Rimini (; Rémin, Rémni o Rémne in romagnolo; in italiano fino a tutto il '700 anche Rimino) è un comune italiano di abitanti, capoluogo dell'omonima provincia in Emilia-Romagna.

Località di soggiorno estivo di rilevanza internazionale., con un litorale che si estende per 15 km lungo la costa dell'Alto Adriatico. Vanta una lunga tradizione turistica: nel 1873 vi fu infatti inaugurato il primo stabilimento balneare della riviera romagnola.

Colonia fondata dai Romani nel 268 a.C., per tutto il periodo della loro dominazione è stata nodo di comunicazione fra il nord e il sud della penisola e sul suo suolo gli imperatori romani eressero monumenti dei quali restano tracce importanti. È stata feudo dei Malatesta, e la corte di Sigismondo Pandolfo Malatesta fu una delle più vivaci dell'epoca, ospitando artisti come Leon Battista Alberti, Piero della Francesca, Roberto Valturio, Matteo de' Pasti conservando rilevanti opere del Rinascimento italiano.

Geografia fisica Territorio Rimini è il più grande comune della Valmarecchia, è situata sul mare Adriatico, all'estremità sud-orientale dell'Emilia-Romagna, a breve distanza dal Montefeltro e dalle Marche. Il territorio comunale si estende per 135,71 km² e confina con Bellaria-Igea Marina, San Mauro Pascoli e Santarcangelo di Romagna a Nord Ovest, Verucchio e Serravalle a Sud Ovest, Coriano a Sud e Riccione a Sud Est. Rimini occupa una posizione storicamente strategica, verso il vertice meridionale della pianura Padana.

Pur trovandosi ancora in pianura, è circondata a sud-ovest da basse e verdi colline, ai cui piedi si stende la città: Covignano (153 m), Vergiano (81 m), San Martino monte l'Abate (57 m) e San Lorenzo in Correggiano (60 m), coltivate a vigneti, oliveti e frutteti e dominate da ville signorili. Queste lievi ondulazioni, costituite in prevalenza da formazioni argillose e sabbiose, raccordano gradualmente gli ambiti di pianura, originati dai depositi fluviali del Marecchia e dell'Ausa, i due principali fiumi del riminese, a una serie di poggi più elevati che salgono verso l'Appennino romagnolo. Il fiume Marecchia scorre entro un letto ghiaioso molto ampio e, dopo aver ricevuto le acque del torrente Ausa, sfocia nell'Adriatico attraverso un deviatore tra S. Giuliano Mare e Rivabella, mentre il corso fluviale originario è utilizzato nel suo tratto a mare come porto canale. Il Marecchia, normalmente povero d'acqua, era soggetto a periodiche piene in grado di provocare spaventose inondazioni alla sua foce, dove il suo letto si restringeva in una strozzatura preceduta da numerose anse, e per questa ragione fu deviato a nord della cittàL'Emilia-Romagna paese per paese, Firenze, Bonechi, 1984, p. 250.. Il torrente Ausa, che costituì per secoli il limite orientale di Rimini, venne allo stesso modo deviato nel secondo dopoguerra e il suo letto fu colmato e trasformato in parco urbano.

La fascia costiera, costituita da depositi marini recenti, è orlata da una spiaggia di sabbia fine, lunga 15 km e larga fino a 200 m, interrotta soltanto dalle foci dei corsi d'acqua e digradante molto lentamente verso il mare. Lungo il litorale corre un cordone sabbioso, o "falesia morta", formato da fenomeni di ingressione marina verificatisi intorno al 4.000 a.C. e sfruttato dai Romani per l'impostazione del primo porto cittadino. Un tratto del cordone è conservato a nord di Rimini, tra Rivabella e Bellaria-Igea Marina, arretrato di circa 1300 metri rispetto alla linea di costaPSC Comune di Rimini, Quadro Conoscitivo, Sistema Ambientale. Geologia, p. 15..

