La gatta sul tetto che scotta (Cat on a Hot Tin Roof) è un'opera del drammaturgo statunitense Tennessee Williams, composta nel 1954.
Produzione L'opera, concepita come un dramma in tre atti, venne vagliata da Elia Kazan, incaricato alla regia per la prima assoluta, il quale ritenne necessari alcuni rimaneggiamenti sul terzo atto; lo stesso Williams apportò poi ulteriori modifiche dopo il primo allestimento An Analysis of Cat on a Hot Tin Roof di Lydia Jones Kerkhoffs, da Go Inside. Theater: excerpt; Cat on a Hot Tin Roof di Jason Zinoman. New York Times, 2 novembre 2003.. Nelle moderne rappresentazioni si usa solitamente mettere in scena il copione della seconda revisione.
Per quest'opera Williams venne insignito del Premio Pulitzer (il secondo, dopo quello ottenuto per Un tram che si chiama Desiderio nel 1948).
Trama Il dramma si svolge interamente nella tenuta dei Politt, di cui si vedono la camera di Brick e Maggie e la veranda attigua.
Atto I La famiglia Pollitt si riunisce nella magione di Big Daddy, ricco proprietario terriero, per festeggiare il compleanno del patriarca e il suo ritorno dopo un periodo di degenza presso una clinica. Nella loro camera, Brick (primogenito di Big Daddy ed ex giocatore e radiocronista di football) e sua moglie Maggie si preparano per la festa; subito si avverte la tensione tra i coniugi, che da tempo non consumano un rapporto sessuale: Brick, da tempo alcolizzato, rifiuta i continui inviti di Maggie ad andare a letto insieme, invitandola addirittura a trovarsi un amante. La donna rifiuta sdegnata, affermando di sentirsi come "una gatta su un tetto che scotta", decisa a non cadere giù: sposando Brick si è conquistata con fatica un'alta posizione sociale, e non vuole tornare alla povertà da cui proviene. L'alcolismo di Brick ha causato la sua caduta in disgrazia presso i genitori; l'unico modo per rientrare nelle sue grazie sarebbe dargli un erede che porti avanti gli affari di famiglia, ma il rifiuto di Brick porta Maggia a temere che Big Daddy possa lasciare la sua cospicua eredità al figlio minore Gooper e a sua moglie Mae, che hanno cinque figli.
Di fronte alle resistenze del marito, Maggie lo accusa di essere diventato alcolista in seguito alla morte del suo migliore amico, Skipper, un ex compagno di squadra: la donna insinua che questi fosse innamorato di Brick (che forse ricambiava), e afferma di aver avuto un rapporto sessuale con Skipper sentendosi accomunata a lui dall'amore per lo stesso uomo; questo aveva però causato il crollo mentale di Skipper, che lo aveva condotto al suicidio.
L'alterco tra i due viene continuamente interrotto da Gooper, Mae e Big Mama, madre di Brick. I cognati sanno della mancanza di intesa tra Brick e Maggie, e non perdono occasione di lanciare a quest'ultima delle feroci insinuazioni; dai dialoghi emerge inoltre che Big Daddy, rimandato a casa con una prognosi fausta, abbia in realtà un cancro terminale al colon, del quale tutti sono a conoscenza tranne lui stesso e Big Mama: quello che si sta per festeggiare è dunque il suo ultimo compleanno, e Maggie, Mae e Gooper sono intenzionati a sfruttare l'occasione per convincerlo a fare testamento e decidere quale dei due figli favorire. Brick, che sembra nutrire risentimento verso l'intera famiglia, vorrebbe disertare la festa, ma Maggie lo supplica di avere pietà del padre, destinato a una morte certa e veloce.
