La Guinea (AFI: ), ufficialmente Repubblica di Guinea (in francese: République de Guinée), nota informalmente anche come Guinea ConakryPer distinguerla dalla Guinea-Bissau e dalla Guinea Equatoriale., è uno Stato dell'Africa occidentale. Confina con Guinea-Bissau e Senegal a nord, Mali a nord e nord-est, Costa d'Avorio a sud-est, Liberia e Sierra Leone a sud, oceano Atlantico a ovest. Il suo territorio racchiude la sorgente dei fiumi Niger, Senegal e Gambia.

Incluso nel territorio di diversi regni che si susseguirono sull'alto corso del Niger, il paese fu una delle prime regioni toccate dalla tratta degli schiavi.John Reader, Africa. A Biography of the Continent, Hamish Hamilton, Londra, 1997 Lo stato che trasse i maggiori profitti dalla tratta fu il Regno di Fouta Djallon, che si consolidò nel XVIII secolo vendendo schiavi agli europei in cambio di armi da fuoco.John Thornton, Africa and Africans in the Making of the Atlantic World, 1400-1800, Cambridge University Press, Cambridge, 1998 Divenuta colonia francese nel 1898 con la sconfitta dellalmami Samory Touré,Henk Wesseling, Verdeel en heers. De deling van Afrika, 1880-1914, B. Bakker, Amsterdam, 1991; ed. it. La spartizione dell'Africa (1880-1914), Corbaccio, Milano, 2001 la Guinea ha raggiunto l'indipendenza per consultazione referendaria nel 1958; da allora fino al 1984 è stata retta dittatorialmente da Ahmed Sékou Touré. Dopo questi la situazione politica si è fatta fosca: dal 1984 il regime non democratico è proseguito con la presidenza di Lansana Conté, terminata il 23 dicembre 2008 con la morte del capo di Stato. La stessa mattina l'esercito guineano ha attuato un colpo di stato. Alle elezioni del 2010 è stato eletto presidente Alpha Condé, che ha mantenuto il potere, con metodi non democratici, fino al 2021, quando è stato deposto da un ulteriore golpe militare guidato dal colonnello Mamady Doumbouya.

Dotata di notevoli risorse minerarie, la Guinea affida al loro sfruttamento lo sviluppo della propria economia, che conta non solo sull'attività mineraria, ma anche su quella agricola.

Etimologia Il nome Guinea (geograficamente assegnato a gran parte della costa occidentale dell'Africa, a sud del Deserto del Sahara e a nord del Golfo di Guinea), deriva dal termine Susu che indica "donna". La forma italiana deriva dal portoghese Guiné, nome indigeno dell'Africa. Potrebbe derivare anche dal berbero Akal n-Iguinawen, "terra dei neri".

Storia

Epoca precoloniale L'odierna Guinea fu parte di diversi imperi africani, il primo di questi fu l'Impero del Ghana, che conquistò questo territorio nel 900. Nell'VIII secolo, le popolazioni Nalu e Baga si installarono nella regione. Il Regno Sosso, nei secoli XII e XIII, soppiantò l'Impero del Ghana, fino a conquistarne la capitale. Successivamente, Sundjata Keïta formò un immenso impero avente per capitale Niani, l'Impero del Mali, che prese il controllo della regione dopo la battaglia di Kirina nel 1235, ma aspri conflitti interni portarono al suo declino durante tutto il XV secolo. A settentrione, l'Impero Songhai, già vassallo dell'Impero del Mali, finì nel 1595, a opera delle truppe del sultano marocchino Ahmed IV al-Mansur, comandate dal generale Jawdar Pascià.

Il XVIII secolo fu molto importante per la Guinea, perché segnò l'inizio della diffusione dell'Islam e l'arrivo, nella regione del Futa Jalon, dei Fula, il gruppo etnico che divenne il più diffuso del paese e che respinse i Sosso verso il litorale.

Sulla costa, la popolazione creò stretti contatti con i mercanti europei, vendendo schiavi, avorio e soprattutto grani di melegueta (una pianta parente dello zenzero utilizzata come spezia) tanto che la regione (comprese le attuali Liberia e Sierra Leone) venne indicata sulle mappe europee come Costa del Pepe.

