Biografia Leibowitz nacque a Riga in Lettonia, nel 1903 da una famiglia ebrea osservante e benestante. Sua sorella Nechama Leibowitz diventerà una famosa commentatrice della Bibbia.
Nel 1919 si trasferisce da Riga a Berlino a causa della guerra civile in Russia. A Berlino studia chimica e filosofia e riceve il Ph.D. di filosofia nel 1924.
Continua a studiare biochimica e medicina e ottiene il Ph.D. di medicina nel 1934 presso l'Università di Basilea. Nel 1935 si trasferisce in Palestina. Nel 1936 insegna presso l'Università Ebraica di Gerusalemme e, nel 1941 ottiene la cattedra di biochimica. Nel 1952 ottiene la cattedra di Chimica organica e di Neurologia.Biografia , su Yeshayahu Leibowitz, His Life and Thought
Nel 1970 va in pensione, ma continua ad insegnare Filosofia e Storia della scienza. Durante la guerra d'indipendenza d'Israele combatté per difendere Gerusalemme e diventa ufficiale nell'esercito israeliano. Subito dopo la guerra, entra a far parte del partito politico “Ha-ovèd ha-datì” (Il Lavoratore religioso) e nell'Histadrut (la federazione generale dei lavoratori d'Israele). Leibowitz fu uno dei più grandi filosofi dell'ebraismo del XX secolo.
Si occupò di "Halakhah" (Legge Ebraica) e di politica. Fu redattore dellEnciclopedia Ebraica e pubblicò molti libri che trattano di questioni scientifiche, e di filosofia della scienza. Pubblicò anche molti libri di filosofia e inerenti all'ebraismo, soprattutto su Maimonide.
Oltre a queste attività di scrittore e filosofo, Leibowitz fu rinomato per i suoi interventi politici, guadagnandosi grande fama sulla scena pubblica israeliana, sia a causa della sua critica dei partiti religiosi da lui chiamati "mantenute parassite"Judaism, p. 115. Leibowitz critica aspramente il rabbinato, in particolare modo le istanze statali che, secondo lui, ha abbandonato ed è uscito dal suo ruolo e dalla sua responsabilità religiosa al fine di ottenere più potere politico. del governo israeliano, sia per la sua argomentazione già nel 1968 che Israele avrebbe dovuto ritirarsi dalla Cisgiordania e striscia di Gaza appena conquistate,Già durante la guerra dei sei giorni (1967) Leibowitz si oppose ad ogni conquista dei territori arabi da parte israeliana, affermando che la conquista avrebbe portato alla distruzione morale della società israeliana e alla creazione di una corrente di pensiero legato alla nozione di sacralità della terra equivalente ad un culto pagano, nozione seguita dai “Datiim Leumiim” (religiosi nazionalisti). sia per il suo invito pubblico agli obiettori di coscienza dal tempo della guerra del Libano del 1982 e successivamente nei territori palestinesi. La capacità di Leibowitz di suscitare polemiche pubbliche era ancora in evidenza a tutto il 1993, l'anno prima di morire, in un discorso al Consiglio di Israele per la Pace Israelo-Palestinese, dove ribadì il suo invito ai soldati di rifiutarsi di servire nei Territori, utilizzando, non per la prima volta, un linguaggio altamente provocatorio nel paragonare le unità speciali dell'esercito israeliano alle SS. Il discorso seguì l'annuncio che doveva ricevere il "Premio Israele" — il premio nazionale più prestigioso in riconoscimento del lavoro di tutta una vita — una mossa che precipitò una grave crisi e un appello alla Corte Suprema, con la minaccia da parte del Primo Ministro Yitzhak Rabin di boicottare la cerimonia. Leibowitz, tuttavia, salvò tutti da ulteriore imbarazzo rifiutando il premio.Notizie biografiche, su Stanford Encyclopedia of Philosophy.
Leibowitz fu un sionista religioso che aspirava alla costruzione di uno stato di Israele che si ispirasse alla Halakhah. Fu molto deluso dai religiosi che non proposero un modello ortodosso moderno per dirigere lo stato. Sostenne, allora, di separare chiaramente il potere politico e quello religioso in modo da avere un governo di stampo laico.
Attivo fino al suo ultimo giorno, Yeshayahu Leibowitz morì nel sonno il 18 agosto 1994, all'età di 91 anni.Scheda biografica
Nel 2005, è stato votato il 20º israeliano più importante di tutti i tempi, in un sondaggio dal sito israeliano Ynet per determinare quali fossero i 200 israeliani più importanti e famosi.
