Porto Salvo, anche chiamato Borgo di Gaeta, già Elena, è un quartiere del comune di Gaeta. È stato un comune autonomo.
Storia
L'area in cui sorge il quartiere di Porto Salvo era, in epoca romana, occupata da alcune ville, tra le quali quella dell'imperatore Antonino Pio sul versante occidentale dell'istmo di Montesecco, quella di Lucio Sempronio Atratino (nell'area superiore dell'attuale quartiere) e quella di Lucio Marcio Filippo, patrigno di Ottaviano Augusto., in località Arcella (presso l'attuale confine con Formia).
Il centro abitato si sviluppò fuori dalle mura della città di Gaeta a partire dall'VIII secolo,. con il nome di Borgo Nuovo, per differenziarsi dal Borgo Vecchio, sorto in contrada Ariccia (o Tesa) alle spalle dell'attuale ex stabilimento della Santissima Annunziata. Solo nel XVI secolo si espanse verso nord, con la costruzione di una torre difensiva, la torre della Catena, comunemente denominata castello, situata alle falde del colle dei Cappuccini e nel secolo successivo arrivò sino alla base del colle di Sant'Agata (tale zona prenderà successivamente il nome di Piaja, spiaggia)..
La popolazione del Borgo era formata principalmente da marinai, pescatori e contadini;. elemento importante per l'economia locale era la coltivazione dell'ulivo e l'esportazione delle olive di Gaeta: nel XIX secolo sull'intero territorio di Gaeta ben moggi erano esclusivamente dedicati a tale coltura. Veniva esportato anche cordame, prodotto dalla saggina di alta qualità tipica della zona. I cantieri navali, presenti numerosi nella località, allestivano da secoli la flotta commerciale cittadina, esportando anche le imbarcazioni. La produzione entrò in crisi quando la richiesta di grandi imbarcazioni lignee si assottigliò..
La più antica chiesa del Borgo era quella dei Santi Cosma e Damiano, costruita alla fine dell'VIII secolo (che nel 1591 venne dotata di un suo fonte battesimale).. Nel 1571 venne costruita e costituita parrocchia la chiesa di San Giacomo Apostolo.. Nel 1606 venne fondata la parrocchia di San Carlo nel rione Piaja, alla quale fu annessa la chiesa di Sant'Andrea nella zona Calegna, in precedenza succursale della parrocchia dei Santi Cosma e Damiano.. Un'altra parrocchia era quella di San Sergio, chiesa esistente già nel 1375, situata all'estremità meridionale del borgo; a partire dal 1639 la comunità si riunì presso la chiesa di Santa Maria di Torre d'Oria (nei pressi dell'attuale porta Carlo III) a causa dell'inagibilità del tempio e confluì in quella dei Santi Apostoli, chiesa consacrata nel 1711..
Nel 1852 venne spianata l'altura dell'istmo di Montesecco (con la demolizione delle chiese di San Sergio e dei Santi Apostoli) e aperta una nuova importante via di comunicazione che costeggiava esternamente l'abitato parallelo alla costa, l'attuale lungomare Giovanni Caboto, che nel 1872 acquisì la denominazione di corso Attico.. Nel 1872 il Borgo assunse per la prima volta una denominazione propria Anàtola e venne suddiviso in tre rioni: a partire da sud lungo la direttrice dell'attuale via dell'Indipendenza, San Giacomo, San Cosma e San Carlo, dal nome delle tre parrocchie..
Anatola, separandosi dalla zona di Sant'Erasmo che mantenne il nome di Gaeta, con Regio Decreto del 15 marzo 1897 diventò comune autonomo. La spinta fu data dagli esponenti liberali: essi ricercavano infatti autonomia dall'antica amministrazione che rimaneva legata al passato borbonico. La richiesta di separazione, già presentata nel 1891, aveva avuto parere favorevole da parte del consiglio provinciale nel 1893; nuove richieste furono inviate al re Umberto I di Savoia e al ministro dell'interno Francesco Crispi nel 1894 e nel 1895; la richiesta venne accettata nel 1897 e come confine fu presa l'allora strada della Madonna della Cappella (gli attuali corso Cavour, via Garibaldi e contrada Catena). Il nuovo comune prese il nome di Elena in onore dell'allora principessa Elena, futura regina d'Italia e aveva sede nel palazzo di Marzo, sul corso Attico..
