La chiesa di San Giovanni Battista (o della Beata ) si trova nel comune di Signa, in provincia di Firenze, arcidiocesi della medesima città.
Storia La chiesa, detta "della beata" perché conserva il corpo della beata Giovanna, patrona di Signa, fu edificata fra il VII secolo e il IX secolo, ed è documentata per la prima volta nel 964, quando, insieme all'altra pieve, quella di San Lorenzo, venne donata donata dal vescovo Rambaldo al Capitolo dei Canonici di Santa Maria del Fiore (detto di solito Capitolo Fiorentino). Dal 1568 nelle fonti il titolo di pievania comincia a spettare alla sola chiesa di San Giovanni. La chiesa originaria, molto più piccola di quella attuale, aveva tre navate e comprendeva l'odierna navata destra, che era la centrale, i locali della sacrestia, che corrispondeva all'antica navata destra, di cui rimane solo lo spazio della cappella con il fonte battesimale, e parte della navata centrale della presente chiesa. Si ha memoria nelle fonti, inoltre, di un cimitero ubicato nell’area oggi occupata dalla piazza.
Intorno al 1348, si decise di costruire una cappella allo scopo di accogliere degnamente i resti della patrona, oggetto di una sempre più sentita devozione popolare. La cappella si trovava adiacente alla navata sinistra della vecchia chiesa ma non sappiamo se fosse direttamente collegata ad essa. Nel 1361 essa doveva essere stata completata se un documento di quell’anno ci informa del lascito di un tale Michele di Guiduccio per affrescarne le pareti, sebbene non si abbia notizia se essi siano mai stati effettivamente eseguiti. Solo nel 1441, quando il corpo della beata fu portato in processione a Firenze in occasione della sospirata pace con Milano, venne effettivamente iniziata una decorazione ad affresco, completata nel 1462 ed ancora esistente. La cappella venne poi del tutto inglobata all'inizio del Cinquecento nella chiesa.
Nel 1539 il Capitolo fiorentino decise di creare una piazza davanti alla pieve, allargata nel 1662, quando venne lastricata l'area già occupata dall'antico cimitero, come informa la lapide ancora visibile sulla facciata.
La chiesa subì una totale trasformazione e un notevole ampliamento tra la fine del Settecento e l'inizio del Novecento, conclusi nel 1908. L'edificio fu praticamente traslato verso nord (o verso sinistra guardando verso il fondo dell'interno): la navata destra della vecchia chiesa fu chiusa, ad eccezione dell'area oggi occupata dal fonte battesimale. La navata sinistra della precedente chiesa venne allargata ed innalzata diventando la centrale della nuova parrocchiale, alla quale si aggiunse una nuova navata sinistra. Nella facciata si ampliò il portale centrale, sopra il quale venne murato il ballatoio su mensoloni che era sopra l'attuale portale destro. A sinistra fu poi aggiunto un terzo portale.
Descrizione La facciata, frutto delle ristrutturazioni otto-novecentesche mostra nell'architrave del portale destro uno stemma scolpito del comune di Signa, datato 1393 che raffigura una torre ed un ponte a sette archi, quello che anticamente attraversava l'Arno. A destra della facciata si trova una tomba in pietra, probabilmente trecentesca, sormontata da un arco in mattoni con lo stemma della famiglia Mori-Ubaldini. Ancora più a destra è la porta esterna di accesso al chiostro e sopra di essa un medaglione con un cherubino, simbolo del capitolo fiorentino.
L’interno si presenta oggi diviso in tre navate e completamente imbiancato, aspetto frutto dell'ultimo restauro del 1949. In controfacciata si trova uno stemma in terracotta invetriata del capitolo fiorentino, eseguito da Andrea Della Robbia fra il 1498 e il 1503.
Nicchie centinate nelle navate laterali, di creazione moderna, sono sistemati affreschi risalenti ai decenni centrali del Quattrocento, con le relative sinopie: nella navata destra è un affresco con San Zanobi in trono tra Santa Lucia e Santa Verdiana e un altro con la Storia di un Santo, attribuibili alla bottega di Bicci di Lorenzo.
Dalla navata destra si accede alla cappella battesimale, chiusa da una porzione della cancellata in ferro battuto eseguita nel 1673 per la cappella della beata Giovanna, oggi maggiore. L'ambiente ospita un piccolo tabernacolo in pietra serena e il pregevole fonte battesimale in marmo, datato 1480, commissionato da padre Domenico di Filippo da Gangalandi. Entrambe le opere sono riferibili alla bottega di Giuliano e Benedetto da Maiano. La statua di San Giovanni Battista è invece una copia moderna eseguita dalla Manifattura di Signa dell’originale di Benedetto da Maiano conservato nella Sala dei Gigli di Palazzo Vecchio a Firenze.
