Arcidiacono di Brecon dal 1175 al 1203, il suo vero obiettivo fu per tutta la vita il vescovado di St. David’s, che sperava di poter rendere autonomo dall’autorità di Canterbury; il suo sogno, tuttavia, rimase irrealizzato, nonostante i viaggi compiuti a Roma presso la corte papale per far valere i propri diritti (1199-1200; 1201; 1202-3).

Entrato a far parte della corte di Enrico II intorno al 1184, Giraldo svolse per conto del re diversi incarichi diplomatici, che lo portarono a viaggiare in Irlanda e in Galles. Da questi viaggi trasse quattro delle sue più importanti opere: la Topographia Hibernica, lExpugnatio Hibernica, lItinerarium Cambriae e la Descriptio Cambriae.

È autore di svariate opere, diciassette delle quali sono tuttora conservate. Sperimentò numerosi generi, tra i quali l’etnografia e l’agiografia.

Vita Origini

Giraldo nacque intorno al 1146 presso il castello di Manorbier, nel Pembrokeshire (Galles), fondato nell’XI secolo proprio dalla sua famiglia; di questa dimora Giraldo offre un’affettuosa e pittoresca descrizione nellItinerarium Cambriae, definendola “il più piacevole luogo del Galles”.

Giraldo era il figlio minore di William FitzOdo de Barry e della sua seconda moglie, Angareth; il fratellastro Walter è nominato nellExpugnatio Hibernica, mentre non se ne ha traccia in nessuna opera dei suoi fratelli Philip e William.Giraldus Cambrensis, Opera, in Rerum Britannicarum Medii Aevi Scriptores (Rolls series) 21, a cura di J. S. Brewer, Germania, Kraus Reprint, 1966, I, p. X nota 2.

La famiglia paterna dei De Barry, che prende il nome dall’isola di Barry vicino a Cardiff, era di origine anglo-normanna. I guerrieri de Barry erano stati fondamentali per la conquista dell’Irlanda sotto la guida di Riccardo di Clare “Strongbow” e il loro nome era leggendario.

La madre di Giraldo, Angareth, era figlia del cavaliere normanno Geraldo di Windsor (Gerald FitzWalter) e della seducente Nest, soprannominata “Elena del Galles”Giraldus Cambrensis, Opera, I, p. X nota 3. a causa dei numerosi amanti; Angareth era inoltre nipote, per parte materna, del celebre Rhys ap Tewdwr, principe del Galles meridionale. Giraldo, grazie alla nonna Nest, era imparentato con le più importanti famiglie gallesi del tempo: i FitzHenry, i FitzGerald e i FitzStephen.

Giraldo dunque era per tre quarti normanno e per un quarto gallese. La sua ambivalenza gli fu spesso utile durante gli incarichi diplomatici ed è da lui stesso ricordata con orgoglio: per esempio, nel De Principis Instructione, si definisce gallese per nascita (natio) e famiglia (cognatio) e inglese per formazione (morum institutio) e frequentazioni (conversatio). Tuttavia, le sue origini miste gli diedero anche svariati problemi ed è costretto ad ammettere, sempre nel De Principis Instructione, che «entrambi i popoli mi considerano straniero e mi respingono: uno mi sospetta, l’altro mi odiaGiraldo Cambrense, Agli estremi confini d'Occidente: descrizione dell'Irlanda (Topographia Hibernica), a cura di Melita Cataldi, Torino, UTET, 2002, p. 12.».

Primi anni di vita e gioventù Giraldo covò fin da bambino ambizioni ecclesiastiche, a tal punto che il padre lo soprannominò affettuosamente “il mio vescovo”. A questo proposito, nell’autobiografia De rebus a se gestis, si legge un curioso aneddoto: mentre i fratelli da bambini costruivano castelli di sabbia, lui erigeva monasteri di sabbia.

Per dare corpo all’ambizione del figlio, Guglielmo di Barry affidò Giraldo alle cure dello zio Davide FitzGerald, vescovo di St. David’s, che probabilmente gli insegnò le basi del latino.

Intorno ai dieci anni fu mandato presso l’abbazia benedettina di St. Peter’s (Gloucester), dove fu educato da un certo maestro Haimon. Qui perfezionò il proprio latino e iniziò a studiare logica e retoricaCharles Kightly, A mirror of medieval Wales: Gerald of Wales and his journey of 1188, Cardiff, Cadw: Welsh Historic Monuments, 1989, p. 9..

