Mogontiacum era il nome della fortezza legionaria e della città che vi sorse attorno, divenendo la capitale della provincia romana della Germania superiore; corrisponde all'odierna città tedesca di Magonza.
La fortezza, che aveva la funzione di controllare le tribù germaniche dei Catti, dei Mattiaci e dei Vangioni, fu fondata probabilmente nel 13-11 a.C. come accampamento (castrum) per l'esercito romano di Druso maggiore impegnato nella campagna di conquista della Germania. Ospitò fino a due legioni (tra i diecimila ed i dodicimila legionari a ranghi completi), fungendo anche da base per la Classis Germanica. La posizione strategica dell'accampamento, costruito su di un'altura, permetteva il controllo della confluenza del Reno e del Meno.
Divenuta colonia romana sotto i Flavi, vide aumentare rapidamente la propria importanza, fino a divenire la prima città della Germania superiore.
Nell'odierna città di Magonza sono stati conservati alcuni importanti resti di Mogontiacum, come il teatro scenico romano, la Grande colonna di Giove di Magonza, la Cenotafio di Druso e le pietre romane, resti dell'acquedotto del campo legionario. Il Römisch-Germanisches Zentralmuseum, il Landesmuseum Mainz e il Museum, für Antike Schifffahrt (Museo della navigazione antica) conservano a Magonza un gran numero di reperti del periodo romano.
Storia
Il primo insediamento stabile è di origine celtica. I Celti dominarono la Renania durante la seconda metà del primo secolo a.C. I Romani giunti nella regione dopo le guerre galliche (58-50 a.C.) chiamarono il loro presidio militare Mogontiacum, toponimo che deriva dal nome della divinità celtica, Mogon.
Da Augusto a Vespasiano
Le popolazioni germaniche avevano più volte tentato di passare il Reno con grave danno per le province galliche: nel 38 a.C., nel 29 a.C. e nel 17 a.C. ad opera di Sigambri e dei loro alleati Tencteri ed Usipeti causando la sconfitta del proconsole Marco Lollio e la perdita delle insegne legionarie della Legio V Alaudae.
Augusto recatosi in Gallia nel 16 a.C. insieme al figlio adottivo, Tiberio, potrebbe aver posto un primo forte ausiliario proprio a Mogontiacum, per controllare meglio i movimenti delle popolazioni germaniche d'oltre Reno, di fronte alla confluenza del fiume Reno e Meno.
L'imperatore romano riteneva fosse giunto il momento di annettere la Germania Magna, come aveva fatto suo padre adottivo, Gaio Giulio Cesare con la Gallia. Desiderava spingere i confini dell'Impero romano più ad est, spostandoli dal fiume Reno fino al fiume Elba.
Così, dopo la morte di Marco Vipsanio Agrippa, il comando delle operazioni fu affidato al secondo figliastro dell'imperatore, Druso maggiore, figlio di sua moglie, Livia Drusilla. A lui il compito di sottomettere le popolazioni dell'intera Germania.
Con la fine dell'13 a.C. o forse al termine della seconda campagna in terra germanica (11 a.C.), Druso, fratello del futuro imperatore Tiberio, decise di posizionare presso la località di Mogontiacum una prima fortezza legionaria permanente di fronte alla potente tribù dei Catti.
Egli negli anni 10 a.C. e 9 a.C., operando da questa nuova fortezza, sconfisse prima i Mattiaci, poi i Catti ed i Marcomanni, devastando le loro terre, costruendovi alcune fortezze, tra cui quella di Rödgen, e ponendo anche una flotta a difesa di quel tratto di fiume Reno (Classis Germanica).Cassio Dione, Storia romana, LIV, 36.3. Egli, infine, e si spinse dove nessun altro romano era giunto mai, al fiume Elba.Cassio Dione, Storia romana, LV, 1.5. Morì poco dopo per una banale caduta da cavallo e le operazioni furono interrotte per un breve periodo.Cassio Dione, Storia romana, LV, 2.1-2.
