Il Servizio Aeronautico (dal 1913 Corpo Aeronautico) era un reparto destinato agli aeromobili dell'Esercito del Regno d'Italia.
Istituito il 6 novembre 1884, divenne Corpo aeronautico autonomo il 18 giugno 1913. Il Regio Decreto nº 451 del 20 aprile 1920 istituì l'Arma Aeronautica del Regio Esercito e infine l'istituzione nel 1923 della Regia Aeronautica.
Storia Le origini Il Ministero della Guerra, nel 1884,. su iniziativa del Tenente del Genio Alessandro Pecori Giraldi, autorizzava la costituzione di un Servizio Aeronautico presso il distaccamento di Roma della Brigata Mista del 3º Reggimento genio di Firenze ed il reparto si sarebbe occupato degli aerostatiIl primo materiale in dotazione fu composto da due aerostati tipo "in seta di China" impermeabilizzata con i quali compiere ascensioni di carattere meteorologico. da ricognizione. Nel gennaio 1885 il Servizio Aeronautico fu denominato Sezione Aerostatica destinata, tra l'altro, all'uso dei due palloni frenati in dotazione: il Torricelli e lAfrico.
Nel 1886 la sezione, pur rimanendo di fatto basata a Roma, passò alle dipendenze della 6ª Compagnia del 3º Reggimento del genio di Firenze, raggruppando personaleTale personale proveniva dal Reggimento telegrafia ottica, dalle colombaie militari, dai macchinisti e fochisti delle locomotive, dall'aerostatica, dall'illuminazione elettrica e dalla fotografia. e dotazioni di altri reparti militari..La legge 23 giugno 1887 nº 4593 fu la prima legge aeronautica promulgata che normava ed istituiva, sempre in seno al 3º Reggimento del Genio,una Compagnia Specialisti del Genio,Legge nº 4593 del 23 giugno 1887, (Serie 3ª), portante modificazioni alla legge sull'ordinamento del Regio Esercito e dei servizi dipendenti dall'Amministrazione della Guerra. il comando fu trasferito dal Forte Tiburtina a Castel Sant'Angelo. Il primo pilota di aerostato militare fu il capitano Alessandro Pecori Giraldi, comandante della Compagnia. Il primo impegno bellico avvenne in Eritrea nel 1887-1888, in appoggio al corpo di spedizione al comando del Tenente generale Alessandro Asinari di San Marzano che occupò nuovamente Saati, persa in seguito all'esito della battaglia di Dogali. Si impiegarono tre palloni per la ricognizione delle posizioni avversarie, ma non parteciparono ad alcun combattimento, stante la decisione dell'imperatore d'Etiopia Giovanni IV, impressionato dalle forze della spedizione San Marzano, di non combattere e ritirarsi.
Il primo pallone libero fu costruito dal capitano Maurizio Mario Moris,Che aveva assunto il comando della Compagnia Specialisti del genio nel 1893. a proprie spese, sui piani di costruzione del tenente Cesare Dal Fabbro.. Compì il suo primo volo salendo dai Prati di Castello, a Roma, l'11 giugno 1894, con a bordo gli stessi Moris e Dal Fabbro, i quali non avevano avuto precedenti esperienze. Anzi, essendo entrambi sprovvisti del "brevetto di pilota di sferico", ricevettero sanzioni disciplinari dall'autorità militare, per aver sperimentato il volo senza autorizzazione.
Il 6 novembre 1894 la Compagnia Specialisti fu trasformata in Brigata Specialisti del Genio su tre compagnie, una sezione meccanica e un'officina basata alla Balduina (Roma). Il comando dell'unità fu assunto dal Maggiore Arduino, ben presto sostituito dal parigrado Gaetano Rossi.
Ma l'aerostato era un mezzo assai difficile da governare. Una soluzione migliore era rappresentata dal dirigibile (che appunto si può dirigere), una macchina, come lo era anche la mongolfiera, più leggera dell'aria. Il dirigibile era provvisto di motori ad elica e timoni aerodinamici. Nel 1904 il maggiore Moris assunse il comando della Sezione Aeronautica della Brigata Specialisti ed incaricò i tenenti Gaetano Arturo Crocco ed Ottavio Ricaldoni di impostare lo studio di un dirigibile. Nella caserma Cavour, nel maggio 1912 divenuta Stabilimento costruzioni aeronautiche (S.C.A.) con sede a Roma, furono eseguite le prime prove sperimentali su modelli in scala e studiata la dinamica dei fluidi. Il primo dirigibile, il Crocco-Ricaldoni nº 1 volò il 3 ottobre del 1908. Alla Brigata venne messo a disposizione, nel 1906, un assegno straordinario di 425 000 lire che integrava quello mensile di 50 000 lire (quest'ultima una cifra esigua per le esigenze della Brigata) e da qualche modesto intervento della Regia Marina.
