Biografia Nacque a Roma il 1° genn. 1873, da Leonida e da Elena Rossi. Dopo avere compiuto gli studi liceali, si iscrisse alla Regia Scuola di Applicazione degli Ingegneri, dove conseguì la laurea in ingegneria nel 1895. Due anni dopo giunse l'incontro con Adolfo Venturi, che lo indirizzò verso lo studio dell'arte medievale e moderna. Nel 1898 pubblicò i suoi primi articoli sulla rivista L'Arte, dedicati allo studio di monumenti romani. A ciò fece seguito il suo avvicinamento all'architettura e soprattutto alla storia dell'architettura, materia che insegnerà come assistente di Architettura Tecnica alla Scuola di Applicazione degli Ingegneri a partire dal 1903. Conobbe anche Camillo Boito e ne divenne un seguace.

Giovannoni, oltre ad essere storico e critico dell'architettura, ingegnere, architetto e urbanista, è molto attivo nel campo didattico e organizzativo. Da Ojetti fu considerato il "maggiore conoscitore" della storia dell'architettura italianaOjetti, Ugo, L'architettura (Commenti), in Dedalo, 6, 1925/26, p. 412.. Fra il 1914 e il 1915 è reggente, insieme a Leo Montecchi, della Polisportiva S.P. Lazio, società della quale era anche socio. Nel 1913 assume la cattedra di architettura generale nella Regia Scuola di Applicazione per Ingegneri e nel 1915 partecipa alla Commissione istituita per la ricostruzione di Avezzano dopo il terremoto che l'aveva colpita quello stasso anno. Dal 1921 al 1926 assume la direzione della sezione romana del Club Alpino Italiano e segue la realizzazione di molti rifugi sull'Appennino, specie in Abruzzo. La sua presenza in Abruzzo, già cominciata nel 1915 dopo il terremoto, fece parte del primo Consiglio di Amministrazione del Parco nazionale d'Abruzzo, istituito nel 1923 grazie anche al suo contributo, con la presidenza dell'on. Erminio Sipari.

Fra il 1927 e il 1935 dirige invece la Scuola di Architettura di Roma ed è fra i principali promotori della prima Facoltà universitaria d'architettura in Italia (quella di Roma), nella quale ricopre la cattedra di Rilievo e Restauro dei monumenti. Come docente e come studioso rivolge l'attenzione alla città moderna, dando rilievo alla formazione e alla diffusione di una coscienza urbanistica che alimenta soprattutto fra i giovani. Ha modo di realizzare molte sue idee nella revisione architettonica di Forlì, che deve diventare, come "Città del Duce", una vetrina del regime fascista, una piccola RomaG. Furani, Forlì, Nardini Editore, 2002, pp. 34-38, 52-55..

Giovannoni si impegna nella promozione e nell'organizzazione di attività culturali; collabora alla fondazione dellIstituto di Studi Romani; è membro del Consiglio Direttivo della Società Filologica Romana ed è socio di molti istituti accademici, come la Società Romana di Storia Patria. I suoi primi interventi riguardano progetti di alcuni edifici destinati ad attività produttive e costruzioni residenziali. Nel 1921 in collaborazione con Marcello Piacentini fondò la rivista "Architettura e arti decorative"Fonte: Le riviste di architettura in Italia anni Venti-Trenta, I fascicolo, maggio-giugno 1921, documento formato PDF., che uscì fino al 1931. Nello stesso anno, fu inviato ad Atene al convegno internazionale promosso dalla Società delle nazioni con lo scopo di stendere una prima carta del restauro internazionale per aiutare la Grecia nel restauro del Partenone per rappresentare l'Italia nel progetto. Nel 1939 fonda il Centro di Studi per la Storia dell’Architettura fondato a Roma presso la Casa dei Crescenzi in via del Teatro Marcello.