Negli anni 8-7 a.C., Tiberio tornò nuovamente in Germania per continuare quanto aveva lasciato in sospeso il fratello Druso. Egli riuscì a consolidare l'occupazione romana fino al fiume Weser.Cassio Dione, Storia romana, LV, 6.1-3. Nuove azioni furono in seguito condotte in quest'area negli anni successivi (dal 6 a.C. al 3 d.C., dopo che Tiberio si era ritirato in esilio volontario), da altri generali di Augusto come Senzio Saturnino, Lucio Domizio Enobarbo e Marco Vinicio, ma senza grossi risultati. Fu necessario il ritorno di Tiberio nel 4. La situazione infatti non era cambiata di molto rispetto a dieci anni prima e l'obiettivo di poter portare i confini imperiali al fiume Elba sembrava lontano. Augusto ora che aveva il suo miglior generale, riteneva ormai maturi i tempi per mutare l'assetto dei nuovi territori germanici appena conquistati, in nuova provincia di Roma.R.Syme, L'Aristocrazia augustea, p.155.
Tiberio invase la Germania nel 4 e 5, operando al di là del fiume Weser, in un'azione congiunta tra l'esercito terrestre e la flotta, la quale riuscì a risalire l'Elba, sottomettendo tutte le popolazioni ad occidente di questo fiume (dai Cauci, ai feroci Longobardi, fino agli Ermunduri), e costringendo quelle ad oriente a diventarne clienti (Semnoni, Cimbri e CharidiAugusto, Res gestae divi Augusti, 26; Velleio Patercolo, Storia di Roma, II, 106-107.).
Tutti i territori conquistati in questo ventennio furono però compromessi quando nel 7 Augusto inviava in Germania Publio Quintilio Varo, sprovvisto di doti diplomatiche e militari, oltreché ignaro delle genti e dei luoghi. E così nel 9 un esercito composto da ventimila armati venne massacrato nella foresta di Teutoburgo in Germania. Fortuna volle che i barbari si fermassero dinanzi alle poche armate poste a guardia del Reno, a Mogontiacum e Castra Vetera, dove erano rimaste solo 2 o 3 legioni a guardia dell'intera provincia gallica.Cassio Dione, Storia romana, LVI, 18-24.1-2D.B. Campbell, Roman legionary fortresses 27 BC - AD 378, p.10.
In seguito a questa sconfitta Augusto decise il ritiro definitivo della truppe dall'appena costituita provincia di Germania. Negli anni che seguirono, il nuovo imperatore Tiberio inviò oltre il Reno suo figlio adottivo Germanico. L'obbiettivo era quello di ristabilire l'onore delle armate romane, senza compiere alcuna nuova annessione territoriale (dal 14 al 16). E anche questa volta durante le campagne in terra germanica venne utilizzato il castra di Mogontiacum. Al termine di queste operazioni Tiberio creava due nuove "aree militarizzate" ad ovest del fiume Reno, divenute settant'anni più tardi le nuove province della Germania inferiore e della superiore.C.M.Wells, The German Policy of Augustus, Journal of Roman studies 62, Londra 1972, p.136-137.M.Carroll, Romans, Celts & Germans: the german provinces of Rome, p.41.
Con la morte dell'imperatore Nerone questo castra fu coinvolto nella Rivolta batava degli anni 69 e 70, durante la quale riuscì a resistere all'assalto dei ribelli che avevano dato alle fiamme sia Castra Vetera, sia Colonia Agrippina, guidati da un certo Gaio Giulio Civile. Fu solo grazie all'intervento del generale romano, Quinto Petilio Ceriale, che l'accampamento romano fu liberato dall'assedio ribelle nel 70.Tacito, Historiae, IV.70-71. Al termine della rivolta la IIII Macedonica fu sciolta e riformata nella nuova IIII Flavia Felix, mentre la XVI Gallica confluì nella XVI Flavia Firma.
Da Domiziano ai Severi
Con il nuovo imperatore Vespasiano, entrambe le legioni furono sostituite con la Legio I Adiutrix e la legio XIIII Gemina, le quali parteciparono un decennio più tardi alle campagne in Germania di Domiziano contro le popolazioni dei Catti (83 circa).Parker, Roman Legions, New York 1993, pp.109 e 150; Dessau 2279.
A partire dall'84/87 Mogontiacum divenne capitale della provincia della Germania superiore. La nuova provincia appena costituita comprendeva tra i suoi insediamenti principali oltre a Mogontiacum: Strasburgo (la fortezza legionaria di Argentoratae), Besançon (Vesontio), Wiesbaden (Aquae Mattiacae) e Augusta Raurica a 20 km da Basilea.