Opere
La filosofia di Leibowitz ha trovato espressione in numerosi saggi che apparvero prima in periodici ebraici e successivamente vennero raccolti, con qualche sovrapposizione, in una serie di volumi pubblicati a intervalli irregolari, tra cui più significativamente: Torah u-Mitzvot ba-Zeman ha-Zeh [Torah e Comandamenti nel nostro tempo] (1954) ; Yahadut, Am Yehudi u-Medinat Yisrael [Ebraismo, popolo ebraico e lo Stato di Israele] (1975); Emunah, Historiah, va-Arakhim [Fede, Storia e Valori] (1982). Il 1982 vide anche la pubblicazione delle trascrizioni del suo gruppo di studio sul Shemoneh Perakim di Maimonide - la sezione Commento alla Mishnah di Maimonide che serve come introduzione al Trattato Avot (generalmente noto in italiano come Etica dei Padri). Un certo numero di suoi contributi alla televisione e radio israeliane è apparso anche in stampa — inclusa una serie sulla filosofia di Maimonide e sulle porzioni bibliche settimanali — e ad essere stampate postumamente, insieme a trascrizioni di ulteriori discussioni del gruppo di studio. Anche se di gran lunga meglio conosciuto in Israele che all'estero, la pubblicazione di una raccolta di suoi scritti in inglese nel 1992 – Judaism, Human Values, and the Jewish State (Ebraismo, popolo ebraico e lo Stato di Israele) – ha aperto la strada ad un crescente impegno critico con il suo pensiero a livello internazionale. Si riscontra ora un ampliamento di studi leibowitziani che va oltre gli interessi filosofici ebraici ed i confronti kantiani delle sue prime opere critiche, fino ad arrivare ad una serie di recenti tentativi di mettere il suo pensiero in prossimità di quello di Emmanuel Lévinas, che Leibowitz teneva in grande considerazione.Si veda Sihot, p. 54 nella Bibliografia: Fonti primarie. Leibowitz vi afferma di credere che l'opera di Levinas fosse notevolmente impregnata del suo ebraismo, tanto nella sua filosofia generale quanto nei suoi scritti ebraici.
Pubblicazioni di Leibowitz
Torah u-Mitzvot ba-Zeman ha-Zeh [Torah e Comandamenti nel nostro tempo], Tel Aviv: Schocken, 1954. Citato come Torah u-Mitzvot. Yahadut, Am Yehudi u-Medinat Yisrael [Ebraismo, popolo ebraico e Stato d'Israele], Tel Aviv: Schocken, 1975. Citato come Yahadut. Emunah, Historiah, ve-Arakhim [Fede, Storia e Valori], Gerusalemme: Academon, 1982. Citato come Emunah. Judaism, Human Values, and the Jewish State, Eliezer Goldman (cur.), Eliezer Goldman, Yoram Navon, Zvi Jacobson, Gershon Levi e Raphael Levy (tradd.), Cambridge, MA: Harvard University Press, 1995. Citato come Judaism. [Raccoglie un'antologia di articoli dalle collezioni succitate in ebraico, tradotte in inglese] Yeshayahu Leibowitz al Olam u-Melo'o, Sihot im Michael Shashar [Yeshayahu Leibowitz su praticamente tutto: discorsi con Michael Shashar], Gerusalemme: Keter Publishing House, 1988. Citato come Sihot. Accepting the Yoke of Heaven: Commentary on the Weekly Torah Portion, Shmuel Himelstein (trad.), New York: Urim Publications, 2002. Citato come Accepting the Yoke. [Traduzione di discorsi radiofonici pubblicati originariamente come He'arot le-Parshiyot ha-Shavua (Note sulle porzioni bibliche settimanali), Gerusalemme: Academon, 1988.] “Responses” , Iyyun 26 (1976), 265–81. [Repliche di Leibowitz ad una serie di articoli sul suo pensiero pubblicati in questa edizione della rivista Iyyun.] Citato come “Responses”.