Infine, studiò per qualche anno a Parigi (c. 1165-1174), dove si dedicò alle discipline del Trivio e divenne celebre per la sua arte retorica (come si legge nel De rebus a se gestis, I, 2). A Parigi fu allievo del celebre Pietro Comestore, teologo e scrittore francese, ed ebbe modo di conoscere Pietro Cantore, sostenitore della riforma gregoriana della Chiesa.

Tornato in Inghilterra intorno al 1172Giraldus Cambrensis, Opera, I, p. XV. (o intorno al 1174Kightly, A mirror…, p. 9.), si diede l’obiettivo di riformare il clero gallese, da lui accusato di non rispettare il celibato e di essere eccessivamente controllato dai politici. Per questa ragione, intorno al 1175, destituì e prese il posto dell’arcidiacono di Brecon (contea di Powys), accusato di vivere con una concubina. I suoi costumi rigidi lo resero malvoluto presso i fedeli, che arrivarono addirittura ad assediarlo nella chiesa di Llanbadarn Fawr; tuttavia Giraldo venne ben presto liberato grazie all’intervento del cugino Cadwallon ap Madog, governatore localeKightly, A mirror…, pp. 12-13..

Successivamente esplose una contesa tra Giraldo e il vescovo Adamo di St. Asaph, a proposito della consacrazione della nuova chiesa di Kerry: se il vescovo l’avesse consacrata, la diocesi di St. David’s avrebbe subito una pesante perdita di territorio. L’arcidiacono partì dunque per Kerry e occupò la chiesa, impedendo al vescovo Adamo di entrare. Dopo svariate accuse e tentativi reciproci di scomunica, non privi di risvolti comici (Giraldo arrivò a coprire le minacce del rivale con il suono delle campane), il vescovo fu costretto ad arrendersi.

Nel 1176 morì lo zio Davide, vescovo di St. David’s, e il clero locale lo candidò come suo successore: Giraldo, grazie alla sua formazione scolastica e ai suoi costumi rigidi, era infatti il miglior candidato per ottenere l’autonomia di St. David’s da Canterbury e il rango di sede metropolitana. Re Enrico II, tuttavia, temendo i suoi legami con la ribelle aristocrazia gallese, rifiutò di ratificare la nomina ed elesse al suo posto Pietro di Leia, monaco cluniacense e priore di Wenloch.

Deluso dalla mancata nomina, Giraldo tornò a Parigi per completare i propri studi di teologia e diritto canonico; in particolare, si dedicò allo studio della Costituzione Imperiale e dei Decreti. Se ci possiamo fidare di quanto Giraldo stesso racconta nel De rebus a se gestis, la sua conoscenza delle varie branche della giurisprudenza divenne tale da farne uno dei più stimati e seguiti maestri di ParigiGiraldus Cambrensis, Opera, I, p. XXXI..

Vita di corte e viaggi Nel 1184 re Enrico II Plantageneto si trovava in Galles per tentare di migliorare i rapporti con l’aristocrazia locale: Giraldo, in virtù della sua parentela con le maggiori famiglie gallesi e in particolare con il signore locale Rhys ap Gruffydd di Deheubarth, viene scelto come mediatore e diplomatico.

Con il ruolo di cappellano, Giraldo entra a far parte della corte di Enrico II, che nella seconda metà del XII secolo era un vivace centro culturale: Enrico, che appariva come la perfetta incarnazione del binomio clerc-chevalier e dell’ideale del princeps litteratus, raccolse intorno a sé le menti più brillanti del tempo, con lo scopo di promuovere anche sul versante culturale e mondano la grandezza del proprio regno. In questi dieci anni alla corte plantageneta, Giraldo compose alcune delle sue più importanti opere, in particolare quelle storico-etnografiche, e raccolse molto del materiale che poi convoglierà nel De principis instructione.

Nel 1185 Enrico affidò al figlio diciannovenne Giovanni l’incarico di rinsaldare i rapporti tra la Corona e i capi irlandesi più ostili, attribuendogli per l’occasione il titolo di “Dominus Hiberniae”. Con lui partì anche Giraldo, che aveva già visitato l’isola nel 1183 al seguito del fratello Filippo; inoltre, viveva in Irlanda un ramo della famiglia di Giraldo, quello dei FitzStephen. La missione si rivelò un disastro, non solo a causa dell’ostilità dell’aristocrazia locale ma anche per il carattere del principe, che viene considerato da Giraldo irresponsabile e manovrabile dai suoi rozzi amici.

