La contea di Santa Fiora, insieme a quella di Sovana, era uno dei due piccoli Stati in cui furono suddivisi nel 1274 i possedimenti della famiglia Aldobrandeschi che occupavano parte del territorio della Toscana meridionale.Gli Sforza di Santa Fiora, p. 10

Storia

Al momento della ripartizione, la contea fu assegnata a Bonifacio e includeva, oltre alla "capitale" Santa Fiora, le località di Castell'Azzara, Selvena (insediamento della Rocca Silvana), Arcidosso, Semproniano, Scansano, Magliano in Toscana, Istia d'Ombrone, Roccastrada, l'Isola del Giglio e Castiglione d'Orcia.

Nel corso del Trecento i senesi riuscirono a conquistare l'Isola del Giglio, Roccastrada, Istia d'Ombrone, Magliano in Toscana, Selvena, Arcidosso e Castiglione d'Orcia; nel 1410, inoltre, espugnarono anche il centro di Semproniano che, da allora, entrò a far parte anch'esso nella repubblica di Siena.Santoro, p. 55

Da allora, la contea di Santa Fiora limitò le proprie ambizioni territoriali nell'ambito toscano, cioè al capoluogo, a Castell'Azzara e Scansano, mentre nell'attuale territorio laziale possedeva i borghi di Onano e Proceno. Nonostante il territorio fosse gradualmente sempre più ristretto per la politica aggressiva di Siena, questo feudo fu molto più longevo rispetto alla più vasta contea di Sovana.

Soltanto nel 1439 l'intera contea fu ereditata dagli Sforza, in seguito del matrimonio tra Bosio I Sforza e Cecilia Aldobrandeschi, una delle tre figlie di Guido che, non avendo avuto prole maschile, fu di fatto l'ultimo conte. Da quell'anno in poi, il piccolo "Stato" diverrà per quasi due secoli la contea sforzesca.

Nel 1471 Santa Fiora riconobbe con un trattato l'alta sovranità della repubblica di SienaRepetti, Voce Santa Fiora, p. 151; Caciagli, p. 140, pur rimanendo indipendente.

Nel 1624 quasi tutta la contea fu annessa al granducato di Toscana, mentre i paesi di Onano e Proceno passarono sotto lo Stato della Chiesa.Calzona, p. 95 Nel 1633 il conte Mario II vendette la sovranità del feudo a Ferdinando II de' Medici, ricevendo però immediatamente, di nuovo, il controllo dello stesso come feudatario del granduca, mentre nel 1789 la contea passò direttamente sotto il dominio degli Asburgo-Lorena.Moroni, voce Sforza

Alle falde del monte Calvo, nel 1488, il conte di Santa Fiora Guido II, sostenuto dalla consorte Francesca Farnese, fece costruire il convento e la chiesa della Santissima Trinità, in località Selva, dove poi vorrà essere sepolto, lasciando ai religiosi un sostanzioso legato.Il francescano Giovanni Battista Da Cutigliano, nel 1646, scrisse una relazione in cui asseriva che il suddetto feudatario, in loco per una battuta di caccia, uccise un mostruoso rettile che si presume infestasse la zona, lasciando alla comunità metà della testa che venne esposta sulla porta della cappella della Trinità.Negli anni trenta dell'Ottocento il parroco della Selva don Pietro Coppi descrisse il singolare animale in un resoconto, rammentando come fosse privo dei denti, lungo quindici soldi e largo sette. Il conte Sforza era assai devoto al santuario e lo visitava spesso con i familiari.Il convento, fino alla soppressione napoleonica del 1810, custodiva testimonianze dei signori Luciani (che avevano assistito all'uccisione del "drago", come veniva definito) e di alcuni ministri del conte: recentemente la testa della bestia viene mostrata in una teca.Cordier, pp. 122-127

Significativa era la presenza ebraica nella contea di Santa Fiora: le prime testimonianze risalgono alla seconda metà del XV secolo, mentre il ghetto fu istituito nel 1714, quando ormai il feudo era assoggettato, già da circa ottanta anni, al granducato di ToscanaSanta Fiora, Italia Judaica.

I conti risiedevano nel palazzo di Santa Fiora, nella residenza estiva di villa Sforzesca (Castell'Azzara) e nella dimora di Genzano di Roma. Il luogo principale di sepoltura era nella pieve delle Sante Flora e Lucilla.

