LOrganismo di certificazione (spesso abbreviato con OdCIn inglese: Conformity Assessment Bodies (CABs). L'acronimo inglese è reso CAB in italiano, cioè al singolare: Organismo di valutazione della Conformità (Conformity assessment Body - CAB).) è un'organizzazione (legalmente costituitaImpresa privata in forma societaria (che è la situazione prevalente), associazione senza fini di lucro o parte di un'organizzazione governativa.) che certifica la conformità dei sistemi di gestione o dei prodotti o del personale a specifiche norme di riferimento.

Un Organismo di certificazione diviene un Organismo notificato nell'Unione europea quando ottiene, in generale a seguito di specifico accreditamento, l'abilitazione dell'Autorità governativa nazionale ad operare su almeno una Direttiva o Regolamento dell'Unione europea.Per esempio il Regolamento (UE) 305/2011 "prodotti da costruzione."

La notifica è un atto formale di comunicazione alla Commissione europea (ed agli altri Stati membri dell'Unione) da parte delle autorità dello Stato membro della UE, cui l'organismo o il laboratorio appartengono, che consente a questi ultimi di essere riconosciuti dalle autorità degli altri Stati membri e ne permette l'inserimento nel database ufficiale NANDO (New Approach Notified and Designated Organisations).

Il contratto Il processo di certificazione è inquadrato attraverso un contratto tra le parti che ha come oggetto, appunto, l'erogazione del servizio di certificazione e il rilascio del relativo certificato di conformità. Solitamente, il contratto è su base triennale. Qualsiasi sia il tipo di certificazione, l'organismo di certificazione è un fornitore le cui fatture sono pagate dall'organizzazione auditata e la trattativa è una negoziazione commerciale di libero mercatoNel caso di enti pubblici il servizio di certificazione deve essere acquistato mediante gara... Gli auditor, invece, sono addetti che hanno un rapporto lavorativo di subordinazione o di prestazione d'opera para-subordinata con l'organismo di certificazione.

Essendo l'attività degli organismi di certificazione regolata dal contratto, essa si esplica in rapporti di tipo privatistico, ne consegue che le certificazioni rilasciate dall'organismo di certificazione hanno natura giuridica di atti privati dichiarativi e non costituiscono certificazioni di diritto amministrativo.

Tipi di certificazione Sistemi di gestione L'Organismo di certificazione verifica che l'organizzazione operi conformemente ai requisiti degli standard gestionali in relazione a specifici aspetti, quali ad esempio: Gestione per la qualitàSi precisa che la certificazione del sistema di gestione qualità di un'organizzazione non ha niente a che vedere con le caratteristiche di qualità del prodotto o del servizio (cosa che, invece, riguarda l'eventuale certificazione di prodotto).: ISO 9001 Gestione ambientale: ISO 14001 Gestione della sicurezza e salute dei lavoratori: ISO 45001 Gestione dell'energia: ISO 50001 Gestione della sicurezza delle informazioni: ISO 27001 Etica sociale: SA 8000 Gestione della continuità operativa: ISO 22301

Prodotto L'Organismo di certificazione verifica che i prodotti messi in commercio siano conformi a norme specifiche emanate per ogni singolo prodotto. In maniera equivalente, esiste anche la certificazione dei prodotti intangibili ovvero i servizi. Questo tipo di certificazione attesta, sulla base di verifiche ispettive ed eventuali campionamenti, che il produttore sia in grado di realizzare un bene (o un servizio) conforme a determinate caratteristiche specificate. La certificazione di prodotto riguarda anche le opere (strutture edili, impianti, edifici, strade, infrastrutture, progetti, ecc.) o i servizi (prodotti immateriali).

Da alcuni anni, nella Comunità europea, ogni prodotto agroalimentare regolamentato, ovvero DOP, IGP, STG (vino, formaggio, salume, ecc.), così come quelli a "marchio bio" deve essere sottoposto ad un piano di controllo ben preciso, monitorato unicamente da Organismi di certificazione, ai sensi dei Regolamenti (CE) N. 509/2006Regolamento (CE) N. 509/2006 del Consiglio del 20 marzo 2006 relativo alle specialità tradizionali garantite dei prodotti agricoli e alimentari , (CE) N. 510/2006Regolamento (CE) N. 510/2006 del Consiglio del 20 marzo 2006 relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d’origine dei prodotti agricoli e alimentari , (CE) N. 834/2007Regolamento (CE) N. 834/2007 del Consiglio del 28 giugno 2007 relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici e che abroga il regolamento (CEE) n. 2092/91 , (CE) N. 491/2009Regolamento (CE) N. 491/2009 del Consiglio del 25 maggio 2009 che modifica il regolamento (CE) n. 1234/2007 recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento unico OCM) ; questi sono tipicamente enti specializzati nel settore agroalimentare.

In questo caso (marchi DOP/IGP/STG di prodotti agricoli, prodotti Bio) le direttive UE li designano nominalmente organismi di controllo (OdC)Per retaggio storico, alcuni disciplinari di taluni prodotti identificano come enti di controllo non organismi di certificazione ma camere di commercio.. In Italia gli organismi sono autorizzati come enti di controllo dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (MiPAAF) ma solo se specificatamente accreditati da ACCREDIA secondo la norma ISO 17065.

Marcatura CE Al fine di consentire la libera circolazione dei prodotti sul mercato interno dell'Unione Europea, il Parlamento ed il Consiglio dell'Unione Europea hanno emesso Direttive e Regolamenti che disciplinano le modalità di controllo dei prodotti stessi all'origine, affidando la responsabilità al fabbricante e l'esecuzione di prove e controlli ad Organismi di certificazione e laboratori notificati.

