Il Partito Socialista Italiano (PSI) è un partito politico italiano di ispirazione socialdemocratica fondato il 5 ottobre 2007, che si dichiara in continuità con l'omonima formazione sciolta il 12 novembre 1994.
Inizialmente lanciato con il nome di Partito Socialista, il congresso fondativo si svolse fra il 4 e il 6 luglio 2008 e il 7 ottobre 2009 assunse l'attuale denominazione.
A livello internazionale aderisce all'Internazionale Socialista e al Partito del Socialismo Europeo.
Storia Processo costitutivo Gli incontri di Pietrasanta e Bertinoro Un primo input arriva il 30 ottobre 2006 da Pietrasanta, dove si svolge un'assemblea dei movimenti di area socialista, social-liberale e laica promossa dal Circolo Rosselli e da Domani Socialista, con l'intento di promuovere la costruzione di un fiero Partito del Socialismo Italiano.
Il 3 e il 4 marzo 2007 nella rocca di Bertinoro, sollecitato da Lanfranco Turci e Rino Formica, si riunisce il mondo «laico, liberale e socialista» per uscire dalla situazione di stallo della Rosa nel Pugno e ricomporre finalmente la diaspora. In quest'occasione Turci e Formica lanciano l'idea di una costituente.
Gli scenari successivi
Dal V Congresso dei Socialisti Democratici Italiani, convocato in forma straordinaria ad aprile 2007, emerge inoltre una posizione totalmente diversa rispetto all'invito di aderire al Partito Democratico, considerato un «compromesso storico bonsai», un accordo tra i Democratici di Sinistra, di cultura post-comunista, e La Margherita, «un partito cattolico diretto verso lidi confessionali».
Ragion per cui, nonostante le pressanti richiese giunte da Romano Prodi di aderire al progetto del Partito Democratico, Boselli dichiara aperta la «Costituente Socialista», fissando un appuntamento all'autunno 2007 per realizzarne la fase conclusiva. In quell'occasione egli affermò:
All'assise sono presenti Fabio Mussi e Gavino Angius, potenzialmente interessati al progetto.
Il 23 maggio 2007, Ottaviano Del Turco, già ministro ed europarlamentare dello SDI, presidente in carica della Regione Abruzzo, che si era espresso favorevolmente all'adesione dello SDI al Partito Democratico, prendendo atto delle conclusioni del congresso nazionale, formalizza l'abbandono del partito per aderire al comitato promotore del nascente PD.
Le vicende del Nuovo PSI e la scissione
Il Congresso del Nuovo PSI è convocato dal Consiglio Nazionale per il 23 e 24 giugno 2007 (al termine di una riunione burrascosa e piena di scontri).
Il 26 maggio Gianni De Michelis riconvoca il Consiglio Nazionale, convinto da un ricorso di alcuni membri della direzione, secondo i quali il termine per la presentazione delle mozioni sarebbe stato fissato illegittimamente. De Michelis, accogliendo il ricorso, stabilisce dunque una nuova data: il 7 e 8 luglio.
L'area riconducibile a Stefano Caldoro decide di proseguire nello svolgimento del congresso del 23-24 giugno all'Hotel Midas di Roma, come inizialmente prefissato, al termine del quale lo stesso Caldoro sarà eletto segretario del Nuovo PSI, manifestando la netta vicinanza politica e ideologica con la Casa delle Libertà e il centrodestra italiano.
Due settimane più tardi – come deciso – si svolge il congresso della componente di De Michelis che approva la sua mozione con la quale aderisce alla «Costituente Socialista» proposta da Boselli, abbandonando così la Casa delle Libertà.
Questo congresso elegge segretario nazionale Mauro Del Bue, mentre De Michelis viene proclamato presidente.
Tali posizioni vengono condivise dall'europarlamentare Alessandro Battilocchio e dagli altri rappresentanti del Partito Socialista Europeo.
Il 7 e 8 luglio si svolge a Chianciano la cosiddetta «Bertinoro 2» che vede – come per il primo convegno – a partecipazione di tutti i rappresentanti dei partiti e dei movimenti interessati al progetto, che ratifica la conclusione del primo passo verso la costruzione di una nuova forza politica «laica, liberale e socialista», così come si era deciso a Bertinoro.
