La Chiesa di San Michele (in tedesco: Michaelskirche) fu commissionata dal duca Guglielmo V di Baviera come grande complesso gesuita della Controriforma; fu costruita tra XVI e XVII secolo come centro religioso e dinastico dei Wittelsbach. Nel corso dei secoli ha subito ricostruzioni, danni bellici e restauri, mantenendo però il ruolo di chiesa simbolo della Baviera cattolica e della tradizione gesuitica a Monaco.
Storia
Il duca Guglielmo V di Baviera assunse il governo della Baviera nel 1579. Già prima della morte di Ignazio di Loyola, avvenuta nel 1556, era stata autorizzata la fondazione di un collegio gesuita nella città ducale di Monaco. Educato dai Gesuiti, Guglielmo V considerava il Rinascimento e l'umanesimo strumenti fondamentali per modellare la Baviera secondo i principi della Controriforma cattolica. La dedicazione della chiesa a San Michele riflette anche la particolare devozione di Guglielmo V verso l'arcangelo, essendo il duca nato il 29 settembre 1548, giorno della sua festa liturgica.
La costruzione della chiesa di San Michele ebbe inizio nel 1583 con la posa della prima pietra. L'attribuzione del progetto architettonico originario rimane incerta. A partire dal 1590, la direzione dei lavori e la realizzazione dell'apparato decorativo furono affidate a Friedrich Sustris, che operò in stretta collaborazione con il duca. Il 10 maggio 1590 il campanile crollò, causando la distruzione del coro. Nonostante le perplessità espresse da parte dei tecnici e dei consiglieri di corte, Guglielmo V impose un ampio progetto di ricostruzione che prevedeva l'ampliamento del coro e la realizzazione di un transetto. Sustris elaborò inoltre il progetto di una grande cupola sopra l'incrocio tra la navata e il transetto, sotto la quale avrebbe dovuto sorgere un monumentale mausoleo destinato ai fondatori della chiesa, Guglielmo V e sua moglie Renata di Lorena. Tuttavia, né la cupola né il sepolcro monumentale furono mai realizzati. v
La solenne consacrazione della chiesa ebbe luogo il 6 luglio 1597. Alla morte di Guglielmo V, avvenuta nel 1626, il duca fu sepolto accanto alla moglie Renata, scomparsa nel 1602, nella cripta principesca di San Michele. In occasione dei lavori di rinnovamento eseguiti per il primo centenario della chiesa, gli altari laterali, il pulpito e la cassa dell'organo furono ridisegnati su progetto del gesuita Johannes Hörmann. Con la soppressione della Compagnia di Gesù del 1773, la chiesa e il collegio passarono sotto il controllo della dinastia Wittelsbach. Dopo la fine del Regno di Baviera nel 1918, l'edificio divenne proprietà dello Stato Libero di Baviera. Nel 1921 il cardinale Michael von Faulhaber affidò nuovamente la cura pastorale della chiesa ai Gesuiti. San Michele non è mai stata una chiesa parrocchiale, ma ha sempre svolto funzioni religiose e pastorali di carattere sovraparrocchiale.
Gravemente danneggiata dai bombardamenti aerei durante la Seconda guerra mondiale, la chiesa fu successivamente restaurata e riconsacrata nella Pentecoste del 1953. Tra il 1980 e il 1983 gli interni furono sottoposti a un ampio intervento di restauro in occasione delle celebrazioni per il 400º anniversario della posa della prima pietra. Nel 2009 è stato avviato il restauro della facciata principale, seguito dal recupero delle murature esterne a partire dal 2018.
Descrizione
Esterno La chiesa di Chiesa di San Michele è considerata il primo e il più importante edificio sacro rinascimentale dell'Europa settentrionale a nord delle Alpi e influenzò profondamente l'architettura ecclesiastica della Germania meridionale nei due secoli successivi. In una Monaco ancora caratterizzata dall'impianto urbanistico medievale, con strade e vicoli stretti che non consentivano ampie prospettive monumentali, San Michele introdusse una concezione innovativa della facciata come elemento rappresentativo autonomo e manifesto ideologico. Pur essendo stata progettata in origine con torri laterali che non vennero mai realizzate, la chiesa fu concepita come parte integrante del tessuto urbano e come espressione del programma politico e religioso promosso dal duca Guglielmo V di Baviera.
