Lo shiatsu (AFI: ; da shi = dito e atsu = pressione, ), diffuso in Giappone agli inizi del secolo scorso, è una pratica manuale manipolatoria che stimola nel ricevente le risorse vitali necessarie al recupero e al mantenimento di una condizione di buona salute (il corpo reagisce da solo).

Attraverso questo trattamento manipolatorio durante il quale vengono effettuate pressioni sostenute, costanti e perpendicolari su alcuni punti del corpo del ricevente avvalendosi soprattutto dei polpastrelli, ma anche in alcuni stili di gomiti, piedi, ginocchia e palmi delle mani.

La forza vitale, o "ki", è la capacità che ogni organismo vivente ha di mantenere un equilibrio e di mantenere stabili le sue funzioni vitali.

È possibile che il Padre dello Shiatsu Namikoshi Tokujiro sensei, nel mettere a punto questa Disciplina abbia tenuto presente forme di manipolazione e massaggio tradizionali cinesi, come lo am-ma, lo an-fa, il tuina, ma di questo non abbiamo prove.

Storia Forme primordiali ed istintive di trattamenti con le mani iniziarono con il TEATE, che tradotto dal giapponese significa letteralmente "mani su" e nel vocabolario di oggigiorno significa anche "trattamento". Da tempi antichi, gli umani sapevano istintivamente che si può sopprimere il dolore mettendo una mano sopra l'area interessata. Il dato più antico sul trattamento di un disturbo tramite il TEATE si fa risalire intorno a duecentomila anni nell'era mitica. Fu anche citato in un antico poema giapponese un incidente in cui Sukunahikonakami, il padre della medicina giapponese, curava le malattie con le sue mani nude.

Questo tipo di leggende non è limitato al Giappone, ma è stato il risultato dello sviluppo di terapie manuali in tutto il mondo, come il massaggio in Europa e l'Anma in Cina (chiamata Tui-na nella Cina contemporanea).

Dopo la preistoria, la medicina cinese fu importata dalla Cina continentale attraverso la penisola della Corea insieme al Buddhismo a partire dal VI secolo ad opera di monaci buddhisti, che favorirono una larga diffusione dei princìpi della medicina tradizionale cinese e dei suoi fondamenti teorici. In Giappone nacque così la Medicina Kampo. Yasuyori Tanba scrisse il più antico libro medico intitolato "Ishinboh", che si trova attualmente in Giappone e la medicina Kampo divenne il centro della medicina giapponese. Il ruolo della medicina Kampo fu importante fino alla rivoluzione Meiji (1867). Includeva la terapia manuale "Anma" insieme con le sue pratiche predominanti: agopuntura, moxibustione e medicina cinese.

Nel periodo Edo,vi furono grandi specialisti in terapie manuali (i terapisti di Anma), come Ryouzan Goto e Shinsai Ota. Negli ultimi anni del periodo Edo, Genpaku Sugita e Ryoutaku Maeno svilupparono la conoscenza della medicina occidentale del periodo Meiji traducendo il "Kaitaishinsho" (testo di anatomia proveniente dai Paesi Bassi). Con l'influenza della medicina più moderna dei Paesi occidentali anche molte terapie manuali come massaggi, chiropratica e osteopatia furono importate in Giappone.

Oltre a queste terapie estere, c'erano più di trecento trattamenti per civili; questi erano antichi trattamenti giapponesi importati dalla Cina: Anma, Dōin, Kanpō, Jūjutsu, ecc. con le loro forme combinate.

Lo sviluppo delle conoscenze della medicina occidentale e delle terapie a essa collegate portarono addirittura alla messa fuori legge delle terapie della medicina Kampo.

