La cattedrale di Santa Maria Assunta (in francese: Cathédrale Notre-Dame de l'Assomption) è il duomo della città di Aosta, sede vescovile della diocesi omonima; costituisce, assieme alla Collegiata di Sant'Orso, la testimonianza di maggior rilievo della storia dell'arte sacra in Valle d'Aosta. La sua storia ultra millenaria va ricostruita attraverso la molteplicità degli interventi che si sono succeduti e dei linguaggi architettonici impiegati, oltre alle testimonianze artistiche che essa conserva. Dal 1940 è monumento nazionale italiano.

La storia Origini e "chiesa anselmiana" L'origine del Duomo di Aosta risale alle fasi iniziali di diffusione del Cristianesimo in Valle d'Aosta: già verso la fine del IV secolo, ove oggi è la cattedrale, esisteva- come hanno provato gli scavi archeologici eseguiti - una Domus Ecclesiae di ragguardevoli proporzioni.La Cattedrale di Aosta; dalla domus ecclesiae al cantiere romanico, Regione autonoma Valle d'Aosta, Aosta, Inva s.p.a., Collana Cadran Solaire, 2007, p. 11.

La chiesa venne completamente riedificata nel corso del secolo XI, per volere di Anselmo I che fu vescovo in Aosta tra il 994 e il 1025 (da non confondersi con Anselmo di Aosta, filosofo e santo, nato nel 1033).La "chiesa anselmiana" presentava una pianta basilicale a tre navate con tetto a capriate in legno; il portale d'ingresso era posto al centro del lato meridionale; l'abside maggiore, semicircolare, era affiancata da due torri campanarie.

Nella cattedrale "anselmiana", sul lato occidentale, non vi era una vera facciata, ma solamente una "pseudofacciata" a salienti che nella parte inferiore non aveva alcun portale d'ingresso, ma si appoggiava alle strutture murarie sovrastanti il criptoportico di epoca romana. Le tre navate erano segnate da sei coppie di pilastri quadrangolari e da una coppia di pilastri a fascio di sezione quadrilobata; le dimensioni della chiesa erano di 54 × 32,4 metri, con un'altezza di oltre 15 metri per la navata centrale e di 9 metri per quelle laterali.La Cattedrale di Aosta; dalla domus ecclesiae al cantiere romanico, op. cit., p. 40. L'interno della navata centrale venne decorato con uno straordinario ciclo di dipinti a fresco disposti su vari registri. I pittori, di "area lombarda", impegnati nella realizzazione di tale programma decorativo furono, con ogni probabilità, gli stessi che in Aosta affrescarono la collegiata di Sant'Orso.S. Barberi, Cattedrale di Aosta. Gli affreschi dell'XI secolo, Pubblicazione a cura della Regione * Autonoma Valle d'Aosta, Torino, Umberto Allemandi Editore, 2002, p. 4.Vista dal lato orientale la cattedrale mostrava ben cinque absidi: una grande abside che chiudeva la navata centrale, le due absidi con le quali terminavano le navate minori ed altre due absidiole ricavate al piano inferiore delle torri campanarie. Il coro era in posizione alquanto sopraelevata rispetto alla pavimentazione della chiesa; al di sotto del coro, già alla fine del X secolo, era stata edificata una cripta a tre navatelle con volte a crociera sostenute da agili colonnine con capitelli medievali in marmo. Nella seconda metà dell'XI secolo la cripta, a seguito di un probabile cedimento, dovette essere rifatta: solo le prime campate conservano le colonnine primitive, mentre per le altre campate vennero utilizzate robuste colonne romane di reimpiego. Appoggiato alla navata nord, fu edificato un chiostro come spazio di incontro e di preghiera dei canonici.

