Seregno (Serègn in dialetto brianzolo, AFI: ) è un comune italiano di abitanti della provincia di Monza e della Brianza in Lombardia, situato nella bassa Brianza.

Geografia fisica Posizione geografica Seregno si trova nella parte meridionale della Brianza, nell'alta pianura lombarda (quota 222 m s.l.m.) a breve distanza dalle prime colline moreniche e pianalti brianzoli (che si ritrovano nei territori dei comuni confinanti di Albiate, Cabiate, Carate Brianza, Cesano Maderno, Desio, Giussano, Meda, Lissone, Mariano Comense e Seveso) e in vista delle Prealpi lombarde (Grigna, Grignetta e Resegone).

Territorio Il territorio comunale è interamente pianeggiante e intensamente urbanizzato, con l'eccezione di alcune aree periferiche sottoposte a vincolo (Parco GruBrìa); le aree edificate della città si estendono in molti casi fino ai limiti comunali, formando un continuum urbano con i Comuni limitrofi quali Cesano Maderno, Desio, Giussano, Lissone, Meda e Seveso.

Non esistono corsi d'acqua nel territorio comunale; i più vicini sono il Lambro a est (in territorio di Carate Brianza e Albiate) il Seveso (nei comuni di Seveso e Cesano) e il torrente Certesa (Tarò) a Cabiate, Meda, Seveso e Cesano dove confluisce nel fiume Seveso.

Clima

Il territorio seregnese ha un clima in tutto simile a quello del resto dell'alto milanese, caratteristico della fascia di alta pianura padana; è caratterizzato da inverni moderatamente freddi (medie di circa 2 °C in gennaio) ed estati calde (medie di circa 22 °C in luglio), con precipitazioni discretamente abbondanti (circa 1.200 mm annui) con massimi autunnali e primaverili e minimi invernali.

La classificazione climatica dei comuni italiani colloca Seregno nella zona E con 2482 gradi giorno.

Origini del nome Nel corso del tempo sono state effettuate diverse supposizioni riguardo all'origine del nome Seregno. Nei documenti antichi il nome della città viene citato come Serenum, Serenium, Seregnum, Seregnium, Siregno e Serigno.La Lombardia paese per paese. VI volume. Bonechi editore, Firenze, 1986. Sembrerebbe che il toponimo Seregno derivi da Serena, figlia di Onorio detto di Spagna (fratello a sua volta dell'imperatore Teodosio I) e che fu moglie del generale Stilicone, vissuta nel V secolo.

Storia Un'eventuale origine romana di Seregno è stata dibattuta, anche considerando l'intensa impronta che Roma lasciò nella zona fin dai tempi della conquista avvenuta nel corso del II secolo a.C. e alla luce dei ritrovamenti, in territorio seregnese, di alcuni manufatti romani (una piccola urna cineraria, una moneta coniata sotto Lucio Vero, tracce di acciottolato romano o di centuriazione delle campagne circostanti); tuttavia, data la mancanza di riscontri in merito, si tende a escludere quest'ipotesi e a datare l'origine della città all'età tardo-antica. o all'alto medioevo. Da Seregnium, nome latino di Seregno, passavano la via Mediolanum-Bellasium, che metteva in comunicazione Milano con Bellagio, e la via Regina, strada romana che collegava il porto fluviale di Cremona con Chiavenna passando da Milano.

Il primo documento che citi Seregno risale al 1087: è un atto con il quale Pietro da Seregno cede parte dei beni da lui posseduti alla canonica di Sant’Ambrogio di Milano, da cui si attendeva aiuto e protezione. Si può tuttavia ipotizzare l'esistenza di un centro del villaggio attivo già in età romana ma le notizie sono lacunose, e non esistono documenti certi. I documenti di questo secolo e del successivo si riferiscono a Seregno con il termine di locus, definendolo così come un insediamento agricolo analogo alla grande maggioranza degli insediamenti della zona. Il locus di Seregno, in quel tempo, era come molti altri abitati posto sotto qualche autorità superiore, che nel caso di Seregno poteva essere la Chiesa o la Città di Milano. Nell'aprile 1138, il locus di Serennio passò dall'autorità religiosa e politica del monastero di San Simpliciano a Milano a quella del monastero di San Vittore a Meda. (poi divenuto villa Antona Traversi). Una cronaca dei primi anni del XIII secolo (precisamente del 12 ottobre 1206) cita Seregno come un borgo, indicando in questo modo un certo sviluppo demografico ed economico dell'insediamento e la formazione di un embrione di ceto imprenditoriale composto da artigiani, mercanti e proprietari terrieri.