Dopo la seconda guerra mondiale, il generale Mc Arthur rimase quale incaricato del Ministero della Salute giapponese. In questo periodo si allestì un elenco di più di cento terapie non regolamentate, tra cui lo Shiatsu. Dopo una ricerca scientifica eseguita da varie università e durata 8 anni, si giunse alla conclusione che la terapia Shiatsu assieme all’agopuntura e all’Anma, erano le sole che avessero tutti i requisiti per ottenere un riconoscimento scientifico. Attualmente, assieme all’agopuntura e all’Anma, lo Shiatsu di Tokujiro Namikoshi fa parte delle uniche discipline riconosciute dal Ministero della Sanità e Benessere giapponese. Infatti nel 1964, una nuova normativa definì lo shiatsu, che in quel momento era costituito da quello di Namikoshi Sensei, come una forma di cura autonoma e distinta dalle altre tecniche venendo così definito: "La shiatsuterapia è una forma di manipolazione che si esercita con i pollici, le altre dita e i palmi delle mani senza l'ausilio di strumenti, meccanici o d'altro genere. Consiste nella pressione sulla cute intesa a perseguire e conservare lo stato di salute dell'individuo nella sua interezza".

Cominciano così a ricoprirsi di prestigio le prime scuole specifiche per il suo insegnamento e tra queste quella creata nel 1940 da Tokujiro Namikoshi, che ha avuto il merito di essere stato il primo a dare un'organizzazione didattica essenziale alla metodologia shiatsu. Dopo il 1968 il Maestro Shizuto Masunaga, inizialmente collaboratore di Namikoshi, ha elaborato una metodologia di shiatsu che si basa sulla visione energetica del ricevente in quanto persona, fondando l'associazione di shiatsu Iokai.

Fin dalla sua nascita, che risale al periodo tra le due guerre mondiali, si è caratterizzato per la pressione che viene portata perpendicolarmente alla superficie del corpo e quando è al suo massimo deve essere mantenuta costante. Infatti non esistono nello shiatsu sfregamenti, impastamenti, manipolazioni, utilizzo di oli o altro; le pressioni entrano in profondità senza scivolare sulla pelle e producono uno stimolo a cui l'organismo della persona trattata "risponde", recuperando e manifestando dal profondo le proprie risorse vitali.

L'8 aprile è la giornata dello shiatsu secondo il calendario ufficiale del Giappone e del Canada, i praticanti di tutto il mondo celebrano lo shiatsu day in questa data.

Le tecniche Il trattamento consiste nella pressione applicata con le sfere dei pollici e delle dita e i palmi delle mani in punti specifici sulla superficie del corpo. Tradizionalmente questi punti sono chiamati tsubo in giapponese. Lo tsubo sul corpo è il punto di accumulo delle fatiche e dello stress. La pressione esperta esercitata sugli tsubo porta sollievo.

L'agopuntura può essere considerata la musa ispiratrice dello shiatsu. Nell'antica Cina i terapeuti attraverso l'osservazione e l'esperienza, svilupparono un interessante sistema di diagnosi e cura basato sull'individuazione di circa settecento punti distribuiti sul corpo e sulle linee meridiane dei flussi di energia che li connettono. Questo articolato sistema era appunto l'agopuntura caratterizzato dall'utilizzo di piccolissimi aghi che venivano inseriti in specifici punti lungo i meridiani per correggere il flusso di energia.

La conoscenza di questo sistema arrivò fino in Giappone più di mille anni fa, e nel diciottesimo secolo, i praticanti del massaggio tradizionale giapponese (anma), incorporarono questa conoscenza nella loro tecnica.

Intorno al 1920 Tokujiro Namikoshi coniò la parola "Shiatsu" (tradotta letteralmente in italiano è "pressione delle dita"), per descrivere il suo sistema di diagnosi e cura, che da lui prese il nome - Shiatsu Namikoshi - e che integrò appieno con i programmi terapeutici della medicina moderna.

Lo shiatsu si basa su cinque "pilastri":

il respiro la postura la perpendicolarità la pressione la sensazione di piacere/dolore

È una tecnica manuale codificata basata principalmente sulle pressioni portate con i pollici, le dita, i palmi delle mani. Una pressione efficace è caratterizzata da cinque fattori che devono sempre essere presenti:

l'uso del giusto strumento di lavoro una corretta posizione dell'operatore una corretta individuazione dell'area su cui operare l'attenzione dell'operatore tre fasi pressorie: ingresso, stasi, uscita

Gli stili Questo è un elenco dinamico e potrebbe non essere mai in grado di soddisfare particolari standard di completezza. Puoi aiutarci espandendolo con le fonti affidabili.

