Lalevismo () è una corrente dell'islam di derivazione sciita duodecimana originaria dell'Anatolia sorta a partire dal XIII secolo dagli insegnamenti di Hajji Bektash Veli. La teologia alevita moderna è stata profondamente influenzata dall'umanesimo e dall'universalismo. L'alevismo è strettamente connesso alla confraternita islamica dei bektashi. A partire dal XX secolo in Turchia gli aleviti si sono rivelati tra i principali sostenitori del secolarismo secondo il modello kemalista e della sinistra politica, il che ha spesso generato tensioni con i locali militanti islamisti sunniti e nazionalisti turchi di estrema destra.
Terminologia
Il nome "aleviti" generalmente è spiegato come un riferimento ad ʿAlī ibn Abī Ṭālib, cugino, genero e figlio adottivo del profeta Maometto. Il nome è la pronuncia turca, zazaki e curda di ʿAlawī (, "riguardante ʿAlī"). Nonostante ciò, gli aleviti turchi, zaza e curdi non devono essere confusi con gli alawiti arabi della Siria.
Gli aleviti sono talvolta chiamati "qizilbashi" (dal movimento radicale riformista d'impianto sciita dei qizilbash); alcuni si identificano in questo nome, mentre altri lo associano più al mondo iranico. Gli aleviti sono spesso chiamati in turco anche Tahtacı ("tagliatori di legno"), Abdal, Bardi e Çepni.
Storia
I tentativi di identificazione dell'origine degli Aleviti sono oltremodo controversi. Molti di loro riconducono la loro tradizione all'Islam primitivo e ai Dodici Imam, e concordano con questa tesi alcuni dei maggiori studiosi. Altri vedono nell'Alevismo un substrato preislamico che ha acquisito parte della teologia sciita, e non accettano come turca o persiana questa cultura popolare. Altri ancora individuano l'influenza del cristianesimo ortodosso. Questi punti di vista potrebbero essere simultaneamente veri.
Le tribù turche del nord dell'Iran e dell'Anatolia orientale furono convertite allo sciismo durante l'Ilkhanato. Il poeta Yunus Emre e il santo (Wali) Hajji Bektash furono i primi santi di quel periodo e più tardi vennero associati con l'alevismo. Gli aleviti emersero in questo contesto come un ordine sufi militante con base ad Ardabil, il cui leader Shah Isma'il I riuscì a conquistare la Persia. I qizilbash dell'Anatolia si trovarono dal lato sbagliato del confine ottomano-persiano dopo il trattato di Amasya del 1555. Furono assoggettati all'Impero ottomano, dal quale erano visti con sospetto.
Gli aleviti turchi appoggiarono sin dal principio le riforme di Atatürk, che pose di fatto fine alla loro discriminazione da parte delle autorità ottomane, mentre gli aleviti curdi guardavano la sua ascesa con sospetto. In ogni caso, il kemalismo perse terreno durante gli anni 1960, quando molti aleviti si avvicinarono agli ambienti della sinistra dissidente.
Il massacro di Sivas
Il 2 luglio 1993 a Sivas, mentre la locale comunità alevita stava celebrando la festa del Pir Sultan Abdal, uscendo dalla moschea dopo la loro preghiera del venerdì, una folla di circa 20.000 sunniti circondò l'hotel Madimak, intonando slogan anti-aleviti e pro-Shari'a. Diedero fuoco all'hotel e lo bersagliarono con pietre. Mentre il fuoco uccideva 33 Aleviti, la polizia, i militari e i vigili del fuoco non fecero nulla per spegnere l'incendio o salvare gli assediati. Le immagini del massacro vennero filmate e trasmesse in tutto il mondo. Ogni anno all'anniversario del massacro molte organizzazioni alevite richiedono l'arresto dei responsabili. 33 persone sono state condannate a morte nel 1997 per crimini legati al massacro, ma la sentenza non fu mai eseguita.
Nel 1995 ci fu anche una sparatoria da un'auto nel quartiere Gazi di Istanbul che causò la morte di alcuni aleviti. Durante le conseguenti manifestazioni di protesta, la polizia aprì più volte il fuoco contro i dimostranti. Quando le proteste terminarono si contarono un totale di 15 aleviti uccisi. Il risultato fu una rivitalizzazione dell'identità alevita, e il dibattito su questa identità continua ancora oggi.
