La scultura gotica viene inquadrata nel periodo tra il XII e il XIV secolo circa.

Anche in scultura gli artisti di epoca gotica si mossero a partire dalle conquiste del secolo precedente, l'epoca romanica, quali la ritrovata monumentalità, l'attenzione per la figura umana, il recupero della plasticità e del senso del volume. Le innovazioni furono radicali e si pervenne dopo molti secoli ad una rappresentazione della figura umana finalmente realistica e aggraziata. Il ruolo della scultura rimase però quello che le era stato consegnato durante il periodo precedente, cioè quello di ornamento dell'architettura, con una fruizione indipendente ancora inconcepibile. Importante restò anche la funzione didascalica con le cosiddette Bibbie di pietra che istruivano i fedeli analfabeti.

Gradualmente la disposizione delle sculture nella costruzione architettonica divenne più complessa e scenografica. Gli episodi più importanti di scultura furono, come in età romanica, i portali delle cattedrali, dove venivano rappresentati solitamente i personaggi dell'Antico Testamento e del Nuovo Testamento.

Un fondamentale passaggio è il fatto che nel periodo gotico le sculture iniziano a non essere più inglobate integralmente nello spazio architettonico (sia lo stipite di un portale o un capitello...), ma iniziano ad affrancarsi venendo semplicemente addossate ai vari elementi portanti. Comparvero così le prime statue a tutto tondo, anche se inizialmente non erano apprezzabili indipendentemente e isolate. Può darsi che fosse ancora latente il retaggio della lotta al paganesimo, che venerava statue a tutto tondo come divinità, in ogni caso, fino al Rinascimento italiano, le statue furono sempre collocate a ridosso di pareti, entro nicchie, e sotto gli architravi, come cariatidi e telamoni.

I principali indirizzi nuovi verso i quali si mosse la scultura in epoca gotica furono il maggiore naturalismo, il timido recupero dei modelli classici, il gusto per i giochi lineari e lucenti.

Francia

La scultura francese raggiunse il suo apogeo tra il 1150 e il 1260, per poi orientarsi verso raffigurazioni più lineari, astratte ed aristocratiche.

Da un punto di vista stilistico, i tratti innovativi della scultura gotica furono meno evidenti rispetto a quelli introdotti in architettura, ma non meno ricchi di conseguenze sugli sviluppi successivi della storia dell'arte.

Se da una parte la figura si slancia notevolmente in lunghezza e il modellato vive di giochi totalmente nuovi come i virtuosistici e talvolta improbabili panneggi, dall'altro si tornò a rappresentazioni plausibili del movimento corporeo, delle espressioni facciali, delle fisionomie individuali, con un'attenzione dell'artista al naturalismo mai conosciuta in epoche precedenti, che negli esempi migliori (come nel portale della Cattedrale di Reims, del 1250 circa, o nelle opere di Nicola Pisano) arriva ad essere accostabile alla ritrattistica romana. Ciò è tanto più importante poiché precede di alcuni decenni gli stessi raggiungimenti in campo pittorico.

Rispetto al classicismo comunque va rilevata una diversa inquietudine espressiva, una certa spigolosità delle forme e dei panneggi, un uso irrequieto degli effetti chiaroscurali

Tra le opere più notevoli, il Portale reale della cattedrale di Chartres, databile al 1145-1150, con le sue famose statue-colonne ai lati delle porte, esemplifica la transizione dal romanico monumentale allo stile gotico più raffinato. Altri esempi subito posteriori si possono ancora ammirare sui portail delle cattedrali di Senlis, Le Mans e Angers o sul portale della chiesa di Saint-Loup-de-Naud. Nel Duecento i massimi esempi della fase classica del gotico si trovano nelle sculture dei portali delle cattedrali di Parigi, Reims e Amiens.

L'Adamo di Parigi (1260 circa) provienente dalla cattedrale di Notre-Dame è l'unico nudo maschile pervenutoci del gotico francese: porta ad esasperazione la sperimentazione sul movimento del corpo umano che era iniziato "sotto le vesti" della Vierge Dorée della cattedrale di Amiens. Adamo rivela quindi un evidente ampliamento della percezione del corpo umano, della sua fisicità e delle sue possibilità motorie.

