćedrovski kanal); mentre a sud-est, oltre il canale della Narenta (Neretljanski kanal), vi è la penisola di Sabbioncello. Il canale Spalmadori. (Pakleni kanal) infine, a sud-ovest, separa l'isola dal piccolo arcipelago delle Spalmadori. L'estremità orientale di Lesina, punta San Giorgio (rt Sućuraj), dista appena 6 km dal continente.
L'isola di Lesina è lunga 68 km da capo Pellegrino (rt Pelegrin) a punta San Giorgio dove c'è un faro e larga solo 10,5 km nel suo punto più ampio. Occupa una superficie di 297,37 km², che la rende la quarta isola più grande dell'Adriatico per area, e ha uno sviluppo costiero di 270 km. Il picco più alto è il monte San Nicola (Sv. Nikola), 628 m, che si trova a nord del villaggio di Santa Domenica. (Sv. Nedjelja), segue il monte Om. (Hum) con i suoi 603,8 m.
Le sue coste sono frastagliate in un susseguirsi di piccole e medie insenature; l'unica ampia insenatura dell'isola è la baia di Cittavecchia. (Starigradski zaljev) che si apre verso nord-ovest ed è chiusa a nord-est dalla grande penisola Caval. (Kabal). Molti punti di attracco si trovano nelle numerose baie della suddetta penisola, la maggiore è porto Quieto. (luka Tiha), sul suo lato sud, interna alla baia di Cittavecchia. Sul lato settentrionale di Lesina, lungo e stretto come un fiordo è il porto di Verbosca (luka Vrboska) , delimitato a nord da punta Glavizza. (rt Glavica), adiacente al quale c'è porto Gelsa. (luka Jelsa). Il porto di Lesina (luka Hvar) a sud-ovest si trova di fronte alle isole Spalmadori.
Isole adiacenti Isole Spalmadori (Paklinski otoci), piccolo arcipelago di 16 isolette a sud della punta occidentale di Lesina. L'isola maggiore si chiama San Clemente (Sveti Klement). Scogli Bacili (otoci Lukavci), due piccoli isolotti in mare aperto 5,2 km a sud di Lesina. Lunga o Duga (Duga), piccolo isolotto disabitato nella baia omonima, a nord della punta occidentale di Lesina; ha una superficie di 0,017 km² e lo sviluppo costiero è di 0,5 km, ha un'elevazione di 9 m . Assieme alle isole Spalmadori e agli scogli Bacili appartiene al comune della città di Lesina. Isolotto delle Lepri.. (Zečevo), disabitato, vicino alla costa nord, situato circa 2 km a nord-est di Verbosca (Vrboska); ha una superficie di 0,113 km², coste lunghe 1,539 km e l'altezza di 29,4 m . Torcola (Šćedro), isola a sud di Lesina, che appartiene al comune di Gelsa assieme all'isolotto delle Lepri.
Paesaggio Lesina è un'alta dorsale est-ovest di calcare e dolomite del Mesozoico, che faceva parte del continente fino ad approssimativamente 11.000 anni fa. Intorno a quel periodo, i livelli dei mari si innalzarono, riempiendo le valli che sono ora i canali tra le isole. Lesina ha un tipico paesaggio carsico, il che significa poca o niente acqua in superficie, malgrado adeguate precipitazioni, che scompare rapidamente in crepacci del terreno. La coltivazione in tali zone richiede un'attenta conservazione dell'acqua e la protezione del suolo contro l'erosione. Le cisterne d'acqua nei campi e i muri di pietra a secco, che formano soprattutto le terrazze sui pendii, sono necessari per il successo continuo dell'agricoltura sull'isola.
