Alla testa del partito dei Malcontent, Francesco svolse un ruolo politico particolarmente importante nella Francia di fine Cinquecento. Causò problemi alla corte di suo fratello Enrico III e partecipò alla sesta e settima guerra di religione.

Fu un pretendente alla mano della regina Elisabetta I d'Inghilterra dal 1572 fino alla sua morte, e prese parte alla guerra di indipendenza delle Province Unite contro la Spagna: con il trattato di Plessis-les-Tours del 1580 tutte le Province meno l'Olanda e la Zelanda, lo riconobbero "Protettore della libertà dei Paesi Bassi", e sembrava destinato a diventare il sovrano del nuovo stato, quando l'insuccesso del tentativo di prendere con la forza la città di Anversa nel 1583 lo costrinse a riparare in Francia.

Morì di malaria il 10 giugno 1584 a Château-Thierry. La sua morte ebbe importanti implicazioni politiche: essendo suo fratello re Enrico III senza figli, permise ad Enrico di Navarra di diventare re di Francia alla morte di Enrico III. La prospettiva di avere un re ugonotto favorì quindi la recrudescenza del radicalismo cattolico, con lo scoppio infine dell'ottava guerra di religione.

Biografia Giovinezza (1555-1572) Infanzia

Nacque il 18 marzo 1555 nel castello di Fontainebleau, figlio di Enrico II di Francia e Caterina de' Medici. Fu battezzato con il nome di «Ercole», avendo come padrini il conestabile di Francia Anne de Montmorency ed Ercole II d'Este, duca di Ferrara.. Trascorse l'infanzia insieme ai fratelli nei castelli lungo la Senna, accudito da un gran numero di servitori e cortigiani addetti al suo benessere personale.

L'inopinata morte del padre nel 1559 provocò la rottura degli equilibri di potere tra le grandi famiglie aristocratiche del regno, divise anche per motivi religiosi. Segnato dalla presa di potere dei cattolici Guisa, il breve regno di Francesco II venne funestato dalla congiura di Amboise, ordita dai due principi del sangue di fede calvinista: Antonio di Borbone, re di Navarra e Luigi di Condé. L'ascesa al trono di re Carlo IX di soli dieci anni, permise a Caterina de' Medici di prendere le redini del potere, in qualità di reggente..

Nonostante la ricerca di un clima distensivo, la tensione crescente tra i due schieramenti politico-religiosi portò allo scoppio della prima guerra civile di religione. Durante questo periodo, il piccolo Ercole e la sorella maggiore Margherita vissero riparati nel sicuro castello di Amboise, allevati da varie dame di corte.. Finita la guerra, si ricongiunse alla madre e ai fratelli per partecipare a «le grand voyage de France» della corte: un tour di propaganda monarchica, ideato da Caterina per rinsaldare i legami tra il sovrano e la popolazione..

Se fino a quel momento Ercole si era dimostrato più robusto dei fratelli Carlo e Enrico, oltre che ad un aspetto gradevole e un carattere gioviale., tra Lione e Valence si ammalò gravemente e fu costretto a tornare Parigi per poter essere curato. Non vi sono dettagli su quale tipo di malattia avesse contratto, ma da quel momento la sua salute sarebbe rimasta irrimediabilmente compromessa.. Si ricongiunse alla corte un anno dopo e nel febbraio 1566, a Moulins, ricevette la cresima, durante la quale, su richiesta della madre, mutò il nome in «Francesco», in onore del nonno Francesco I. Ricevette inoltre in appannaggio da suo fratello Carlo, i ducati d'Alençon e di Normandia..

Educazione, aspetto e carattere

Secondo una prassi consolidata, fino ai sette anni i Fils de France erano cresciuti da dame di corte, per poi venir affidati a dei precettori che dovevano occuparsi della loro istruzione. A differenza dei fratelli maggiori, Francesco non avrebbe mai spiccato in doti o curiosità intellettive: la sua corrispondenza palesa una conoscenza semplicistica del francese e la sua incapacità ad esprimersi in italiano. Pur preferendo sempre lo sport, la caccia e gli esercizi militari alla cultura, ciò non gli avrebbe impedito di svolgere il ruolo da mecenate, prendendo sotto la sua protezione numerosi artisti e scrittori, tra cui Jean Bodin, Guillaume Postel, Brantôme, Ronsard..

