Tra i protagonisti della nuova stagione della canzone d'autore italiana degli anni 1970, ha sviluppato una produzione caratterizzata da diverse influenze musicali, tra cui il folk e il rock, e da una scrittura di carattere narrativo e letterario. Nei suoi testi vicende individuali e ritratti di personaggi si intrecciano con riferimenti alla storia, alla politica e alla società italiana.

Spesso definito poeta per le caratteristiche letterarie dei suoi testi, De Gregori ha tuttavia dichiarato di preferire la definizione di «artista».

È tra gli artisti più premiati dal Club Tenco, con sei Targhe ricevute.

Biografia Figlio del bibliotecario Giorgio e dell'insegnante di lettere Rita Grechi, ricevette il nome di battesimo in memoria di Francesco De Gregori, suo zio paterno, ufficiale degli Alpini e successivamente partigiano vicecomandante delle Brigate Osoppo, ucciso a Porzûs nel 1945 dai partigiani comunisti delle Brigate Garibaldi.

Per via della professione del padre, crebbe a Pescara fino circa ai dieci anni per poi tornare a Roma; frequentò il liceo classico Virgilio e poi tutto un corso universitario senza però laurearsi, completando gli esami e concordando la tesi di laurea con Renzo De Felice, senza però terminarla. A 15 anni, nel 1966, insieme a suo padre e a suo fratello Luigi (anche lui futuro cantautore, che sceglierà, poi, di farsi chiamare artisticamente con il cognome materno, quindi Luigi Grechi), di sette anni più anziano, si recò a Firenze per prestare soccorso alla popolazione colpita dall'alluvione.

Il 1966 fu anche l'anno in cui iniziò a suonare la chitarra. (il primo brano che imparò a suonare fu Il ragazzo della via Gluck di Celentano). La sua prima composizione originale, sempre di quel periodo, è un brano che racconta la storia di un disoccupato che sale sul Colosseo per avere un lavoro, ma scivola e muore..

Gli inizi: il Folkstudio

Grazie al fratello maggiore Luigi, che si esibiva al Folkstudio con il nome d'arte Ludwig, De Gregori iniziò a cantare in pubblico nel 1969, presentando il brano inedito Buonanotte Nina.

Al Folkstudio De Gregori conosce molti musicisti, tra cui Caterina Bueno, Antonello Venditti, Mimmo Locasciulli, Giovanna Marinuzzi (con la quale avrà un breve flirt citato anni dopo nella canzone Niente da capirehttps://www.leggo.it/spettacoli/televisione/the_voice_senior_giovanna_marinuzzi_musa_de_gregori_oggi_12_dicembre_2020-5640903.html), Ernesto Bassignano, Edoardo De Angelis e Giorgio Lo Cascio.

Per un breve periodo dà vita, insieme a quest'ultimo, a un duo - Francesco e Giorgio - che per molti versi si rifà a Simon & Garfunkel; il loro repertorio comprende canzoni di Bob Dylan e Leonard CohenEsiste un bootleg, Live al Folkstudio, pubblicato da De Gregori e Lo Cascio nel dicembre 1970 su audiocassetta e ora reperibile in CD .

Sempre con Lo Cascio e con la collaborazione di Antonello Venditti ed Ernesto Bassignano, Francesco si esibisce al Folkstudio in uno spazio del programma denominato "I giovani del folk"; la stessa sigla verrà poi usata dai quattro per le esibizioni nel resto d'Italia. Il quartetto è ricordato anche da Antonello Venditti nei celebri versi "Io mi ricordo quattro ragazzi con la chitarra, e un pianoforte sulla spalla" che aprono la canzone Notte prima degli esami.

Suonando al Folkstudio, De Gregori conosce Caterina Bueno, alla quale anni dopo dedicherà la canzone Caterina (contenuta nell'LP Titanic); la cantante toscana cerca un chitarrista per quell'estate e Giovanna Marini le propone proprio De Gregori, che accetta; ne nasce la prima tournée del giovane cantante romano in Toscana. Degno di nota è il fatto che la Bueno stessa insistesse per dividere la paga di ogni concerto in tre tra lei e i suoi due chitarristi..