Esistono diversi stili, ma i più diffusi sono quelli fondati dai due grandi maestri Namikoshi e Masunaga (o Iokai), da cui assumono il nome.

Ecco i principali stili dello shiatsu:

Lo stile Ho (Shiatsu Ryoho)

Il terapista Tamai Tempeku, unendo le sue conoscenze in campo anatomico e fisiologico della medicina occidentale agli antichi metodi tradizionali Ampuku, Anma e Do-In, chiamò questa tecnica prima Ryoho cioè “metodo di guarigione attraverso la pressione con le dita” poi Ho, cioè “metodo di pressione con le dita”.

Tra il 1910 e il 1920 pubblica il suo primo libro e sempre in quegli anni appaiono le prime tecniche basate sull'uso della pressione su diverse zone del corpo alle quali viene dato il nome di Shiatsu.

Lo stile Namikoshi Tokujiro Namikoshi mise a punto un metodo vero e proprio di trattamento generale che si prefigge di mantenere o recuperare un buono stato di salute. E sosteneva che trattamenti parziali potevano solo eliminare o ridurre i sintomi, mentre lo Shiatsu, attraverso il suo trattamento generale, ha l'obiettivo di intervenire sulle patologie in via preventiva e terapeutica.

Tokujiro Namikoshi Sensei fondò l'Università shiatsu del Giappone nel 1940 e sistematizzò una forma di terapia shiatsu basata sull'anatomia e la fisiologia occidentale.

La sua Scuola, il prestigioso Japan Shiatsu College, è l'unica scuola di shiatsu ufficialmente riconosciuta dal Ministero della Sanità giapponese.

Si contraddistingue per un approccio che utilizza le conoscenze della scienza medica occidentale.

Tale tecnica mostra un'efficacia elevata in tempi rapidi, con riferimento alle patologie trattate.

Egli trattò personaggi importanti come l'ex primo ministro giapponese Shigeru Yoshida e successivi primi ministri, il procuratore del tribunale militare internazionale per l'Estremo Oriente, il procuratore Keenan, nonché celebrità come Marilyn Monroe e Muhammad Ali.

Il primogenito si chiamava Toru Namikoshi Sensei. Anche lui si dedicò alla divulgazione dello shiatsu per molti anni; insieme, padre e figlio, fecero tournée per tenere conferenze ed eseguire dimostrazioni.

In Giappone, solo il "Japan Shiatsu College" è autorizzato dal Ministero della Sanità a rilasciare la qualifica di terapista shiatsu valida nel Paese. Gli allievo diplomati presso il JSC possono sottoporsi all'esame di Stato per divenire Shiatsu-shi, cioè fisioterapisti specializzati in Shiatsu.

In Italia la prima Scuola che diede vita alla diffusione dello stile Namikoshi, così come viene insegnato presso il J.S.C. è stata la Scuola Italo-Giapponese Shiatsu Namikoshi, tuttora operante.

Lo stile Palombini Rodolfo Palombini (Rudy 1930 - 1994) ha introdotto lo shiatsu in Italia. Fondatore della Scuola Italiana Shiatsu - S.I.S. (1979) esperto massofisioterapista, nel 1964 ha conseguito il primo diploma europeo di Shiatsu-Terapista presso il Nippon Shiatsu School (attuale Japan Shiatsu College) allora diretto dal Maestro Tokujiro Namikoshi. R. Palombini ha approfondito gli studi sullo Shiatsu Namikoshi introducendolo nella terapia riabilitativa e nella traumatologia sportiva. L’esperienza maturata negli anni, anni di appunti, verifiche, ricerche è culminata nella naturale evoluzione dello Shiatsu Namikoshi in Metodo Palombini, attenta codificazione di un sistema adeguato alle esigenze del mondo occidentale.

Nel 1994 subentra nella scuola il figlio di Rudy, Fulvio Palombini (Alessandria d'Egitto 20 luglio 1955), medico reumatologo, docente in fisioterapia all’Università “La Sapienza” di Roma. Fulvio Palombini fedele alla sua formazione di medico, nel rispetto della sua attività professionale – la riabilitazione motoria, si adopera affinché il mondo scientifico rivolga lo sguardo verso lo Shiatsu Namikoshi, per valutarne l’efficacia attraverso la sperimentazione.