Sempre nella seconda metà dell'XI secolo la chiesa fu ampliata con l'edificazione del westwerk (massiccio occidentale) in forma di una seconda abside posta in corrispondenza alla navata centrale affiancata da due ulteriori campanili. Si completò in tal modo un progetto costruttivo che vedeva la navata centrale chiusa da due absidi contrapposte, ciascuna di essa affiancata da una coppia di torri campanarie (adottando una scelta di tipo nordico che trovava allora un altro esempio vicino nel coevo duomo di Ivrea). Mentre il coro nell'abside orientale, dedicato a Maria Assunta, era funzionale al collegio dei canonici presieduto dal vescovo, quello nell'abside occidentale, dedicato a San Giovanni Battista, veniva utilizzato per le cerimonie parrocchiali.La Cattedrale di Aosta; dalla domus ecclesiae al cantiere romanico, op. cit., pp. 50-51.

Risalgono ad anni tra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo i mosaici del pavimento del coro.Il mosaico con il "ciclo dei mesi" è tuttora nella sede originaria; quello con gli "animali reali e fantastici" era in origine nel pavimento del coro occidentale e venne spostato accantoa al primo, nell'attuale collocazione, verso la fine del XV secolo. Cfr. La Cattedrale di Aosta; dal cantiere romanico ai giorni nostri, Regione autonoma Valle d'Aosta, Aosta, Inva s.p.a., Collana Cadran Solaire, 2008, p. 19.Verso la fine del XII secolo, quando già – sull'ondata della cultura architettonica emergente in Francia - le scelte estetiche dei committenti si orientarono verso il gotico, fu costruito lo jubé, una grande tribuna retta da arcate che delimitava il coro (lo spazio riservato ai presbiteri) rispetto allo spazio riservato dai fedeli, e che fungeva anche da pulpito. Tale struttura fu demolita solo nel 1838.Touring Club Italiano, Torino e Valle d'Aosta, Touring Editore, 2005, p. 573.

Dell'antica basilica romanica molto si è perduto in relazione ai numerosi interventi successivi, ispirati da diversi linguaggi artistici e da differenti modalità di fruizione liturgica degli spazi. Restano i due campanili posti ad oriente che – pur modificati in qualche misura nel loro aspetto dall'alta cuspide gotica e dai quattro pinnacoli angolari posti sulla loro cima - mantengono una fisionomia tipicamente romanica; restano i sorprendenti mosaici del coro, la cripta con gli interessanti capitelli medievali. Restano in particolare gli affreschi superstiti - riscoperti nel 1979 nello spazio tra il tetto e le volte quattrocentesche - che lasciano comprendere quale dovesse essere la grandiosità dell'apparato decorativo interno alla chiesa e la sua complessità iconografica. Nel 2004 la Cattedrale è stata al centro di una serie di interventi di restauro, alcuni dei quali sono stati realizzati anche grazie ai fondi del Gioco del Lotto, in base a quanto regolato dalla legge 662/96.

Trasformazioni gotiche e rinascimentali Nell'ampio arco di tempo che va dal XIII ai primi decenni del XVI secolo, una serie di interventi di natura architettonica e decorativa, sostenute da vescovi prestigiosi e da famiglie nobiliari valdostane, modificarono profondamente la fisionomia della cattedrale.

Nel XIII secolo, sul lato orientale, vennero abbattute due delle cinque absidiole originarie e realizzato il deambulatorio con tre cappelle radiali che corre attorno al coro (e che oggi ospita il Museo del tesoro della cattedrale). In tale occasione fu quasi interamente demolita l'abside maggiore, sostituendola con quella attuale di gusto gotico, con cinque grandi monofore strombate che sovrastano il deambulatorio.

Nel 1397 il vescovo Jacques Ferrandin fece realizzare un grande crocifisso ligneo di intensa drammaticità (tuttora visibile), che fu esposto ai fedeli nella navata centrale, sospeso in alto tra la volta e lo jubé, allora presente.Nel XV secolo la cattedrale cominciò ad ospitare tombe monumentali di illustri personaggi, sormontate da un gisant in pietra (scultura funeraria raffigurante il defunto che giace disteso). Fu Stefano Mossettaz, uno scultore aggiornato sul linguaggio del gotico internazionale, a distinguersi in questo genere di produzione artistica. La Tomba di Francesco di Challant da lui realizzata in alabastro fu posta al centro del coro, sopra il mosaico con il Ciclo dei mesi, circondata da una cancellata in ferro.La statua fu pesantemente mutilata dalle truppe rivoluzionarie francesi nel 1799; i frammenti sono conservati nel museo del tesoro della cattedrale. Cfr. L. Garino, op. cit., pp. 62-63.

