Figlio di mugnaio, dopo una carriera con la rivoluzione, divenne, sotto la restaurazione, ministro senza portafoglio del secondo governo Richelieu (1820-1821), e successivamente importantissimo ministro dell'interno ultra del governo de Villèle (1821-1828).

Esordi Nato a Corps-Nuds (Ille-et-Vilaine) il 12 maggio 1766,O la vicina Amanlis, a seconda delle fonti, ad esempio in: Ferdinand Buisson, Nouveau dictionnaire de pédagogie, 1911 figlio di un mugnaio, fu in gioventù destinato alla carriera ecclesiastica. Preferì studiare diritto: il 3 aprile 1788 discusse la tesi di laurea all'Università di Rennes e venne ammesso come avvocato al locale tribunale.

La Grande Rivoluzione Giovane rivoluzionario a Rennes I suoi inizi non furono brillanti, ma venne aiutato dalla Rivoluzionela Révolution aidant, rif.: Dictionnaire des Parlementaires français de 1789 à 1889. Non si hanno notizie circa le sue attività sino al Colpo di Stato del 9 termidoro (28 luglio 1794): il giorno di svolta in cui vennero arrestati e condannati Robespierre e 103 seguaci, fra i quali il famigerato Saint-Just. I sopravvissuti montagnardi divennero netta minoranza in una Convenzione dominata dai cosiddetti termidoriani. Nella seconda metà del 1795 questa fece approvare una nuova Costituzione, che instaurava un nuovo governo, il Direttorio: Corbière divenne 'commissario del Direttorio' presso l'amministrazione municipale di Rennes.

Deputato al Consiglio dei Cinquecento Il 14 aprile 179725 germinale anno V del calendario rivoluzionario., venne eletto deputato della Ille-et-Vilaine al Consiglio dei Cinquecento, con 259 voti. Quelle elezioni, per un terzo del Consiglio degli Anziani e dei Cinquecento, furono segnate dalla vittoria dei realisti, riorganizzatisi intorno al Club di Clichy (e la vasta rete degli Institut Philanthropique): Pichegru venne eletto presidente dei Cinquecento e Barbé-Marbois, partigiano dichiarato di Luigi XVIII, presidente degli Anziani. Seguirono lunghi mesi nei quali la maggioranza parlamentare poté imporre una decisa svolta a destra, segnata dall'abolizione delle leggi contro gli émigrés e i preti refrattari. Una stagione bruscamente conclusa dal Colpo di Stato del 18 fruttidoro (4 settembre 1797), che permise al Barras (sostenuto dal generale Napoleone Bonaparte) di allontanare di altri 17 anni la restaurazione di Luigi XVIII.

In tutto questo agitato periodo, Corbière non si fece notareDictionnaire des Parlementaires français de 1789 à 1889. Ma non venne coinvolto nelle brutali repressioni seguite al 18 fruttidoro, dal che si desume come egli avesse assunto un profilo decisamente secondarioTanto che il Buisson poteva affrettatamente concludere che il nostro non entrò nella vita politica che nel 1816. Rif.: Nouveau dictionnaire de pédagogie, 1911.

Il matrimonio con la vedova Le Chapellier Né tale situazione mutò nei successivi, molto agitati, anni, segnati da notevolissime tensioni che divisero i partiti, reciprocamente in costante stato di guerra civile. Sinché venne il colpo di Stato del 18 brumaio (9 novembre 1799) a fare definitivamente ordine, instaurando la dittatura militare del Bonaparte.

Corbière impiegò quegli anni a rafforzare la propria posizione nella città di Rennes, della quale intendeva divenire, definitivamente, un rispettato notabile. La grande occasione venne a seguito di un incarico professionale: Corbière ottenne l'incarico, come avvocato, di amministrare la successione del Le Chapelier: questi, già erede di una grande famiglia di avvocati di Rennes, venne eletto deputato di quel baliato agli Stati Generali di Versailles, ove si distinse per una posizione particolarmente radicalei deputati bretoni (Le Chapelier, Lanjuinais, Defermon e Coroller), riuniti, nel cosiddetto del Club bretone, ebbero il vezzo di farsi definire i furiosi, 'les enragés'., tanto da divenire il primo presidente del Club dei Giacobini e, per un breve periodo, presidente della Costituente. Dopodiché, a partire dai primi mesi del 1791, assunse una posizione vieppiù moderata, tanto da passare al moderato Club dei Foglianti: una posizione che pagò cara, venendo decapitato, per ordine del comitato di salute pubblica del Robespierre, suo antico sodale, il 22 aprile 17943 fiorile anno II..

La vedova, Marie-Esther de la Marre, per nascita e per matrimonio, era erede di una rilevante posizione economica e sociale. Corbière, da parte sua, disponeva di un solido curriculum rivoluzionario: una combinazione che apparve appropriata a entrambe le parti, tanto che i due si sposarono il 30 dicembre 179910 nevoso anno VIII. Per sottolineare le circostanze dell'evento, le cronache sottolineano l'aspetto estetico: Marie-Esther passava per la più bella ragazza di Rennes mentre il de Corbière era, al contrario, assai brutto, sciancato, con la testa affossata nelle spalleassez laid, déhanché, la tete enfoncée dans les èpaules, rif.: Dictionnaire des Parlementaires français de 1789 à 1889.

Funzionario del Primo Impero Ad ogni buon conto, la vedova ricevette, una seconda volta, una ricca dote dal di lei fratello, Mathurin de la Marre. E il matrimonio con una delle migliori famiglie della regione migliorò in modo vistoso la posizione sociale del Corbière, che ricevette la nomina, sotto l'Impero, a presidente del Consiglio generale dell'Ille-et-Vilaine.

