Biografia Imparò a disegnare dalla sua governante rumena e da allora ne fu ossessionata, interpretandolo come un linguaggio d'espressione molto più libero di quello orale. Ciò si rivelò importante per la sua vita d'artista dopo la fine della seconda guerra mondiale: Horn raccontò come, dopo il conflitto, dovunque andasse non potesse parlare tedesco, percependosi odiata in quanto tedesca. Si appassionò al disegno perché "non doveva disegnare in tedesco, francese o inglese", ma solo disegnare.

I genitori tentarorono inizialmente di indirizzarla verso gli studi di economia ma, all'età di 19 anni, si oppose a questi piani e decise di frequentare l'Accademia di Belle Arti di Amburgo. L'anno dopo, però, fu costretta a lasciare l'Accademia, poiché colpita da un grave avvelenamento dei polmoni, iniziata, a suo dire, nel 1964 a Barcellona, avendo in quel periodo lavorato senza protezioni con la fibra di vetro.

La morte dei genitori, un anno di degenza in ospedale e un lungo trattamento con antibiotici, la spinsero a isolarsi e a lavorare solo con materiali più sicuri. Uscita dalla fase di isolamento, iniziò a creare sculture e strane estensioni con balsa e tessuti, con lo scopo di sconfiggere la "solitudine, comunicando attraverso le forme del corpo". Tornata ad Amburgo, continuò a creare, producendo oggetti dalla forma di bozzoli, body extension rivestite e fasce prostetiche. Nei tardi anni Sessanta iniziò a dedicarsi alla performance art, pur continuando a dar vita alle creazioni di body extension.

Opere Einhorn (Unicorno) fu una delle più famose opere di Horn (con tale titolo l'artista volle anche eprimere un gioco di parole sul proprio nome). L'opera fu utilizzata per una performance e indossata, in quest'ultima, da una donna durante una camminata in campagna. La body extension venne attaccata al corpo tramite delle cinghie, simili a quelle utilizzate dalla pittrice Frida Kahlo.

Pencil Mask (Maschera di matite) fu un'altra body extension, composta da sei cinghie orizzontali e tre verticali con delle matite inserite nei punti dove le cinghie si incontrano.

Finger Gloves fu il nome sia di una performance, sia della principale body extension contenuta in essa. Si trattò di guanti ma con la forma delle dita estese grazie ad allungamenti in balsa e tessuto. Un'altra opera simile fu concepita dalla stessa Horn nel 1974 (touching the walls with both hands simultaneously, "toccare le mura con entrambe le mani contemporaneamente"). La lunghezza delle dita in questa performance venne concepita in modo che il soggetto, stando al centro della stanza, potesse toccare due muri opposti nello stesso momento.

Anche Feather Fingers (Guanti di piume, 1972) fu un'opera incentrata sull'illusione del tatto e sulle mani, con una piuma attaccata a ciascun dito con un anello di metallo, per far diventare la mano, nelle intenzioni dell'artista, "simmetrica (e sensibile) come un'ala di uccello". Horn, toccando un braccio con le piume attaccate alla mano opposta, sperimentò la sensazione di sentir toccare il braccio dalle dita della mano opposta (e di provare la sensazione anche nelle dita), pur essendo, in realtà, le piume a toccare il braccio. Secondo Horn, in questa opera "è come se una mano, improvvisamente, diventasse disconnessa dall'altra, come se si trattasse di due esseri senza nessun collegamento".

Rebecca Horn continuò a utilizzare piume negli anni Ottanta e Novanta, concentrandosi sulla creazione di occhiali da sole. Realizzò molte delle opere piumate per avvolgere la figura, come un bozzolo, oppure come maschere e ventagli ideati per coprire o imprigionare il corpo. Tra queste opere particolarmente degne di menzione furono Cockfeather (Piume di gallo, 1971), Cockfeather Mask (Maschera di piume di gallo, 1973), Cockatoo Mask (1973), Paradise Widow (Vedova del Paradiso, 1975), e The Feathered Prison Fan (Il ventaglio-prigione di piume, 1977), ideato per il suo film Die Eintänzer.

Rebecca Horn si ispirò per le sue opere, a suo dire, alle opere di Franz Kafka e Jean Genet, e ai film di Luis Buñuel e Pier Paolo Pasolini

I teschi di Piazza del Plebiscito a Napoli

Per festeggiare le feste natalizie del 2002 e il capodanno del 2003, il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, commissionò a Horn un'opera da esporre in Piazza del Plebiscito a Napoli. L'opera, nominata Spiriti di Madreperla, venne realizzata con 333 teschi in ghisa fusi insieme (anche se alla fine dell'esposizione se ne contarono meno, in quanto alcuni di essi furono trafugati) piantati nel selciato della piazza. L'autrice, durante un'intervista, sostenne di essersi ispirata a un celebre cimitero napoletano, il Cimitero delle Fontanelle, caratterizzato da un celebre ossario. Sulla piazza vennero inoltre sospesi 77 cerchi al neon, una sorta di aureole, in contrasto con i teschi. Questo contrasto fu, secondo Horn, la rappresentazione del vero significato dell'opera. I teschi furono poi rimossi, come previsto, il 31 gennaio del 2003. La controversa opera scatenò reazioni diverse nella popolazione e nei turisti. Alcuni teschi dell'opera entrarono in seguito a far parte di un'altra installazione, intitolata Spiriti, presente al Museo Madre di Napoli.

"Piccoli spiriti blu"- Chiesa di S. Maria del Monte dei Cappuccini - Torino

Una moltitudine di cerchi al neon blu di diverse dimensioni, posizionati tutto intorno alla chiesa di Santa Maria al Monte dei Cappuccini. L'intensa suggestione luminosa venne moltiplicata grazie alle nuvole basse e alle nebbie addensatesi sul fiume Po (su cui l'edificio si affaccia dal Monte dei Cappuccini), un alone violaceo circondante l'edificio, presenza trasmutante, surreale o fantascientifica.

Rebecca Horn nei musei italiani Museo d'arte contemporanea Donnaregina MADRE di Napoli Castello di Rivoli - Museo d'Arte Contemporanea

Filmografia Horn fu anche regista. Diresse tre film. Il primo, Die Eintänzer, uscì nel 1978 (nel film la stessa Horn fu la voce narrante). La Ferdinanda: Sonate für eine Medici-Villa uscì del 1982, mentre il più recente, Buster's Bedroom, la vide anche nel ruolo di sceneggiatrice. Nel film, uscito nel 1991, recitarono anche Donald Sutherland e Géraldine Chaplin.

Onorificenze Onorificenze tedesche

Onorificenze straniere

Note

Bibliografia

Altri progetti

Collegamenti esterni

La biografia di Horn nel sito del Tate, con le immagini di alcune opere