La Falck è un'azienda italiana un tempo fra le più importanti società attive a livello nazionale nel settore siderurgico e, a partire dagli anni novanta, riconvertita alla produzione di energia elettrica, sia da fonti rinnovabili, sia da impianti di cogenerazione.
Venne fondata con il nome di Società anonima Acciaierie e Ferriere Lombarde nel 1906 a Milano da Giorgio Enrico Falck e altri soci. I primi e più importanti stabilimenti furono realizzati a Sesto San Giovanni. Dal 1931 l'azienda cambia nome in Acciaierie e Ferriere Lombarde Falck. Durante la direzione del direttore Generale Carlo Fattorini, professore e ingegnere meccanico specializzato in siderurgia, nel 1943 le Acciaierie e Ferriere Lombarde Falck hanno prodotto acciai, ghisa e relativi prodotti lavorati e semilavorati. L'attività è rimasta stazionaria per quasi ottant'anni, fino alla crisi del settore di metà degli anni settanta, quando cominciò il declino dell'azienda che spense gli ultimi forni nel 1995.
A partire dall'inizio degli anni novanta, il Gruppo Falck si trasforma, occupandosi, sempre a guida Falck e tramite la consolidata Sondel, di investimenti nel campo della produzione di energia elettrica, affiancando alla storica produzione idroelettrica 600 MW quella di centrali di cogenerazione energia/vapore a gas, giungendo nel 2002 alla sola produzione d'energia rinnovabile. A Sesto San Giovanni è rimasta la sede operativa del Gruppo Falck, mentre la maggior parte delle aree una volta occupate dagli stabilimenti siderurgici è oggetto di riqualificazione.
Nel 2021 viene raggiunto un accordo con il fondo Infrastructure Investments del gruppo statunitense JP Morgan, che prevede la vendita del 60% del capitale della società Falck Renewables, fondata nel 2010 dalla famiglia Falck mediante la riorganizzazione della precedente Sondel e tra le più importanti nel campo dell'energia eolicaLa famiglia Falck vende a Jp Morgan, ceduto il 60% di Falck Renewabels, azienda specializzata in energia rinnovabile, Il Fatto Quotidiano, 20 ottobre 2021..
Storia Le origini
I Falck cominciano l'attività siderurgica ben prima della fondazione dell'azienda di famiglia: il nonno del fondatore, il francese Georges Henri Falck nato nel 1802 a Wissembourg, nipote di Jean Didier Falck, maresciallo degli approvvigionamenti nell'esercito napoleonico della gendarmeria di Landau., era un ingegnere meccanico con una specializzazione in siderurgia. Svolse l'apprendistato a Mulhouse in Alsazia. Nel 1833 venne chiamato in Italia, come consulente alla ferriera Gaetano Rubini di Dongo della quale diverrà in seguito direttore.. Tornerà in Francia nel 1865, lasciando la guida della ferriera al figlio Enrico., che nel 1863 aveva sposato una dei dodici eredi della ferriera, Irene Rubini. Nel 1866 nacque Giorgio Enrico Falck.
Dopo gli studi tecnici a Zurigo, Giorgio Enrico Falck, su volere della madre e dopo la morte del padre Enrico, venne mandato in Germania per un periodo di apprendistato. In Vestfalia e in Renania lavorò, anche manualmente, in alcuni stabilimenti siderurgici partecipando a tutte le fasi di produzione e lavorazione dell'acciaio, dall'altoforno, alla laminazione. Partecipò giovanissimo all'allestimento di alcuni impianti siderurgici in Finlandia e in Francia. Nel 1886, al rientro in Italia, Giorgio Enrico Falck si occupò della realizzazione dell'impianto di trafilatura vergella sopra Lecco. Nel 1888, a soli ventidue anni, assunse la direzione del laminatoio di Malavedo, fondato anni prima dal padre insieme a due soci..