Di questo periodo assai poco resta alle cronache, forse anche per intervento del diretto interessato che dovette provare un qualche imbarazzo a confrontare la sua ascesa sociale da Barras a Napoleone con i sentimenti realisti dei decenni a seguire, 'scoppiati'éclater, rif.: Dictionnaire des Parlementaires français de 1789 à 1889. con la caduta dell'Impero. Pur in assenza di adeguata documentazione, gli osservatori successivi si compiacquero di osservare in questo passaggio uno degli snodi delle qualità morali del futuro ministro:

I primi anni della Restaurazione Deputato ultrarealista alla Chambre introuvable Il 22 agosto 1815 venne eletto deputato del collegio di Rennes, nel dipartimento dell'Ille-et-Vilaine, con 108 voti su 194 votanti e 232 iscrittiIl suffragio era assai ristretto, con circa 100'000 iscritti al voto in tutta la Francia. Alla Camera dei deputati prese posto a destra, di fianco al de Villèle. Nel 1816 fu scelto quale relatore della legge sull'amnistia (della quale egli aggravò il rigore rispetto all'originaria proposta governativa) poi della legge sul divorzio, e attaccò il ministero che aveva soppresso il giornale ultra di un certo Robert, con queste parole: dirigere contro gli amici del re, una forza che non dovrebbe essere impiegata che contro i nemici dello Stato, è un tradimento. Fu uno degli ultra più veementi della Chambre introuvable: votò a favore delle cours prévôtales e fu relatore del rapporto sulla proscrizione dei regicidiconventionnels régicidesI presupposti della fazione ultra erano piuttosto politici che religiosi: nelle sue memorie, le famose Memorie d'oltretomba scritte quando era ormai loro oppositore, Chateaubriand ricordava, canzonandoli, che Corbière e de Villèle … non andavano a messa, rif.: 3 L28 Capitolo 16..

Deputato della minoranza ultrarealista La Chambre introuvable venne sciolta da Luigi XVIIIsu pressione del primo ministro duca di Richelieu, sostenuto dall'ambasciatore russo Pozzo di Borgo e, perfino, del vendicativo duca di Wellington, allora tout-puissant comandante delle truppe di occupazione inglesi in Francia. il 5 settembre 1816. Le nuove elezioni ebbero luogo a ottobre, segnando una grave sconfitta degli ultra, che passarono da 350 a 100 deputati, mentre i liberali, detti costituzionali, salivano 30 a 250 deputati, il resto andando a indipendenti o liberali più radicali.

Le elezioni segnarono una profonda demarcazione territoriale, con i liberali trionfanti nei collegi urbani del centro e del nord e gli ultra eletti specialmente nell'Ovest e nel Midi. La Bretagna e Rennes cominciarono a qualificarsi come 'feudi elettorali' conservatori e, il 4 ottobre, Corbière fu tra i pochi deputati ultra rieletti, seppure con una maggioranza meno schiacciante (90 voti su 166 votanti e 236 iscritti).

L'Art. 37 della Carta prevedeva che i deputati saranno eletti per cinque anni, e in maniera che la Camera sia rinnovata ogni anno per un quinto. Ovviamente, essendo stata l'intera Camera rinnovata alle precedenti del 1816, si ricominciava per scaglioni. E Corbière dovette ripetere l'exploit appena un anno dopo la rielezione, alle parziali del 20 settembre 1817 (ebbe 441 voti su 882 votanti e iscritti)la legge elettorale del febbraio 1817, voluta da Luigi XVIII e portata ad approvazione dal primo governo Richelieu, prevedeva che gli elettori si concentrassero nei capoluoghi dei dipartimenti a formare un collegio elettorale e, lì, eleggevano direttamente i deputati. Una legge decisamente governativa, in quanto consentiva un diretto controllo dei collegi, da parte dei prefetti e delle autorità locali. La terza elezione del Corbière, nel 1817, avvenne non più nel ridotto collegio di Rennes, bensì nel 'grande collegio' comprendente tutta la Ille-et-Vilaine..

Un breve avvicinamento alla maggioranza liberale Occorre precisare che, il partito liberale non era all'opposizione della monarchia, anzi aveva ottenuto la maggioranza proprio grazie al sostegno di Luigi XVIII, che aveva dissolto la Chambre introuvable e imposto la riforma elettorale. Ciò rendeva particolarmente imbarazzante la situazione della maggioranza ultrarealista: per sua natura, aliena da tentazioni ribelli nei confronti della corona. Non mancarono, tuttavia, tentativi di cooptazione dei notabili ultra: il duca di Richelieu, d'altra parte, non era ‘liberale’, ma, piuttosto, guidava un ministero 'costituzionale' 'di iniziativa regia'. Luigi XVIII, infatti, in quel 1816, desiderava sostenere una politica conforme alla 'Carta' appena ottriataDal francese octroyée: concessa dal sovrano, al fine di mantenere il consenso interno e ristabilire, in tal modo, il prestigio della dinastia; ottenere lo sgombero delle truppe di occupazione, al fine di permettere il risanamento finanziario.

In punta di diritto, la Carta del 1814 aveva istituito un regime rappresentativo, ma non aveva stabilito un regime parlamentare: nulla indicava che il ministero dovesse disporre della confidenza della Camera dei deputati. Luigi XVIII instaurò, tuttavia, la consuetudine di ‘accomodare’ la composizione dei ministeri alla maggioranza della Camera. E il primo governo Richelieu venne sostenuto da una maggioranza composita, formata dai liberali dottrinari (doctrinaires) del Royer-Collard e del Guizoti quali, in quei frangenti, si posero l'unico, realistico, obiettivo di sfruttare i poteri della Camera, per limitare i poteri reali, profittando della politica più moderata che il re desiderava, e Richelieu era pronto a offrire. e dai moderati di parte liberale o ultra.