Il termine kisaeng (anche gisaeng) () nella cultura coreana identifica la donna che, per professione, è un'intrattenitrice, attività che nella tradizione la vedeva occuparsi dell'intrattenimento di persone altolocate (yangban e sovrani).

Comparse durante la dinastia Goryeo, le kisaeng erano ufficialmente intrattenitrici del Regno, destinate ad espletare diverse funzioni. Molte erano impiegate a corte, tuttavia erano presenti anche in tutto il territorio: sebbene note per lo svago di natura sessuale che fornivano agli ospiti, in realtà erano artiste dell'intrattenimento, partecipavano a spettacoli e cerimonie indirizzate principalmente agli yangban, i nobili, e alla famiglia reale. Istruite con cura e attenzione, erano colte e raffinate, versate nelle belle arti, nella poesia e nella prosa, anche se spesso il loro valore non era riconosciuto in quanto considerate come appartenenti ad una classe inferiore.

Le kisaeng tuttavia hanno conquistato un'importanza culturale rilevante durante il periodo Joseon, periodo in cui la loro figura è diventata simbolo di tradizione e di conservazione dell'assetto sociale: alcune delle più antiche e popolari storie, come ad esempio Chunhyangjeon, presentano le kisaeng come eroine. Anche se la maggior parte delle kisaeng sono state dimenticate, alcune sono ricordate per il loro talento e la loro devozione. La più famosa di queste è Hwang Jin-yi, vissuta nel XVI secolo.

Posizione sociale

Durante i regni di Goryeo e Joseon, le kisaeng possedevano lo status di cheonmin, il livello sociale più basso. Appartenevano alla stessa classe dei macellai e degli schiavi. Tale livello sociale era ereditario, pertanto i figli di una kisaeng erano anch'essi cheonmin, e in particolare le figlie femmine diventavano automaticamente kisaeng.Hwang (1997), Ahn (2000b). All'inizio del regno di Goryeo, le sezioni governative di ogni distretto iniziarono localmente a tenere un registro delle kisaeng, a garanzia di un controllo totale sulla situazione.Lee (2002), p. 90. La stessa prassi era seguita per monitorare gli schiavi. Le kisaeng appartenenti a tali sedi locali governative erano conosciute come gwan-gi: da precisare che in realtà il loro livello sociale era diverso da quello cui facevano parte gli schiavi della stessa sede, in quanto inserite separatamente nei registri utilizzati per censimento (quindi anche se tecnicamente appartenevano allo stesso rango di "cheonmin", le kisaeng godevano in realtà di uno status privilegiato rispetto a quello degli schiavi).Ahn (2000b), p. 83.

La kisaeng poteva liberarsi da questa posizione solo se veniva pagato al governo un lauto compenso, intervento di cui potevano farsi carico ricchi mecenati, quindi generalmente si trattava di ufficiali governativi di alto livello.Lee (2002), pp. 89–90; Ahn (2000b), p. 82.

Diverse kisaeng avevano talento per la poesia, e sono sopravvissuti numerosi sijo composti da kisaeng. Tali componimenti in genere trattano di struggimento e separazione, emozioni tipiche e comuni a quelle evocate dai poemi composti dai seonbi in esilio.McCann (1974), p. 42. Non mancano tuttavia di ironia, come testimoniato ad esempio dalle opere di Hwang Jin-yi.Tra cui "Spezzerò la schiena di questa lunga notte invernale" di Hwang Jin-yi, e "Congelerai a morte" di Han-woo. See McCann (1974), Kim (1976). Tradizionalmente lo stile sijo divenne simbolo delle kisaeng, mentre le donne altolocate (appartenenti alle famiglie degli yangban) prediligevano la forma poetica del gasa.Kim (1963), p. 34.

Nella società strutturata e gerarchica della Corea, in cui si ammiravano le doti della kisaeng "artista", ma in cui la si considerava alla stregua di una schiava, si parlava delle kisaeng che "possedevano il corpo della classe inferiore, ma la mente della classe aristocratica".