Il territorio riminese, per la sua posizione geografica e per i suoi caratteri climatici, è situato al confine tra la zona fitoclimatica mediterranea e la zona centroeuropeaEmilia-Romagna, Milano, Touring Club Italiano, 1999, p. 27Pietro Zangheri, Repertorio sistematico e topografico della flora e fauna vivente e fossile della Romagna, Tomo V, Museo civico di Storia Naturale di Verona, Verona, 1966-1970, p. 2052., e rappresenta quindi un ambiente di transizione sotto l'aspetto naturalistico. La flora del riminese è tradizionalmente compresa nella zona fitoclimatica del Lauretum, al punto di incontro tra la fascia mediterranea del leccio, che qui raggiunge il suo estremo settentrionale lungo la costa adriatica, la fascia sub-mediterranea calda dei querceti caducifogli di roverella e la fascia temperata della farnia, del carpino e del frassino.

Clima

Rimini ha un clima temperato caldo, stabilmente umido, con estate molto calda (classificazione Köppen-Geiger Cfa) Secondo la classificazione di Rivas-Martínez, rientra nella fascia a clima mediterraneo (Csa)..

Il clima è mite, a ridotta escursione termica diurna, grazie all'influsso del mare Adriatico, con brezze di mare costanti tra la primavera e l'autunno, e relativamente poco piovoso per la parziale protezione dell'Appennino romagnolo al passaggio delle perturbazioni oceaniche. Rimini presenta temperature medie autunnali e invernali e temperature minime medie annuali tra le più alte in assoluto in Emilia-Romagna.

La temperatura media annuale, per il periodo 1971–2000, è di 13,6 °C; il mese più freddo è gennaio, con una temperatura media di 4,0 °C, quello più caldo è luglio, con una temperatura media di 23,1 °C. La temperatura più alta registrata dalla stazione meteorologica di Rimini-Miramare, situata presso l'aeroporto, è di 38,9 °C (agosto 2000), quella più bassa è di -17,2 °C (gennaio 1985). Le temperature estreme registrate dalla stazione meteorologica di Rimini Lido, interna all'area urbana, sono di 37,9 °C (agosto 1988) e di -10,1 °C (gennaio 1985).

Le precipitazioni sono contenute (655 mm annui) e distribuite regolarmente durante il corso dell'anno, con valori massimi in ottobre (75 mm) e minimi in gennaio e in luglio (42 e 43 mm). In primavera, autunno e inverno le precipitazioni sono portate prevalentemente dal passaggio di perturbazioni oceaniche o dalla formazione di cicloni mediterranei, mentre in estate sono più frequentemente di tipo convettivo, con temporali che giungono sulla costa dall'Appennino o dalla pianura Padana.

L'umidità è molto elevata tutto l'anno, con un minimo del 72% in giugno e in luglio e un massimo dell'84% in novembre e dicembre. I venti prevalenti provengono da O (Ponente), seguiti da quelli da S (Ostro), E (Levante) e NE (Grecale). Il vento da SO, noto come libeccio o garbino, è un vento di caduta appenninico eccezionalmente caldo e secco che precede l'arrivo di depressioni atlantiche, portando temperature molto elevate in ogni stagione. L'insolazione media, per il periodo 1961-1990, è di oltre 2.040 ore di sole all'anno.

Origini del nome Il toponimo Rimini deriva da Ariminum, il nome assegnato alla città dai Romani al momento della fondazione della colonia nel 268 a.C. A sua volta, il termine latino trae origine dall'antico idronimo del corso d'acqua che bagnava l'insediamento, l'Ariminus (l'attuale fiume Marecchia).

Nel corso dei secoli, la parola ha subìto una naturale evoluzione fonetica: attraverso un processo di aferesi (la caduta della vocale iniziale), il latino Ariminum si è trasformato progressivamente nel volgare Arimino e infine nell'odierno Rimini.

Sebbene la derivazione dal nome del fiume sia l'ipotesi storicamente accertata, alcuni linguisti hanno supposto per la radice di Ariminus un'origine ancora più antica, riconducibile a toponimi o gentilizi di matrice etrusca o greco-etrusca preesistenti alla conquista romana.

Storia

Le origini e l'età romana

Le prime tracce dell'insediamento umano nel territorio riminese risalgono al Paleolitico inferiore (oltre 800.000 anni fa). Il popolamento fu favorito già in epoca antica dalla posizione geografica e dalle caratteristiche morfologiche dell'area: colli ricchi di sorgenti idriche, allo sbocco dell'ampia valle del Marecchia (agevole via di comunicazione con l'alta Valtiberina attraverso il valico di Viamaggio) e in prossimità del mare, che offriva buone possibilità di approdo alla foce del fiume..

