L'islam in Italia è la seconda religione più diffusa dopo il cristianesimo (il sunnismo la seconda confessione dopo il cattolicesimo), principalmente a seguito dell'immigrazione da paesi a maggioranza musulmana.

Stime sul numero di musulmani in Italia Il numero di fedeli musulmani in Italia (per la quasi totalità sunniti) è incerto, ma si aggirava attorno al milione e duecentomila di unità nel 2007, corrispondente all'incirca all'1,9% della popolazione"Caritas Dossier Immigrazione 2007" italiana, contro un 91,6% di cristiani (le altre religioni sono in totale lo 0,7% più un 5,8% di non religiosi/atei). Secondo le stime del 2017 la percentuale di musulmani rientrava attorno al 3% dei credenti in altre religioni rispetto a quella cattolica (74,4%), i non credenti in Italia erano invece il 22,6%.

Secondo l'istituto ISMU (iniziative e studi alla multietnicità) al 1º gennaio 2016 in Italia sarebbero residenti circa 1.400.000 musulmani, ovvero una cifra corrispondente al 2,34% della popolazione italiana. 1.505.000 secondo le stime del Dossier Statistico 2011 Caritas/Migrantes. 1.200.000 secondo Mario Scialoja della Lega musulmana mondiale. Andrea Spreafico conta circa 1.100.000 musulmani, di cui il 6% (circa 67.000) cittadini italiani, tra italiani di nascita convertiti e stranieri che hanno acquisito la cittadinanza, 912.000 (82%) immigrati regolari e circa 132.000 (12%) immigrati irregolari. 850.000 secondo il Cesnur di Massimo Introvigne su dati 2006. Secondo il rapporto Open Society Institute (OSI) 2003, i musulmani in Italia sarebbero circa 700.000, tra cui 40-50.000 cittadini italiani (di cui circa 10.000 convertiti), 610-650.000 immigrati regolari e 80-85.000 irregolari.

Il numero varia spesso in funzione della definizione di "musulmano", ossia se siano da comprendere quanti provengano da paesi di cultura musulmana, ma non si definiscano credenti o non siano praticanti. Storia dell'islam in Italia

La storia dell'islam in Italia comincia nel IX secolo, due secoli dopo la morte di Maometto. La Sicilia rimase infatti sotto il dominio islamico tra l'827 (inizio della conquista musulmana della Sicilia) e il 1091 (caduta dell'ultima roccaforte di Noto), mentre l'Italia continentale subì in quegli stessi anni numerose incursioni; rispetto alla penisola iberica, la presenza musulmana sulla Penisola italiana è stata effimera e il controllo sulla Sicilia è stato stabile soltanto dal 965 fino al 1061. Tuttavia, anche dopo la conquista normanna, rimase in Sicilia una piccola minoranza di musulmani fino al 1239, quando a seguito di alcune loro ribellioni furono deportati da Federico II a Lucera in Puglia, dove rimasero fino al 1300, anno in cui ebbero la fine da Carlo II d’Angiò (al quale si erano rifiutati di prestare obbedienza). Anche con la fine della dominazione islamica per alcuni secoli le coste italiane continuarono però a essere razziate e depredate dai corsari barbareschi.

In epoca moderna, la presenza islamica in Italia è quasi inesistente fino agli anni '60, quando incominciano ad arrivare in Italia i primi studenti da Siria, Giordania e Palestina, che si aggiungono agli uomini d'affari e ai dipendenti delle ambasciate. Nel 1971 si ha la costituzione della prima associazione di musulmani, l'USMI (Unione degli studenti musulmani d'Italia), a partire dall'Università di Perugia. Con l'USMI venne aperto il primo luogo di culto in Italia, un piccolo locale in pieno centro storico di Perugia, chiamata "moschea di Via dei Priori", tutt'oggi aperto e in funzione. Sempre negli anni '70, a Roma, nasce il Centro culturale islamico d'Italia (CCII), con l'appoggio e il coinvolgimento degli ambasciatori di paesi sunniti presso l'Italia o la Santa Sede; al CCII si devono i primi progetti per la moschea di Roma, a partire dal 1974. La moschea sarà aperta nel 1995.. Nel 1980 si inaugura a Catania la prima moschea italiana nella sede di via CastromarinoFrancesco Pontorno, , Magmagazine.it, 13 giugno 2012.. L'edificio però, per ragioni politiche e logistiche verrà chiuso dopo alcuni anni, per essere sostituito da siti precari quali residenze private e garage, fino al 15 dicembre 2012, quando viene inaugurata la più grande moschea del sud Italia nominata "moschea della Misericordia"Claudia Campese, Inaugurata la nuova moschea di Catania «Sarà un centro di dialogo e stabilità » , su Ctzen.it, 15 dicembre 2012..