Numerosi arredi sacri furono commissionati per aumentare il prestigio ed il decoro della cattedrale: una gran parte di essi è oggi conservata nel museo del tesoro della cattedrale, a partire dalla cassa reliquiaria destinata ad accogliere le spoglie di San Grato, patrono della città: un capolavoro di arte orafa quattrocentesca iniziata da Guglielmo di Locana e completata da Jean de Malines.

Poco dopo la metà del XV secolo, in conseguenza dell'istituzione della fabbriceria della cattedrale, voluta dal vescovo Antoine de Prez, membro d'una potente famiglia svizzera, il chiostro dell'XI secolo venne interamente ricostruito in stile tardo gotico. I lavori furono affidati a Marcel Girard di Saint-Marcel.La Cattedrale di Aosta; dal cantiere romanico ai giorni nostri, op. cit., p. 30.Subito dopo il 1464 (quando al vescovo Antoine era succeduto il nipote François de Prez) furono commissionati i nuovi stalli per il coro, dando vita ad un importante cantiere di scultori in legno formato dal savoiardo Jean Vion de Samoëns e dall'aostano Jean de Chetro. Gli stalli erano in quegli anni disposti a gruppi di dodici lungo le pareti del coro, mentre altri due gruppi di cinque erano appoggiati allo jubé.Alcuni di questi ultimi stalli, smontati quando nel 1838 fu demolito lo jubé, sono oggi conservati nel museo del tesoro della cattedrale. Cfr. L. Garino, op. cit., pp. 88-89.

Gli interventi architettonici più importanti, che cambiarono in modo profondo l'aspetto della cattedrale (avvicinandolo a quello oggi osservabile) furono avviati verso la fine del Quattrocento per iniziativa di Giorgio di Challant (priore della collegiata di Sant'Orso e grande artefice del rinnovamento culturale ed artistico valdostano) e del vescovo François de Prez.Con una scelta improntata ad un'estetica tardo gotica (che doveva avere per lo Challant particolare urgenza, visto che essa venne adottata, in quello scorcio di anni, anche per la collegiata ursina e per la parrocchiale di Arnad) le vecchie coperture a capriate e le volte del deambulatorio, vennero sostituite da una più bassa copertura con volte a crociera segnate da costoloni finemente decorati.In tale occasione furono anche ingrandite le finestre della navata centrale che assunsero la caratteristica forma ad arco carenato: iniziò così un programma di realizzazione di 23 vetrate, di qualità particolarmente elevata (che ancora si possono ammirare); esse furono realizzate da un atelier locale identificabile verosimilmente con la bottega di Pierre Vaser.Cfr. la Scheda di E. L. Cappa sul sito Banca Ipermediale delle Vetrate Italiane realizzato dal CNR URL consultata il 24-12-2009.

Tra il 1484 ed il 1494 si demolì il westwerk, vale a dire l'abside occidentale ed i due campanili che l'affiancavano, per dar vita, con l'edificazione di due nuove campate, al prolunggamento longitudinale del corpo della chiesa ed alla successiva costruzione di una nuova facciata.Né il vescovo François de Prez, né Giorgio di Challant videro il completamento di tale opera: l'apparato decorativo di gusto rinascimentale che ancor oggi vediamo - fatto di affreschi e di altorilievi in terracotta dedicati Vita della Vergine - fu commissionato nel 1522 dall'allora direttore della Fabbriceria, canonico Jaen Gombaude, concludendosi nel 1526. Nell'intorno di quegli stessi anni si completò il programma di realizzazione delle vetrate.

Ancora nel corso del XVI secolo, in relazione allo sviluppo dell'istituzione delle cappellanie,La Cattedrale di Aosta; dal cantiere romanico ai giorni nostri, op. cit., pp. 49-50. ebbe luogo la costruzione della cappella dei signori di Cly (circa 1570-80), posta alla destra della porta d'ingresso, con affreschi di gusto manieristico.

Interventi successivi