Biografia Nato da una famiglia povera e numerosa, apprese da suo padre Filippo i primi rudimenti dell'arte, poi fu allievo di Matteo Rosselli. Alcuni critici dicono che fu anche influenzato da Domenico Passignano e da Giovanni Bilivert.

Suoi compagni presso la bottega del Rosselli furono Lorenzo Lippi, Baldassare Franceschini e l'amico Giovanni da San Giovanni, con il quale condivise un sodalizio povero e avventuroso.Le Muse, De Agostini, Novara, 1966, Vol.V, pag.140

Nel 1619 si recò una prima volta a Roma dove subì l'influenza di Caravaggio e dei suoi allievi. Tornò poi a Firenze, immatricolandosi nell'Accademia dei pittori dove tra i suoi committenti ed estimatori vi fu Galileo Galilei.

Tra il 1639 ed il 1642 realizzò i due affreschi Lorenzo il Magnifico e l'Accademia platonica e Allegoria della morte di Lorenzo nella sala degli Argenti a Palazzo Pitti, che risentono dell'influenza delle opere che Pietro da Cortona stava realizzando in altre sale del palazzo.G. Cantelli, Disegni di Francesco Furini e del suo ambiente. Firenze: Olschki, 1972

La pittura del Furini incontrò grande successo non solo a Firenze, ma anche nelle corti cattoliche europee, come quella di Spagna o quella asburgica, poiché ne secondava i gusti raffinati e decadenti.

Lo stile pittorico del Furini fu caratterizzato da una pittura morbida e sensuale, che traspare nei soggetti dei suoi dipinti tratti dalla Bibbia e dalla mitologia, distinguendosi nei nudi femminili per realizzare i quali sembra spendesse ingenti somme di denaro per procurarsi le modelle tra le più belle e avvenenti, procurandosi il biasimo dei suoi biografi per queste abitudini.

Prese poi i voti, entrando nella vita religiosa, divenne parroco di Sant'Ansano in Mugello dedicandosi principalmente a soggetti sacri, ma a causa della sua passione per la pittura e per le pressanti richieste della ricca clientela fu costretto a lasciare la parrocchia ad un sacerdote più disponibile ed a trasferirsi nella Villa La Petraia per dimorarvi col principe don Lorenzo de' Medici (1599-1648). https://www.ilfilo.net/furinif0308.htm

Nei suoi quadri, nei suoi affreschi e soprattutto nei numerosi e sfumati disegni, il Furini dimostrò chiaramente di non muoversi in senso barocco, ma di partecipare alla ripresa manieristica che si verificò in più parti d'Italia a partire dal 1620.

Le opere Cefalo ed Aurora (circa 1624, Museo de Arte, Ponce) La Pittura e la Poesia (1626, Firenze, Galleria Palatina) Ila e le ninfe, (poco prima del 1633, Galleria Furini, Firenze) Fede, (1638, Palazzo Pitti) San Giovanni Evangelista, (1630, Musée des Beaux-Arts, Lione) La nascita di Rachele, (Alte Pinakothek, Monaco) Giuditta e Oloferne, (1636, Galleria Nazionale d'Arte Antica, Roma)

Lot e le sue figlie, (dopo il 1634, Museo del Prado, Madrid) Andromeda, (Museo dell'Ermitage, San Pietroburgo) Andromeda, (Galleria Nazionale, Budapest, Ungheria) Crocifisso tra due angeli, con la Maddalena, San Bartolomeo e San Giovanni Battista, (Chiesa di San Bartolomeo, Todiano) Maddalena penitente Affreschi, Salone, Palazzo Pitti (1639-42, Museo degli Argenti) Le Tre Grazie, (Ermitage) San Sebastiano (Galleria Nazionale, Edimburgo, Scozia) San Sebastiano (Schleissheim Palace)

Note

Bibliografia Dizionario biografico degli italiani, L, Roma, Istituto dell'Enciclopedia italiana, 1998 Voci correlate Seicento fiorentino

Altri progetti

Collegamenti esterni

Furini, Francesco Furini, Francesco