Gli anni settanta vedono anche l'arrivo dei primi immigrati musulmani dal Nordafrica, principalmente dal Marocco. Un successivo e consistente apporto è stato dato negli anni novanta dal consistente arrivo di immigrati albanesi e dall'aumento dei marocchini. Più recente, è la consistente immigrazione tunisina, senegalese, egiziana e, anche se di minor peso, pakistana, bengalese ecc. A partire dagli anni 2000, con la crescita dell'immigrazione dall'Europa dell'Est (Romania e Ucraina in primis) e dall'America Latina, la quota di immigrati musulmani è scesa pur rimanendo consistente.

A partire dagli anni '90 l'UCOII(Unione delle comunità islamiche in Italia) si pone da subito come principale rappresentazione organizzata del cosiddetto Islam delle moschee sunnita, radicato sul territorio italiano e non dipendente dalle ambasciate o da governi di paesi a maggioranza musulmana, e si candida a rappresentare la comunità musulmana tramite un'Intesa istituzionale. All'intesa tra l'UCOII e lo Stato si oppongono i rappresentanti del cosiddetto Islam degli stati, a partire dalla Moschea di Roma (Centro Culturale Islamico d'Italia) sostenuto dall'Arabia Saudita, oltre che dal Marocco.Settimo rapporto sulle migrazioni 2001 p. 257 Nel 1998, in vista di una possibile Intesa con lo Stato, l'UCOII apre allIslam degli stati e assieme alla Moschea di Roma e alla sezione italiana della Lega Musulmana Mondiale annuncia la creazione di un Consiglio Islamico d'Italia, guidato da dieci cittadini italiani, di cui cinque nominati dall'UCOII e cinque dalle altre due organizzazioni. Ma l'Intesa resta fuori portata.

Nel 2005, è stata fondata la Consulta per l'islam italiano presso il Ministero dell'Interno, composta da cittadini musulmani; forti disaccordi tra i componenti hanno rallentato i lavori della Consulta stessaIslam, Islamism and Jihādism in Italy di Lorenzo Vidino dal sito dell'Hudson Institute. La Consulta è stata riformata una prima volta nel 2010 (Comitato per l'Islam italiano) e di nuovo nel 2016 (Consiglio per le relazioni con l’Islam )

Nuovamente a Catania, nel 2012, viene inaugurata la Moschea della Misericordia, la più grande nel centro-sud dopo quella di Roma, non distante da piazza Cutelli.

Caratteristiche della presenza musulmana in Italia

Pur essendoci un certo numero di musulmani italiani o per nascita o per conversione o per naturalizzazione stimabile in un range che va da 300.000 persone a 1.2 milioni di persone i musulmani in Italia sono prevalentemente di origine straniera. Di questi circa il 52% per nascita, 39% per naturalizzazione e 9% per conversione. Di seguito un'analisi della provenienza e della distribuzione sul territorio Italiano.

Anche in Italia, come nel resto del mondo, è presente il fenomeno del fondamentalismo islamico, ma in misura minore rispetto ad altri paesi occidentali. Sono inoltre presenti diverse associazioni islamiche che promuovono l'Islam liberale, come ad esempio il Centro Studi Averroè di Roma ed il COREIS di Milano.

Sunnismo

La quasi totalità dei musulmani in Italia sono sunniti e per la maggior parte, circa il 60%, sono arrivati in Italia dai paesi balcanici (in maggioranza da Albania, Kosovo e Bosnia ed Erzegovina), in seguito alle instabilità politico-sociali venutesi a creare nelle regioni dopo le guerre jugoslave e la guerra del Kosovo.

Sciismo Si stima il numero complessivo di sciiti in Italia in 15.450 unità, cioè circa l'1,48% del totale dei musulmani. Le due principali associazioni di questa corrente sono lAssociazione Islamica Ahl-al-Bait e lAssociazione islamica Imam Mahdi.

Sufismo Sono presenti anche alcune confraternite sufi, tra le quali la Muridiyya che secondo una stima riunisce circa due terzi dei senegalesi in Italia e Layene, diffusa anch'essa nelle comunità senegalese e capoverdiana. Tra gli albanesi è invece presente -sebbene assai minorataria- la fede bektashi, di derivazione sufi, che dal 2021 ha un proprio teqeja (luogo di culto) a Capena (RM).