Quando i portoghesi arrivarono, trovarono il territorio diviso in varie signorie vassalle dei regni sudanesi. I portoghesi furono i primi a giungere in Guinea, avviando contatti con gli indigeni fin dal XV secolo. (→ Guinea portoghese)

In seguito la Guinea fu una delle aree toccate dalla tratta atlantica degli schiavi: nel corso di quattro secoli dalla regione vennero deportati circa 600.000 schiavi.Olivier Grenouilleau, Les Traites négrières. Essai d'histoire globale, Gallimard, Parigi, 2004

Epoca coloniale

Per fermare il commercio di schiavi la Francia decise di stipulare patti con le autorità locali. Nel 1890 la Guinea divenne una colonia francese e proprio i francesi fondarono la capitale, Conakry, sull'isola Tombo. In realtà i francesi erano penetrati nel territorio già in precedenza, ottenendo nel 1880 il protettorato sulla regione del Futa Jalon. Nel 1895 la Guinea fu incorporata nell'Africa Occidentale Francese.

In seguito al referendum promosso da Charles de Gaulle, la Guinea votò per la sua piena indipendenza il 28 settembre 1958. Il paese divenne ufficialmente indipendente il 2 ottobre dello stesso anno: il periodo coloniale si era quindi concluso.

Indipendenza Periodo Touré (1958-1984)

Primo Capo di Stato fu Ahmed Sékou Touré, leader del Partito Democratico della Guinea, che alle elezioni territoriali del 1957 aveva ottenuto 56 seggi su 60. Orientato su politiche socialiste, il paese riuscì comunque a ricevere un notevole flusso di capitale dai paesi capitalisti. Sotto Touré la Guinea sviluppò un regime autocratico e un sistema politico chiuso e monopartitico, con un forte controllo dei media e sordo a questioni come diritti umani e libertà d'espressione: entrambi vennero ripetutamente e abitualmente calpestati.

La Francia interrompe tutte le sue relazioni con la Guinea. Maurice Robert, responsabile del settore Africa del Servizio di documentazione esterna e controspionaggio (SDECE) dal 1958 al 1968, spiega: "Abbiamo dovuto destabilizzare Sekou Touré, renderlo vulnerabile, impopolare e facilitare il suo rovesciamento. Un'operazione di questa portata comporta diverse fasi: la raccolta e l'analisi delle informazioni, l'elaborazione di un piano d'azione basato su tali informazioni, lo studio e l'attuazione dei mezzi logistici e l'adozione di misure di attuazione del piano. Con l'aiuto dei rifugiati guineani esuli in Senegal, abbiamo organizzato anche la macchia mediterranea dell'opposizione a Fouta-Djalon. La supervisione è stata fornita da esperti francesi in operazioni clandestine. Abbiamo armato e addestrato questi oppositori guineani a sviluppare un clima di insicurezza in Guinea e, se possibile, a rovesciare Sékou Touré. Tra queste azioni destabilizzanti, posso citare l'operazione "Persil", ad esempio, che consisteva nell'introdurre nel paese una grande quantità di banconote guineane contraffatte per squilibrare l'economia. »Maurice Robert, « Ministre » de l’Afrique. Entretiens avec Alain Renault, Seuil, Paris, 2004

L'economia fu condotta verso un controllo statale pressoché completo, attuato con nazionalizzazioni di massa. L'opposizione politica ricevette una durissima repressione: gli oppositori politici furono internati a Camp Boiro. Le riforme economiche di quegli anni non portarono a progressi economici particolari. Touré, sostenuto per il suo nazionalismo etnico, si scontrò per la sua politica repressiva con la sua stessa etnia, i Malinké. Ossessionato da possibili complotti alle sue spalle, Touré fece imprigionare gli oppositori presunti o effettivi. Questa situazione portò molti cittadini a emigrare verso i paesi vicini.