Il cammino della Costituente socialista Il 14 luglio (anniversario della presa della Bastiglia e della fondazione della Seconda Internazionale) del 2007, allAuditorium del Massimo a Roma, si aprono i lavori della Costituente socialista con l'obiettivo di ricreare in Italia una forza unitaria "socialista" che coinvolga tutte le personalità laiche, socialiste e riformiste, oltre a ricomporre la diaspora causata dallo scioglimento del Partito Socialista Italiano nel 1994.
La manifestazione vede la partecipazione di una numerosa platea di vecchi e nuovi "compagni" ed è introdotta dall'intervento della presidente dell'Internazionale Socialista-Donne, Pia Locatelli.
A conclusione della giornata si ha la firma simbolica da parte di tutti gli intervenuti di una "dichiarazione di intenti", illustrata dai rappresentanti delle federazioni giovanili dei partiti aderenti.
Gavino Angius, in una lettera in occasione della Costituente Socialista, scrive:
Il 31 agosto l'Unità e Il Riformista pubblicano un appello, "Per un partito del socialismo europeo in Italia", firmato da Enrico Boselli, nonché da Gavino Angius e Valdo Spini, i quali ultimi, formalmente, abbandonano Sinistra Democratica per aderire alla Costituente.
Il 5 e 6 ottobre si svolge a Roma la conferenza programmatica dal titolo (ironicamente riferito alle vicende del Partito Democratico) "Le primarie delle idee".
Al progetto, promosso dai Socialisti Democratici Italiani di Enrico Boselli, aderiscono I Socialisti Italiani di Bobo Craxi e Saverio Zavettieri, la componente del Nuovo PSI facente capo a Gianni De Michelis e Mauro Del Bue, l'associazione Democrazia e Socialismo di Gavino Angius e Valdo Spini, alcuni fuoriusciti da Sinistra Democratica, l'associazione Socialismo è Libertà di Rino Formica, l'''Associazione Nazionale per la Rosa nel Pugno guidata da Lanfranco Turci, la Costituente Laica Liberal-Socialista, alcuni dissidenti di altri partiti, come la ex DL Cinzia Dato e l'ex DS Roberto Barbieri.
Alla conferenza partecipano anche personalità del mondo accademico, tra cui Luciano Pellicani e Pietro Ichino.
Vi sono anche rappresentanti del mondo sindacale (su tutti il segretario della UIL Luigi Angeletti), il presidente del Partito del Socialismo Europeo, Poul Rasmussen e compiaciute delegazioni del Partito Socialdemocratico di Germania e del PSOE.
L'intento di tutti i partecipanti è quello di ricomporre la diaspora socialistaLa «diaspora socialista» è un termine creato per indicare il fenomeno di dispersione dei membri del Partito Socialista Italiano, dopo il suo scioglimento nel 1994, in altre formazioni politiche, come i Socialisti Italiani e il Partito Socialista Riformista.
Oggi essa non è ancora conclusa, dal momento che attualmente numerosi ex-socialisti sostengono formazioni di centro-destra (come il Nuovo PSI o Forza Italia), altri hanno aderito ad al PD e ad altre formazioni di sinistra (quali ad esempio il Rifondazione Comunista).
Come si legge su un sito di storia politica:, conseguenza dello scioglimento del PSI storico, per dotare l'Italia di un partito della sinistra riformista che abbia nel socialismo europeo il proprio riferimento e che faccia vivere i principi del socialismo democratico liberale, realizzando una politica di allargamento dei diritti civili e sociali.
In questa occasione vengono indicate tre personalità del passato come riferimento per i programmi del nuovo partito: Marco Biagi, Loris Fortuna e Giuseppe Di Vittorio.
Il 24 luglio 2007 si riunisce per la prima volta il comitato promotore il quale, integrato dalle adesioni successive, è composto da: Gavino Angius, Roberto Barbieri, Enrico Boselli, Bobo Craxi, Cinzia Dato, Mauro Del Bue, Gianni De Michelis, Rino Formica, Franco Grillini, Ugo Intini, Pia Locatelli, Alberto Nigra, Gianfranco Schietroma, Valdo Spini, Lanfranco Turci, Roberto Villetti, Saverio Zavettieri.
