Tales from the Hood è un film del 1995, diretto da Rusty Cundieff e prodotto da Spike Lee. Commedia horror a tema satirico, appartenente al filone del black horror, parodizza elementi dal genere blaxploitation per la costruzione di quattro storie, legate da una cornice a sé stante, che trattano temi spinosi che affliggono la comunità afroamericana: la brutalità poliziesca, la violenza domestica, il razzismo e la violenza tra bande.

Accolto tiepidamente dalla critica del tempo, Tales from the Hood ha, in seguito, guadagnato lo status di cult movie, grazie alla potenza allegorica con cui riesce a trattare tematiche scottanti tramite il genere horror. In Italia, tuttavia, è rimasto inedito.

Trama

Welcome to my Mortuary (Prologo) Stack, Ball e Bulldog sono tre giovani gangsters afroamericani che arrivano all'impresa di pompe funebri dell'eccentrico signor Simms per comprare della droga da lui. Questi dichiara di non ricordare in quale bara l'abbia nascosta e, man mano che aprono la casse per controllarle, Simms racconta loro le strane storie dei cadaveri in esse custoditi.

Rogue Cop Reveletion La prima bara contiene il cadavere di Clarence Smith, un poliziotto che, sotto minaccia dei suoi colleghi bianchi, Hauser, Richmond e Crumfield, decide di tacere riguardo alle violenze compiute da questi ultimi su Martin Ezekiel Moorehouse, consigliere comunale e attivista che combatte la corruzione della polizia. I poliziotti, infatti, riconosciuto il politico durante un normale controllo, lo hanno pestato a sangue e poi, per nascondere i loro atti, lo hanno finito con una siringa di eroina (da loro, peraltro, spacciata) e gliene hanno nascosto un po' in macchina, per poi far cadere il veicolo e il cadavere in mare, distruggendo, in questo modo, anche la reputazione di Moorehouse.

All'anniversario della violenza, Smith, divorato dai sensi di colpa e dall'alcolismo, dopo aver avuto un allucinazione di Moorehouse crocifisso (com'è raffigurato in un murales in sua memoria) che gli dice "Portali da me", convince i suoi tre colleghi a visitare la tomba della vittima, ma, mentre i tre la profanano facendoci pipì sopra, Moorehouse si risveglia sottoforma di morto vivente in cerca di vendetta: Crumfield viene mutilato degli arti, Richmond decapitato a mani nude e Hauser, colpito da diversi aghi, viene trasformato in parte del murales. Infine, Moorehouse fa impazzire Smith come vendetta per non averlo aiutato, facendo ricadere su di lui la colpa dei tre omicidi.

Boys do get bruised Il contenuto della seconda bara, all'inizio, non è mostrato, ma Simms dice subito che è legato alla storia di un bambino di nome Walter. Quando l'insegnante del bambino, Richard Garvey, nota che questi si presenta a scuola con dei lividi, all'inizio egli pensa che glieli abbia fatti il bullo Tyrone, ma Walter dice che è stato un mostro, da lui raffigurato in un disegno. In seguito, è mostrato come Walter possegga dei poteri psichici, quando realizza un disegno di Tyrone e poi, accartocciandolo, fa finire Tyrone in ospedale per delle gravi fratture.

Garvey fa visita a casa di Walter, incontrandone la remissiva madre Sissy e il di lei compagno Carl, per chiedere loro del "mostro". Quando Garvey se ne va, è rivelato che il "mostro" è proprio Carl, visto in questo modo distorto da Walter quando ne subisce le violenze. Tuttavia, Garvey torna indietro e cerca di intervenire mentre Carl sta picchiando Sissy e Walter, ma il bambino, accartocciando il disegno, fa sì che il corpo di Carl si distorca e si accartocci esso stesso, per poi infine essere ucciso da Sissy, anch'ella stanca delle violenze. Infine, Walter da fuoco al foglio ed è rivelato che la bara mostrata da Simms contiene il cadavere straziato e carbonizzato di Carl.

KKK Comeuppance Per raccontare il contenuto della terza bara, Simms si serve stavolta, di alcune inquetanti bambole con l'aspetto di schiavi neri. Il cadavere è quello di Duke Metger, senatore sudista, razzista e libertario, noché ex membro del Ku Klux Klan (il nome stesso è un riferimento allo storico leader del Klan David Duke), in lizza per il posto di governatore. Egli ha rilevato la vecchia piantagione del suo antenato, Nathan Wilkes, il quale, dopo la Guerra civile, pur di non restituire i suoi schiavi alla libertà, li ha uccisi tutti quanti; ora, dice la leggenda, le loro anime infestano le bamnbole-schiavi che sarebbero custodite all'interno della casa. L'unica traccia delle bambole è in quadro in cui sono raffigurate con la loro creatrice, la strega hoodoo Miss Cobbs. Metger discute della leggenda con il suo consulente per l'immagine, l'afroamericano Rhodie Willis, il quale, poco dopo, mentre filma il suo capo per mettere alla prova le sue "doti mediatiche", cade dalle scale e muore.

Dopo il funerale, riguardando il filmato che Willis stava facendo, Duke scopre che l'assistente è inciampato proprio per colpa di una bambola e si accorge che nel quadro, proprio in corrispondenza di una delle bambole, ora c'è uno spazio bianco. In preda al delirio, si lancia in uno sproloquio razzista, colpisce il quadro con una bandiera americana, facendolo sanguinare, per poi essere attaccato dalla stessa bambola che aveva visto nel filmato. Nonostante riesca a colpirla con una fucilata, questa si rialza e guida le altre bambole, anch'esse uscite dal dipinto, che lo sopraffaggono e lo divorano vivo. Infine, anche la strega Miss Combs esce dal quadro per godersi il sanguinolento spettacolo.