Carriera La carriera della maggior parte delle kisaeng era assi breve, in genere iniziava attorno all'età di 16 o 17 anni e aveva termine a 22 anni.Hwang (1997), p. 451. Solo poche kisaeng erano in grado di continuare con tale professione per un lungo termine oltre la fascia d'età prevista, motivo per cui probabilmente quanti si occupavano della preparazione delle kisaeng accettavano anche bambine di otto anni.Song (1999), p. 35. Tutte le kisaeng erano comunque obbligate per legge a ritirarsi a 50 anni. Perlopiù, una volta lasciata la professione, la migliore aspettativa di una kisaeng, al fine di procurarsi un supporto di medio-lungo termine, era quella di riuscire a diventare la concubina di uno yangban. Tuttavia questa strada non era praticabile finché il mecenate in questione non riusciva a riscattarla dal suo status, pagamento che pochi del periodo Joseon potevano permettersi: per questo motivo molte ripiegavano e andavano a lavorare nelle taverne.Lee (2002), p. 90; Ahn (2000b), p. 82.

Nel tardo periodo Joseon, si diffuse un sistema sociale con categorie a tre livelli.Hwang (1997), p. 452. Il più alto status sociale tra le kisaeng era rappresentato dalle haengsu (), che cantavano e ballavano ai ricevimenti e alle cerimonie delle classi altolocate. Alle haengsu kisaeng non era consentito continuare le proprie mansioni di intrattenimento vero e proprio dopo avere compiuto trent'anni.Lee (2002), p. 89; Hwang (1997), p. 452. Tuttavia, potevano continuare a lavorare e a dedicarsi ad altri compiti, come confezionare abiti o preparare medicine, fino all'età di cinquant'anni.Lee (2002), p. 89. Ricevevano ospiti solo per scelta. Perlopiù le kisaeng presenti a corte facevano parte della classe haengsu, ed erano chiamate anche seonsang (). Inoltre le haengsu kisaeng di ogni distretto si facevano carico della disciplina e della preparazione delle nuove kisaeng.

Le kisaeng del livello più basso erano dette samsu (). Alle samsu era proibito esibirsi e portare in scena le canzoni e le danze delle haengsu.Kim (1976), p. 140. Il sistema a livelli descritto, come tanti altri aspetti della divisione sociale del periodo Joseon, venne meno nel XIX secolo.Così affermato da Kim (1976, p. 140); ma Song (1999, p. 35) sembra sostenere che il sistema continuò fino ai primi anni del XX secolo.

Nel corso della loro vita lavorativa, le kisaeng erano in grado di accumulare una considerevole ricchezza personale. Ovviamente queste erano eccezioni: da considerare che dovevano comunque mantenersi autonomamente, pertanto dovevano provvedere alle proprie spese, inclusi cibo, abiti, cosmetici.Ahn (2000b), p. 86.

Diventare una kisaeng

Erano diverse le strade che portavano una donna a diventare kisaeng. Alcune erano figlie di kisaeng, che ereditavano lo status della loro madre. Altre erano vendute ai “gijeok” dalle famiglie che non potevano mantenerle.Ahn (2000b), p. 82. La maggior parte di queste famiglie appartenevano alla classe dei cheonmin ma a volte anche famiglie povere di rango superiore vendevano i propri figli secondo questa consuetudine. In alcune occasioni, anche le donne delle famiglie yangban diventavano kisaeng, solitamente per avere violato le consuetudini restrittive sulla sessualità del periodo Joseon.

Le kisaeng si distinsero dall'inizio come lavoratrici capaci e talentuose, quindi il governo presto manifestò l'interesse ad assicurare una corretta educazione. Questa situazione emerse durante il regno di Goryeo con la creazione dei gyobang, istituti preparatori e formativi per le kisaeng del palazzo reale. Durante il periodo Joseon, questa pratica venne strutturata e codificata. In particolare l'istruzione si focalizzava sulla musica e sulla danza.

Nel Sistema a tre livelli del tardo Joseon, vennero istituite per le kisaeng del primo livello scuole formative più specializzate. Il corso di studi durava tre anni e venivano trattate poesia, danza, musica e arte.Song (1999, p. 35). La scuola più all'avanguardia era situata a Pyongyang. Questo sistema perdurò con efficacia sotto il periodo coloniale giapponese, durante il quale le scuole che formavano le kisaeng erano conosciute come gwonbeon ().