La prima recensione di un concerto di De Gregori fu quella successiva a una sua esibizione al Folkstudio il 23 maggio 1971 e fu caratterizzata da un vistoso errore nella trascrizione del titolo della canzone Signora Aquilone, che divenne nell'articolo La signora Piloni, provocando l'ira del giovane cantante..

Theorius Campus con Antonello Venditti

Alla fine del 1971 De Gregori e Lo Cascio ottengono un'audizione con la It di Vincenzo Micocci: sono indirizzati a questa etichetta da Giovanna Marini, alla quale avevano chiesto di metterli in contatto con I Dischi del Sole (cosa non possibile per il repertorio della casa discografica, molto politicizzato rispetto a quello dei due cantautori).

Durante il provino realizzano una lacca con quattro canzoni: Il partigiano (cover in italiano di The partisan di Leonard Cohen) e Dolce signora che bruci cantate insieme, Ho cercato di dirti cantata da Lo Cascio e Signora Aquilone cantata da De Gregori, e Micocci, colpito dai brani, propone loro un contratto discografico. Da ricordare che la versione incisa in quest'occasione di Signora AquiloneVersione reperibile su bootleg. presenta il testo originale, così come veniva cantato da De Gregori dal vivo, e cioè con il verso «lui mi disse "fratello, è cattivo come Dio» che verrà cambiato in «è antico come Dio».

Ma, ancora prima di iniziare, il sodalizio artistico si scioglie: come racconta lo stesso Lo Cascio nel suo volume su De Gregori., i due avevano alcune divergenze sulla realizzazione degli arrangiamenti, però il pretesto per la separazione fu un viaggio premio in Ungheria (ottenuto come retribuzione per la registrazione di uno special televisivo magiaro realizzato a casa di Nanni LoyGiorgio Lo Cascio (a cura di) - Antonello Venditti. Canzoni - Edizioni Lato Side, Roma, 1981, pag. 14.), a cui Lo Cascio rinuncia (perché in quel periodo sta organizzando il matrimonio); De Gregori propone il viaggio ad Antonello Venditti (che ha anche lui firmato con la It all'insaputa dei due amici) che accetta, e durante il viaggio i due decidono di costituire un duo (scrivendo insieme la canzone In mezzo alla città), e realizzano l'album Theorius Campus, pubblicato nel giugno del 1972, in cui De Gregori include una canzone, La casa del pazzo, con la musica scritta da Lo Cascio.

Il titolo del disco è in realtà anche il nome del duo (non essendo presenti sulla copertina i nomi dei due cantautori): esso raccoglie alcuni brani già presentati al Folkstudio, tra i quali Signora aquilone e Dolce signora che bruci di De Gregori, La casa del pazzo di De Gregori/Lo Cascio, Roma capoccia, Sora Rosa e Ciao uomo di Venditti. L'album è stato ristampato negli anni successivi anche con il nome di Roma capoccia.

Ancora prima del proprio debutto ufficiale, De Gregori aveva debuttato su disco come musicista suonando l'armonica a bocca e la sua chitarra Eko Ranger 12 cordenel 45 giri Guarda verso riva/Da terra arida di Ernesto Bassignano pubblicato dalla Picci; inoltre aveva collaborato fattivamente con il gruppo Capitolo 6 scrivendo insieme a Edoardo De Angelis i testi del loro unico disco, Frutti per Kagua. Con De Angelis collaborerà anche in seguito, sia per i suoi primi due album da solista (Alice non lo sa e Francesco De Gregori) sia per il lancio dei giovani colleghi della It come Amedeo Minghi, per il quale scrivono alcuni testi, altri sono di Carla Vistarini, dell'album di debutto del 1973 (Amedeo Minghi). Assieme a Minghi scrivono anche Il mio mondo, il mio giardino per Marisa Sannia. Sono questi gli anni in cui avviene il primo incontro di persona con Lucio Dalla.

Poco prima di diventare famoso nel mondo della musica viene contattato da Paolo Pietrangeli per recitare la parte del protagonista in Roma, ma viene poi rifiutato dopo un provino dal regista, Federico Fellini, che cercava un attore non troppo alto e bruno di capelli.