Nel 1895, Giorgio Enrico Falck acquisì, insieme ai fratelli Redaelli, la Ferriera di Rogoredo. Gli industriali di allora erano scettici rispetto all'allestimento di un sito siderurgico lontano dalle valli lecchesi e bergamasche, dove risiedevano le maestranze più esperte e dove erano presenti dei, seppur miseri, giacimenti minerari. Ma Falck intuì come le nuove industrie siderurgiche dovessero insediarsi vicino alle grandi città, dove era reperibile un'economica materia prima, il rottame, e dove più alta era la richiesta di prodotti finali, i metalli e i semilavorati. Grazie ai primi forni Martin-Siemens installati a Rogoredo, l'uso del rottame, unito alla ghisa alpina, rese all'acciaieria dei risultati decisamente positivi. Nel 1901 all'acciaieria di Rogoredo viene affiancato un impianto per laminazione che realizza uno dei primi grandi progetti di Giorgio Enrico Falck: la realizzazione di un sistema integrato per l'intero ciclo produttivo, dalla fusione del rottame, alla realizzazione di semilavorati. Il suo progetto di ulteriore espansione però non trova l'accordo dei consoci e nel 1905 Falck lascia le Acciaierie Redaelli..
La fondazione Dopo i primi successi ottenuti nel settore, Giorgio Enrico Falck, sostenuto dal cognato Filippo e dallo zio Giulio Rubini, fondò il 26 gennaio 1906 la Società anonima Acciaierie e Ferriere Lombarde. Il capitale sociale iniziale ammontava a sei milioni di lire, costituito prevalentemente dall'apporto di due società, la ferriera di Vobarno di proprietà di Angelo Migliavacca e la ferriera Rubini di Dongo, storicamente legata alla famiglia Falck. La presidenza della nuova società andò al Migliavacca. Giorgio Enrico Falck assunse la carica di vice presidente con delega alla costruzione e all'avviamento degli impianti aziendali. La maggioranza azionaria restava alla Banca Commerciale Italiana..
Per espandere le nuove attività, Falck propose alcuni siti dove poter avviare i lavori di costruzione dei nuovi stabilimenti produttivi. Le opzioni proposte furono quattro: Treviglio, la Liguria, Lodi e il "primo tratto della strada settentrionale del ferro", ovvero tra Milano e Monza. Le prime due vennero scartate perché troppo lontane da Milano, centro di raccolta delle materie prime (rottami) e principale centro per la vendita e il consumo dei prodotti finiti. Lodi venne esclusa per evitare una potenziale concorrenza sleale, vista la vicinanza alle ferriere di Rogoredo, dove Falck aveva tra l'altro lavorato fino all'anno prima. La scelta definitiva cadde quindi su Sesto San Giovanni, località che vantava non pochi benefici: oltre alla vicinanza con Milano, era attraversata da una linea ferroviaria internazionale, collegata con la galleria ferroviaria del San Gottardo, che consentiva il collegamento diretto con Francia, Belgio e Lussemburgo, principali centri di estrazione mineraria dei materiali di lavorazione.; disponeva di abbondanti fonti idriche, necessarie per la produzione ferriera; infine, grazie ai collegamenti garantiti dalla ferrovia Milano-Monza e dalla tranvia Milano-Monza, godeva di una buona accessibilità per la manodopera.. Inoltre a Sesto San Giovanni avevano già avviato l'attività produttiva diverse altre aziende come la Breda, fondata nel 1886 e insediata a Sesto nel 1903, la Osva, fondata nel 1891, e la Ercole Marelli, fondata anch'essa nel 1891 e insediata a Sesto San Giovanni nel 1905..