Presidenza Conté

Touré morì il 26 marzo 1984. Fu sostituito momentaneamente dal Primo Ministro Louis Lansana Beavogui, rovesciato il 3 aprile da una giunta militare guidata da Lansana Conté e Diarra Traoré. I due divennero rispettivamente presidente e primo ministro. Conté denunciò subito gli abusi di Touré e il suo scarso rispetto dei diritti umani, liberando 250 prigionieri politici e invitando 200.000 emigrati a tornare nel paese. Inoltre si adoperò per cancellare molte delle misure politiche ed economiche introdotte dal dittatore, ma la povertà non diminuì sensibilmente e non si avvertirono segni forti di un ritorno alla democrazia. Nel 1985 Traoré tentò di rovesciarlo con un colpo di Stato, ma questa azione fallì e Traoré stesso venne giustiziato. Nel 1992 Conté annunciò il ritorno del potere nelle mani dei civili con elezioni presidenziali nel 1993 ed elezioni parlamentari nel 1995, nelle quali la formazione del presidente, il Partito dell'unità e del progresso (Parti de l'Unité et du Progrès, PUP), conquistò 71 seggi su 114.

Nonostante questi apparenti esercizi di democrazia, il controllo di Conté sul paese si fece sempre più saldo e andò consolidandosi negli anni. Parallelamente le proteste si intensificarono, culminando nell'assalto al palazzo presidenziale nel febbraio del 1996: vista l'emergenza, Conté fu costretto a prendere il controllo dell'esercito e a dare un segnale di democratizzazione, nominando dopo tanto tempo un primo ministro, Sydia Touré, che rappresentasse una divisione del potere. La situazione interna non parve cambiare e la riconferma del presidente nel 1998 rese il clima interno ancora più pericoloso. Nel settembre 2001 fu arrestato il principale membro dell'opposizione, Alpha Condé. Condé, catturato e processato, fu condannato a cinque anni di reclusione ma dopo non molto rilasciato, anche se trascorse un periodo di esilio in Francia. Intanto il presidente promosse sempre nel 2001 un referendum, per allungare il termine del mandato presidenziale: il referendum fu vinto con il 98,4% dei votanti a favore. Venne confermato per la terza volta nel 2003 con il 95,3% dei voti.

Nel gennaio 2005 sfuggì a un probabile attentato alla sua vita, durante una sua rara apparizione pubblica a Conakry. Nel frattempo la corruzione aveva raggiunto livelli altissimi, e la situazione economica non mostrava grandi miglioramenti. Dal 4 dicembre 2004 al 5 aprile 2006 Cellou Dalein Diallo fu primo ministro. Nel gennaio 2007 cominciò un periodo di protesta generale a livello nazionale, che portò migliaia di guineani in piazza a protestare contro il presidente e il suo ormai lunghissimo mandato. Le proteste si fermarono il 27 gennaio, dopo forti scontri tra manifestanti e polizia, che causarono circa 90 morti e 300 feriti"Guinea union chief calls off strike", Al Jazeera, January 28, 2007.. Sull'orlo di una guerra civile e in crisi politica, la Guinea vedeva ormai sempre più prossima la possibilità di un radicale cambiamento politico. Il contestato presidente Lansana Conté nominò nel febbraio 2007 come nuovo primo ministro Eugene Camara, suo stretto collaboratore. Tale decisione venne avversata duramente dall'opposizione. Il 1º marzo 2007 diventò primo ministro Lansana Kouyaté, molto più gradito del predecessore: la sua nomina venne approvata dagli oppositori del presidente.

Le proteste terminarono proprio grazie alla nomina di Kouyaté, poiché come imprescindibile condizione per la fine delle contestazioni vi era la scelta di un primo ministro che venisse approvato dalla popolazione. Nonostante questo, Conté stesso disse che la nomina di Kouyaté non era derivata da pressioni e affermò di essere soddisfatto dell'operato del primo ministro"I'm still the boss, says ailing Conte", AFP, June 15, 2007.. Come accennato prima, si temette la guerra civile: Stati Uniti e Unione europea espressero la loro preoccupazione per i fatti di quei giorni e l'Unità di Crisi Internazionale chiarì che un eventuale conflitto civile guineano avrebbe compromesso la stabilità dei paesi confinanti"Guinea lifts curfew but violence persists", AFROL, February 14, 2007: proprio riguardo a ciò Lansana Contè incontrò il 20 febbraio la presidentessa della Liberia Ellen Johnson Sirleaf e il presidente del Sierra Leone Ahmad Tejan KabbahSaliou Samb, "Nervous presidents gather for talks", Reuters (IOL), February 21, 2007..

Colpo di stato del 2008