Biografia Formazione Bill Viola nacque a New York, precisamente nel Queens, il 25 gennaio 1951, in una famiglia italoamericana. A sei anni, durante una vacanza, rischiò la morte per annegamento cadendo in un lago, ma venne prontamente salvato dallo zio. Quest'esperienza, da lui descritta come "la più bella della sua vita, pacifica e senza paura", gettò le basi per la sua vita artistica, e soprattutto il frequente uso dell'acqua nelle sue opere.Bill Viola: The Eye of the Heart. Dir. Mark Kidal. DVD. Film for the Humanities & Sciences, 2005.
Nel 1969 si iscrisse alla facoltà di arte dell'Università di Syracuse, dove studiò pittura e musica elettronica. Qui conseguì la laurea nel 1973 in Visual e Performing Arts. In questi anni coltivò anche la passione per il cinema sperimentale e la musica elettronica, suonando con il gruppo musicale Composers Inside Electronics.
Le prime esposizioni I suoi primi approcci alla videoarte avvennero nel 1972. Due anni dopo a Colonia, in Germania, partecipò alla rassegna internazionale di videotape e video installazioni Projekt'74, lavorando per Nam June Paik. Nello stesso anno giunse a Firenze dove lavorò come assistente tecnico per gli artisti della casa di produzione video Art/tapes/22 fondata dalla gallerista Maria Gloria Bicocchi e inaugurò la mostra Americans in Florence: Europeans in Florence contemporaneamente al Musée d'Art Contemporain di Parigi, al Palais des Beaux-Arts di Bruxelles e al Long Beach Museum of Art. Nel 1975 fu presentata durante il periodo fiorentino la video installazione sonora Il Vapore nel ciclo Per Conoscenza, tenutosi al collettivo di artisti Zona di Firenze. Nel 1977 Viola fu invitato ad esporre le sue opere a La Trobe University di Melbourne dalla direttrice artistica Kira Perov, divenuta successivamente sua moglie.
L'adesione al buddismo Zen Nel 1980 si recò in Giappone per una borsa di studio di scambi culturali, dove studiò buddismo Zen con Daien Tanaka, pittore e monaco Zen. Grazie a questo viaggio di formazione e crescita personale, Bill Viola si dedicò ad una ricerca maggiormente introspettiva. Alla fine del 1981 Viola e Perov tornarono negli Stati Uniti stabilendosi a Long Beach e avviando progetti per creare opere d'arte basate sulla tecnologia di diagnostica per immagini del corpo umano in un ospedale locale. Nel 1991 due eventi segnarono la carriera dell'artista: la morte della madre a febbraio e la nascita del suo secondo figlio a novembre. Queste esperienze furono l'ispirazione per la realizzazione del video The Passing: una meditazione intima sulla morte e sulla nascita. L'artista affermò che:
La maturità artistica Il 1995 fu un altro anno spartiacque nella carriera artistica di Viola: ricevette l'invito a rappresentare il Padiglione degli Stati Uniti d'America alla Biennale d'Arte di Venezia e uscì la sua prima raccolta di testi, Bill Viola: Reasons for Knocking at an Empty House. Writings 1973-1994. Alla Biennale di Venezia presentò un ciclo di opere, Buried Secrets, appositamente realizzato per l'evento. Nel 2000 espose alla National Gallery di Londra The Quintet of the Astonished, prima opera sul tema delle passioni (stupore, sorpresa, stordimento, gioia, dolore e tristezza). Nel 2002 completò il suo progetto più ambizioso, Going Forth By Day, un ciclo di video ad alta definizione suddiviso in cinque parti commissionato dal Guggenheim Museum di New York e dal Deutsche Guggenheim di Berlino.