L'isola ha una tipica vegetazione mediterranea, per la maggior parte brulla con macchia boscosa alle altezze più elevate e scoscese, che si trasforma in pinete sui pendii più bassi con lecci (Orno-Quercetum ilicis), pini d'Aleppo (Pinus halapensis Mill) e pini neri (Pinus nigra dalmatica). I pendii delle sue colline sono coperti di pinete, con vigneti, uliveti, frutteti e campi di lavanda nelle aree agricole. Il clima è caratterizzato da inverni miti ed estati calde con molte ore di insolazione. L'isoletta di Torcola è particolarmente ricca di vari alberi e piante mediterranee.
Amministrazione e popolazione L'isola di Lesina fa parte della regione spalatino-dalmata della Dalmazia (Croazia). L'isola ha quattro comuni (općina), ossia Lèsina (Hvar, 4 251 ab.), Gelsa (Jelsa, 3 582 ab.), cui appartiene la frazione di Verbosca (Vrboska), Cittavecchia (Stari Grad, 2 781 ab.) e San Giorgio (Sućuraj, 463 ab.). I dati sulla popolazione sono del 2011. Lesina è la più grande città dell'isola, per molti anni un comune indipendente e importante base navale della Repubblica di Venezia. Il comune di Lesina include gli insediamenti di Brusie (Brusje), Grabia. (Velo Grablje), Milna e Santa Domenica (Sveta Nedilja). Gelsa è una città mercato nella parte settentrionale dell'isola. Il comune di Gelsa comprende le località di Digno (Gdinj), Gromin Dolac, Ola. (Ivan Dolac), Sfirze (Svirče), Pitne (Pitve), Poglizza. (Poljica), Verbosca (Vrboska), Frisnig (Vrisnik), Zastrasischie (Zastražišće), Zavala. Cittavecchia, anch'essa nella parte nord dell'isola è il sito di uno dei primi insediamenti permanenti delle isole adriatiche durante l'antichità. Oggi Cittavecchia è il principale porto dell'isola; la maggior parte dei visitatori arrivano qui via traghetto da Spalato. Il comune di Cittavecchia include gli insediamenti di Dol, Rudina, Selca e Verbagno (Vrbanj). San Giorgio è una piccola città all'estremità orientale dell'isola, più vicina al continente, dove un servizio regolare di traghetti collega l'isola con Drivenico, frazione della città di Grado. Il comune di San Giorgio comprende i centri prevalentemente agricoli nella parte orientale dell'isola.
Clima Il clima di Lesina è caratterizzato da inverni miti ed estati calde. La temperatura media annuale dell'aria è 17 °C, 703 mm di precipitazioni cadono in media ogni anno sulla città di Lesina e la città ha un totale di 2.800 ore di soleggiamento all'anno. Per confronto Lesina ha una media di 7,7 ore di soleggiamento al giorno, mentre Ragusa (Dubrovnik) ne ha 7,2. Le temperature del mare vanno in media dai valori più bassi a febbraio di 14 °C a quelli più caldi durante l'estate, quando le temperature del mare di solito sono fra 23 °C e 27 °C. Il sottotipo della classificazione dei climi di Köppen per questo clima è "Csa" (clima mediterraneo).
Storia L'ubicazione di Lesina al centro delle rotte di navigazione dell'Adriatico ha reso a lungo quest'isola un'importante base per il controllo dei traffici su e giù per l'Adriatico, attraverso l'Italia e per tutto il Mediterraneo. Essa è abitata fin dai tempi preistorici, originariamente da un popolo del Neolitico la cui caratteristica ceramica diede origine al termine cultura di Lesina, e in seguito dagli Illiri. Gli antichi Greci fondarono la colonia di Pharos nel 384 a.C. sul sito dell'odierna Cittavecchia (Stari Grad), facendone una delle più antiche città d'Europa. Essi furono responsabili anche dell'istituzione delle divisioni dei campi agricoli nella piana di Cittavecchia, ora patrimonio dell'umanità dell'UNESCO. Nei tempi medievali, la città di Lesina acquistò importanza all'interno dell'Impero veneziano come importante base navale. La prosperità portò la cultura e le arti, con uno dei primi teatri pubblici in Europa. (nel 1612), i palazzi dei nobili e molti raffinati edifici comunali.