Più tardi, nel corso del XIII secolo, Seregno si viene a trovare sotto la contemporanea influenza del monastero di San Vittore di Meda e del potente Ducato di Milano, che si manifestava in una serie di espropri e successive restituzioni di terre, come accaduto per le terre situate nel quartiere del Ceredo. Il borgo entra inoltre nelle lotte di potere che, in quel periodo, opponevano i Della Torre ai Visconti. Negli anni fra la fine del XIII e l'inizio del XIV secolo la contesa per il possesso della signoria di Milano volge a favore dei Visconti, dapprima con Ottone, poi, definitivamente, con Matteo I. In questo periodo il borgo di Seregno era diviso in una parte alta e una parte bassa, nelle quali sorgevano due chiese, una per parte, dedicate rispettivamente a San Vittore e a Sant'Ambrogio. Questa situazione, prolungatasi nei secoli, avrebbe condotto a una sostanziale separazione di natura sociale e culturale, oltre che fiscale, che sarebbe stata risolta con metodi spicci solo nel '700 con la demolizione di entrambe le chiese e la loro sostituzione con un'unica chiesa (la basilica di San Giuseppe) che unificasse i cittadini seregnesi. Il primo Consiglio comunale fu eletto nel 1821.

Simboli

Lo stemma comunale è stato riconosciuto con decreto del capo del governo del 16 maggio 1931 ed era presente a pagina 324 del volume I dello Stemmario di Marco Cremosano del XVII secolo, relativo alla "Comunità di Seregno". La sua blasonatura è così descritta:

Il gonfalone, concesso con D.P.R. del 14 agosto 1964, è un drappo di bianco.

La bandiera municipale, concessa con D.P.R. dell'11 settembre 2001, è un drappo di azzurro con una banda d'argento caricata di tre stelle di otto raggi d'oro.

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Basilica collegiata di San Giuseppe

La basilica collegiata di San Giuseppe è la chiesa più importante della città ed è situata nel pieno centro cittadino. Le sue origini risalgono alla seconda metà del secolo XVIII, ai tempi della dominazione austriaca, quando il governo, d'accordo con l'allora arcivescovo di Milano, il cardinale Giuseppe Pozzobonelli, decise l'abbattimento delle due chiese parrocchiali preesistenti (San Vittore e Sant'Ambrogio) e l'erezione di un'unica chiesa parrocchiale da dedicare a San Giuseppe.

La nuova chiesa fu inaugurata nel 1781, dopo dodici anni di lavori e l'abbandono del primo progetto ad opera dell'architetto Ermenegildo Pini. Nel settembre del 1881, quando Seregno era sede del patriarca Paolo Angelo Ballerini, la chiesa ricevette la dedicazione, mentre nel marzo del 1925 venne elevata alla dignità di collegiata. L'11 maggio del 1981, due secoli dopo la sua inaugurazione, la collegiata di San Giuseppe veniva elevata alla dignità di basilica minore da parte di papa Giovanni Paolo II, che la visitò due anni dopo durante una sua visita a Seregno.

Santuario della Madonna di Santa Valeria

Il santuario è costruito in stile neogotico, a croce latina con tre navate; la superficie totale è di circa 1.000 metri quadrati. È situato nell'omonimo quartiere, in fondo a un viale alberato che prende proprio il nome di viale Santuario.

Sul sito è attestata da vari documenti la presenza di luoghi dedicati al culto fin dal XII secolo, sebbene i riferimenti siano piuttosto nebulosi e difficilmente interpretabili. In seguito a una sua visita nel 1579, Carlo Borromeo, allora vescovo di Milano, riferì di un piccolo santuario ormai diroccato, tanto che ne ordinò la demolizione che venne tuttavia effettuata solo nel 1650 allorquando si iniziò la costruzione di un nuovo santuario, che venne inaugurato solo tre anni più tardi.