Produzione musicale La musica fu sempre stata una parte importante della vita e del lavoro di Viola. Nel 2004 collaborò con il regista Peter Sellars e il direttore d'orchestra Esa-Pekka Salonen per un nuovo allestimento dell'opera wagneriana Tristan und Isolde, presentata in forma di progetto dalla Los Angeles Philharmonic nel dicembre 2004, e successivamente al Lincoln Center for the Performing Arts di New York (2007). L'opera venne presentata in prima mondiale all'Opéra National de Paris nell'aprile 2005. Nel 2008 il Palazzo delle Esposizioni di Roma gli dedicò la mostra Visioni interiori a cura di Kira Perov. Nell'esposizione furono presentate le opere degli ultimi 14 anni (dal 1995 al 2008). Nel maggio 2014 fu inaugurata alla cattedrale di San Paolo di Londra la video installazione permanente Martyrs (Earth, Air, Fire, Water). Nel 2015 Vinyl Factory produsse il primo LP di Viola, The Talking Drum, con opere sonore dal 1979 al 1982, presentandole in un parcheggio sotterraneo a Londra.
Il rapporto con l'arte del passato Nel 2017 la speciale relazione tra l'artista e Firenze venne celebrata con una mostra a Palazzo Strozzi dal titolo: Bill Viola. Rinascimento elettronico, curata da Arturo Galansino e Kira Perov. Nella mostra vennero riunite una selezione di ventisei opere che copre quarant'anni di carriera dell'artista con anche esemplari delle trasformazioni stilistiche a partire dagli anni Ottanta, dopo l'adesione al buddismo. Il titolo della mostra - riprendente la definizione coniata da Maria Gloria Bicocchi, direttrice di Art/tapes/22 - fu un riferimento al rapporto di Viola con l'arte del passato, in particolare quella fiorentina, coniugata con l'uso delle tecniche video. Nel 2019 venne organizzata una mostra intitolata Bill Viola/Michelangelo: Life, Death, Rebirth dove vennero installate dodici opere video, quattordici disegni e una scultura di Michelangelo alla Royal Academy of Arts di Londra. Il presupposto della mostra fu che Bill Viola e Michelangelo, nonostante la grande distanza temporale, condividessero le stesse preoccupazioni per la vita e per la morte, come destino ineluttabile.
Il videogioco The Night Journey Nel 2018 fu distribuito su PlayStation 4, Windows e Apple il primo videogioco dell'autore The Night Journey, sviluppato in collaborazione con i programmatori e game designer del dipartimento di Game Innovation Lab della University of Southern California.
Vita privata Si sposò nel 1978 con Kira Perov con la quale ebbe due figli: Blake e Andrei.
Morte Bill Viola morì il 12 luglio 2024 all'età di 73 anni nella sua casa di Long Beach (California), per complicazioni dovute alla malattia di Alzheimer.
Opere Le sue opere si concentrano sulle esperienze umane quali la nascita, la morte, lo sviluppo della coscienza e hanno radici nella filosofia e nella cultura orientale e occidentale e nelle tradizioni spirituali, tra cui il buddismo Zen e il misticismo cristiano. Nella sua produzione artistica l'acqua è un elemento centrale e ricorrente in quanto simbolo della vita e dello scorrere del tempo. L'acqua, oltre a rappresentare la soglia fra visibile e invisibile, è la fonte e l'origine di tutte le esistenze possibili, da cui provengono e a cui ritornano tutte le forme viventi. Altro elemento caratteristico delle sue opere è la proiezione di immagini rallentate rispetto alla normale percezione degli eventi, questa tecnica consente di osservare i dettagli.
Il Vapore (1975) Il Vapore (1975) è un'installazione ideata ed esposta durante il periodo fiorentino nel ciclo Per Conoscenza che si tiene a Zona nello spazio di Via San Niccolò gestito da un collettivo di artisti Uno schermo, collocato dentro uno spazio angusto e posto sopra una pedana, trasmette il video in bianco e nero della performance precedentemente registrata dall'artista, che si riprende mentre, riempie una pentola facendo scorrere l'acqua con la sua bocca. Soffi di vapore invadono lo spazio assieme al suono dell'acqua versata, precedentemente registrato. Il segnale video del monitor viene mixato con le immagini degli spettatori ripresi in diretta da una videocamera, rendendo il pubblico parte attiva dell'opera. Il Vapore affronta il ruolo dello spettatore, che è chiamato a immergersi in uno spazio meditativo e di raccoglimento. L'installazione propone un rituale di derivazione orientale ed è ispirata dalla lettura di un brano del poeta persiano Jalal al-Din Rumi, vissuto nel Tredicesimo secolo.