Nel settembre 1569, Francesco fu colpito da una violenta forma di vaiolo. Pur riuscendo a sopravvivere, il suo volto rimase profondamente devastato dalle cicatrici delle pustole. In particolare il naso era talmente segnato da sembrare diviso in due.. Stando al suo amico d'infanzia, il visconte di Turenne, la malattia lo avrebbe segnato profondamente anche nel carattere e nell'intelletto.. Crescendo inoltre sarebbe risultato essere molto basso rispetto ai fratelli.: cosa per la quale sarebbe stato pesantemente dileggiato.

Queste avversità lo avrebbero reso un ragazzo taciturno e introverso, facendogli sviluppare un carattere ambizioso e spregiudicato. Con il passare degli anni avrebbe sviluppato una gelosia e un rancore crescenti nei confronti dei fratelli, in particolare verso Enrico, il prediletto della regina madre.. Caterina si sarebbe sempre rapportata con poca comprensione verso l'ultimogenito: nell'infanzia ad esempio, lo avrebbe poco indulgentemente descritto come «un piccolo moro (petite moricaud) che non ha che guerra e tempesta nel suo cervello»..

Primi passi in politica

Rispetto al resto dei fratelli che seguivano la corte itinerante nei vari castelli lungo la Senna e la Loira, Francesco rimase fisso a Parigi dal 1569 con la sua corte personale, governata da Jean d'Ebrard, seigneur de St-Sulpice, ex ambasciatore francese in Spagna e dal 1568 incaricato della sua istruzione, con il quale strinse una forte amicizia..

Francesco sperava di potersi distinguere in ambito militare come aveva fatto suo fratello Enrico durante la terza guerra civile di religione, vincendo nelle famose battaglie di Jarnac, in cui era rimasto ucciso il principe di Condé, e di Montcountour. Il suo lavoro di supporto all'esercito regio non fu ignorato, ma Francesco rimase comunque una figura politica sfocata al servizio di suo fratello il re..

Nel 1570 anche il duca entrò nel mercato delle alleanze matrimoniali gestito da Caterina, che inizialmente pensò di farlo sposare ad una principessa sassone, ma il fermo rifiuto del duca d'Angiò di abiurare il cattolicesimo, provocando la rottura delle trattative di nozze con Elisabetta I d'Inghilterra, cambiò le carte in tavola. Visto che questo legame politico era di estrema importanza per re Carlo, che voleva creare una vasta alleanza da contrapporre all'egemonia spagnola, la regina madre propose Francesco come nuovo pretendente..

Secondo l'ambasciatore inglese, il duca d'Alençon «non era così ostinato, papista e restio come un mulo quanto suo fratello» in fatto di religione. Molti contemporanei ritennero che Francesco fosse divenuto ancor più elastico in materia, per la relazione che avrebbe stretto con l'ammiraglio di Coligny, leader dell'esercito protestante, dopo il suo ritorno a corte nell'ottobre 1571..

Il capo dei Malcontent (1572-1574) Un nuovo movimento politico

Estromesso dalle decisioni politiche a causa della scarsa considerazione nel quale era tenuto dalla madre e dai fratelli, Francesco risultò del tutto estraneo. alla strage della «notte di san Bartolomeo», di poco successiva alle nozze di sua sorella Margherita con il re calvinista Enrico di Navarra, che dovevano celebrare la ritrovata armonia nel regno data dalla pace di Saint-Germain.

Fu incaricato da Carlo IX di seguire il duca d'Angiò assieme ad altri esponenti dell'alta aristocrazia per porre d'assedio La Rochelle.. Assieme ai nobili cattolici vi erano anche il re di Navarra e il principe Enrico di Condé, i due cugini Borbone, costretti a convertirsi dopo la strage e da quel momento prigionieri a corte. L'assedio dimostrò solo la crescente diversità di vedute tra Francesco e suo fratello Enrico, con violente litigate. Francesco fu escluso da ogni decisione strategica e ostracizzato in ogni iniziativa anche da re Carlo..

