Nanotyrannus (il cui nome significa "piccolo tiranno" o "tiranno nano"), conosciuto anche come nanotiranno, è un genere estinto di dinosauro teropode tyrannosauroide vissuto durante il Cretaceo superiore, circa 67-66 milioni di anni fa (Maastrichtiano), in quella che oggi è la Formazione Hell Creek, nel Nord America occidentale. Il genere contiene due specie: la specie tipo N. lancensis, originariamente descritta come una nuova specie di Gorgosaurus da Charles W. Gilmore sulla base di un singolo cranio, prima di essere riconosciuta come un genere a se stante da Robert T. Bakker, Michael Williams e Philip J. Currie (1988) e in seguito da Zanno e Napoli (2025), e N. lethaeus basata su un esemplare fossile inizialmente ritenuto un giovane Tyrannosaurus.
Lo status tassonomico di Nanotyrannus è stato per lungo tempo oggetto di dibattitto per molti paleontologi. Originariamente descritto come una specie di Gorgosaurus sulla base di un singolo cranio, il riesame dell'esemplare nel 1988 da parte di Robert T. Bakker, Michael Williams e Philip J. Currie portò all'erezione di un nuovo genere di tyrannosauride, Nanotyrannus, in riferimento alle sue piccole dimensioni corporee. Ricerche successive indicarono che il cranio apparteneva a un animale immaturo, portando molti ricercatori a favorire l'idea che si trattasse di un giovane Tyrannosaurus rex. Il suo status tassonomico è da allora oggetto di intenso dibattito scientifico. Nel 2025, Lindsay Zanno e James Napoli pubblicarono una revisione esaustiva di Nanotyrannus. In essa, descrissero uno scheletro completo di tyrannosauroide proveniente dalla Formazione Hell Creek, soprannominato "Bloody Mary" (parte dei Dinosauri duellanti), dimostrando che si trattava di un individuo maturo di N. lancensis. Lo stesso studio nominò anche una seconda specie, N. lethaeus, basata sull'esemplare "Jane".
Nanotyrannus era un tyrannosauroide di medie dimensioni. La sua morfologia combina caratteristiche dei tyrannosauroidi più basali, come Moros e Xiongguanlong, con quelle dei tyrannosauridi più derivati. A differenza dei tyrannosauridi più derivati, Nanotyrannus aveva un cranio snello e basso e piccole creste o corna davanti agli occhi. I siti di attacco muscolare nella parte posteriore del cranio erano grandi, suggerendo che potesse flettere fortemente la testa da un lato all'altro. Il numero esatto di denti era variabile, e i denti nella parte anteriore della mascella erano privi di seghettatura, a differenza di molti altri tyrannosauri. Il resto dei denti era seghettato e compresso da un lato all'altro, una condizione nota come zifodonzia, che non si riscontra nei tyrannosauridi. Le zampe posteriori erano più lunghe rispetto ai taxa contemporanei, il che suggerisce che fosse un predatore focalizzato su prede veloci e attive. Anche gli arti anteriori erano ben più grandi, sia per dimensioni che per proporzioni, rispetto ai suoi parenti.
Nanotyrannus è l'unico rappresentante certo del clade Nanotyrannidae, sebbene un'ipotesi filogenetica uscita dagli studi di Zanno e Napoli suggerisca una strette relazioni con Appalachiosaurus e Dryptosaurus all'interno di questo clade, e che Nanotyrannus possa discendere da una stirpe di tyrannosauroidi appalachiani che migrarono verso Laramidia, a seguito della recessione del Mare interno occidentale alla fine del Cretaceo superiore.
Storia e validità Scoperta iniziale
Nanotyrannus si basa sull'esemplare CMNH 7541, un cranio raccolto nel 1942 da David Hosbrook Dunkle. Il genere venne descritto nel 1946 da Charles W. Gilmore, che lo classificò come una nuova specie nel genere Gorgosaurus, G. lancensis. Il nome della specie, lancensis, fa riferimento alla Formazione Lance, in quanto Gilmore, inizialmente, considerava la Formazione Hell Creek, dove fu trovato l'olotipo, un membro della Formazione Lance, quindi indicata come "membro Hell Creek". La località tipo venne successivamente corretta come Formazione Hell Creek.