La facciata costituisce una vera e propria dichiarazione della fede cattolica e dell'autorità ducale. Al vertice si innalza la croce dorata, simbolo della vittoria del cristianesimo, mentre al centro, tra i portali d'ingresso, si trova la statua dell'arcangelo San Michele Arcangelo, raffigurato nell'atto di sconfiggere le forze del male. Tra la figura di Cristo collocata nel frontone e quella di San Michele si sviluppa un articolato programma scultoreo disposto su tre registri sovrapposti, composto da statue di sovrani e principi che contribuirono alla diffusione e alla difesa della fede cristiana in Baviera. v
Interni
L'interno si distingue per le sue eccezionali dimensioni e per la grandiosità dello spazio unitario. La navata e il coro coprono una superficie di circa 1.500 metri quadrati; l'edificio raggiunge un'altezza di 28 metri e una lunghezza complessiva di circa 80 metri. L'ampia volta a botte, con una luce di circa 20 metri, rappresentò una notevole impresa tecnica per l'epoca e contribuì a fare della chiesa un modello per numerosi edifici successivi. Il ricco apparato di stucchi bianchi, la luminosità proveniente dalle grandi finestre superiori e l'assenza di colonne interne conferiscono all'ambiente una straordinaria sensazione di ampiezza e solennità. Tra i robusti pilastri murari si aprono cappelle laterali a tutto sesto, mentre le gallerie superiori favoriscono l'illuminazione naturale dell'intero spazio.
L'organizzazione dell'interno risponde a un preciso programma teologico e simbolico ispirato alla spiritualità della Controriforma e della Compagnia di Gesù. Lo sguardo del visitatore viene immediatamente attratto dall'altare maggiore, che riprende e completa il messaggio espresso dalla facciata. Nella parte superiore è rappresentato Cristo quale giudice e signore della storia, mentre la pala d'altare raffigura San Michele quale difensore del bene nella lotta contro il male. Attorno al coro si dispongono figure di santi e apostoli, mentre la forte illuminazione dell'area presbiteriale allude simbolicamente alla gloria della risurrezione.
Al centro della chiesa si trova il grande Crocifisso, posto in posizione dominante davanti al coro. Accanto ad esso è raffigurata Maria Maddalena, simbolo dell'umanità che riconosce Cristo e orienta la propria esistenza verso la salvezza. L'intera navata è concepita come rappresentazione del cammino della vita cristiana: il fedele percorre simbolicamente uno spazio che conduce dalla dimensione terrena verso la perfezione celeste. La statua del Bambino Gesù collocata tra i portali richiama il mistero dell'Incarnazione, mentre gli angeli presenti nelle nicchie della navata simboleggiano la protezione divina che accompagna il credente lungo il suo percorso spirituale.
La zona di passaggio tra la navata e il coro assume un particolare significato simbolico. La croce collocata presso l'arco trionfale rappresenta la soglia tra la vita e la morte. Ai lati, le scale che conducono alla cripta ricordano la condizione mortale dell'uomo, mentre i sette gradini che introducono al coro alludono ai sette sacramenti e al cammino verso la risurrezione. In questo percorso spirituale la comunità cristiana è sostenuta dalla proclamazione della Parola di Dio, rappresentata dal pulpito e dall'ambone, e dall'Eucaristia celebrata sull'altare.
Anche il transetto e le cappelle laterali partecipano al programma iconografico complessivo. Le pale degli altari del transetto interpretano il mistero della redenzione: da un lato il sacrificio prefigurato nell'Antica Alleanza, dall'altro la presenza permanente di Cristo risorto nell'Eucaristia. Le immagini delle cappelle laterali richiamano invece la testimonianza dei santi come modelli di vita cristiana. Originariamente i confessionali erano collocati sotto le raffigurazioni degli angeli che recavano gli strumenti della Passione; tale disposizione sottolineava il legame tra il sacrificio di Cristo e il sacramento della riconciliazione, attraverso il quale il fedele riceve il perdono e può intraprendere un nuovo cammino spirituale.