Il pensiero e il metodo Gustavo Giovannoni circa l'impostazione didattica della Scuola di Architettura di Roma:

"Non confondiamo due argomenti diversissimi, quali quelle delle tendenze stilistiche e dell'indirizzo didattico. [...] il mio pensiero: bando alle mode effimere [...] e ricerca di un razionalismo costruttivo, senza che questa ricerca ci faccia rompere i ponti con il passato ed interrompa il filo di una mirabile tradizione continua per la quale ancora in parte l'Italia domina il mondo. [...] L'architetto deve essere anzitutto un costruttore e dalla struttura profondamente intesa devono derivare le forme: fare l'inverso con l'immaginare la composizione astratta, il prospetto vuoto […] è procedimento irrazionale, da cui il giovane non riuscirà mai più a guarire."Giovannoni, Gustavo, Questioni di architettura nella storia e nella vita. Edilizia, estetica architettonica, restauri, ambiente dei monumenti, Roma, 1929, p. 51.

Nella prima metà del Novecento l'interesse della cultura storica, incentrato fino ad allora sul monumento in quanto opera esemplare, cominciava ad allargarsi al suo intorno, cioè all'ambiente, che veniva a essere considerato la "cornice", apprezzata per i suoi specifici valori ("monumento d'ambiente"). I contributi principali provenivano dall'urbanistica moderna dei paesi tedeschi e dall'interesse per lambiente umanizzato, concetto preponderante della corrente di pensiero inglese che ha come protagonisti August Pugin, John Ruskin e William Morris.

Vecchie città ed edilizia nuova è forse il più celebre testo di Giovannoni riguardante la materia urbanistica. Il libro, pubblicato nel 1931, ebbe inizialmente uno scarso successo e questo contribuì a relegare Giovannoni in un cono d'ombra, condizione accentuata dalla sua ferma opposizione all'architettura moderna. Nel libro si intrecciano tre saperi: studio dei resti del passato (storia dell'architettura), valorizzazione degli stessi (restauro) e trasformazione meditata della città o di parti di essa (urbanistica). Giovannoni affronta anche i problemi dell'espansione urbana attingendo a molti esempi italiani e internazionali. Il testo si pone il problema qualitativo di come riportare al centro del piano urbanistico il tema dell'estetica urbana e sviluppa la teoria del diradamento, ovvero la demolizione chirurgica di alcuni edifici del centro storico per rispondere a necessità di igiene e mobilità (da contrappore al risanamento estremo e unilaterale). Il diradamento rientra in una più ampia strategia di "accordo" tra le caratteristiche della città vecchia e della città nuova (come si evince anche dal titolo del volume) da realizzare grazie al Piano, incaricato di risolvere le controversie tra interessi privati e collettivi.

Sempre nell'ottica di ricercare un rapporto tra nuovo e vecchio, proponendo di adegaure quest'ultimo, nel limite del possibile, alle esigenze della modernità. Ribadisce la propensione verso un "restauro filologico scientifico" che conservi sia il monumento sia l'ambiente che lo circonda, rendendosi conto che nel restauro è impossibile fissare dei criteri univoci.

Riassumendo egli si colloca tra la corrente archeologica, a favore di un mantenimento dello stato di fatto del monumento, e il restauro stilistico, che sostiene il ripristino di un ipotetico stato originario. Giovannoni favorisce le opere di consolidamento e di manutenzione, realizzabili attraverso l'uso di tecniche moderne, senza perdere mai di vista il rispetto per tutte le parti. Il suo metodo consiste nel prevedere gli interventi possibili del restauro: consolidamento, anastilosi, liberazione, completamento e innovazione.

