Morì appena diciannovenne nei fatti legati all'eccidio di Porzûs, tragico e controverso episodio della Resistenza Italiana in cui diciassette partigiani delle Brigate Osoppo furono trucidati da un gruppo di partigiani comunisti appartenenti alle Brigate Garibaldi, per motivazioni politiche non legate alla lotta contro il nazifascismo.

Biografia

Guido Pasolini era figlio di Carlo Alberto e Susanna Pasolini e fratello minore di Pier Paolo. Entrò in clandestinità alla fine del maggio 1944, subito dopo aver conseguito la maturità scientifica a Pordenone presso il liceo "M. Grigoletti", optando per l'impegno attivo nella lotta contro l'occupazione tedesca del Friuli rispetto a quella che era l'intenzione iniziale di iscriversi all'università. Assunto il nome di battaglia "Ermes", divenne membro delle Brigate Osoppo dell'Est, raggiungendo le malghe di Porzûs sul monte Topli Uork, sede del loro comando, con un gruppo di partigiani guidati dal capitano Aldo Bricco "Centina", la sera del 6 febbraio 1945.

Divenne, quindi, un effettivo della formazione Osoppo Friuli prima nella zona di Pielungo, poi nella zona di Attimis-Faedis-Nimis, nella quale si era costituita la Zona Libera del Friuli Orientale. È in questa zona che si verificheranno il 7 febbraio 1945, quasi verso la fine del conflitto mondiale, i tragici eventi delle malghe di Porzûs.

Il 7 febbraio 1945 fu catturato alla malghe Topli Uork da un gruppo di partigiani comunisti appartenenti ai GAP friulani delle Brigate Garibaldi, capeggiati da Mario Toffanin (nome di battaglia Giacca). Il comandante di Guido Pasolini, Francesco De Gregori, venne ucciso subito con altri tre compagni, mentre lui viene trasferito con altri compagni al Bosco Romagno, vicino a Cividale del Friuli.

Sottoposto ad interrogatorio e processato in modo sommario il 12 febbraio 1945, la stessa mattina venne condotto sotto scorta sul luogo destinato all'esecuzione, dove venne fatta scavare la fossa da lui assieme ad altri tre partigiani osovani. Riuscì a fuggire in circostanze poco chiare, ma nella fuga fu ferito dai suoi inseguitori alla spalla e al braccio destro. Raggiunta a fatica la vicina frazione di Sant'Andrat dello Judrio in comune di Corno di Rosazzo, si fece medicare presso la locale farmacia di Quattroventi.

Da qui proseguì a piedi verso il vicino paese di Dolegnano, ove ottenne ospitalità da una famiglia locale. Nell'abitazione arrivarono due partigiani del luogo, probabilmente allertati dalla farmacista, che lo condussero in un'altra casa, nella quale fece irruzione il partigiano Mario Tulissi che, dopo aver preso ordini, prelevò il ferito con la scusa di condurlo al vicino ospedale di Cormons per garantirgli le cure del caso. "Ermes" fu quindi consegnato ai due gappisti, dai quali era riuscito a sfuggire la mattina, che lo finirono.

I suoi resti furono riesumati a guerra finita tra il 10 e il 20 giugno 1945 assieme a quelli delle altre vittime dell'eccidio. Dopo il solenne funerale celebrato a Cividale il 21 giugno 1945, i resti di Pasolini vennero traslati a Casarsa, ove tuttora riposa in una tomba vicino all'ingresso del cimitero, che l'amministrazione locale ha riservato ai suoi Caduti per la Libertà (nello stesso cimitero a qualche metro di distanza riposa il fratello Pier Paolo).

Il ricordo del fratello Pier Paolo Pier Paolo Pasolini rievocò varie volte la morte del fratello Guido, cui era legatissimo. Il problema del rapporto fra osovani e garibaldini era stato esplicitato da Guido in una celebre lettera al fratello del 27 novembre 1944 (il testo è riportato per estratto, con la punteggiatura ed eventuali errori originali secondo il metodo della trascrizione diplomatica):

Il 21 giugno 1945, il corpo di Guido Pasolini - riesumato in località Bosco Romagno - viene portato a Casarsa, e lì tumulato: per l'occasione Pier Paolo compone un elogio funebre, nel quale fra l'altro afferma:

In una lettera del 21 agosto 1945 indirizzata all'amico poeta Luciano Serra, Pier Paolo così ricostruì la vicenda:

Lo stesso mese scriverà nel suo diario denominato Stroligut la seguente poesia per il fratello:

La condanna dell'eccidio e dei suoi autori fu netta: in una lettera al direttore del Mattino del Popolo dell'8 febbraio 1948, il poeta invitò perentoriamente:

Nella risposta ad un lettore della rivista Vie Nuove del 15 luglio 1961, Pasolini scrisse:

Pier Paolo Pasolini - ricordandone la tragica fine - dedicherà a Guido la poesia Vittoria, in occasione della ricorrenza del 25 aprile 1964Pier Paolo Pasolini, "Vittoria", in Poesia in forma di rosa, Garzanti, Milano 1964.

Presso l'archivio del seminario vescovile di Udine venne infine ritrovata una poesia inedita dedicata a Guido dal fratello, probabilmente composta nell'immediatezza della notizia della sua morte:

Pier Paolo Pasolini scrisse durante la guerra un dramma teatrale in lingua friulana, I Turcs tal Friùl, recuperato postumo nel 1976 da Luigi Ciceri, amico di Pier Paolo Pasolini. In tale dramma viene rievocata l'invasione dei Turchi in Friuli del 1499; essi sfiorarono il paese di Casarsa della Delizia. Nel dramma uno dei due fratelli, Meni, combatte duramente i Turchi e perde la vita salvando il paese, mentre l'altro, Pauli, rimane a casa a lavorare e pregare salvandosi.

Riconoscimenti Casarsa della Delizia gli ha dedicato una via del centro e un cenotafio nel cimitero, assieme agli altri caduti per la liberazione.

Note

Bibliografia Saggi sulla politica e sulla società, a cura di Walter Siti e Silvia De Laude, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1999, pp. 61–64). Tarcisio Petracco, La lotta partigiana al confine orientale (la bicicletta della libertà), Ribis, Udine, 1994 Paolo Strazzolini, Da Porzus a Bosco Romagno, Associazione Culturale Forum Democratico, 2006

Altri progetti

Collegamenti esterni Scheda sul sito INSMLI Lettera di Guido al fratello in data 27 novembre 1944 Strage di Porzûs un'ombra cupa sulla resistenza, articolo di Paolo Deotto, sul sito storiainnetwork

Categoria:Brigate Osoppo Categoria:Eccidio di Porzûs Categoria:Morti assassinati Categoria:Pier Paolo Pasolini