La cappella a destra dell'altar maggiore era la scarsella della chiesa originaria, mentre oggi è dedicata alla beata Giovanna ed ospita le sue spoglie. Lo spostamento di esse dalla vecchia cappella, oggi maggiore e l'odierna sistemazione risalgono probabilmente al tardo Settecento, quando le cattive condizioni portarono alla decisione di ristrutturare e trasformare la chiesa, lavori che si realizzarono soprattutto nel secolo successivo. È comprensibile che per prima cosa si pensasse ad una nuova collocazione per i resti della venerata beata e probabilmente nell'ultimo quarto del Settecento fu realizzato il tabernacolo marmoreo sormontato da un suo busto in gesso, che contiene all'interno una teca con il corpo della beata, visibile solo il Lunedì dell’Angelo in occasione della celebrazione della festa della patrona. Anche gli affreschi della volta, ancora anonimi, dovrebbero risalire alla seconda metà del Settecento. La cappella fu poi corredata di due tele di Giovanni Gagliardi, allievo di Luigi Sabatelli, del 1806, raffiguranti Un miracolo di Giovanna e Il transito della Beata.
L'attuale cappella absidale era l'originaria cappella della beata, costruita nella seconda metà del Trecento: dell'antico assetto rimangono gli affreschi raffiguranti episodi della vita di Giovanna e una serie di miracoli da lei operati ed eseguiti nei decenni centrali del Quattrocento da artisti della cerchia di Bicci di Lorenzo in uno stile in buona parte ancora tardo gotico. La parete sinistra fu affrescata da un maestro anonimo chiamato convenzionalmente Maestro del 1441 dalla data che appare nell'iscrizione sotto di essi, che riporta anche il nome del committente. La parete destra fu completata entro il 1462, data riportata nell'iscrizione sotto gli affreschi, da un pittore riconosciuto nel cosiddetto Maestro di Signa. Al di sopra dell'altare maggiore è un Crocifisso ligneo, degli anni trenta del Novecento, opera di Umberto Bartoli. Anche le decorazioni successive, gli affreschi settecenteschi di Anton Nicola Pillori, di Ranieri del Pace e del quadraturista Anton Domenico Giarrè sono andate perdute nelle ristrutturazioni moderne dell'ambiente.
La cappella a sinistra della maggiore, dedicata alla Madonna, accoglie nella mostra dell'altare, del 1714, una statua moderna della Vergine. Sotto di esso si trova una scultura lignea del Cristo morto, anch'esso del Bartoli. La volta è affrescata con figure di Angeli di Giuseppe Santelli, risalenti, come la scultura del Bartoli, al quarto decennio del Novecento. Nella cappella sono anche due importanti dipinti: alla parete destra una pala con la Madonna in gloria tra santi e cherubini di Giovan Pietro Naldini, mentre a quella a sinistra, una tela dipinta da Giovanni Domenico Ferretti nel 1728 e raffigurante San Giuseppe in gloria fra sant'Antonio Abate e san Sebastiano.
All’inizio della navata sinistra è appesa una tela secentesca di Jacopo Confortini con Sant'Antonio da Padova e il Bambino Gesù. In un'altra nicchia centinata è un affresco con San Nicola di Bari in trono tra San Lazzaro attribuito al Maestro di Signa, databile alla metà del XV secolo. Al termine della navata è un rilievo in pietra serena con Sant’Antonio da Padova, di Giuseppe Santelli. Piviere di Signa pieve di S. Lorenzo; chiesa di Santa Maria al Castello di Signa; chiesa di Santa Maria a Lamole, o a Brucianesi; chiesa di San Martino a Gangalandi, divenuta pieve autonoma nel 1278; chiesa di San Mariano a Celatico; chiesa dei Santi Michele e Lucia a Monteorlando; chiesa di San Mauro a S. Mauro a Signa; chiesa di San Miniato a Signa; chiesa di San Mommè (oggi di S. Rocco); chiesa di San Pietro a Lecore; chiesa di Sant'Angelo a Lecore; chiesa di San Biagio a Lecore; chiesa di Santo Stefano a Calcinaja; chiesa dei Santi Vito e Modesto in Fior di Selva (Malmantile); chiesa di San Michele Arcangelo a Luciano.
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Note
Bibliografia Cristina Acidini (a cura di), I dintorni di Firenze, collana "I Luoghi della Fede", Milano, Mondadori, 2000, pp. 116 - 117. ISBN 88-04-46793-2 Roberta Barsanti, Le chiese di Signa, Signa, 2002. AA. VV., Signa: guida storico turistica del territorio signese, Signa, 2013. Aldo Sussi, Viaggio tra le chiese del contado: Lastra a Signa, Signa, Scandicci, Campi Bisenzio, Carmignano, Montelupo Fiorentino, Firenze, 2023.
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