I Piromalli sono una 'ndrina calabrese di Gioia Tauro. Secondo la DIA sono la più grande e influente cosca dell'Europa occidentale, con più di 400 famiglie alleate e diverse migliaia di affiliati. Sono tra i fondatori della 'ndrangheta calabrese presenti sul territorio da più di cento anni. Operano in Calabria, in particolare nella Piana di Gioia Tauro, ma hanno anche interessi in Sicilia, nella Toscana sud est, nel basso Lazio, in Puglia, in Basilicata, nell'area milanese e nell'area del Nord-Est italiana come affermato nella seconda relazionale semestrale del 2016 della DIAII relazione Semestrale della DIA 2016, p80-86.. Hanno anche proiezioni internazionali; tra cui, come confermato dalle recenti operazioni delle forze dell'ordine, negli Stati Uniti e in Romania mentre in Sud America avrebbero contatti in Brasile, Venezuela e Perù.

Attività criminali Sono attivi nel traffico internazionale di droga, di armi soprattutto grazie alla presenza nel loro territorio del Porto di Gioia Tauro. Sono attivi anche nel settore agricolo, dei trasporti, truffe alla comunità europea, infiltrazioni nel mondo imprenditoriale dell'area.

Storia Anni '50 - La faida tra i Carlino e i Piromalli Dopo l'uccisione in un agguato mafioso del boss gioiese Peppino Corio, il quale aveva mantenuto un equilibrio all'interno delle consorterie mafiose, i Piromalli iniziarono a spartirsi il territorio della città. La 'ndrina dei Carlino cercò di ritagliarsi una posizione all'interno della spartizione delle attività criminali della piana, ma vide immediatamente la reazione dei Piromalli i quali, dopo l'uccisione di Antonio Piromalli, fratello di Don Mommo Piromalli, iniziarono una faida a Rizziconi che vide un tentativo di sterminio dei Carlino da parte dei Piromalli. I Carlino furono portati via dal paese dai militari per potersi salvare.

Anni '60

Anni '70 - Il Porto di Gioia Tauro e il V centro siderurgico e la prima guerra di 'ndrangheta Con la costruzione nella zona del V centro siderurgico, dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria e di altre strutture industriali, i Piromalli fecero un patto con le 'ndrine dei Pesce, Mancuso, De Stefano, Mammoliti e Avignone, per gestire le enormi ricchezze che sarebbero arrivate e per evitare una futura guerra.

Nel 1974 le imprese coinvolte nell'espansione del porto e nelle acciaierie a Gioia Tauro offrirono il 3% per essere lasciate in pace. I capi di allora, che erano Antonio Macrì, i fratelli Piromalli e i fratelli De Stefano rifiutarono e pretesero dei subappalti delle opere per controllarne i progetti..

I Piromalli nel 1973 furono coinvolti anche nel sequestro di John Paul Getty III e del tentato sequestro di Francesca Merloni. La consorteria criminale partecipò anche alla prima guerra di 'ndrangheta che si svolse tra il 1974 e il 1977 e che vide prevalere la nuova 'ndrangheta (che era favorevole al traffico di droga, ai sequestri di persona, ai contatti con il mondo politico-istituzionale) a discapito della vecchia tradizionalista 'ndrangheta; I Piromalli capeggiati allora da Don Mommo Piromalli si fecero fautori della nuova linea e appoggiati dai De Stefano di Reggio Calabria e da altre nuove 'ndrine della provincia vinsero la prima guerra che lasciò sul campo oltre 200 morti e sconfiggendo due pezzi da novanta della 'ndrangheta agro-pastorale come Antonio Macrì di Siderno e Domenico Tripodo di Reggio Calabria.

Anni '80 - Seconda guerra di 'ndrangheta e l'omicidio del sindaco di Gioia Tauro Il pentito Gaetano Costa raccontò che dopo la seconda guerra di 'ndrangheta vollero una sovrastruttura alle 'ndrine e le locali: la commissione interprovinciale.