Il principe tornò in Inghilterra già nell’inverno del 1185, mentre Giraldo si fermò in Irlanda fino alla Pasqua del 1186, continuando a raccogliere il materiale che convoglierà negli anni successivi sia nella Topographia Hibernica sia nella Expugnatio Hibernica.

Durante la Quaresima del 1185, Eraclio, patriarca di Gerusalemme, visitò la corte plantageneta e offrì le chiavi della Città Santa a Enrico, a patto che questi bandisse una crociata. Il re si dimostrò inizialmente disinteressato a questa missione e solo nel 1188 decise di reclutare un esercito, mandando in Galles l'arcivescovo Baldovino di Exeter con lo scopo di predicare la crociata; in realtà, questa visita offriva al re anche l’importante opportunità di controllare la situazione gallese senza suscitare sospetti e ostilitàGiraldus Cambrensis, Opera, I, p. XLVIII.. Insieme a Baldovino partirono anche Giraldo, lo statista Rainulfo di Glanville, il vescovo Pietro di St. David’s e l’arcidiacono Alessandro Cuhelyn, che fece anche da interpreteKightly, A mirror…, p. 29..

Il viaggio cominciò da Hereford e proseguì lungo Radnor, Landeu, Talgarth, Abergavenny, Newport e Cardiff. Successivamente, mantenendosi sulla costa, la congregazione regale visitò Swansea, Carmarthen, Whitland, Haverford, St. David’s e Cardigan. Da Cardigan proseguirono verso Lampeter, Strathflur, Llanpadarn Vawr. Infine, dopo aver doppiato il promontorio di Llyn, Giraldo e i suoi compagni di viaggio si avviarono nuovamente verso Hereford passando da Carnarvon, Bangor, Conway, St. Asaph, Chester, Whitchurch, Oswaldstree, Wroxeter, Wenlock e Ludlow. Non si era mai compiuto un viaggio simile in Galles, né da parte dei forestieri né degli stessi gallesiGiraldus Cambrensis, Opera, I, p. LI..

Giraldo, nell’opera tratta dal viaggio, ovvero lItinerarium Cambriae, dichiara che il risultato di questa spedizione fu l’arruolamento di circa tremila uomini. Tuttavia, gli sforzi di Baldovino e Giraldo vennero annullati dalla crisi dinastica consumatasi all’interno della casata plantageneta: nell’estate del 1189, il figlio di Enrico II, il futuro Riccardo I, si alleò con il re francese Filippo II per spodestare il padre, che morì assediato presso il castello di Chinon il 6 luglio 1189. La morte di Enrico II rallentò la partenza per la Terra Santa e Giraldo, insieme a numerosi soldati gallesi e al vescovo Pietro di St. David’s, ottenne il permesso di non unirsi alla crociata e si limitò a supportarla finanziariamente.

Ritiratosi dalla corte intorno al 1192, Giraldo si trasferì a Lincoln per dedicarsi agli studi; Lincoln era, ai tempi, una celebre scuola teologica, guidata da Guglielmo de Montibus.

Tentativi di diventare vescovo di St. David's

Sotto il regno di Riccardo Cuor di Leone, a Giraldo vennero offerti sia il vescovado di Bangor che l’episcopato di Llandaff ma entrambe le proposte vennero rifiutate: l’obiettivo di Giraldo rimaneva infatti St. David’s.

L’occasione gli si presentò nel luglio del 1198, con la morte di Pietro di Leia. Come già era accaduto nel 1176, i canonici di St. David’s elessero Giraldo ma l’arcivescovo di Canterbury, Hubert Walter, si rifiutò di ratificare la nomina, giurando che nessun gallese avrebbe mai ottenuto un importante vescovado in Galles e proponendo come candidati o il monaco cistercense Alessandro o Goffredo, priore di Lanthony.

Giraldo, consapevole dell’ostilità dell’arcivescovo di Canterbury, decise di scavalcarlo e di ottenere la nomina direttamente dal pontefice, che al tempo era Innocenzo III. Il 16 agosto del 1199 Giraldo lasciò Strathflur alla volta di Roma, dove giunse alla fine di novembre.