La classe Gabbiano di corvette fu progettata e costruita durante la seconda guerra mondiale dall'Italia fascista per rimediare alla cronica deficienza, nella Regia Marina, di un'unità adatta ai compiti di scorta dei numerosi convogli verso la Libia. Dopo aver fatto fronte a questa necessità utilizzando le navi più disparate, dai cacciatorpediniere di squadra alle vecchie torpediniere della prima guerra mondiale, nel 1941 venne decisa la costruzione di sessanta unità delle corvette classe Gabbiano, adatte alla scorta dei convogli e alla caccia dei sommergibili nemici.
Costruzione La loro costruzione venne commissionata dalla Regia Marina a vari cantieri nazionali: all'Ansaldo nei cantieri di Voltri (Cerusa) e Sestri Ponente, alla Navalmeccanica di Castellammare di Stabia, ai Cantieri Riuniti dell'Adriatico (C.R.D.A.) negli stabilimenti di Monfalcone e Trieste, alla O.T.O. nel cantiere navale di Livorno e alla Breda nel cantiere di Marghera. Navi molto versatili, queste unità dotate di ecogoniometro e di un potente armamento si rivelarono le migliori e le più moderne tra le navi antisommergibili della Regia Marina.
Mantenevo le linee di scafo dei posamine classe “Ostia” dimostratesi indovinate. Lo scafo venne costruito in acciaio tipo Thomas non calmato, meno pregiato rispetto al Martin-Siemens di norma in uso per le unità della Regia Marina. Dotate di una prua a sperone, lo scafo aveva un castello di prora molto alto e sovrastrutture in posizione arretrata che contribuirono a dotare queste unità di buona tenuta di mare, molto carente nel naviglio di scorta italiano, costruito prima dell'entrata in guerra.
La propulsione, oltre ai motori diesel per la marcia normale, prevedeva due motori elettrici per la marcia silenziosa per consentire alle unità, durante la caccia ai sommergibili, di eseguire la ricerca nella quasi totale assenza di vibrazioni e di sorgenti rumorose rendendo così più facile avvicinarsi all'obbiettivo senza essere scoperti. I motori diesel Fiat M 407 vennero costruiti nel 1942 dalla FIAT Grandi Motori. I motori Fiat M 407 delle unità realizzate a Monfalcone e Trieste vennero costruiti dalla Fabbrica Macchine "Sant'Andrea" di Trieste mentre alcune unità furono equipaggiate con motori Fiat M 407 costruiti dall'Ansaldo (navi costruite dall'Ansaldo tranne Gabbiano, Procellaria, Folaga, Ibis, Ardea e navi costruite dalla Navalmeccanica tranne Ape, Vespa, Lucciola, Grillo).
Il distintivo ottico d'identificazione differiva rispetto a quello adottato da cacciatorpediniere, torpediniere ed avvisi, perché era costituito da un numero progressivo a partire da 11 fino a 70, preceduto dalla lettera “C” e questo metodo era ritenuto più idoneo e più facile da adottare per un numero così consistente di unità.
Tutte le corvette completate, entrarono in servizio mimetizzate con colori standard grigio cenerino e grigio piombo. L’unica corvetta ad adottare anche il bianco opaco fu lArtemide entrata in servizio il 10 ottobre 1942, anche se già dall'estate, sulle altre navi, esso era in via di soppressione. Gli schemi mimetici di norma erano differenti da unità a unità. Sulle corvette catturate dai tedeschi vennero applicate colorazioni diverse. Sulla UJ 2221 (ex Vespa) per un certo periodo di tempo venne mantenuto l’originale schema mimetico italiano, in seguito sembra sia stato applicato un nuovo schema mimetico e ancora successivamente sembra sia stata colorata con un tono uniforme di grigio.
Unità Le unità vennero ordinate in 2 serie: la prima serie comprendente le navi da C 11 a C 50 e la seconda serie da C 51 a C 70. Possiamo però dividerle per cantiere di costruzione, perché per ogni cantiere, si adottarono famiglie di nomi diverse:
Cantieri ANSALDO (nomi di uccelli marini): Gabbiano, Ardea, Cicogna, Cormorano, Folaga, Gru, Ibis, Marangone, Pellicano, Procellaria, Strolaga, Tuffetto. Cantiere NAVALMECCANICA (nomi di insetti): Ape, Calabrone, Cavalletta, Cicala, Cocciniglia, Crisalide, Farfalla, Grillo, Libellula, Lucciola, Maggiolino, Vespa. Cantiere O.T.O. (nomi di quadrupedi di montagna): Antilope, Alce, Camoscio, Capriolo, Cervo, Daino, Gazzella, Renna, Stambecco. Cantieri C.R.D.A. (nomi di divinità romane): Artemide, Berenice, Chimera, Danaide, Driade, Egeria, Euridice, Euterpe, Fenice, Flora, Melpomene, Minerva, Persefone, Pomona, Sfinge, Sibilla, Tersicore, Urania. Cantiere BREDA (nomi di armi antiche): Scimitarra, Baionetta, Bombarda, Carabina, Clava, Colubrina, Scure, Spingarda, Zagaglia.
Delle 60 unità ordinate, solo 29 di esse furono consegnate alla Regia Marina prima dell’8 settembre 1943. Di queste, tre furono perdute per cause di guerra prima dell’Armistizio mentre quattro furono catturate dai tedeschi, una affondata sempre dai tedeschi e due si autoaffondarono per evitare la cattura. Le 19 superstiti servirono sotto la nuova bandiera della Marina Militare ancora per molti anni dopo la fine della guerra (sottoposte a numerosi ammodernamenti), insieme ad altre due completate dopo il 1945 (Crisalide e Farfalla) e ad una recuperata (Bombarda) dal fondo a Venezia.
Delle corvette che non entrarono in servizio con la Regia Marina, la quasi totalità venne catturata dalle forze Tedesche nei giorni successivi i fatti armistiziali. Alcune vennero autoaffondate o distrutte dopo poco tempo (quelle catturate in allestimento o costruzione a Castellammare di Stabia), mentre per altre ne venne proseguita la costruzione e molte entrarono in servizio sotto bandiera Tedesca. Per sei delle unità catturate dai tedeschi non fu possibile portare a termine la loro costruzione. Delle unità entrate in servizio con la Kriegsmarine, alcune vennero affondate in scontri navali o in porto in seguito ad attacchi aerei alleati, altre vennero autoaffondate alla fine della guerra dagli stessi tedeschi in ritirata. +Dist.