Hard-Core Convert Stack, Ball e Bulldog cominciano a diventare sempre più impazienti, ma Mr. Simms mostra loro un'altra bara: essa contiene il corpo di Crazy K, che i tre ammettono subito essere una loro vecchia conoscenza. Egli, il cui vero nome è Jerome Johns, era un crudele gangster che aveva ucciso molte persone senza pietà. Una notte, quando aveva sparato al suo rivale Lil' Deke, era stato raggiunto subito dai tre sgherri di costui, che l'avevano crivellato di colpi riducendolo in fin di vita, ma Crazy K era stato salvato da un miracoloso intervento della polizia.

Quattro anni dopo, Crazy K viene reclutato per una cura sperimentale di riabilitazione della misteriosa Dr. Cushing che lo sottopone a una serie di prove: prima lo mette in cella al fianco di un suprematista bianco; poi, mentre è legato a un macchinario rotante, lo sottopone alla visione di numerose immagini del Ku Klux Klan e di linciaggi razzisti associate alle violenze da lui stesso compiute. Infine, lo lascia in una camera di deprivazione sensoriale, dove Crazy K ha una serie di allucinazioni, in cui vede tutte le persone che ha ucciso, compresi alcuni suoi amici e una bambina che era rimasta coinvolta in una sparatoria. Nonostante le forti visioni, Crazy K si dice per niente pentito, sbeffeggia le sue vittime e tenta di scappare. Essendosi dimostrato irredimibile, viene mostrato che la storia, in realtà, non era che una sua allucinazione pre-mortem e, in realtà, è ancora in strada, dove gli sgherri di Lil' Deke lo finiscono.

Welcome to my mortuary (Epilogo) Stancatisi delle storie di Mr. Simms, Stack, Ball e Bulldog rivelano di essere loro gli assassini di Crazy K e, minacciando il proprietario delle pompe funebri con le loro armi, gli intimano di consegnare loro la droga da lui nascosta. Simms li porta in una cripta, dove sono presenti tre bare, ma, una volta aperte, i tre gangsters vedono con orrore i loro stessi cadaveri: infatti, Crazy K non era da solo quella notte e i suoi sgherri hanno provveduto a eliminare i tre ragazzi dopo che questi avevano ucciso il loro capo. Mr. Simms si rivela essere il demonio in persona e dà il benvenuto all'Inferno ai tre, che cominciano a bruciare tra le altre anime dannate.

Produzione

Realizzazione L'idea del film sarebbe venuta al regista Rusty Cundieff durante la realizzazione di uno spettacolo teatrale a Los Angeles, The Black Horror Show: Blackanthropy, in cui egli stesso recitò . Il secondo episodio, invece, gli sarebbe stato ispirato da un ricordo d'infanzia, in cui, a casa di un suo amico di scuola, aveva visto la sorella di quest'ultimo legata in cantina; riferito l'accaduto al padre, detective della polizia, "Disse, 'non posso fare casini con quei bianchi'. E probabilmente aveva ragione. Sentiva semplicemente che, nonostante il distintivo e la sua posizione, non era in grado di affrontare quella situazione [...] Ho sempre avuto un certo interesse, non so se fosse per via di quel momento, ma l'abuso sui minori e la violenza domestica hanno sempre occupato un posto strano nella mia mente".

Entrambi i genitori di Cundieff hanno avuto una parte nel terzo episodio: il padre è il prete che recita l'omelia funebre di Rhodie Willis, la madre è la strega hoodoo Miss Combs. Il trucco del demonio è stato realizzato dall'effettista Screaming Mad George, con l'obiettivo di creare un effetto il più inquietante possibile, anche se indossarlo, per Clarence Williams, è stato piuttosto doloroso. Il film è stato, inoltre, l'ultima interpretazione di Rosalind Cash, attrice minore nota per la partecipazione di alcuni film del filone blaxploitation.

Distribuzione e accoglienza Il film è stato distribuito nelle sale il 24 maggio del 1995; è andata fuori stampa la sua edizione in DVD del 1998, mentre quella in Blu-Ray del 2015 ha ottenuto un largo successo, cosa che ha spinto a pubblicarne una nuova edizione rimasterizzata nel 2017.

La critica cinematografica ha accolto con recensioni miste il film, che, invece, è sempre stato abbastanza apprezzato dal pubblico. Su Rotten Tomatoes gli viene data una valutazione pari al 60% delle recensioni professionali positive, sulla base di 25 recensioni, con un punteggio medio di 5.3/10 .

Colonna sonora

Sequel Due sequel sono stati realizzati per il film, entrambi scritti e diretti da Cundieff e Scott e prodotti da Spike Lee. Il primo, Tales from the Hood 2 è stato presentato in anteprima a luglio 2018 ed è uscito il 2 ottobre per l'home video; vi ritorna anche il personaggio di Mr. Simms, stavolta interpretato da Keith David. Tales from the Hood 3, invece, è uscito direttamente per lo streaming il 6 ottobre 2020 e vede come protagonista Tony Todd. Punto in comune dei tre film è la battuta finale, diventata celebre.

Note

Collegamenti esterni

Categoria:Film horror Categoria:Film d'azione