Atto II All'arrivo di Big Daddy inizia la festa. Il patriarca si mostra insofferente alle eccessive attenzioni di Big Mama, Mae e Gooper, e chiede di essere lasciato solo con Brick per discutere con lui. L'uomo si mostra preoccupato delle condizioni psicofisiche di suo figlio, che un tempo era il suo preferito; lo invita a farsi curare e, se non è più innamorato di Maggie, a lasciarla. Brick si mostra tuttavia sordo a questi inviti.
Il dialogo degenera quando Big Daddy nomina Skipper: egli sembra aver compreso che suo figlio è un latente omosessuale, e che il suo alcolismo è dovuto alla perdita dell'amante. Queste insinuazioni fanno andare su tutte le furie Brick, che racconta la propria versione della storia: tra lui e Skipper c'era soltanto una grande amicizia, la quale era tuttavia il sentimento più puro che egli avesse mai provato; Maggie, gelosa di questo rapporto, si era intromessa tra i due cercando di convincere Skipper di essere innamorato di Brick e causandone il crollo. Brick accusa suo padre di essere la causa primaria di questo dramma, poiché, convinto di dover nascondere l'omosessualità del figlio, aveva fatto pressioni perché sposasse Maggie; Big Daddy ribatte tuttavia che anche questa ricostruzione è discutibile, portandolo a ricordare l'ultima volta che Skipper gli aveva telefonato. Il ragazzo ammette che, in effetti, l'amico gli aveva fatto una confessione, ma rifiuta di dire di cosa si sia trattato; poi, in un impeto di collera, svela inavvertitamente la verità sulla malattia di Big Daddy. Il patriarca esce dalla stanza inveendo contro l'ipocrisia dei suoi familiari.
Atto III Al termine della festa, Mae e Gooper dicono la cruda verità a Big Mama: il tumore di Big Daddy è inguaribile, e all'uomo non resta molto da vivere. I due si mostrano del tutto insensibili al dolore della donna: il loro intento è infatti far sì che ella convinca suo marito a firmare il testamento, e la invitano con sfacciataggine a favorire loro, sminuendo Brick e Maggie. Big Mama risponde con sdegno che l'unico erede possibile è Brick, chiedendo a Maggie di riportare suo marito sulla retta via e guarirlo da alcolismo e depressione. Mae e Gooper accusano la cognata di essere un'opportunista, e ne nasce un diverbio.
Big Daddy rientra, attirato dalle urla dei familiari; Maggie decide allora di fargli un regalo, dicendogli di essere incinta di Brick. Big Daddy le crede e dice a Gooper di convocare il notaio per la mattina successiva, finalmente decisosi a fare testamento. Mae e Gooper vanno via, non prima di aver tacciato Maggie di essere una bugiarda.
Rimasta sola con Brick, Maggie getta dalla finestra tutte le bottiglie di whisky rimaste; invita quindi il marito ad avere un rapporto sessuale per rendere vera la bugia raccontata a Big Daddy. Non è chiaro se Brick accetti o meno.
Analisi Il tema portante del dramma è l'ipocrisia: esso pervade e filtra tutti gli altri elementi del dramma, che possono ricondursi ai temi della sessualità, degli schemi sociali e della morte. Tutti i personaggi principali mentono, e non solo ai loro comprimari: molto spesso la bugia è un vero e proprio rifiuto di credere alla realtà dei fatti, preferendo continuare a vivere in situazioni fintamente serene che nascondono verità tremende ma ineluttabili.
Sesso e sessualità Fin dalle prime battute è chiaro come il sesso sia un elemento chiave del dramma, filtrato, come già detto, dall'ipocrisia: Brick rifiuta di fare l'amore con Maggie, cosa che la ragazza desidera dolorosamente; tuttavia il suo obiettivo primario non è quello di amare a fondo suo marito, ma di dare un nipote a Big Daddy e rientrare nelle sue grazie. Viene suggerito (ma mai confermato) che Brick sia latentemente omosessuale: odia quindi Maggie tanto per una questione di sessualità quanto per il fatto che avrebbe portato al suicidio il suo presunto amante Skipper. Nella lunga scena del confronto tra Brick e Big Daddy, invece, il ragazzo fa spesso riferimento all'ipocrisia di suo padre, che lo guarderebbe di cattivo occhio non per la mancanza di un figlio, ma per il sospetto della sua omosessualità.