I primi abitanti dell'isola di Lesina furono popolazioni neolitiche che stabilirono probabilmente relazioni commerciali tra Lesina e le rive orientali del Mediterraneo. La cultura di Lesina durò dal 3500 al 2500 a.C.
A cominciare dal IV secolo a.C., i Greci colonizzarono l'isola. Nel 384 a.C. i coloni greci di Pharos sconfissero i guerrieri Iadasinoi e i loro alleati, invitati dagli indigeni di Lesina nella loro resistenza alla colonizzazione greca. La loro vittoria su forze molto più grandi fu immortalata in una delle più antiche iscrizioni conosciute della Croazia.
In seguito alla vittoria romana nella Seconda guerra illirica contro Demetrio di Faro, l'isola divenne parte dello Stato romano nel 219 a.C. e il nome greco Pharos (in italiano Faro) fu cambiato in Pharia (Faria).
Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente l'isola cadde sotto il controllo di Bisanzio. La popolazione aumentò nella tarda antichità, come testimoniato dall'abbomdanza di ritrovamenti archeologici del periodo. Un gran numero di nuove villae rusticae (ossia ville di campagna) furono costruite nella pianura di Cittavecchia e sulle rive orientali in precedenza vuote.
All'inizio del Medioevo, le tribù slave occuparono l'isola. Nella prima metà del VII secolo i Narentani si impadronirono dell'isola. I marinai veneziani vedevano l'isola mentre navigavano verso sud ed erano minacciati dai pirati narentini dell'isola. Nell'XI secolo l'isola si unì al Regno di Croazia.
Nel XII secolo l'ascesa della Repubblica di Venezia portò i vini e la viticoltura che nel Medioevo fiorì in una importante industria per l'isola. Questa cadde infine di nuovo sotto il dominio bizantino e poi sotto il Regno di Croazia e Ungheria. Nel 1331 i Veneziani misero l'isola sotto protezione contro le minacce della pirateria. Secondo la pace di Zara del 1358, l'isola fu ceduta al Regno di Ungheria. Per breve tempo nell'estate del 1390 essa fu tenuta dal re bosniaco Stefano Tvrtko I. Nel 1409, la Repubblica di Venezia assunse finalmente il suo possesso definitivo dell'isola.
Con il tempo, l'isola prosperò grazie alla pesca, alla coltivazione del rosmarino, della lavanda e delle olive.
Nel XVI secolo fu un periodo tumultuoso con la ribellione di Lesina (un'insurrezione dei plebei contro la dispotica e crudele aristocrazia locale, che ebbe il suo culmine tra il 1510 e il 1514). La Repubblica di Venezia tenne inizialmente una posizione neutrale tra le due fazioni, tentando una mediazione. Fallito il tentativo, nel timore che i disordini si estendessero alle altre colonie della Dalmazia, dove cresceva il malcontento contro il loro dominio, i Veneziani schiacciarono spietatamente i ribelli e impiccarono venti dei loro capi. Le incursioni costiere dei pirati e dell'esercito ottomano dal continente diedero luogo ad alcuni insoliti edifici fortificati sulla costa settentrionale per proteggere la popolazione locale.
Dopo un breve periodo sotto il dominio napoleonico, l'isola divenne parte dell'Impero austriaco, conoscendo un periodo più pacifico e prospero. Sulla costa, furono ampliati i porti, costruiti i moli e si svilupparono le attività della pesca e della cantieristica. Allo stesso tempo, aumentarono le esportazioni di vino dell'isola, insieme alla produzione di lavanda e rosmarino per l'industria francese dei profumi. Sfortunatamente, questa prosperità non continuò nel XX secolo poiché le barche a vela di legno andarono fuori uso e la piaga della fillossera colpì la produzione vinicola. Molti isolani partirono per farsi una nuova vita altrove.