Stabilimento costruzioni aeronautiche (S.C.A.) Già laboratorio del Battaglione Specialisti del Genio, autonomo dal 1º luglio 1912, anche denominata Stabilimento Esperienze e Costruzioni Aeronautiche del Genio, fu costituita nel 1912 e diventò Direzione Superiore Studi e Esperienze (DSSE) nel giugno 1927, occupandosi della scienza aerodinamica, della navigazione aerea e della costruzione dei dirigibili.
Occupava un'area di 2000 mq ai Prati di Castello in Roma, era diretto nel 1913 dal maggiore Petrucci, un ufficiale superiore del Genio con alle sue dipendenze: ufficiali di artiglieria, genio, fanteria e ingegneri civili, 128 operai civili 32 operaie di sartoria e 326 operai militari.
Era composto da:
Laboratorio Chimico per la produzione di idrogeno e ricerche sulle vernici Laboratorio aerostatico e Sala prove Reparto di progetti ed esperienze Reparto esperienze aero-idrodinamiche Reparto esperienze di artiglieria Officine meccaniche Sezione di Aviazione marina destinata a diventare autonoma A completamento dello stabilimento vi era un Cantiere sperimentale a Vigna di Valle vicino al lago di Bracciano con due aviorimesse per i dirigibili di tipo P (70 m per 14 m di larghezza e 17 m di altezza) ed uno di tipo M (100 m di lunghezza, 21 m di larghezza e 28 m di altezza) entrambi comprensivi di trincea per la navicella. I primi campi volo Nel frattempo era nato un mezzo rivoluzionario, l'aeroplano. Anche in Italia vi furono varie iniziative, e nel 1909 nacque il Circolo Aviatori, presieduto dall'attivissimo maggiore Moris.. Il maggiore riuscì a portare in Italia Wilbur Wright con uno dei suoi biplani: tra il 15 ed il 26 aprile 1909 compì sul prato di quello che diventerà l'aeroporto di Centocelle 67 voli, trasportando 19 passeggeri ed istruendo il tenente di vascello Mario Calderara che divenne quindi il primo pilota con brevetto in Italia.
Quando Wright partì da Roma lasciò, come stabilito, l'aeroplano e Calderara impartì lezioni al tenente del Genio Umberto Savoja, cosicché in breve, il campo volo di Centocelle divenne la prima scuola di volo militare, nel gennaio del 1910. A capo del corso era il tenente colonnello Vittorio Cordero di Montezemolo, mentre il servizio sanitario era affidato al pilota Luigi Falchi. Moris gli disse: «l'ho scelta non perché Lei è medico, ma così si troverà sul campo senza avere l'aria di chi aspetta la disgrazia».
A causa delle limitazioni del campo di aviazione di Centocelle, si chiuse questa scuola e se ne aprirono altre due, una ad Aviano (Pordenone) e l'altra a Cascina Malpensa (Varese, allora Milano). Grazie all'interesse suscitato dall'aviazione, l'Esercito rese indipendente la Brigata Specialisti nel 1910, affidandola al tenente colonnello Moris. I vertici delle Forze armate credettero molto nella nuova arma aerea, tanto che la legge nº 422 del 10 luglio 1910 ed il successivo regio decreto 944 del 28 ottobre dello stesso anno indicavano l'assegnazione di fondi per materiali di volo ed assistenza, mentre la legge 515 del 17 luglio ed il decreto del 9 agosto 1910 stabilivano l'ampliamento e la struttura delle forze aeree. Inizialmente era prevista una spesa di ben 25 milioni di lire, ritenuta insostenibile dal Ministero del Tesoro e ridotta a 10 milioni. Ad ogni modo la relazione tenuta dal Ministro del Tesoro, onorevole Tedesco, e da quello della Guerra, generale Spingardi, era esplicita sul fatto che l'organizzazione aeronautica si sarebbe ampliata negli anni a venire.
