Biografia Tra le più importanti e note coreografe mondiali, la Bausch ha diretto dal 1973 il Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, con sede a Wuppertal, in Germania. Il suo nome è legato al termine Tanztheater (teatrodanza), adottato negli anni '70 da alcuni coreografi tedeschi - tra cui la stessa Bausch - per indicare un preciso progetto artistico che intende differenziarsi dal balletto e dalla danza moderna, che include elementi recitativi, come l'uso del gesto teatrale e della parola, con precise finalità drammaturgiche.
Inizia la carriera artistica da adolescente, esibendosi in piccoli ruoli di attrice nel teatro di Solingen, la città natale. In seguito si trasferisce a New York, grazie ad una borsa di studio. Perfeziona la sua tecnica alla Juilliard School. Successivamente viene scritturata, come ballerina, dal New American Ballet e dal Metropolitan Opera House. Nel 1962, dopo il rientro in Germania, che la vede impegnata ancora come danzatrice, Pina Bausch inizia nel 1968 a comporre le prime coreografie per il corpo di ballo della sua prima scuola, la Folkwang Hochschule di Essen fondata da Kurt Jooss, che dirigerà dall'anno successivo.
Nel 1973 fonda il Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, cambiando nome al già esistente corpo di ballo di Wuppertal. I suoi spettacoli riscuotono fin da principio un indiscusso successo, accumulando riconoscimenti in tutto il mondo. I primi lavori sono ispirati a capolavori artistici, letterari e teatrali, come ad esempio Le sacre du printemps del 1975. Con Café Müller (1978), uno dei suoi spettacoli più celebri, composto sulle musiche di Henry Purcell, si assiste ad una svolta decisiva nello stile e nei contenuti. Mentre le prime opere sono animate da una dura critica alla società consumistica e ai suoi valori, le opere più mature approfondiscono sia il contrasto uomo-società, sia la visione intima della coreografa e dei suoi danzatori, che sono chiamati direttamente ad esprimere le proprie personali interpretazioni dei sentimenti.
Muore di cancro ai polmoni il 30 giugno 2009 all'età di 68 anni.
Il Tanztheater di Pina Bausch La novità del suo lavoro non consiste tanto nell'invenzione di nuove forme e nuovi gesti, da riprodurre uguali a se stessi, quanto nell'interpretazione personale della forma che si vuole rappresentare, entrambe sostenute dal concetto basilare del rapporto (che è della danza così come di ogni forma di vera arte) tra fragilità e forza. I danzatori sono chiamati alla creazione delle pièces (che Bausch denomina stück) attraverso l'improvvisazione generata dalle domande che la coreografa pone loro. Per questo motivo gli interpreti della compagnia della Bausch vengono spesso denominati con il neologismo di danzattori. Infatti essi non ricoprono solamente il ruolo di danzatori, ma anche quello di attori e di autori dell'opera.
Un altro elemento di novità è costituito dall'interazione tra i danzatori e la molteplicità di materiali scenici di derivazione strettamente teatrale - come le sedie del Café Müller- che la Bausch inserisce nelle sue composizioni. Da citare anche il legame interpersonale che seppe sempre intrecciare coi suoi allievi, basato su un rapporto di reciproco rispetto e di affetto mai gridato ma profondissimo. Lo si evince anche dall'intenso film-documentario Pina dedicatole da Wim Wenders nel 2011 e presentato al 61º Festival di Berlino.
Coreografie dal 1973 1974: Fritz 1974: Iphigenie auf Tauris 1974: Ich bring dich um die Ecke 1974: Adagio. Cinque Lieder di Gustav Mahler 1975: Orpheus und Eurydike 1975: Frühlingsopfer 1976: Die sieben Todsünden 1977: Blaubart (sulla musica dell'opera di Bela Bartók Il castello del principe Barbablù) 1977: Komm tanz mit mir 1977: Renate wandert aus 1978: Er nimmt sie an der Hand und führt sie in sein Schloss, die anderen folgen 1978: Café Müller 1978: Kontakthof 1979: Arien 1979: Keuschheitslegende 1980: 1980 – Ein Stück von Pina Bausch 1980: Bandoneon 1982: Walzer 1982: Nelken 1984: Auf dem Gebirge hat man ein Geschrei gehört 1985: Two Cigarettes in the Dark 1986: Viktor 1987: Ahnen 1989: Palermo Palermo 1991: Tanzabend II 1993: Das Stück mit dem Schiff 1994: Ein Trauerspiel 1995: Danzón 1996: Nur Du 1997: Der Fensterputzer 1998: Masurca Fogo 1999: O Dido 2000: Kontakthof. Con uomini e donne oltre i 65 anni 2000: Wiesenland 2001: Água 2002: Für die Kinder von gestern, heute und morgen 2003: Nefés 2004: Ten Chi 2005: Rough Cut 2006: Vollmond 2007: Bamboo Blues 2008: Sweet Mambo 2008: Kontakthof. Con teenager oltre i 14 anni 2009: … como el musguito en la piedra, ay si, si, si …
Riconoscimenti La Biennale Teatro di Venezia, diretta da Franco Quadri, nel 1985 alla Fenice dedica una retrospettiva agli spettacoli di Pina Bausch e del suo Tanztheater.Il romanzo Notre-Tanz di Anna Albertano narra l'incontro di una danzatrice italiana col Tanztheater di Pina Bausch Tra i numerosi premi vinti dalla Bausch per la sua attività con il corpo di ballo del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch sono da ricordare: il Premio Ubu nel 1983 per il miglior spettacolo straniero; un secondo Premio Ubu assegnato nel 1990 e un terzo nel 1997. Nel 1999 le viene attribuito il Premio Europa per il teatro e la laurea honoris causa in arti performative dall'Università di Bologna. Nel 2003, a Parigi, viene nominata Cavaliere dell'ordine nazionale della Legion d'onore, mentre nel 2006, a Londra, le viene conferito il Laurence Olivier Award e viene nominata direttrice onoraria dell'Accademia Nazionale di Danza di Roma.
Premio Europa per il Teatro Il 9 maggio 1999 viene insignita del VII Premio Europa per il teatro, al Palazzo dei congressi di Taormina, con la seguente motivazione:
Filmografia Attrice Die Generalprobe, regia di Werner Schroeter (1980) E la nave va, regia di Federico Fellini (1983) Parla con lei (Hable con ella), regia di Pedro Almodóvar (2002) Dancing dreams. Sui passi di Pina Bausch, regia di Anne Linsel (2010) Pina, regia di Wim Wenders (distribuito nel 2011)
Regista e sceneggiatrice Die Klage der Kaiserin (1990)
Onorificenze
Note
Bibliografia Sulle tracce di Pina Bausch. Pina Bausch, VII Premio Europa per il Teatro - l’opera di un maestro raccontata a Taormina Arte, a cura di Franco Quadri e Alessandro Martinez, Ubulibri, I libri bianchi, 2003. ISBN 9788877482310
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Studenti della Juilliard School Bausch, Pina Bausch, Pina Categoria:Vincitori del Premio Ubu Categoria:Laureati honoris causa dell'Università di Bologna