L'esordio solista e gli anni settanta Spinto dai meccanismi della promozione musicale (perché l'idea fu, in effetti, del cantautore), partecipa alla popolare manifestazione Un Disco per l'Estate con la canzone Alice, classificandosi all'ultimo posto: l'operazione però dà i suoi frutti e permette al suo disco d'esordio di avere una minima visibilità. Alice non lo sa è quindi il titolo del primo album da solista di De Gregori, che esce nel 1973.

È un disco molto discusso dalla critica per la sua vena ermetica. Il De Gregori di questo esordio appare come una presenza fragile (rappresentata fra l'altro da un modo di cantare ancora delicato e sognante) ma partecipe delle emozioni che lo coinvolgono.

La voce flebile e insieme penetrante intona parole sfuggenti ma al contempo evocative: la storia del XX secolo sembra far da sfondo tanto alle canzoni che più espressamente fanno a essa riferimento (1940 e più ancora Saigon), quanto alle canzoni di carattere più esistenziale (La casa di Hilde). De Gregori inizia, poi, a utilizzare uno dei suoi cliché più riusciti, il ritratto femminile (Alice, Irene). Un album molto particolare, musicalmente leggero e insieme complesso, che però non trova consenso tra il pubblico.

Dalla IT, De Gregori passa alla Casa madre RCA Italiana (con un contratto da lire al mese), che pubblica l'album seguente, semplicemente intitolato Francesco De Gregori. All'assenza di un titolo specifico, si è spesso sopperito riferendosi a esso come allalbum della pecora. La copertina (opera di Gordon Fagetter, batterista dei Cyan Three e primo marito di Patty Pravo) ritrae infatti un tipico agnello pasquale con le gambe raccolte a reggere un lungo bastone, che reca in cima, ben visibili, le iniziali di Francesco De Gregori.

Il disco continua a presentare, sulla linea del precedente, testi estremamente complessi e introspettivi, essendo nel contempo ancora più sperimentale, mentre gli arrangiamenti risultano più curati. Nonostante ciò, De Gregori considerava all'epoca questo il suo disco peggiore: «Dopo aver firmato il contratto con la RCA, siamo nel '74, feci il disco con la Pecora, che secondo me è il disco più brutto che ho fatto»..

Il successo

Il grande successo arriva con Rimmel del 1975, uno dei dischi più venduti del decennio, contenente tra gli altri l'omonimo Rimmel, Pablo (scritta insieme a Lucio Dalla), Quattro cani e Pezzi di vetro.

Al disco collabora Renzo Zenobi (presente anche nei due long playing precedenti), che cura diverse parti solistiche di chitarra; così De Gregori racconta la collaborazione:Intervista di Giuseppe Barbieri e Andrea Carpi a Francesco De Gregori, pubblicata in "Chitarre" nº 20, dicembre 1990, pag. 79. Nello stesso anno, De Gregori produce l'album di debutto di Zenobi, A Silvia.

Nel frattempo, nel corso del 1974, aveva intrapreso una collaborazione con Fabrizio De André (conosciuto dopo che il cantautore genovese aveva ascoltato al Folkstudio De Gregori cantare La cacca di Piero, una parodia della celebre La guerra di Piero), prima per la traduzione di Desolation Row di Bob Dylan (incisa dal cantautore genovese nel suo album Canzoni, con De Gregori stesso tra i musicisti), quindi per la realizzazione del successivo Vol. 8, con brani inediti in parte scritti in tandem. Per l'occasione De Gregori trascorre un periodo in Gallura, ospite nella villa del collega. De André registra, primo fra i due, il brano Le storie di ieri (precedentemente scartata dall'artista romano, quindi ripresa per Rimmel), mentre dal lavoro a due nascono canzoni come Oceano (che sarebbe l'enigmatica risposta di De Gregori al perché Alice guarda i gatti, domanda che gli era stata fatta dal figlio di De André, Cristiano), La cattiva strada, Dolce Luna e Canzone per l'estate.

Nelle note riportate in occasione dell'uscita dell'album Amore nel pomeriggio, nel 2001, De Gregori ha raccontato come la collaborazione con Fabrizio De André (scomparso da due anni al momento dell'uscita del disco) fosse abbastanza singolare: i due non si incontravano quasi mai perché mentre De Gregori lavorava all'album di giorno, De André, alzandosi molto tardi, faceva la sua parte nottetempo.