A pochi giorni dalla fondazione, nel febbraio del 1906, vennero scelti e acquisiti i terreni sestesi di proprietà dell'ing. Attilio Franco, titolare delle omonime fonderie, e, su progetto di una società tedesca, venne avviata la costruzione dei fabbricati che avrebbero accolto i quattro forni Martin-Siemens e altri grossi laminatoi per la produzione di travi, binari per la ferrovia e altri ferri sagomati destinati a ulteriori sotto lavorazioni. I lavori per la realizzazione dello stabilimento videro un arresto quasi immediato, dovuto alla decisione di dismettere la vecchia stazione ferroviaria di Sesto, ormai inadeguata alla richiesta industriale, e costruirne una nuova e più adatta proprio su una parte dei terreni destinati agli impianti Falck. A causa di questo e di altri ritardi dovuti a scioperi e mancanza di personale, i lavori per la costruzione dello stabilimento durarono due anni, ma finalmente, nel marzo del 1908, venne messo in funzione il primo forno e nei mesi seguenti il primo laminatoio con ottimi risultati produttivi.. Negli anni successivi, fino al 1914, vennero avviati gli altri tre forni Martin-Siemens, gli altri laminatoi, oltre alla centrale elettrica, alle officine meccaniche, alla cabina di trasformazione e alle caldaie a vapore.. Nello stesso periodo vennero rimodernati gli stabilimenti di Dongo e Vobarno.
L'espansione La Banca Commerciale Italiana, principale azionista delle Acciaierie e Ferriere Lombarde, cercò di porre un freno alle mire espansionistiche di Giorgio Enrico Falck, anche in considerazione della grave crisi siderurgica prebellica.. Gli altri ostacoli incontrati dal Falck furono di natura sindacale e sociale: i lavoratori dello stabilimento di Sesto facevano ostruzionismo, tanto da costringere le acciaierie, tra il 1909 e il 1910, a un serrata molto lunga. Infine, contro il progetto di espansione del Falck, si opposero anche alcuni soci, tra tutti l'ing. D'Amico. Le dispute societarie si risolsero nel 1911, quando D'Amico venne relegato alla supervisione degli stabilimenti di Dongo e Vobarno e Falck divenne direttore generale delle Acciaierie e Ferriere Lombarde, diventando de facto il solo padrone della società..
Nel 1911 la Acciaierie e Ferriere Lombarde incorporò la ferriera di Milano, in porta Romana, un importante produttore di tubi d'acciaio senza saldatura e altri diversi profilati. Il direttore della Ferriera di Milano, Ludovico Goisis, divenne uno stretto e leale collaboratore di Giorgio Enrico Falck.. Intanto però la crisi del settore continuava. Falck nel 1912 cominciò una serie di licenziamenti di manodopera presso gli stabilimenti di Dongo, Vobarno, Sesto e Milano.. Nel 1913 il socio anziano Redaelli propose al Falck di unirsi in consorzio con l'azienda tedesca Mannesmann, ma Falck rifiutò la possibilità, richiedendo anche un intervento governativo a tutela dei prodotti siderurgici italiani. La produzione degli stabilimenti non calava e anzi era raddoppiata nei primi sei anni: a Sesto erano impiegati 800 operai per una produzione annua di 80.000 tonnellate di acciaio; a Dongo, 500 dipendenti producevano 25.000 tonnellate annue di lamiera; a Milano c'erano 400 dipendenti e la produzione di lamiere raggiungeva le 25.000 tonnellate annue. Nel 1914 gli stabilimenti di Milano cominciarono a produrre tubi lunghi in grado di competere coi prodotti tedeschi della Mannesmann. La strategia di continua espansione del Falck era molto rischiosa, soprattutto se ostacolata dalle diverse crisi economiche degli inizi del Novecento, ma l'Europa e l'Italia stavano per entrare in guerra e questo portò a nuovi scenari di sviluppo.
La prima guerra mondiale
Nel 1914, quando l'Italia non era ancora entrata in guerra, si presentarono difficoltà nel reperimento del carbon coke e dei minerali di ferro dalla Svizzera e dalla Germania., ma Falck aveva già avviato il suo progetto di produzione di acciaio dai rottami che stava sempre più rivelandosi una scelta vincente. Nel 1916 venne acquisita la Trafileria e Corderia Barelli a Sesto San Giovanni. Nel 1918 venne incorporata un'azienda metalmeccanica, la Franco Tosi: un passo importante verso l'integrazione verticale con i consumatori dell'acciaio. Nel 1919 la Falck aveva partecipazioni in altre famose aziende siderurgiche italiane: il 2,71% delle Acciaierie di Terni, lo 0,4% dell'Ilva..