Il XIX secolo vide una serie di interventi volti al miglioramento e all'abbellimento del santuario: nel 1806 venne dotato di un nuovo organo; nel 1839 vennero realizzati degli importanti affreschi, mentre nel 1841 venne rinnovato l'altare della cappella maggiore. Nel 1862 o nel 1865 l'edificio venne ampliato, con la costruzione di una cappelletta laterale dedicata ai santi Vitale e Valeria.

Già verso la fine del secolo si fece strada l'idea di un ampliamento del santuario, considerato il sempre elevato afflusso di fedeli. Già nel 1888 Luigi Mantegazza redasse una bozza di progetto di ingrandimento; nel 1906 il cardinal Ferrari approvava una commissione incaricata di studiare un progetto in questo senso, ma l'allontanamento di monsignor Minoretti da Seregno ne bloccò nuovamente la prosecuzione; una terza proposta, elaborata nel 1919 da Ambrogio Silva, non trovò seguito; finalmente, nel 1922, l'ingegnere e monsignore Spirito Maria Chiappetta venne incaricato di mettere a punto il progetto definitivo. Il 1º ottobre di quell'anno venne posta la prima pietra ad opera di monsignor Minoretti; il 29 settembre 1930 avvenne la consacrazione ad opera del cardinale Ildefonso Schuster.

Risale al 1965, infine, la costruzione e l'inaugurazione del campanile, che con 81 metri di altezza è il più alto della Provincia di Monza e Brianza, nonché fra i più alti d'Italia. La torre è a base esagonale, la struttura portante è realizzata in cemento armato, innervandosi su sei costoloni disposti radialmente nei vertici del poligono e collegati da travi, il tutto rivestito in laterizi. Il pinnacolo presenta una struttura in acciaio, rivestita in rame: la cella ospita un concerto di sei campane in scala di Sol2 maggiore crescente grave, fuso nel 1965 dalla fonderia Fratelli Ottolina, che aveva sede proprio a Seregno. La campana maggiore raggiunge i 3500 kg di peso. Poco sotto la cella vi è un terrazzo panoramico, raggiungibile in ascensore o percorrendo 300 scalini

Il campanile ha subito vari interventi di restauro nel corso degli anni: nel 1980 sono state posate nuove vetrate ed è stato rifatto l'impianto elettrico dell'ascensore, nel 1997 venne attuato un intervento protettivo alle armature in acciaio e il ripristino delle parti di calcestruzzo deteriorate (previa posa di un ponteggio continuo che si estendeva dal terrazzo panoramico fino alla sommità), nel 1999 venne sistemato il terrazzo panoramico sulla sommità. Un intervento più corposo si è reso necessario nel 2024, dal momento che la torre evidenziava diffusi ammaloramenti: in tale occasione si è proceduto anche alla calata a terra delle campane, per permettere il restauro e il rinnovamento delle parti elettromeccaniche che ne consentono il movimento. I restauri sono terminati nel dicembre dello stesso anno.

Abbazia dei Monaci Olivetani di San Benedetto

La storia dell'abbazia di San Benedetto dei monaci benedettini di Monte Oliveto ha inizio nel 1884, quando venne invitato a Seregno il primo monaco olivetano.

Il terreno dove fu eretta l'abbazia venne acquistato nel 1886; subito dopo venne incominciata la costruzione della chiesa, che venne poi completata nel maggio 1892. La chiesa venne consacrata il 23 ottobre 1895 dal cardinale Andrea Ferrari, allora arcivescovo di Milano.

L'edificio verrà poi ampliato nel 1931 su disegno dell'architetto Ottavio Cabiati.

Oratorio dei Santi Rocco e Sebastiano

L'oratorio dei Santi Rocco e Sebastiano è situato all'incrocio tra le vie Cavour e San Rocco; accanto a esso sorge il complesso dell'oratorio e l'omonimo teatro, uno dei più importanti di Seregno. È la chiesa più antica della città, dal momento che risale al 1577; la sua costruzione fu decisa dal cardinale Carlo Borromeo, all'epoca arcivescovo di Milano, come segno tangibile della devozione dei seregnesi per i santi Rocco e Sebastiano, invocati durante l'epidemia di peste del 1576.