Nel 1988, l'esemplare venne ridescritto da Robert T. Bakker, Phil Currie, Michael Williams, allora curatore di paleontologia al Cleveland Museum of Natural History, dove l'esemplare originale era ospitato ed è ora esposto, che lo considerarono un proprio genere, coniando il nome Nanotyrannus per l'esemplare CMNH 7541, formato dalle parole latine nano, che significa "piccolo", e tyrannus, che significa "tiranno". La loro ricerca iniziale indicò che le ossa del cranio fossero fuse, implicando quindi che rappresentasse un esemplare adulto. La possibilità che l'olotipo rappresentasse un giovane Tyrannosaurus rex venne suggerita per la prima volta dal paleontologo sovietico Anatoly Konstantinovich Rozhdestvensky nel 1965. La successiva analisi dell'esemplare da parte di Thomas Carr nel 1999 indicò che l'esemplare apparteneva ad individuo immaturo, portando Carr e molti altri paleontologi a considerarlo un giovane esemplare di T. rex.
Ritrovamenti successivi
Nel 2001, venne scoperto un giovane tyrannosauro più completo (soprannominato "Jane", numero di catalogo BMRP 2002.4.1), che venne proposto come un nuovo esemplare della stessa specie dell'esemplare originale di Nanotyrannus. Questa scoperta diede il via a una conferenza sui tyrannosauri incentrata sulla validità di Nanotyrannus, tenutasi al Burpee Museum of Natural History nel 2005. Diversi paleontologi che avevano precedentemente pubblicato opinioni sulla validità di N. lancensis come specie, tra cui Currie e Williams, videro la scoperta di "Jane" come la conferma che Nanotyrannus fosse in realtà un giovane T. rex, in quanto l'esemplare sembrava colmare lo stadio giovanile della serie ontogenetica di T. rex. Tuttavia, Peter Larson ha continuato a sostenere l'ipotesi che Nanotyrannus lancensis fosse una specie separata ma strettamente correlata a T. rex, sostenendo anche che Stygivenator (LACM 28471), generalmente considerato un giovane Tyrannosaurus rex, potrebbe essere un esemplare più giovane di Nanotyrannus.
Alla fine del 2011, vennero pubblicati diversi resoconti giornalistici sulla scoperta, avvenuta nel 2006, di un nuovo esemplare di teropode praticamente completo, trovato accanto a un ceratopside, pubblicizzati come i Dinosauri duellanti. Gli esemplari vennero studiati in loco da Robert Bakker e Peter Larson, che hanno identificato il ceratopside come un esemplare di Triceratops e il teropode come un Nanotyrannus. Tuttavia, non fu possibile stabilire se il teropode, soprannominato "Bloody Mary", fosse diverso dal T. rex, poiché l'esemplare rimase in mani private fino al 2020, quando la sua proprietà venne decisa dalla Corte Suprema del Montana per essere assegnata ai proprietari terrieri Mary Anne e Lige Murray, che hanno accettato di vendere i fossili accoppiati a un museo con sede negli Stati Uniti. Il fossile venne acquistato dal North Carolina Museum of Natural Sciences nel 2020, che ampliò il proprio laboratorio di ricerca per preparare, studiare ed esporre l'esemplare. Nel 2025, i paleontologi Lindsay Zanno e James Napoli pubblicarono una descrizione iniziale dell'esemplare di "Bloody Mary" come parte di un'ampia revisione del genere Nanotyrannus. Identificarono questo esemplare come un individuo scheletricamente maturo di Nanotyrannus e fornirono diverse linee di prova a supporto della validità di questo genere. Descrissero anche una seconda specie, N. lethaeus, basata sull'esemplare "Jane" per via delle notevoli differenze tra esso e N. lancensis.