La marcatura CE viene apposta dal fabbricante (o dall'importatore) del prodotto a seguito dell'esito positivo delle prove o dei controlli effettuati in proprio dal fabbricante stesso, oppure, nei casi in cui le esigenze di sicurezza siano più forti, effettuati dall'organismo notificato, e assicura che il prodotto rispetti i minimi di sicurezza per consentirne l'uso in uno qualunque degli Stati membri della UE senza essere sottoposto ad ulteriori controlli.

La marcatura CE non è una sorta di certificazione (volontaria) di prodotto facoltativamente conseguibile. La marcatura CE è un adempimento, a carico del fabbricante o dell'importatore UE, obbligatorio per legge e attiene a requisiti di sicurezza dell'utilizzatore: invece prestazioni e livello qualitativo del bene rientrano in un'eventuale certificazione di prodotto (questa si volontaria) che può essere rilasciata solo da un organismo accreditato. Confondere queste due situazioni costituisce un falso e potrebbe essere sanzionato in sede civile e penale (o, per aziende certificate ISO 9001, motiverebbe l'apertura di una non conformità rispetto al regolamento di certificazione).

Personale L'Organismo di certificazione verifica che il personale (persone fisiche) possieda caratteristiche di istruzione, esperienza, capacità e formazione (in una sola parola: le competenze) idonee a svolgere determinate attività professionali. Tra le professioni tra cui è più diffusa la certificazione vi sono quelle di auditor, saldatore, project manager, consulente/esperto di gestione aziendale, addetti agli impianti elettrici. Al termine dell'iter, un professionista, oltre a essere "semplicemente" qualificato, sarà anche certificato.Ovviamente, deve esistere una norma rispetto alla quale certificare una certa categoria di personale.

Un settore ove le certificazioni professional sono assai diffuse è quello dell'ICT, sia quelle rilasciate dai produttori di soluzioni o tecnologie che da organismi indipendenti, spesso accreditati (ruoli e competenze sono articolate in grande quantità).

Italia Con l'avvento in Italia del sistema dualistico delle professioni la certificazione del personale operante nelle professioni non regolamentate ha avuto un nuovo impulso e uno sviluppo maggiore.

La legge n. 4/2013 sulle professioni non regolamentate riconosce alle associazioni degli appartenenti a tali professioni, e solo ad esse, il ruolo di garanzia dell'utenza, tra cui la sussistenza della qualificazione professionale dei propri aderenti; ciò posto la "certificazione UNI personale" è una possibilità, ma non un obbligo, di accertamento delle competenze dell'appartenente a professioni non regolamentate che è rimessa all'autonomia associativa.

Iter di certificazione La certificazione, per un sistema di gestione, viene emessa a seguito di un audit (di certificazione) iniziale, preceduto da un esame della documentazione predisposta dall'azienda. L'audit iniziale viene solitamente eseguito in due fasi separate, denominate stage 1 e stage 2; la verifica di stage 1 (che normalmente si focalizza sull'esame documentale) verte sull'accertare le condizioni minime per poter proseguire (e relativi tempi) con la fase 2. Lo stage 2 deve (come le valutazioni di sorveglianza) sempre essere eseguito presso il sito. L'audit di stage 1 può essere eseguito nuovamente, o meno, al rinnovo della certificazione o in caso di estensione della stessa.

Nel corso della valutazione vengono verificate le evidenze della gestione aziendale, anche tramite interviste al personale e osservazione dei processi aziendali. A seguito della valutazione, possono essere riscontrate delle anomalie (tecnicamente: non conformità in sigla NC) fra quanto attuato dell'organizzazione e la norma di riferimento e/o dalle procedure definite dall'organizzazione, a seguito delle quali l'organizzazione attua azioni volte a risolvere la non conformità. In alcuni casi l'Organismo di certificazione può decidere di eseguire una verifica supplementare per accertare l'effettivo superamento della non conformità. Infatti, le non conformità sono solitamente classificate per gravità tra NC maggiori e NC minori. Esistono poi le cosiddette osservazioni che sono o proposte di miglioramento oppure piccole sbavature che non pregiudicano la conformità sostanziale di un determinato punto norma o attività.

Le certificazioni di prodotto e del personale seguono invece iter diversi da caso a caso.

Se previsto dalla norma tecnica di riferimento o dal disciplinare di certificazione, per la certificazione di prodotto possono essere prelevati campioni dei prodotti da certificare per sottoporli a prove in laboratorio, scelti o meno dall'organismo di certificazione.

Dopo la certificazione, l'Organismo di certificazione pianifica degli audit periodici di sorveglianza e, nel caso della certificazione di prodotto, prelievi di prodotti (normalmente annuali) per verificare il mantenimento della conformità alla norma. Anche nel corso delle verifiche di sorveglianza (solitamente annuali) possono essere riscontrate delle non conformità che l'organizzazione deve impegnarsi a risolvere. Nella maggior parte dei casi il mantenimento della certificazione prevede un periodico rinnovo (generalmente triennale, come nel caso dei sistemi di gestione) con una ripetizione dell'audit iniziale al fine di ri-certificare l'oggetto di certificazione (audit di rinnovo o re-audit). Esistono poi gli audit straordinari (anche detti audit di follow-up) eseguiti qualora la o le non conformità rilevate (in gergo "aperte") fossero particolarmente gravi o numerose: in questi casi occorre effettuare una valutazione aggiuntiva, successiva all'audit che ha rilevato tali anomalie, onde poter "chiudere" le non conformità.