Il governatore di quegli anni, un certo Lucio Antonio Saturnino, era entrato in senato in quanto adlectus da Vespasiano, era poi divenuto console nell'82, quindi governatore della nuova provincia di Germania Superior nell'inverno dell'88–89, aveva trovato nelle due legioni che si dividevano il campo di Mogontiacum (la Legio XXI Rapax e la Legio XIIII Gemina), un valido sostegno nella sua insurrezione contro Domiziano (89). La rivolta fu soffocata nel sangue ed alla fine l'imperatore Domiziano abolì le fortezze legionarie "doppie" in tutto l'impero romano per evitare potesse accadere di nuovo. Anche Mogontiacum si trovò ad ospitare da questo momento fino alla caduta dell'Impero romano d'Occidente, una sola legione. Frattanto l'accampamento di Mogontiacum fu ben presto circondato da insediamenti sparsi (latino: cannabae), in cui vivevano le persone impiegate come manodopera.
E poco prima o dopo di diventare imperatore, Traiano vi soggiornò, lasciando che qui prestasse servizio, nella legio XXII Primigenia, un giovane tribuno militare che sarebbe di lì ad un ventennio divenuto anch'egli famoso: il giovane e futuro imperatore Publio Elio Adriano.M.J.Klein, Traiano e Magonza. La capitale della provincia della Germania superior, p.65-66.
Alessandro Severo fu ucciso durante una campagna contro i barbari a Mogontiacum il 18 o 19 marzo del 235 insieme alla madre Giulia Mamea, in un ammutinamento delle truppe, probabilmente capeggiato da Massimino il Trace.
Nella seconda parte del II secolo il legato della legione di Mogontiacum, il futuro imperatore, Didio Giuliano, respingeva una nuova incursione di Catti (forse alleati con gli Ermunduri), mentre i Cauci portavano devastazione lungo il litorale della Gallia Belgica. Era l'inizio delle guerre marcomanniche che impegnarono gli imperatori Marco Aurelio e Commodo per circa un ventennio a respingere le orde barbariche lungo l'intero settore settentrionale del limes.
Crisi delle frontiere nel III secolo
Questa fortezza tornò a risultare determinante per la difesa del settore renano nel III secolo, quando a lei toccò il compito, insieme alla legione posizionata ad Argentoaratae, di difendere i confini imperiali dalle continue invasioni dei barbari. E qui morì l'ultimo erede della dinastia dei Severi, Alessandro Severo, ucciso probabilmente su istigazione del successore, Massimino il Trace nel 235.Historia Augusta, Alessandro Severo, 59.7-8.Giordane, De origine actibusque Getarum, 15.
Sappiamo che nel 257 il fronte renano della Germania inferiore fu sconvolto da nuovi attacchi dei Franchi, i quali riuscirono a spingersi fino a Mogontiacum, dove furono fermati dall'accorrente legio VI Gallicana, di cui era tribuno militare il futuro imperatore Aureliano.Historia Augusta - Aureliano, 7.1-2; Rodríguez González, vol. II, p. 485-486. Lo stesso Gallieno, lasciato l'Illirico a marce forzate, accorse in Occidente, riuscendo a battere le orde franche probabilmente nei pressi di Colonia e comunque dopo aver ripulito l'intera sponda sinistra del Reno dalle armate dei barbari.Southern, p.216Watson, p.33. Ma anche negli anni successivi nuove ondate di barbari alemanni, si riversarono oltre il limes, tanto da riuscire ad occupare in modo permanente i territori degli Agri decumates attorno al 260.
A partire dal questa data fino al 274 circa, l'Impero romano subì la secessione di due vaste aree territoriali, che però ne permisero la sopravvivenza. Ad ovest gli usurpatori dell'Impero delle Gallie, come Postumo (260-268Eutropio, Breviarium ab urbe condita, 9.9; Historia Augusta - Due Gallieni, 4.5.), Leliano (268), Marco Aurelio Mario (268-269), Vittorino (269-271), Domiziano II (271) e Tetrico (271-274), riuscirono a difenderne i confini delle province di Britannia, Gallia e Spagna. Scrive Eutropio:
Postumo era riuscito, infatti, a costituire un impero in Occidente, centrato sulle provincie della Germania inferiore e della Gallia Belgica, al quale si unirono poco dopo tutte le altre province galliche (compresa la Germania superiore e Mogontiacum), della britanniche, ispaniche e, per un breve periodo, anche quella di Rezia.Watson, p. 35.