Il nome della seconda specie, lethaeus, deriva dal latino ed è l'aggettivo di Lethe, riferito al fiume Lete della mitologia greco-romana, che scorre attraverso l'ade (spesso equiparato all'inferno). Il nome fa riferimento sia alla formazione di Hell Creek, dove è stato trovato l'esemplare, sia alla funzione mitologica di bere dal Lete: dimenticare una vita precedente e reincarnarsi, così come Nanotyrannus da essere considerato un giovane Tyrannosaurus è tornato ad essere un genere a se stante.
L'articolo di Zanno e Napoli ha portato alcuni paleontologi che in precedenza erano scettici nei confronti di Nanotyrannus ad accettarlo come un taxon valido. Autori che in passato scrissero articoli che mettevano in dubbio la validità di Nanotyrannus, come Thomas Carr, Steve Brusatte e David Hone, hanno accettato che l'esemplare di "Bloody Mary" fosse una specie distinta da Tyrannosaurus rex, con Brusatte che ha commentato che "il punto focale di questo articolo... è che Nanotyrannus è reale". Tuttavia, altri paleontologi come Holly Woodward Ballard hanno esortato alla cautela prima di accettare i risultati, e Carr e Brusatte hanno obiettato alla classificazione del giovane tyrannosauride BMRP 2002.4.1 "Jane" come Nanotyrannus lethaeus, con Carr che sostenne che Nanotyrannus dovrebbe essere considerato una specie all'interno del genere Tyrannosaurus.
Descrizione
Nanotyrannus era un tyrannosauroide di medie dimensioni. Sebbene nella descrizione dell'olotipo del 1988 non fossero state fornite stime delle dimensioni corporee, il comunicato stampa di accompagnamento osservava che l'animale avrebbe raggiunto circa 5,2 metri di lunghezza ed un peso di 450 kg. Nella loro pubblicazione del 2025 in cui sostenevano la validità del genere, Zanno e Napoli fornirono stime di una massa corporea di 703,76 kg per N. lancensis (in particolare NCSM 40000) e 833,93 kg per N. lethaeus (l'olotipo, BMRP 2002.4.1 "Jane"). Tuttavia, BMRP 2002.4.1 non era maturo al momento della morte pertanto un esemplare adulto di N. lethaeus potrebbe aver raggiunto un peso di circa 1.200 kg. Un articolo dell'anno precedente stimava che la massa corporea massima del genere potrebbe essere stata di circa 1.500 kg.
Cranio e dentizione
Il cranio olotipo (CMNH 7541) di Nanotyrannus misura 57,2 centimetri, se misurato dalla punta anteriore della premascella alla punta posteriore del quadrato. Quello di NCSM 40000 misura 71,3 centimetri di lunghezza e ha una larghezza massima di 27,3 centimetri. In molti tyrannosauroidi, il punto di contatto tra la premascella e la mascella presenta un prominente forame subnariale lungo la sua estremità ventrale (inferiore); questo è assente in ogni esemplare di Nanotyrannus. Come la maggior parte dei tyrannosauridi, la superficie laterale (esterna) del processo subnariale è rivolta dorsolateralmente (verso l'alto e verso l'esterno) in N. lancensis. Al contrario, questo processo è rivolto dorsomedialmente (verso l'alto e verso la linea mediana) in Daspletosaurus e Tyrannosaurus. La mascella di Nanotyrannus è lunga e bassa, priva di fosse profonde sulla sua superficie sottocutanea, presenti in tyrannosauridi come Albertosaurus, Tarbosaurus e Tyrannosaurus; quella di N. lethaeus presenta una debole flangia mascellare; una struttura simile si osserva anche in Gorgosaurus, sebbene molto più pronunciata. La finestra mascellare, la piccola apertura del cranio davanti alla finestra antorbitale, assomiglia a quella di Bistahieversor in N. lancensis, mentre quella di N. lethaeus è più simile a quella dei tyrannosauridi. Le ossa nasali sono parzialmente fuse, con grandi processi ben sviluppati sulle loro superfici posterolaterali (posteriori e laterali).