L'intero edificio è concepito come una rappresentazione simbolica dell'universo ordinato attorno a Cristo. In diversi punti della chiesa compare il monogramma IHS, forma latinizzata del nome di Gesù e simbolo tradizionale della Compagnia di Gesù, associato all'immagine del sole. Tali emblemi sono collocati nei quattro punti cardinali dell'edificio, sottolineando la centralità universale di Cristo. Questa visione cristocentrica, profondamente influenzata dalla spiritualità degli Esercizi Spirituali di sant'Ignazio di Loyola, costituisce uno degli aspetti più significativi del programma artistico e teologico di San Michele, ancora oggi considerata una delle massime espressioni dell'architettura religiosa del Rinascimento e della Controriforma in Germania.
Cripta Wittelsbach
La basilica di Chiesa di San Michele fu concepita fin dalle origini come luogo di sepoltura della dinastia dei Wittelsbach. La sua cripta principesca costituisce, insieme alla Theatinerkirche e alla Frauenkirche, uno dei principali luoghi di sepoltura della famiglia regnante bavarese. Oltre ai membri della casata, vi sono tumulati anche numerosi consorti appartenenti alle principali dinastie europee. Vi sono sepolti:
Renata di Lorena (20 aprile 1544 – 22 maggio 1602), duchessa di Baviera; Guglielmo V (29 settembre 1548 – 7 febbraio 1626), duca di Baviera; Ferdinando Guglielmo Wittelsbach (25 agosto 1620 – 23 ottobre 1629); Giovanni Federico Wittelsbach (12 gennaio 1604 – 30 novembre 1632); Elisabetta Renata di Lorena (9 ottobre 1574 – 4 gennaio 1635), elettrice di Baviera; Massimiliano I Wittelsbach (17 aprile 1573 – 27 settembre 1651), elettore di Baviera; Maria Anna d'Austria (13 gennaio 1610 – 25 settembre 1665), elettrice di Baviera; Massimiliano Filippo Girolamo (30 settembre 1638 – 20 marzo 1705), duca di Baviera-Leuchtemberg; Mauritia Febronia Wittelsbach (12 aprile 1652 – 20 giugno 1706); Karl Philipp Augusto del Palatinato-Neuburg-Sulzbach (17 marzo 1718 – 31 marzo 1724); Karl Philipp Augusto del Palatinato-Neuburg-Sulzbach (24 novembre 1725 – 6 maggio 1727); Elisabetta Augusta Sofia del Palatinato (17 marzo 1693 – 30 gennaio 1728), principessa ereditaria di Sulzbach; Giuseppe Carlo Wittelsbach (2 novembre 1694 – 18 luglio 1729), principe ereditario di Sulzbach; Teresa Emanuela (22 luglio 1723 – 27 marzo 1743); Teresa Benedetta (6 dicembre 1725 – 29 marzo 1743); Clemente Augusto (18 settembre 1749 – 19 giugno 1750); Federico Michele (27 febbraio 1724 – 15 agosto 1767), conte palatino di Zweibrücken-Birkenfeld; Elisabetta Maria Augusta (17 gennaio 1721 – 17 agosto 1794), elettrice palatina e di Baviera; Carlo II Augusto Wittelsbach (29 ottobre 1746 – 1 aprile 1795), conte palatino del Palatinato-Zweibrücken; Carolina Clotilde (16 gennaio 1816 – 25 giugno 1816), principessa di Baviera Eugène de Beauharnais (3 settembre 1781 – 21 febbraio 1824) viceré d'Italia e duca di Leuchtenberg; Augusta di Baviera (21 giugno 1788 – 13 maggio 1851), principessa di Baviera e duca di Leuchtenberg; Adalberto Wittelsbach (19 luglio 1828 – 21 settembre 1875), principe di Baviera; Ludovico II Wittelsbach (25 agosto 1845 – 13 giugno 1886), re di Baviera; Amalia Filippina di Borbone-Spagna (12 ottobre 1834 – 27 agosto 1905), infanta di Spagna e principessa di Baviera; Ottone I (27 aprile 1848 – 11 ottobre 1916), re di Baviera; Alfonso Wittelsbach (24 gennaio 1862 – 8 gennaio 1933), principe di Baviera; Maria de la Paz di Borbone-Spagna (23 giugno 1862 – 4 dicembre 1946), infanta di Spagna e principessa di Baviera; Ludovico Ferdinando Wittelsbach (22 ottobre 1859 – 23 novembre 1949), principe di Baviera e infante di Spagna; Luisa Vittoria Sofia (19 luglio 1869 – 4 febbraio 1952);