Il 4 maggio 1892 venne inaugurata la ferrovia Sparanise-Gaeta, che faceva uscire Gaeta dall'isolamento dalle vie di comunicazione principali; il capolinea di Gaeta, situato sul confine dei due comuni, prese il nome di Gaeta-Elena dal 1897 al 1927.
Con Regio Decreto del 17 febbraio 1927, dopo una divisione di trent'anni, a seguito di un'ampia riorganizzazione territoriale, i comuni di Gaeta ed Elena vennero uniti nuovamente sotto il nome di Gaeta.
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa di Santa Maria di Porto Salvo
Situata in cima alla scenografica scalinata degli Scalzi, viene anche detta degli Scalzi dagli agostiniani scalzi che la officiarono dal 1624 (anno di inizio di costruzione del complesso) al 1809 e dei Santi Cosma e Damiano. L'edificio è in stile barocco ed è opera di Jacopo e Dionisio Lazzari, che negli stessi anni operarono in altre chiese di Gaeta. L'interno è a navata unica, caratterizzato dall'alternanza cromatica del celeste delle pareti e del bianco degli stucchi; l'altare maggiore è in marmi policromi, decorato con elementi vegetali. Alla sinistra della facciata, vi è il campanile con orologio in riggiole policrome, visibile dal mare dell'antistante golfo.. Dal 1944 è sede della parrocchia dei Santi Cosma e Damiano, trasferita dall'omonima parrocchia danneggiata durante la guerra.
Chiesa dei Santi Cosma e Damiano
La chiesa dei Santi Cosma e Damiano, detta anche di San Cosma vecchio, è la più antica del quartiere, essendo stata costruita alla fine dell'VIII secolo.. Ampliata successivamente in stile gotico fino ad assumere una conformazione a navata unica di tre campate ed abside quadrata, fu restaurata in stile barocco nel XVIII secolo. Nel corso dei bombardamenti della seconda guerra mondiale venne semidistrutta e, alla fine del conflitto, ridotta di lunghezza alle sole prime due campate della navata. Esternamente è caratterizzata dal portale barocco marmoreo, sormontato dall'effigie pittorica dei due santi titolari e dal campanile a torre, addossato alla facciata; internamente è coperta con volta a crociera e, entro una nicchia alla base del campanile, ospita il fonte battesimale del 1591.
Chiesa di San Giacomo Apostolo
La chiesa di San Giacomo Apostolo, già detta di San Giacomo di Terra Rossa, si trova nel tratto meridionale di via dell'Indipendenza; venne costruita in stile barocco a cavallo tra il XVI e il XVII secolo e, nella seconda metà del XX secolo, venne modificata con la ricostruzione della facciata e la realizzazione di una nuova abside in stile moderno. La chiesa internamente presenta un'ampia navata unica coperta con volta a botte, lungo la quale si aprono alcune cappelle laterali poco sporgenti. All'interno della moderna abside, che presenta vetrate policrome, vi è l'altare maggiore marmoreo settecentesco proveniente dalla chiesa di Santa Caterina d'Alessandria, la cui pala, Sacra Conversazione, è situata sulla parete di destra della vecchia abside, dirimpetto all'organo a canne Mascioni opus 873; dalla chiesa di Santa Caterina provengono anche le due acquasantiere in controfacciata.
Chiesa di San Carlo Borromeo
Situata nel quartiere di Piaja, lungo la strada per Formia, venne costruita nel XVII secolo e pesantemente rimaneggiata a partire dalla metà del XX secolo, così da perdere qualsiasi riferimento (ad eccezione della struttura) alle sue caratteristiche originarie barocche. La chiesa, esternamente caratterizzata dal campaniletto a vela, internamente presenta un'unica navata coperta con volta a botte lunettata, con cappelle poco profonde senza altari, terminante con un'abside rettangolare.