Teologia L'alevismo si contraddistingue per alcune pratiche: i riti si svolgono in case assembleari (cemevi), piuttosto che nelle moschee. La cerimonia (âyîn-i cem, o semplicemente cem) include musica e danza (semah).
Importanti aspetti dottrinari dell'alevismo sono: amore e rispetto per tutti (“L'importante non è la religione, ma essere un umano”) tolleranza nei confronti delle altre religioni ed etnie (“Se danneggi il tuo prossimo, le preghiere rituali che hai recitato non sono valide”) rispetto per i lavoratori ("Lavorare è il più grande atto di fede”) uguaglianza fra uomini e donne, che pregano fianco a fianco. È praticata la monogamia
Gli aleviti accettano il credo sciita riguardo ʿAlī e i dodici imam. Alcuni aleviti non vogliono però essere descritti come sciiti ortodossi, a causa di grosse differenze nella filosofia, abitudini e rituali rispetto alle forme prevalenti dello sciismo dell'Iraq e del moderno Iran. Nonostante ciò, l'ayatollah Ruhollah Khomeini nel 1970 ha dichiarato gli aleviti parte della linea tradizionale sciita.Nasr, V: "The Shia Revival", p. 1. Norton, W. W. & Company, Inc, 2006
Il credo degli Aleviti è difficile da definire, dal momento che nell'Alevismo ci sono diversi movimenti senza alcuna autorità centrale, e le differenze fra i vari gruppi sono poco definite. Molti insegnamenti sono trasmessi oralmente e per anni sono stati tenuti segreti (ma oggi sono largamente accessibili). Le basi più particolari del credo alevita si trovano nei Buyruks (dialoghi scritti dello sceicco Safi al-Din (eponimo dell'ordine mistico della Safawiyya), Jaʿfar al-Ṣādiq (il Sesto Imam), e altri uomini illustri. Sono anche inclusi inni (nefes) di persone come Shāh Isma'il o Pir Sultan Abdal, storie di Hajji Bektash e altre opere.
Esistono varie opinioni sulla natura di ʿAlī. Molti gli attribuiscono una forza e una saggezza soprannaturali (sorpassate solo dai profeti), e un'inimitabile connessione interiore con il profeta Maometto:
Muhammed ilim şehridir, Ali kapısıdır. Maometto è la Città della conoscenza spirituale, ʿAlī è la Porta.
Molti Aleviti ritengono ci sia una unità mistica fra ʿAlī e Muḥammad (si veda Ali-Muhammad), simile ai due lati di una moneta o alle due metà di una mela:
Ali Muhammed'dir, Muhammed Ali Gördüm bir elmadır, elhamdü-lillâh
ʿAlī è Maometto, Maometto è ʿAlī; Ho visto una mela, tutta la lode è per AllahQueste e molte altre frasi possono essere trovate in Turkish Alevis Today di John Shindeldecker.
La frase "Per l'amore di Dio, Maometto, ʿAlī" (Hak-Muhammed-Ali aşkına), comune a molte preghiere alevite, può essere scambiata come un'equivalenza dell'autorità dei tre, o come un'attribuzione di divinità ad 'Ali e Maometto. Dal momento che l'Islam è particolarmente focalizzato sul monoteismo, teorie simili sono profondamente controverse.
Si crede che ognuno dei Dodici Imam sia parte della "luce" (Nur) di ʿAlī. Quindi ʿAlī ibn Abī Ṭālib è chiamato "Primo ʿAlī" (Birinci Ali), al-Ḥusayn ibn ʿAlī il "Secondo ʿAlī" (İkinci Ali), e così via sino al "Dodicesimo ʿAlī" (Onikinci Ali), Muhammad al-Mahdi.
Nonostante questo basilare orientamento sciita, buona parte del linguaggio mistico dell'Alevismo è ispirato da tradizioni sunnite. Per esempio, il concetto di Dio degli Aleviti è derivato dalla filosofia di Ibn al-'Arabi e comprende una catena di emanazione da Dio, a uomo spirituale, uomo terreno, animali, piante, e minerali. L'obiettivo della vita spirituale è seguire questo percorso in direzione contraria, sino all'unità con Dio, o Haqq (Realtà, Verità). Dalla prospettiva più alta, tutto è Dio (vedi Wahdat al-Wujud). Gli Aleviti talvolta ammirano al-Ḥallāj, un Sufi del X secolo giustiziato a Baghdad per blasfemia per avere di fatto esortato a comportamenti anti-nomistici (e non già, come si crede, per aver detto - tra l'altro in privato - "Io sono la Verità" (Anā al-Ḥaqq).