Negli anni 1270, nell'Artois, a nord di Parigi, vennero realizzati, probabimente per la cattedrale di Arras, un gruppo di angeli scolpiti in legno e dorati, oggi noti come gli Angeli di Saudémont e gli Angeli di Humbert. Sono ottimi esempi del livello di rafinatezza raggiunto dagli scultori non solo nel campo monumentale negli anni 1240-1270: si tratta di eleganti figure, slanciate e inarcate, vestite da ampi drappeggi e posizionate in un leggero e dinamico contrapposto. Il volto è espressivo, sottolineato da un sottile sorriso e inquadrato da una capigliatura dettagliata. Considerati dei capolavori della scultura lignea sono ispirati al famoso Angelo con il sorriso, lui in pietra, della cattedrale di Reims, risalente agli anni 1240.

Germania

La scultura gotica tedesca si sviluppò tra la prima metà del XIII secolo e il XVI secolo inoltrato, distinguendosi per una forte autonomia stilistica rispetto ai modelli francesi e per una progressiva emancipazione dal contesto architettonico. Le prime opere significative si trovano nella cattedrale di Strasburgo e nel duomo di Bamberga, dove il celebre Cavaliere di Bamberga (1240 circa) rappresenta uno dei capolavori assoluti dell'arte medievale.

Un ruolo fondamentale ebbe anche il Maestro di Naumburg, attivo tra il 1245 e il 1260, autore delle statue dei donatori nella cattedrale di Naumburg, considerati tra le più alte espressioni del naturalismo gotico. Nel XIV secolo si affermarono scuole regionali in Svevia, Assia e Turingia, caratterizzate da un'intensa resa espressiva e da un progressivo distacco dal romanico.

Il tardo gotico vide la fioritura della scultura lignea, degli altari a portelle intagliati e delle Vesperbilder, con artisti come Tilman Riemenschneider, Jörg Syrlin il Vecchio, Veit Stoss e Hans Leinberger. Le loro opere combinano realismo anatomico, introspezione psicologica e attenzione per la devozione personale, rispecchiando lo spirito della Devotio moderna.

Tra le opere salienti della scultura gotica tedesca si segnalano numerosi altari scolpiti, come lAltare del Sacro Sangue (1499–1505) di Riemenschneider a Rothenburg ob der Tauber e lAltare dell'Assunzione della Vergine (1505–1510) a Creglingen, capolavori di scultura lignea di eccezionale qualità espressiva e compositiva. Altrettanto significativi sono i monumenti sepolcrali, come lEpitafio di Rudolf II von Scherenberg (1496) a Würzburg, esempio emblematico dell’arte funeraria monumentale. In ambito devozionale, la tradizione tedesca ha prodotto immagini intense come le Vesperbilder e varie Madonne, spesso scolpite in legno e dipinte, come la Madonna della torre dei Frisoni (1370–1380) ora al Museum Schnütgen di Colonia. Queste opere erano destinate tanto al culto privato quanto alle cappelle parrocchiali e ai santuari.

Con l'arrivo della Riforma protestante e l'affermarsi del Rinascimento, la scultura gotica entrò in declino, pur sopravvivendo in ambito alpino e popolare fino al XVII secolo.

Italia I fermenti classici risvegliati dagli artisti d'oltralpe, grazie al recupero del principio d'assialità, nel frattempo però attecchirono in Italia, dove proprio a partire dalla seconda metà del XIII secolo nacquero importanti scuole scultoree in Emilia, in Puglia e in Toscana.

Benedetto Antelami

Benedetto Antelami è considerato la figura al confine tra la scultura romanica e quella gotica, sia per datazione che per stile. Probabilmente ebbe modo di visitare i cantieri provenzali.

Lavorò al complesso monumentale della Cattedrale di Parma almeno dal 1178, come figura nella lastra della Deposizione dalla croce proveniente da un pontile smembrato. In questo celebre pannello egli raffigurò il momento nel quale il corpo di Cristo viene calato dalla croce, con un'iconografia originale, che mischiava scene tratte da più episodi della passione, con una raffinata esecuzione ed un risultato nella modellazione dei corpi umani meno tozzo delle figure di Wiligelmo.