Ahmadiyya L'Ahmadiyya, nuovo movimento religioso islamico, è presente in Italia con l'associazione “The Ahmadiyya Muslim Jama’at Italia”, con sede nazionale a San Pietro in Casale (BO).

Drusi Infine, è presente un piccolo numero di drusi, religione di derivazione musulmana sciita ismailita, che fa riferimento all'European Druze Society.

Provenienza Tra gli immigrati prevale in Italia nettamente la componente sunnita rispetto a quella sciita. Si stima il numero complessivo di sciiti in Italia in 15.450 unità, cioè circa l'1,48% del totale dei musulmani.

Per quanto riguarda i paesi di provenienza, si rileva in particolare la presenza nordafricana e balcanica.

Pos.PaeseNumero di musulmaniStima effettuata da Caritas/Migrantestra gli stranieri regolarmente residenti in Italia al 31 dicembre 20101Marocco448.0002Albania364.0003Tunisia106.0004Senegal75.0005Pakistan73.0006Bangladesh71.0007Macedonia30.0008Algeria25.0009Kosovo21.000

Distribuzione sul territorio italiano Secondo l'istituto ISMU (iniziative e studi alla multietnicità) i musulmani residenti in Italia al 1º gennaio 2016 sarebbero distribuiti così: RegioneNumeroPercentualeProporzione popolazione di riferimentoRegioni Italia per PopolazioneAbruzzo240000,16%1,82%Basilicata42000,29%0,83%Calabria245001,72%1,25%Campania538003,77%0,92%Emilia-Romagna18280012,83%4,10%Friuli Venezia Giulia291002,04%2,39%Lazio1128007,92%1,91%Liguria380002,66%2,43%Lombardia36770025,82%3,67%Marche466000,32%3,03%Molise34000,23%1,09%Piemonte1190008,35%2,71%Puglia338002,37%0,83%Sardegna131000,92%0,79%Sicilia614004,31%1,21%Toscana1044007,33%2,79%Trentino-Alto Adige340002,38%3,20%Umbria263001,84%2,96%Valle d'Aosta28000,19%2,21%Veneto1422009,98%2,89%Italia1423900100%2,35%

Moschee Le moschee ufficiali in Italia sono 12 nel senso di costruzioni fatte ad hoc, 6 complete di minareto (Segrate, Roma, Ravenna, Colle di Val D'Elsa, Forlí, Piacenza in ordine di inaugurazione); mentre i luoghi di culto islamico sono più di 1.000.

1980 viene inaugurata la moschea di Omar a Catania (la prima in Italia dopo la dominazione araba, oggi chiusa) 1988 viene inaugurata la moschea di Segrate 1990 viene inaugurata la moschea di Palermo 1995 viene inaugurata la moschea di Roma (è stata la più grande d'Europa) 2012 viene inaugurata la moschea della Misericordia a Catania (la più grande del sud Italia) 2013 viene inaugurata la moschea di Albenga 2013 viene inaugurata la moschea Mohammed VI di Torino 2013 viene inaugurata la moschea di Ravenna 2013 viene inaugurata la moschea di Colle di Val d'Elsa 2017 viene inaugurata la moschea di Forlì 2021 viene inaugurata la moschea di Rogno 2021 viene inaugurata la moschea di Piacenza

Associazionismo musulmano L'Islam in Italia non ha una istituzione unitaria di rappresentanza nei confronti dello Stato.

Numerose associazioni rivendicano la rappresentanza degli interessi dei musulmani residenti in Italia. Tra queste associazioni dell'"Islam delle moschee", multinazionali e multietniche:

l'UCOII, vicina ai Fratelli Musulmani e guidata da Yassine Lafram. L'Ucoii deriva dall'USMI (Unione degli studenti musulmani d'Italia), fondata nel 1971 all'Università di Perugia; la Lega musulmana mondiale, di influenza saudita; l'Assemblea musulmana d'Italia (AMI), associazione composta da musulmani sunniti e sufi, filo-occidentali e favorevole al dialogo interreligioso, guidata dallo Shaykh Abdul Hadi Palazzi; l'Unione dei musulmani d'Italia (UMI), fondata dal defunto Adel Smith; la Confederazione Islamica Italiana (CII) guidata dal Presidente Mustapha Hajraoui fondata a Roma il 21 marzo 2012;