Vengono accusati dell'omicidio del sindaco di Gioia Tauro Vincenzo Gentile, ma il giudice istruttore assolve con formula piena Carmelo Stillitano e altri 10 componenti dei Piromalli-Molè. Dopo 3 anni di indagini non si è riuscito a trovare l'autore del delitto.

Anni '90 - Il condizionamento di Medcenter e Contship, lo scioglimento di Gioia Tauro e l'arresto di Giuseppe Piromalli Alla fine degli anni '90 il Porto di Gioia Tauro diventa il più grande porto commerciale del Mediterraneo. Nel 1994 la Contship Containerlines affida l'area del porto per iniziare la sua attività di trasporto e viene realizzato il Terminal Medcenter Container grazie a 128 miliardi di lire del finanziamento statale. I Piromalli obbligano così la società Medcenter, attraverso il vicepresidente Walter Lugli e la società Contship, tramite il presidente Enrico Ravano, a pagare 1,5 $ per ogni container passato dal porto, cifra che corrisponde alla metà del profitto guadagnato dalle 2 compagnie.. Inoltre pretesero contratti, subcontratti e lavori vari nelle due imprese come del resto pretesero dalle altre imprese della zona. Malgrado la sottoscrizione di un patto anticorruzione col governo i dirigenti delle due società cedono alle richieste della 'ndrina.

Il 18 gennaio 1993 viene sciolto per infiltrazioni mafiose il consiglio comunale di Gioia Tauro, la relazione del Ministro dell'interno evidenzia che l'ente è stato sottoposto a tale misura per condizionamenti del clan Piromalli (specie per ottenere appalti pubblici e licenze) e inoltre sono stati accertati collegamenti tra il clan suddetto e vari amministratori locali e anche dipendenti comunali.

Sempre in quest'anno scatta l'operazione Tirreno nei confronti della cosca, dei Molè e degli Stillitano che porta alla luce 37 omicidi i quali piegano i Versace, i Priolo e i Giuliano e rivela le relazioni con le cosche dei Pesce, dei Mancuso e del paese di Taurianova.

Dal 1993, poi, Giuseppe Piromalli si dà alla latitanza e viene catturato nel marzo del 1999. Nonostante il carcere e il regime del 41-bis continuò direttamente a dirigere la 'ndrina e i suoi affari.

Nel 1994 vengono sequestrati dalla distretto antimafia di Torino 5 tonnellate di droga alla cosca dei Piromalli e dei Belfiore, la droga proveniva dal Brasile, passò dal porto di Genova e giunse a BorgaroDocumentario Blu Notte - La mafia al nord..

Anni 2000 - Il traffico di droga e la scissione dai Molè 2002 - operazione Tallone d'Achille coordinata dalla DDA di Reggio Calabria contro le cosche Bellocco, Piromalli, Gallico accusate di associazione mafiosa, estorsione, armi. Le indagini hanno preso il via dopo le dichiarazioni dell'imprenditore Gaetano Saffioti. 20 ottobre 2005 - operazione Mar Nero contro i Piromalli-Molè. Il 12 gennaio 2008, dalla squadra mobile di Reggio Calabria sono stati sequestrati un arsenale d'armi nella zona di Gioia Tauro e arrestate 33 persone in tutta Italia, di cui 26 in Calabria per traffico di cocaina e hashish. L'organizzazione forse capeggiata da un certo Rocco Mardecheo sarebbe vicina alle 'ndrine dei Piromalli-Molè. L'11 aprile 2008 si viene a conoscenza che la cosca dei Piromalli stava contrattando con un politico siciliano la compravendita di 50 000 voti per 200.000€ degli italiani all'estero (in Sud America). Il 12 luglio 2008 a El Mas Trader in Spagna viene arrestato dal ROS di Genova Ippolito Magnoli, esponente di rilievo dei Piromalli-Molè che gestiva il traffico di cocaina tra Colombia e Spagna, e in passato anche in Francia. Il Gip di Reggio Calabria emise ben 4 provvedimenti contro di lui in passato. Il 22 febbraio del 2008 furono arrestati i suoi fratelli Antonio e Luciano. Il 23 luglio 2008 nell'operazione Cent'anni di storia vengono arrestate 18 persone degli Alvaro, Piromalli e Molè tra cui Antonio Piromalli, capobastone succeduto a Giuseppe Piromalli, suo padre. Il 28 aprile 2009 nell'operazione Cupola vengono arrestate 2 persone affiliate alla cosca Piromalli, altre 9 affiliati alla 'ndrina Italiano di Delianuova, 2 rappresentavano gli Alvaro di Sinopoli, 3 per i De Stefano di Reggio Calabria, 1 per i Mammoliti di Oppido Mamertina (Castellace) e altre 4 per i De Stefano-Tegano di Reggio Calabria sorpresi in una riunione per discutere dei recenti fatti accaduti. Il 30 giugno 2009 vengono sequestrati a Giuseppe Piromalli e a suo figlio Antonio beni del valore di 10 milioni di euro tra Gioia Tauro e Milano.