Ex convento dei cappuccini
Sull'omonimo colle soprastante il quartiere Porto Salvo, vi è l'ex convento dell'ordine dei frati minori cappuccini, costruito intorno al 1715 con annessa chiesa dedicata a sant'Antonio di Padova e cimitero.. Dopo la soppressione (1809), venne utilizzato come batteria dall'Armata Sarda nel corso dell'assedio di Gaeta del 1860 e successivamente, fino al 1975, come edificio scolastico. Tra il 1978 e il 1988 venne in parte demolito per la costruzione dell'annesso ospedale Di Liegro, del quale divenne parte integrante. Attualmente sono visibili il chiostro, l'ala rivolta verso il mare e la chiesa, con ampio atrio in facciata, a navata unica..
Architetture civili
Case dei pescatori Il tratto del lungomare Giovanni Caboto compreso nei quartieri Calegna e Piaja è caratterizzato da edifici abitativi su più piani comunemente denominati case dei pescatori il cui prospetto principale presenta terrazzi che si aprono verso l'esterno con teorie di archi. Essi sono frutto della ricostruzione post-bellica effettuata in gran parte su progetto dell'architetto Giuseppe Zander per conto del genio civile, il quale si occupò in particolare delle abitazioni situate nei pressi della chiesa di San Carlo Borromeo (e ad essa originariamente raccordate tramite un arco che passava sopra via Sant'Agostino), che vennero disegnate nel 1944 ed edificate tra il 1946 e il 1948..
Altro
Lungomare Giovanni Caboto È il principale asse viario costiero della città, che va dal confine con il comune di Formia (dove diventa viale Unità d'Italia) fino a piazzale Giovanni Caboto, nel quartiere medievale, attraversando (da nord a sud) le località Arcella, Conca, Arzano e, nel quartiere di Porto Salvo, le contrade Piaja, Calegna, Mare all'Arco e Montesecco. Fu costruito tra il 1956 e il 1962 demolendo i bastioni del fronte di mare. ed inglobando corso Attico (realizzato nel 1852 da re Ferdinando II delle Due Sicilie) e, al di fuori del centro abitato di Gaeta, il percorso della strada statale 213 Via Flacca.. Nei pressi del santuario della Santissima Annunziata vi è il Monumento a Giovanni Caboto (1990), mentre davanti alla porta Carlo V si trova il Monumento nazionale al sommergibilista (2017).
Via dell'Indipendenza È il principale asse viario del borgo, antica strada di accesso alla città di Gaeta che si sviluppa lungo la direttrice nord-sud parallela alla costa, dal quartiere Piaja (dove, a partire dal quartiere Calegna, fu demolito per l'apertura del lungomare Caboto e sopravvive nel tratto più settentrionale con il nome di via San Giacomo) all'istmo di Montesecco. Nel tratto che va dall'estremità meridionale alla salita degli Scalzi, è caratterizzata da un alto numero di attività commerciali.
Salita degli Scalzi Posta davanti alla facciata della chiesa di Santa Maria di Porto Salvo, collega quest'ultima a via dell'Indipendenza, rispetto alla quale è perpendicolare. Venne edificata con parte del rivestimento lapideo esterno del mausoleo di Lucio Sempronio Atratino in seguito ad un voto emesso dalla popolazione in occasione della pestilenza del 1656..
Viadotto di Pontone Il viadotto di Pontone, comunemente chiamato Venticinque ponti, prende il nome dal torrente che scavalca nei pressi del confine con il comune di Itri e fa parte della ferrovia Formia-Gaeta; venne edificato in pietra nel 1890-91 e distrutto dalle truppe tedesche in ritirata nel 1944 ad eccezione delle prime tre arcate lato Formia, ricostruito in muratura nel 1952-54. La struttura si compone di venticinque arcate, ha una lunghezza di 359 m ed un'altezza massima di 23 m.
Siti archeologici Mausoleo di Lucio Sempronio Atratino