Vita quotidiana Alla stregua di schiave del governo, la vita di una kisaeng era controllata e regolata attentamente. Erano assegnate a ufficiali denominati hojang, che avevano l'incarico di sorvegliarle.Ahn (2000b), p. 98. Agli hojang era anche affidato il compito di aggiornare il registro delle kisaeng e assicurare che nessuna kisaeng del distretto scappasse. Le kisaeng dovevano obbedire alle richieste del proprio mecenate, sempre che avessero avvisato il proprio hojang. Le kisaeng del quartiere erano tenute a comparire per l'ispezione due volte al mese e anche quando un nuovo ufficiale arrivava nel territorio. Di più, erano obbligate a presentarsi perché venisse loro impartita una formazione continua, solitamente focalizzata su musica e danza. La frequenza e i contenuti di queste sessioni di studio variavano da regione a regione.Ahn (2000b), pp. 99–100.

Tuttavia, lo stato non conosceva nel dettaglio tutto ciò che riguardava le kisaeng. L'ordine era mantenuto all'interno del gyobang, che poteva avere decine di kisaeng, da una haengsu, ossia una kisaeng appartenente al livello più alto.Ahn (2000b), pp. 98–99. Quando sorgevano problemi tra una kisaeng e un cliente, o quando accuse di condotta criminale venivano mosse a carico di una kisaeng, solitamente la haengsu kisaeng prendeva in mano il caso e risolveva la questione.Ahn (2000b), p. 99.

Di più, molte kisaeng avevano un gibu, detto anche "marito della kisaeng”, che procurava alla donna protezione e supporto economico, come l'acquisto di beni preziosi o il garantire uno status in cambio di intrattenimento (questi non era legalmente il marito, la denominazione è solo simbolica).Ahn (2000b), pp. 91–92. La maggior parte dei gibu erano soldati, guardie, oppure servi del palazzo reale.Ahn (2000b), p. 92-93. A volte si creavano attriti tra colui che voleva diventare cliente e il gibu, nonostante il gibu non fosse il marito della kisaeng e non potesse reclamare diritti sulla sua. Il ruolo del gibu è cambiato nei secoli: in un primo momento, molte kisaeng non avevano un tale protettore.Kim (1976), p. 139. Tuttavia, durante la dinastia del tardo Joseon, il sistema del gibu divenne praticamente comune ovunque.Kim (1976), pp. 139–140; Ahn (2000b), pp. 91–92.

Sotto il periodo Joseon, le case delle kisaeng erano tipicamente situate vicino al centro della città, spesso vicine al luogo in cui si teneva il mercato cittadino.Ahn (2000b), pp. 89–90. Venivano messe in mostra fuori dall'edificio per creare un effetto di benvenuto; in alcuni casi la location veniva scelta secondo altri parametri: si faceva attenzione che vi fosse uno scorcio grazioso,Ahn (2000b), p. 94. e che l'area attorno alla casa avesse un panorama gradevole, con laghetti ornamentali e piante.

Politica e diplomazia Le kisaeng ricoprirono un certo numero di importanti ruoli politici, al servizio dello Stato. Ad esempio erano impiegate per intrattenere dignitari stranieri in visita, provenienti dalla Cina, e se questi viaggiavano, li accompagnavano attraverso tutto il paese.

Grazie al fatto che frequentavano le taverne e le pensioni della città, le kisaeng spesso erano a conoscenza della situazioni e degli affari locali più interessanti. Proprio attraverso le informazioni procurate da una kisaeng, l'armata ribelle di Hong Gyeong-nae riuscì facilmente a conquistare la fortezza di Jongju, all'inizio del XIX secolo.

Quando numerose città della Corea caddero durante l'invasione giapponese della Corea (1592–98), nel tardo XVI secolo, le kisaeng spesso intrattenevano i generali a capo delle armate vincitrici. Alcune delle più famose kisaeng, incluse Nongae di Jinju, sono oggi ricordate per il loro coraggio per avere ucciso o avere tentato di assassinare i leader dell'armata imperiale giapponese.