Il comitato promotore è affiancato da un comitato organizzatore, composto da: Rapisardo Antinucci, Alberto Nigra, Franco Benaglia, Antonio Demitry, Rosario De Maio, Antonio Perini e Massimo Perna. A quest'ultimo viene affidato il compito di coordinare il lavoro operativo per condurre la costituente al congresso fondativo.
Con l'adesione al progetto dei "fuoriusciti" da Sinistra Democratica è garantita la presenza socialista anche al Senato come componente del Gruppo misto.
Nel novembre 2007 I Socialisti Italiani, data la non condivisione del segretario Zavettieri delle finalità e della metodologia del progetto costituente, non sottoscrivono l'accordo costitutivo del partito; in disaccordo con questa decisione, Bobo Craxi e Franco Simone abbandonano i SI.
Alla Camera, dal 18 dicembre 2007, il gruppo della Rosa nel Pugno cambia nome in Socialisti e Radicali-RnP, al fine di consentire l'ingresso dei deputati non eletti nella lista radical-socialista.
Elezioni politiche del 2008
Il processo costituente subisce una brusca frenata a causa dell'anticipato appuntamento elettorale: la caduta del governo Prodi provoca uno sconvolgimento nel sistema italiano che porta tutte le forze politiche a rivedere le proprie alleanze. In quest'ottica il Partito Socialista cerca un dialogo con il Partito Democratico, rivendicando nel contempo la propria autonomia.
In seguito – a causa del rifiuto di apparentamento da parte del PD di Walter Veltroni (concesso invece alla sola lista di "Italia dei Valori" di Antonio Di Pietro) – Boselli annuncia la corsa solitaria dei socialisti, da soli e al di fuori di ogni coalizione.
Il programma
L'8 marzo, constatata l'impossibilità di allearsi col PD, viene resa ufficiale l'intenzione dei socialisti di correre da soli con un proprio candidato premier e con un proprio programma (dal titolo "Per un'Italia laica, civile e moderna") presentato lo stesso giorno in una manifestazione a Roma alla quale partecipa, con un video, George Papandreou, che annuncia l'appoggio al partito da parte dell'Internazionale Socialista, di cui è presidente.
Proprio i riferimenti internazionali rappresentano uno dei punti maggiori della propaganda elettorale, con particolare attenzione alla situazione spagnola e alla forte affermazione di Zapatero.
La proposta programmatica pone innanzitutto l'accento sulle tragedie delle "morti bianche"; a tal proposito si auspica l'istituzione di un fondo speciale per le famiglie dei caduti sul lavoro.
Altri punti riguardano: la necessità di un aumento della spesa pubblica e privata sulla ricerca, le liberalizzazioni da attuare (a partire dalle assicurazioni), la difesa della scuola pubblica, l'introduzione del reddito minimo garantito, l'unità politica dell'Europa sulla base del federalismo democratico e del principio di sussidiarietà, il rifiuto di pericolose forme di discriminazione.
Sulla laicità e i diritti civili, invece, è stato presentato agli elettori un "Patto laico" con cui il Partito Socialista si impegna a promuovere il divorzio breve, le unioni civili, la difesa della legge 194 sull'aborto, l'introduzione legale della "pillola del giorno dopo" e di altri anticoncezionali, una legge su procreazione assistita e una sul testamento biologico, ribadendo il diritto di ogni essere umano a decidere della propria vita.
La questione ambientale, invece, è trattata dal "Manifesto eco-socialista" costituito di 10 punti su clima, energia, rifiuti e inquinamento. All'interno di tale documento è presentata la tutela dell'ambiente come «l'aspetto fondamentale per uno sviluppo sostenibile», e si propongono investimenti su fonti di energia alternative (fotovoltaico ed eolico) e su modelli di autoproduzione energetica.
Campagna elettorale Il Partito Socialista comincia fin dai primi giorni una propaganda di forte impatto attraverso il portale internet siamoincazzati.com e con una serie di manifesti aventi come oggetto alcuni dei temi principali del programma socialista (difesa dei lavoratori, lotta al precariato, diritti civili, condizione delle donne e dei pensionati).