La sua estraneità al massacro di Parigi, denunciata dallo stesso Francesco come un tradimento, la sua tolleranza per il calvinismo e la sua distanza dai fratelli maggiori, resero Francesco una figura politica di riferimento per una "terza via" che raccolse tutti coloro che non si ritrovavano più nelle scelte politiche della monarchia.. Sarebbero stati denominati «Malcontent», (Malcontenti): un gruppo multiforme formato da cattolici moderati, scontenti del crescente assolutismo monarchico, e da calvinisti che cercavano un mediatore per la loro causa.

I principali sostenitori di questo nuovo partito furono i Montmorency, da sempre molto legati al duca d'Alençon e preoccupati per la nuova ascesa politica dei Guisa a corte: i più moderati erano François ed Enrico, mentre i più "arditi" erano gli esponenti più giovani della famiglia: Charles di Merù, Guillame di Thoré e loro cugino, il visconte di Turenne. Ad appoggiare questa terza via, c'erano anche Enrico di Navarra e il principe di Condé, desiderosi di fuggire dalla corte dei Valois..

Durante l'assedio a La Rochelle, i Malcontent idearono numerosi e confusi piani che si rivelarono un nulla di fatto.. L'azione militare si concluse quando a maggio 1573, Enrico d'Angiò ricevette la notizia di essere stato eletto re di Polonia. Fu incaricato Francesco di gestire le trattative di pace per la monarchia che si conclusero nell'editto di Boulogne, estremamente limitante nelle concessioni ai riformati. L'azione venne mal digerita dai calvinisti, ma molto apprezzata da sua madre e i suoi fratelli..

Nel dicembre 1573, la partenza di Enrico d'Angiò per la Polonia provocò una crisi all'interno del partito cattolico, di cui era uno dei leader assieme ai Guisa. I Malcontent pensarono di far fuggire da corte il duca d'Alençon e il re di Navarra, per permettere loro di raggiungere i ribelli fiamminghi, a cui Francesco aveva in precedenza espresso estrema vicinanza politica, ma l'impresa fallì per intervento della regina Margherita, che aveva precedentemente fatto giuramento al duca d'Angiò di proteggere i suoi interessi politici in sua assenza..

Per ribilanciare l'equilibrio politico, François de Montmorency perorò la causa di Francesco, chiedendo al che venisse investito della carica di luogotenente generale del regno, precedentemente appartenuta al duca d'Angiò. Carlo accettò, ma quando il duca di Guisa fece scoppiare uno scandalo accusando il Montmorency di aver incaricato un servitore di ucciderlo, François fu costretto a ritirarsi nelle sue terre. La carica fu infine affidata a Carlo III di Lorena su richiesta di Caterina de' Medici..

Alleanza con la regina di Navarra I complotti non si arrestarono. Venne progettato un colpo di Stato che servisse a far nominare erede al trono Francesco, a discapito del duca d'Angiò, ed escludesse definitivamente dal potere la regina madre e i tutti i cortigiani stranieri.

Stavolta, al fianco di Francesco, vi fu anche la sorella maggiore: stando alle sue Memorie, Margherita fu persuasa dall'umiltà e la reverenza con cui il fratello le chiese protezione.. Più probabilmente agì per ambizione personale: con il duca d'Alençon al potere avrebbe potuto svolgere un ruolo cardine nella mediazione tra i cattolici, legati al duca d'Alençon e i calvinisti legati al marito..

Da quel momento la loro sarebbe risultata essere una solida alleanza rafforzata da una naturale tenerezza fraterna: il loro patto di reciproco sostegno e soccorso non si sarebbe mai infranto, durando per tutta la vita.. Francesco avrebbe trovato nella sorella un'alleata sicura, capace di sostenerlo, aiutarlo, consigliarlo e proteggerlo e verso cui avrebbe sempre dimostrato devozione.. Sicuramente Margherita ebbe sempre una notevole influenza politica sul fratello minore.