Stations (1994) Stations (1994) è la sua prima opera in cinque parti: un'installazione realizzata con cinque schermi di stoffa osservabili su entrambi i lati, ciascuno dei quali mostra dei corpi maschili e femminili immersi in un liquido fino al collo. Gli schermi sono appesi al di sopra di lastre di granito: i corpi compaiono e scompaiono con andamento ciclico per suggerire la nascita, la vita e la morte. L'installazione prende spunto da una frase di Jahal al-Din Rumi: “In ogni momento un mondo nasce e muore. E sappi che per te, in ogni momento arriva la morte e il rinnovamento”. Allo stesso modo, in Stations, non esiste una fine o un inizio: ogni istante è una meditazione sui cicli continui della vita.
The Veiling (1995) The Veiling (1995) è un'installazione che Viola produce per il Padiglione degli Stati Uniti durante la Biennale di Venezia nel 1995. L'artista crea un sistema di nove telai trasparenti che funzionano sia come elementi scultorei, sia per catturare la luce da molteplici direzioni. L'opera mostra le immagini di un uomo e una donna che camminano lentamente l'uno verso l'altra e si incontrano al centro per poi allontanarsi. La scena si ripete ininterrottamente attraverso l'uso del rallentatore. Quest'opera viene presentata come parte di una più ampia rassegna di opere dell'artista in mostra anche alla Barnes Foundation, organizzata dal curatore John G. Hanhardt, I Do Not Know What I Am Like: The Art of Bill Viola, attiva dal 30 giugno al 15 settembre 2019 a Filadelfia.
The Crossing (1996) In The Crossing (1996) sono presenti due schermi: sul primo si vede un uomo in lontananza cammina lentamente verso lo spettatore fino a raggiungere il primo piano e riempire con tutto il corpo metà dell'inquadratura. Ai suoi piedi compare una fiamma, il fuoco divampa, si diffonde sul pavimento e poi risale al corpo. Mentre un suono intenso invade lo spazio, la figura viene inghiottita da una vampata, che si placa, l'immagine torna nera e il ciclo si ripete. Sul secondo schermo si verifica simultaneamente una scena simile: una figura in lontananza avanza fino a raggiungere il primo piano e offrirsi completamente allo sguardo dello spettatore. Una volta ferma, uno zampillo d'acqua sgorga sulla sua testa e si trasforma in una cascata che lo inonda, mentre un suono assordante invade lo spazio. La cascata si placa riducendosi a qualche goccia. La figura scompare e il ciclo si ripete. Si assiste dunque all'annullamento del proprio ego ad opera delle forze opposte della natura, "necessario per raggiungere la trascendenza e la liberazione".
The Greeting (1995) The Greeting (1995) mostra l'abbraccio per strada tra due donne alla fine di una conversazione. Solo successivamente il momento dell'abbraccio è stato associato dall'artista al gesto di Maria ed Elisabetta riprodotto nella Visitazione del Pontormo del 1528-1529 conservata nella pieve di San Michele Arcangelo a Carmignano (Prato). In The Greeting il tempo è sospeso: una scena di pochi secondi viene dilatata attraverso un rallentamento estremo, grazie all'utilizzo di una telecamera speciale in grado di ottenere trecento fotogrammi al secondo. La tecnica dello slow motion utilizzata da Viola diviene il metodo per richiamare la “fissità” della tavola del Pontormo. Secondo Salvatore Settis non è il tema ad aver attratto l'attenzione di Bill Viola, quanto piuttosto le sue modalità rappresentative, in particolare il movimento delle figure, il fluttuare delle loro vesti nell'aria, quasi fossero mosse da un leggero vento.
Emergence (2002)