Il matrimonio di Federico II Sforza con Livia Cesarini, infine, fece sì che il loro figlio Gaetano unisse i cognomi e i suoi discendenti amministreranno quello che era rimasto dell'antica contea fino al decreto napoleonico del 1806.Santoro, p. 180

Conti di Santa Fiora (1216-1806)Calzona, p. 50

N°TitoloNomeDalAlConsorte e Note1 Conte Bonifacio Aldobrandeschi 1216 1229 Imilia dei Cacciaconti 2 Conte Ildebrandino (X) 1229 1283 3 Conte Ildebrandino (XII) 1283 1331 4 Conte Stefano 1331 1346 5 Conte Senese 1346 1386 6 Conte Guido I 1386 1438 Elisabetta Salimbeni7 Contessa Cecilia Aldobrandeschi 1438 1451 Bosio I Sforza, fratellastro di Francesco I Sforza8 Conte Bosio I Sforza 1439 1476 Vedovo della contessa Cecilia Aldobrandeschi9 Conte Guido II 1476 1508 Francesca Farnese10 Conte Federico I 1508 1517 Bartolomea Orsini di Pitigliano11 Conte Bosio II 1517 1535 Costanza Farnese12 Conte Sforza I 1535 1575 Luisa Pallavicino, Caterina Nobili13 Conte Mario I 1575 1591 Fulvia Conti14 Conte Alessandro I 1591 1631 Eleonora Orsini di Bracciano15 Conte Mario II 1631 1658 Renata di Lorena16 Conte Ludovico I 1658 1685 Artemisia Colonna, Adelaide di Thianges17 Conte Francesco I 1685 1707 Dorotea Tocco18 Conte Federico II 1707 1712 Livia Cesarini19 Conte Gaetano I Sforza-Cesarini 1712 1727 Vittoria Conti20 Conte Sforza Giuseppe I 1727 1744 Maria Francesca Giustiniani21 Conte Filippo I Sforza Cesarini, IV Principe di Genzano 1744 1764 Anna Maria Colonna Barberini22 Conte Gaetano II Sforza Cesarini, V principe di Genzano 1764 1776 Teresa Caracciolo, Marianna Caetani23 Conte Francesco II Sforza Cesarini, VI Principe di Genzano 1776 1806 Geltrude Conti24ConteSalvatore Sforza Cesarini, VII principe di Genzano17981832Elisabetta Cusani Visconti25ConteLorenzo Sforza Cesarini18321867Riconosciuto legittimo erede di tutti i titoli e possedimenti Sforza Cesarini per sentenza della Sacra Rota Sposa Carolina Shirley Ferrers26ConteFrancesco Sforza Cesarini18671899Vittoria Colonna Doria27ConteLorenzo Sforza Cesarini18681939Maria Torlonia Borghese28ConteMario Bosio Sforza Cesarini18991986Virginia Lotteringhi della Stufa29ConteBosio Sforza Cesarini19392018Lidya Lo Savio30ConteLorenzo Sforza Cesarini1964

Note

Bibliografia AA. VV., Gli Sforza di Santa Fiora, ed. Effigi, Arcidosso 2009. Francesco Brigidi, Descrizione della contea di Santa Fiora, Grosseto 1880. Giuseppe Caciagli, I feudi medicei, Pacini, Pisa 1980. Lucia Calzona, La Gloria de' Prencipi. Gli Sforza di Santafiora da Proceno a Segni, De Luca, Roma 1996. Umberto Cordier, Guida ai draghi e mostri in Italia, Sugar, Milano 1986. Giuseppe Guerrini (a cura di). Torri e Castelli della Provincia di Grosseto (Amministrazione Provinciale di Grosseto), Nuova Immagine Editrice, Siena 1999.

Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro sino ai nostri, vol. LXV, Tipografia Emiliana, Venezia 1854. Emanuele Repetti, Dizionario geografico, fisico, storico della Toscana, vol. V, Firenze 1843. Caterina Santoro, Gli Sforza, Tea, Milano 1994.

Voci correlate Aldobrandeschi Contea di Sovana Convento della Santissima Trinità alla Selva Palazzo Sforza Cesarini (Santa Fiora) Santa Fiora Villa Sforzesca (Castell'Azzara)

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