Un altro importante concetto alevita è quello del "Perfetto Essere Umano" (Insan-i Kamil). (Questa terminologia è sunnita; la controparte sciita sarebbe "Perfetto sciita".) Molti Aleviti pensano che il primo sia stato ʿAlī, Hajji Bektash Wali, o gli altri santi. In ogni caso il Perfetto Essere Umano è stato anche identificato con la nostra vera identità come pura coscienza, dal concetto coranico secondo cui gli umani non hanno peccato originale, essendo la pura coscienza perfetta. Il compito umano è di realizzare completamente questo stato sinché sono ancora nella forma materiale umana.
Molti Aleviti definirebbero il Perfetto Essere Umano in termini pratici, come uno che abbia il completo controllo morale delle sue mani, lingua e sensi (eline diline beline sahip); tratta allo stesso modo ogni tipo di persona (yetmiş iki millete aynı gözle bakar); e serve gli interessi degli altri. Uno che abbia raggiunto questo stato di illuminazione è chiamato eren o munavver.
Pratiche Il percorso spirituale degli Alevita (yol, "strada") comunemente passa attraverso quattro principali fasi della vita, o "porte":
Sheriat (Sharīʿa) ("legge religiosa") Tarikat ("fratellanza spirituale") Marifat ("conoscenza spirituale") Hakikat ("Realtà" o "Verità", ovvero, Dio)
Queste possono essere a loro volta suddivise in "quattro porte, quaranta livelli (dört kapı kırk makam)". La prima porta (legge religiosa) è considerata essenziale (e in questo possiamo percepire una sottile critica nei confronti di altre tradizioni musulmane).
I seguenti sono i principali crimini, tali da causare la dichiarazione di düşkün (traditore):Vedi anche, Öztürk, ibid, pp. 78-81. Nell'antichità, sposare un sunnita [Yezide kuşak çözmek] era considerata un'offesa che causava lo stato di düşkün. Vedi Alevi Buyruks
uccidere una persona commettere adulterio divorziare dalla moglie sposare una donna divorziata rubare
Buona parte dell'attività degli Aleviti si svolge presso la seconda porta (fratellanza spirituale), in questa il fedele si sottomette a una guida spirituale vivente (dede, pir, mürşit). L'esistenza della terza e quarta porta è principalmente teorica, solo qualche anziano Alevita pare abbia ricevuto l'iniziazione alla terza.Kristina Kehl-Bordrogi lo riporta relativamente ai Tahtaci. Vedi il suo articolo "The significance of musahiplik among the Alevis" in Synchronistic Religious Communities in the Near East (co-edited by her, with B. Kellner-Heinkele & A. Otter-Beaujean), Brill 1997, p. 131 ff.
Cem Il principale servizio religioso degli Aleviti è il cem. Il prototipo della cerimonia è il viaggio notturno del profeta Maometto, dove egli vide un'adunanza di quaranta santi (Kırklar Meclisi), e la Realtà Divina si manifestò nel loro leader, ʿAlī.
Semah, una serie di danze rituali caratterizzate dal girare in tondo, è una parte fondamentale in ogni cem. Il Semah è eseguito da uomini e donne insieme, accompagnate dal bağlama. Le danze simboleggiano (ad esempio) la rivoluzione dei pianeti attorno al Sole (dagli uomini e donne che danzano in circolo), e l'abbandono della propria individualità e l'unione con Dio.
Il Rito di Integrazione (görgü cemi) è un complesso rituale durante il quale vengono assegnati vari compiti a coloro che desiderano legarsi mediante un legame extrafamiliare (musahiplik), che intraprendono un percorso di unità e integrazione sotto la direzione della guida spirituale (dede, "nonno").
La frase mum söndü ("La candela è sparita") allude a un'accusa riguardo ad un sacro momento di qualche rituale cem in cui dodici candele (che rappresentano i Dodici Imam) sono immerse nell'acqua.
Musahiplik