Schemi sociali Come già detto, Maggie vuole concepire un figlio non per amore di Brick (che pure sembra esserci realmente), ma per compiacere Big Daddy, temendo che questi non lo nomini erede in prossimità della sua morte. Sempre nel dialogo tra Brick e Big Daddy, il primo dice di soffrire l'ipocrisia della società, che non accetta l'idea che tra due uomini ci possa essere un sentimento puro; lui stesso, tuttavia, rifiuta di dare una definizione al proprio rapporto con Skipper, che rimane poco chiaro. Gooper e Mae, infine, ricoprono di attenzioni i genitori non per reale e disinteressato affetto, ma per ottenere la direzione dell'azienda, che li renderebbe ricchi e socialmente accettati.
La morte Un tema ricorrente del dramma è quello della morte di Big Daddy. In questo caso, tutti i membri della famiglia nei primi due atti tengono nascosto il cancro terminale dell'uomo, dicendo addirittura che si tratta di un innocuo spasmo; dietro questa bugia, però, non si nasconde affettuosa pietà, ma una rete di ignobili interessi: Maggie, Gooper e Mae vogliono che Big Daddy si senta tranquillo in modo da poter valutare con attenzione a chi lasciare il suo patrimonio. Non è un caso che sia Brick, indifferente alla sorte del padre, a gridargli la verità.
La conclusione Alla fine della rappresentazione nessuno dei temi portanti trova risoluzione. Non è chiaro chi erediterà la fortuna di Big Daddy, né se Brick e Maggie concepiranno davvero un erede.
Rappresentazioni La prima assoluta si tenne il 24 marzo 1955 al Morosco Theatre di New York, per 694 repliche, regia di Elia Kazan, con Barbara Bel Geddes (Maggie), Ben Gazzara (Brick), Burl Ives (Big Daddy), Mildred Dunnock (Big Mama), Pat Hingle (Gooper), Madeleine Sherwood (Mae), R.G. Armstrong (Doctor Baugh)Cat on a Hot Tin Roof su ibdb.com.
La prima italiana è stata rappresentata il 18 gennaio 1958 al Teatro Manzoni di Milano per la regia del francese Raymond Rouleau, con Gabriele Ferzetti (Brick), Lea Padovani (Maggie), Gino Cervi (Big Daddy), Vittorina Benvenuti, Irene Aloisi, Arturo DominiciCorriere della Sera, 19 gennaio 1958, p. 6.
Adattamenti cinematografici L'opera di Tennessee Williams è stata oggetto, nel corso degli anni, di vari adattamenti sia per la televisione che per il cinema. Tra i vari adattamenti sono da ricordare:
La gatta sul tetto che scotta (Cat on a Hot Tin Roof) (1958) - film con Elizabeth Taylor (Maggie), Paul Newman (Brick), Burl Ives (Big Daddy) e Judith Anderson (Big Mama) La gatta sul tetto che scotta (Cat on a Hot Tin Roof) (1976) - film TV trasmesso negli Stati Uniti dalla PBS e interpretato da Natalie Wood e Robert Wagner nei panni di Maggie e Brick, e da Laurence Olivier in quelli di Big Daddy La gatta sul tetto che scotta (1985) - film TV interpretato da Jessica Lange (Maggie) e Tommy Lee Jones (Brick)
Edizioni italiane
Note
Altri progetti
Collegamenti esterni
copione di La gatta sul tetto che scotta su corrierespettacolo.it
Gatta Gatta Gatta Gatta Categoria:Opere teatrali ambientate in Mississippi Categoria:Opere teatrali del 1955