Rispetto al maestro modenese è invece inferiore la dinamica della scena, con le figure ferme in pose espressive. L'impressione di spazialità data dai due piani sovrapposti sui quali sono posti i soldati che tirano a sorte le vesti è il primo esempio del genere in Italia.

Nel 1180-1190 fu con la bottega a Fidenza dove decorò la facciata del Duomo con vari rilievi, tra i quali spiccano le statue a tutto tondo dei due Profeti entro nicchie accanto al portale centrale: la ripresa della scultura a tutto tondo (sebbene in questo caso la collocazione architettonica non permetta allo spettatore di apprezzarne più punti di vista) non ha precedenti sin dalla statuaria tardo-antica, né seguito fino a Donatello.

Il suo capolavoro è il Battistero di Parma (dal 1196), forse influenzato da quello pisano, dove le sculture creano un unico insieme sia all'interno che all'esterno, con un ciclo che si può schematizzare nella trattazione della vita umana e della sua redenzione. Il migliore seguace dell'Antelami conosciuto è il Maestro dei Mesi, che scolpì un ciclo di Mesi per il Duomo di Ferrara dove il realismo delle figure è ancora più spinto e denota un prolifico studio dal vero dei soggetti.

Alla corte di Federico II

L'Imperatore Federico II, tra le più importanti personalità del XIII secolo, decise di fissare la sua residenza nel meridione d'Italia, spostandosi in più centri dalla Puglia alla Sicilia. Essendo un generoso mecenate ospitò alla sua corte numerosi artisti che ebbero probabilmente modo di spostarsi con lui nei suoi soggiorni in Germania (a più riprese tra il 1212 e il 1226): ci fu un contatto con le novità del gotico tedesco, che proprio in quegli anni produceva opere di rinnovato naturalismo come il San Giorgio a cavallo del Duomo di Bamberga (ante 1237, alto 267 cm), dove era raffigurato uno pseudo ritratto onorario dell'Imperatore stesso riprendendo l'iconografia delle statue equestri antiche. Inoltre Federico II invitò nel sud-Italia i cistercensi già nel 1224, i quali diffusero il loro sobrio stile gotico nell'architettura (abbazia di Murgo dal 1224).

Oltre alla ricezione delle novità gotiche Federico promosse anche attivamente il recupero di modelli classici, sia riusando opere antiche, sia facendone fare di nuove secondo i canoni romani: per esempio le monete auree da lui fatte coniare (gli augustali) presentano il suo ritratto idealizzato di profilo, e numerosi sono i rilievi che ricordano la ritrattistica imperiale romana (al già citato Duomo di Bamberga, alla distrutta Porta di Capua, eccetera). In queste opere si nota una robustezza che ricorda l'arte provinciale romana, una fluente plasticità, come nei realistici panneggi, e gli intenti ritrattisticiSe di ritratto si può parlare, riguardo al cosiddetto Busto di imperatore tra i rilievi superstiti della Porta di Capua, dove se si trattasse delle vere fattezze del sovrano saremmo di fronte al primo ritratto pervenutoci dell'arte post-classica, un primato altrimenti stabilito dal Ritratto di Carlo d'Angiò di Arnolfo di Cambio.

La seconda corrente predominante dell'epoca, dopo quella classicista, è quella naturalistica. Lo stesso Federico II nel De arte venandi cum avibus scriveva come si dovesse rappresentare le cose che esistono così come sono (ea quae sunt sicut sunt), un suggerimento che si può per esempio riscontrare nell'originalissimo capitello attribuito a Bartolomeo da Foggia e conservato al Metropolitan Museum di New York (1229 circa). In questa opera quattro testine spuntano dagli angoli, ma la loro raffigurazione è così realistica (nelle scavature degli zigomi, nelle rughe, nelle imperfezioni fisiche) da sembrare un calco da maschera mortuaria.

Nicola Pisano