Gli interventi

Nuove realizzazioniCaterina Giannattasio, Palazzo Soderini Frankenstein (progetto Arch. Clotilde Brewster) e Villino Soderini in via Principessa Clotilde / via Ferdinando di Savoia, Roma 1900-02Vittorio Sgarbi, Giorgio Bosello, Roma: dal Rinascimento ai giorni nostri, vol. 1, Bompiani, 1991, pag. 124 Palazzetto Torlonia in via Tomacelli, Roma 1908-09 Villino Modigliani, Grottammare 1911 Fabbrica Birra Peroni, Roma 1902-13 Chiesa degli Angeli Custodi, Roma 1920 Restauri

Villino Calderai Torlonia, Roma 1910 Tempio di Ercole, Cori 1913 Chiesa di San Pietro, Cori 1913 Chiesa di Santa Maria del Piano, Ausonia 1916 Chiesa di Sant'Andrea, Orvieto 1930 Chiesa di Santo Stefano degli Abissini, Città del Vaticano 1931 Chiesa di San Domenico, Orvieto 1934

Interventi alla scala urbana Sistemazione di Via dei Coronari, Roma 1913 Quartiere del Rinascimento, Roma 1913-18 Piano per la sistemazione edilizia di Bari vecchia, 1931 Piano per la sistemazione edilizia di Bergamo Alta, 1934

Scritti La sala termale della villa liciniana e le cupole Romane, in Annali della Società degli Ingegneri e degli Architetti Italiani, 19, 1904/3, pp. 165–201 La tecnica della costruzione presso i romani, Roma 1925 Saggi sull'architettura del Rinascimento, Milano 1931 Vecchie città ed edilizia nuova, UTET, Torino 1931 Sei studi di storia dell'architettura medievale e moderna, in "Un secolo di progresso scientifico in Italia 1839-1939", Roma 1940 Lezioni di Architettura Generale, testo didattico "manoscritto" rilegato di pp. 371, figure n. 288, presso Della Rosa Franco - CH-Cümun da Val Müstair.

Note

Bibliografia Gustavo Giovannoni e l'architetto integrale. Atti del convegno internazionale a cura di Giuseppe Bonaccorso e Francesco Moschini. Roma 2019. Luigi Monzo, Ricordo dell’antico. Gustavo Giovannoni e la chiesa dei Santi Angeli Custodi a Roma, in Gustavo Giovannoni e l'architetto integrale. Atti del convegno internazionale a cura di Giuseppe Bonaccorso e Francesco Moschini. Roma 2019, pp. 339-344. Maria Piera Sette, Il Restauro in Architettura, UTET, Torino 2001 Francesco La Regina, Come un ferro rovente. Cultura e prassi del restauro architettonico, ed. CLEAN, Napoli 1992 Giovannoni, Gustavo, Vecchie città ed edilizia nuova Francesco Ventura, Gustavo Giovannoni, 2. ed. - Torino: Città studi, 1995 Ulisse Tramonti, Gustavo Giovannoni a Forlì. Il ripristino e la sistemazione del chiostro vallombrosano, ne Il complesso monumentale di San Mercuriale a Forlì. Restauri, La Greca Arti grafiche, Forlì 2000, pp. 107-129. Guido Arbizzoni, Giovannoni, Gustavo, scheda nel Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 56 (2001) Cifani, G., Centofanti M., Del Bufalo S., Catalogo dei disegni di Gustavo Giovannoni conservati nell'archivio del Centro di Studi per la Storia dell'Architettura, Roma 1985 Paola Di Biagi, I classici dell'urbanistica moderna, Donzelli Editore, Roma 2002, pp, 55-66.

Collegamenti esterni

G. Giovannoni, L'Ercole e Lica del Canova nella nuova sala della Galleria Nazionale al Palazzo Corsini, Bollettino d'Arte, 2, 1908 G. Giovannoni, Restauro di monumenti. I, Bollettino d'Arte, 1-2, 1913 M. Docci, Consolidamento, liberazione, completamento, innovazione: il caso di S. Andrea ad Orvieto Roberto Cipollone, Una pietra, bianche facce di morte. Il terremoto, Storie delle Cese, 2026

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