Anni 2010 - La faida Brandimarte-Perri-Priolo, gli affari in Liguria e i cartelli economici nella piana Il 20 gennaio 2010 la Guardia di Finanza nell'operazione Alba Chiara arresta 38 persone, affiliati ai Piromalli nella piana di Gioia Tauro per traffico di droga. Il 25 marzo 2010 viene scoperto un sodalizio tra Pietro D'Ardes, Rocco Casamonica del clan dei Casamonica e affiliati alla 'ndrangheta dei Piromalli-Molè e Alvaro per il riciclaggio dei proventi illeciti e costituzione di società (15 sequestrate) per la partecipazione ad appalti pubblici. Il 7 marzo 2012, a Loano, arrestato Antonio Fameli, faccendiere calabrese operante in Liguria, legato al clan dei Piromalli, specialmente a Peppino Piromalli. Antonio Fameli, che aveva già avuto una denunciaCasa della Legalità. Ufficio di Presidenza. 2 luglio 2010., è accusato con il figlio Serafino Fameli, residente a Fortaleza in Brasile e al suo commercialista Carlo Ciccione residente a Cisano sul Neva, di associazione per delinquere, finalizzata al riciclaggio di denaro di provenienza illecita, falso, trasferimento fraudolento di valori e reinvestiva i proventi in attività immobiliari in Sud America, specialmente in Brasile e Perù, anche in Costa Azzurra e alle Isole Canarie, eludendo, grazie al commercialista, tutte le leggi tributarie e di un notaio. Già condannato per essere il mandante dell'omicidio di Rosario Sabatino, ma la Cassazione, presieduta dal giudice ammazzasentenze Corrado Carnevale, annullò la condanna all'ergastolo. Ha avuto rapporti anche con la 'ndrina dei Raso, Gullace, e Albanese, di Cittanova e operanti in Liguria e ha riciclato il denaro in attività immobiliari delle cosche reggine dei De Stefano, Martino, Tegano, operanti in Liguria e dei clan camorristici Zaza, Galasso, Ammaturo. Il 23 luglio 2012 il faccendiere Aldo Miccichè è stato arrestato a Caracas, in Venezuela, nell'ambito dell'inchiesta “Cento anni di storia” contro la cosca Piromalli. Latitante da almeno 4 anni, era stato condannato in precedenza a 11 anni di carcere. Miccichè aveva contatti con Marcello Dell'Utri tramite Gioacchino Arcidiaco. Tra il 2011 e il 2013 scoppia una faida tra le famiglie Brandimarte-Perri e i Priolo, entrambe vicine ai Piromalli. L'8 luglio 2011 viene ucciso Vincenzo Priolo, mentre il 18 marzo 2013 viene arrestato Vincenzo Perri presunto assassino del Priolo. L'11 settembre 2013, durante l'operazione Ammitt condotta dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Pistoia e del Gico e del Nucleo di Polizia Tributaria di Firenze e dalla Guardia di Finanza vengono arrestate 5 persone riconducibili ai Piromalli-Molè e sequestrati immobili dal valore di 44,5 milioni di euro: tra Montecatini Terme, in provincia di Pistoia, Gioia Tauro e Lamezia Terme. Il 14 agosto 2014 Antonio e Alfonso Brandimarte vengono arrestati nell'operazione della Guardia di Finanza Puerto Liberado.