Nell'età del ferro (IX secolo a.C.) la vicina Verucchio fu il centro egemone della cultura villanoviana nella Romagna sud-orientale ed ebbe stretti rapporti commerciali e culturali con le città etrusche di Tarquinia e Veio. Dal V secolo sorsero i primi insediamenti anche in pianura, nell'area della futura città romana Ariminum, probabilmente ad opera delle popolazioni villanoviane stanziate a Verucchio.

L'arrivo dei Celti (390 a.C.) portò rapidamente alla decadenza e all'abbandono di numerosi insediamenti umbro-etruschi e contemporaneamente favorì lo sviluppo dei centri costieri di Ravenna e Rimini.. Le tribù gallo-celtiche mantennero per quasi un secolo il controllo del territorio, fino alla battaglia di Sentino (295 a.C.), nella quale la coalizione di Galli, Umbri, Etruschi e Sanniti fu sconfitta dai Romani, che aprirono la strada alla colonizzazione della Gallia Cisalpina.

Nel 268 a.C., alla foce del fiume Ariminus (oggi Marecchia), in una zona del PicenoTito Livio, Periochae XV: "Colonia(e) deducta(e) Ariminum in Piceno [...]". già abitata in precedenza dagli Etruschi, dagli Umbri, dai Piceni e dai Galli, i Romani "fondarono" la colonia di diritto latino di Ariminum. Lo statuto di colonia latina, conferito solitamente alle città fondate allo scopo di controllare e difendere nuovi territori, conferiva ad Ariminum il ruolo di stato autonomo, legato a Roma da trattati che ne regolamentavano il commercio, la difesa e i rapporti esteri..

Ariminum era snodo di importanti vie di comunicazione tra il Nord e il Centro Italia.: la Via Flaminia (220 a.C.), proveniente da Roma, la Via Emilia (187 a.C.), diretta a Piacenza, e la Via Popilia-Annia (132 a.C.), che collegava la città a Ravenna, Adria, Padova, Altinum e Aquileia. Di grande importanza era che il Porto di Rimini rappresentava la linea difensiva della flotta romana nell'alto Adriatico, mentre Brindisi era quella nel basso Adriatico. Inoltre, Rimini ed Arezzo erano le città di difesa con legioni stanziali all'epoca della II guerra punica.

Durante l'ultimo secolo dell'età repubblicana la città fu coinvolta nelle guerre civili, rimanendo sempre fedele al popolo romano e a Caio Mario. Per questa sua secolare fedeltà a Roma, ad Ariminum furono riconosciuti nel 90 a.C. la cittadinanza romana e il rango di primo municipio cispadano. Nel 49 a.C., dopo il passaggio del Rubicone (che segnava l'inizio dell'Italia propria in età repubblicana, e di cui è tuttora incerta l'identificazione), Giulio Cesare rivolse un discorso alle proprie legioni nel Foro di Rimini, pronunciando la celebre frase «Alea iacta est» ("Il dato è stato lanciato", spesso erroneamente tradotto come "Il dado è tratto").

Nella prima età imperiale Rimini godette di un lungo periodo di prosperità e rinnovamento urbano, e con gli imperatori Augusto, Tiberio e Adriano, vennero realizzate grandi opere pubbliche, quali l'Arco d'Augusto, il Ponte di Tiberio, il teatro e l'anfiteatro.. Un generale riassetto interessò la rete dell'acquedotto, il sistema delle fognature e le strade cittadine, che furono lastricate e rialzate in alcuni tratti..

Dal III secolo d.C., ormai perduto quel ruolo diretto nella storia d'Italia che la città aveva raggiunto all'epoca di Augusto, Ariminum fu soggetta a un progressivo declino e a trasformazioni sociali e culturali, tra cui la diffusione di culti orientali, dovuti ai rapporti commerciali e alla presenza di numerosi funzionari e mercanti stranieri.. Le prime invasioni barbariche, affrontate con la costruzione di una nuova cinta muraria in età aureliana, portarono a un'inesorabile decadenza e ad un arresto dell'espansione urbana..

Rimini, già sede vescovile dal 313, ospitò nel 359 un concilio di oltre 300 vescovi occidentali a difesa dell'ortodossia cattolica contro l'arianesimo, religione professata da molti popoli germanici che avevano invaso l'Italia.. Secondo la tradizione il primo vescovo riminese fu San Gaudenzio, giunto da Efeso e ucciso dagli ariani nel 360.

Il Medioevo