La Brigata Specialisti si trasformò in Battaglione autonomo, con otto compagnie ed il 28 ottobre fu costituita la Sezione Aviazione. La prima occasione per sperimentare il nuovo mezzo aeronautico si presentò durante le manovre estive del Regio Esercito in Piemonte del 1911. Il Battaglione Specialisti, tra le cui file vi era anche il tenente Giulio Costanzi, mise a disposizione otto aeroplani, due dirigibili e due aerostati.
La guerra di Libia
Il 29 settembre 1911 l'Italia dichiarava guerra all'Impero ottomano e venne mobilitato anche il Battaglione Specialisti. Il 2 ottobre vi fu il primo sbarco di fanti di marina sotto la copertura della flotta schierata davanti a Tripoli.
Il 15 ottobre arrivò anche l'aeronautica, formata da nove aeroplani, due Blériot XI, tre Nieuport IVG, due Etrich Taube e due biplani Farman, 11 piloti (tra cui il capitano Cesare Suglia che diverrà famoso per il primato di raid aereo più lungo della storia) e 30 uomini di truppa comandati da un tenente ed un sergente.
Il loro compito durante la guerra italo-turca era di compiere ricognizioni in territorio nemico per scoprire entità e spostamenti delle forze nemiche. La prima missione venne compiuta dal comandante della spedizione, capitano Carlo Maria Piazza, il 23 ottobre con un Blériot, la seconda dal capitano Riccardo Moizo, lo stesso giorno con un Nieuport. Lo stesso capitano Moizo riportò, due giorni dopo, le ali forate da tre fucilate, fu la prima azione di fuoco contro un aeroplano.
Il sottotenente Gavotti, il 1º novembre 1911, gettò a mano tre granate Cipelli da due chili su Ain Zara e una sull'Oasi di Tripoli stessa. Gli italiani eseguirono per primi al mondo tutte le tipologie di azioni militari poi divenute tipiche dell'impiego bellico aeronautico, come la ricognizione ed il bombardamento, tranne quella della caccia, dato che l'avversario non disponeva a sua volta di un'aviazione.
Il capitano Piazza eseguì il 28 ottobre il primo rilevamento di tiro per la corazzata Sardegna contro l'oasi di Zanzur, altrettanto fece il capitano Moizo il 24 novembre per una batteria contro l'artiglieria turca. Il 4 dicembre l'aeronautica svolse compiti di sorveglianza volando al fianco di tre colonne in marcia e verificando che non vi fossero uomini dell'esercito avversario in avvicinamento.
Anche in Cirenaica agivano squadriglie dell'aeronautica. Vicino a Bengasi il 15 dicembre 1911 il sottotenente di vascello Francesco Roberti fu attaccato per la prima volta dall'artiglieria. Il capitano Piazza, il 23 febbraio 1912 compì la prima fotoricognizione con una macchina fotografica Zeiss "Bebè" del Genio. Ogni volo consentiva un'unica istantanea, dato che il pilota non poteva cambiare la lastra fotografica con una sola mano, mentre l'altra era impegnata nel pilotaggio. I piloti in ricognizione eseguivano anche degli schizzi a mano delle zone d'interesse. Il 4 marzo il capitano Piazza ed il sottotenente Gavotti volarono per la prima volta di notte.
Il primo ferito in azione fu l'onorevole Carlo Montù, comandante della squadriglia volontari civili, colpito a una gamba mentre volava come osservatore in Cirenaica.
Dato che il terreno melmoso impediva di manovrare gli apparecchi a terra alla squadriglia di Bengasi, nella zona di Sabri, venne costruita una piattaforma in legno lunga 100 m e larga 12, probabilmente la prima pista artificiale al mondo. Il 2 maggio venne eseguita la prima ricognizione notturna e l'11 giugno il primo bombardamento notturno.
L'Italia pianse anche il primo pilota caduto in battaglia, il sottotenente di cavalleria Piero Manzini partito da Tripoli per una ricognizione fotografica il 25 agosto 1912. Il capitano Moizo divenne il primo aviatore prigioniero di guerra, a causa di un'avaria al motore che, il 10 settembre lo costrinse ad un atterraggio in zona nemica. Fu poi rilasciato l'11 novembre alla conclusione delle ostilità, dopo aver ricevuto un buon trattamento da parte degli ufficiali turchi. Il trattato di Losanna del 18 ottobre 1912 aveva posto fine alle ostilità ed aveva assicurato all'Italia il possesso di Libia e dell'Egeo.