Ulteriori pubblicazioni di Leibowitz
Sihot al Pirke Avot ve-al ha-Rambam [Discorsi sull'Etica dei padri e su Maimonide], Gerusalemme: Schocken, 1979. Sihot al Shemoneh Perakim la-Rambam [Conversazioni sugli Otto Capitoli di Maimonide], Gerusalemme: Keter, 1986. Sihot al Mesilat Yesharim la-Ramchal [Conversazioni su Mesillat Yesharim ("Il cammino dei giusti") di Rabbi Mosè Luzzatto], Jerusalem: Greta Leibowitz, 1995. Sihot al Torat ha-Nevu'ah shel ha-Rambam [Conversazioni sulla Profezia secondo Maimonide], Gerusalemme: Greta Leibowitz, 1997. Sihot al Mivchar Pirkei ha-Hashgachah mitokh “Moreh Nevukhim” shel ha-Rambam [Conversazioni sulla Provvidenza secondo la Guida dei perplessi di Maimonide], Gerusalem: Mira Ofran, 2003. Sihot al Pirkei ta'amei ha-Mitzvot mitokh “Moreh Nevukhim” shel ha-Rambam [Conversazioni sulle Ragioni dei Comandamenti secondo la Guida dei perplessi di Maimonide], Gerusalemme: Mira Ofran, 2003.
Guf va-Nefesh: Habe'ayah ha-Psikho-Physit [Corpo e mente: Il problema psico-fisico], Tel Aviv: Misrad ha-Bitahon Publications, 1984. Emunato shel ha-Rambam [La Fede di Maimonide], Tel Aviv: Misrad ha-Bitahon Publications, 1985. Trad. The Faith of Maimonides, John Glucker (traduttore), New York: Adama Books, 1989. Hamisha Sifrei Emunah [I Cinque Libri della Fede], Mira Ofran (cur.), Gerusalemme: Keter, 1995. Sihot al Hagei Yisrael u-Moadav, [Discorsi sulle Festività ebraiche], Gerusalemme: Greta Lebowitz, 1999. Sheva Shanim shel Sihot al Parashat ha-Shavua [Sette anni di discorsi sulla lettura biblica settimanale], Gerusalemme: Greta Leibowitz, 2000. Mah She-lema'lah u-mah she-lemattah: Dialogim im Toni Lavi [Cosa c'è sopra e cosa c'è sotto: dialoghi con Toni Lavi], Or Yehuda: Maariv Book Guild, 1997. Ratziti lish'ol otcha, Professor Leibowitz: Michtavim el Yeshayahu Leibowitz u-mimenu [Volevo chiederLe Professor Leibowitz: Lettere a e da Yeshayahu Leibowitz], Gerusalemme: Keter, 1999.
Opere di Leibowitz pubblicate in italiano: La fede ebraica, Giuntina, 2001. Lezioni sulle Massime dei Padri e su Maimonide, Giuntina, 1999. Le feste ebraiche e il loro significato, Jaca Book, 2010.
Metodologia
Nel suo scritto del 1953 "Mitzvot Ma'asiyot" (di cui una versione successiva è stata tradotta col titolo “Religious Praxis” in Judaism), simultaneamente la dichiarazione più succinta della sua filosofia e il suo saggio più ampio che prefigura molto di ciò che sarebbe andato a scrivere nel corso di tutta la sua carriera, Leibowitz asserisce di non essere interessato ad "elaborare una giustificazione filosofica o razionale per le mitzvot (comandamenti)", ma invece ad espandere il "loro significato per la religione ebraica come la viviamo".Judaism, p. 4. Infatti, mentre alcune delle idee di Leibowitz sono certamente tratti dalla filosofia della religione e più ad essa pertinenti, i suoi scritti sono molto specificamente diretti a dare una esposizione filosofica dell'ebraismo e in particolare delle mitzvot che sono al suo centro. "Esposizione", tuttavia, potrebbe sembrare un termine fuorviante da utilizzare, dato che la prima versione ebraica pubblicata di questo suo scritto si apre con alcune osservazioni metodologiche introduttive "progettate per guidare l'argomento", in cui egli afferma che l'argomento "e non l'esposizione - dovrebbe essere il punto principale della nostra discussione".Torah u-Mitzvot, p. 9. L'indicazione di voler espandere il "significato" suggerisce un approccio più ermeneutico ed espositivo, ma Laibowitz vuole rifuggire dall'"esposizione" preferendo l'argomento. I segnali contrastanti di Leibowitz qui indicano limiti importanti di cosa Leibowitz si proponga di raggiungere. Mentre è certamente attento ad una corretta comprensione o descrizione del significato della pratica ebraica, lo fa comunque nel contesto della sua interpretazione, che tuttavia, per comprendere cosa costituisca un argomento, deve essere intesa piuttosto strettamente e "scientificamente".