La ferrovia Palermo-Catania è la più lunga linea ferroviaria elettrificata della Sicilia, con 241 km di estensione, e attraversa le quattro province di Palermo, Caltanissetta, Enna e Catania.

La linea unisce il versante tirrenico dell'isola al versante ionico, e collega le due maggiori città della Sicilia, assicurando il loro collegamento con le città di Caltanissetta (o Agrigento, dalle diramazioni di Lercara e Caltanissetta Xirbi), Enna, Ragusa e Siracusa.

La ferrovia ha tratte in comune con le linee Palermo-Agrigento, Catania-Agrigento, Palermo-Messina e Messina-Siracusa.

Storia

La ferrovia Palermo-Catania, la cui costruzione iniziata dalla Società Vittorio Emanuele venne proseguita e terminata dalla Società per le strade ferrate della Sicilia, detta anche Rete Sicula, all'inizio, non venne concepita come una linea progettata per unire le due maggiori città dell'isola ma nacque dall'unione postuma (cosa del resto comune a molte altre linee italiane) di due lunghe tratte delle linee Palermo-Roccapalumba-Lercara-Girgenti-Porto Empedocle e Catania-Santa Caterina Xirbi-Canicattì-Licata concepite per uso e scopi differenti. La tratta da Palermo a Roccapalumba venne costruita specificatamente per il trasporto dei minerali di zolfo del grande bacino minerario di Lercara verso i porti più vicini e cioè quelli di Termini Imerese e di Palermo e nella prospettiva di un suo prolungamento fino a Porto Empedocle.

La tratta da Catania verso l'interno nacque per scopi analoghi, ovvero raggiungere i bacini zolfiferi di Valguarnera Caropepe, Assoro e Leonforte della Provincia di Enna e attrarre verso il Porto di Catania anche lo zolfo e i minerali dell'area di Villarosa e Caltanissetta, acquisendo nel contempo anche le produzioni agricole della Piana di Catania.

Furono queste le reali motivazioni per cui si arrivò alla scelta di un tracciato che si manteneva lontano dai centri abitati per la quasi totalità del percorso e soprattutto lo allungava notevolmente tra le due stazioni terminali.

Il primo tratto, da Palermo a Bagheria di poco più di 13 km venne inaugurato il 28 aprile del 1863 e l'anno dopo la ferrovia raggiunse Trabia (altri 18 km). Tuttavia si dovette attendere il 1866 per l'apertura dei 5 km fino a Termini Imerese. Dato che il bacino zolfifero di Lercara si trovava a ridosso della vallata del fiume Torto si scelse proprio tale valle per inoltrarvi la costruzione della linea ferrata; Il 1º aprile del 1869 iniziarono le aperture delle varie tratte e la ferrovia raggiunse Roccapalumba nell'estate del 1870. La Stazione di Roccapalumba-Alia venne costruita a ridosso del letto del fiume e in seguito diverrà di diramazione delle linee per Catania e per Porto Empedocle.

Intanto nel 1869 era stato aperto al traffico, sul versante opposto, il primo tratto tra Catania e Bicocca; entro la metà del 1870 era già attivo il tratto, fino alla Stazione di Dittaino e di Pirato (la stazione di Leonforte), che interessava agli industriali dello zolfo per l'altro, esteso, bacino minerario di Grottacalda e Floristella e delle altre decine di miniere dell'ennese. In seguito, i lavori si estesero verso Enna e Santa Caterina Xirbi, raggiunte nell'estate del 1876, anch'esse interessate dalla ferrovia soprattutto per l'importanza delle attività estrattive delle miniere di zolfo dei bacini della Sicilia centrale.

Il 15 dicembre del 1876 intanto veniva inaugurata la restante tratta Roccapalumba-Porto Empedocle che collegava così anche i bacini minerari del nisseno al porto di Porto Empedocle e di produzione agricola al capoluogo isolano. A questo punto anche se per la via più lunga Palermo e Catania erano collegate via ferrovia ma il lunghissimo percorso passante per Aragona Caldare era sempre preferibile ad una estenuante corsa in diligenza della durata di parecchi giorni. Tratta InaugurazionePalermo-Bagheria28 aprile 1863Bagheria-Trabia25 luglio 1864Trabia-Termini Imerese20 febbraio 1866Termini Imerese-Cerda1º aprile 1869Cerda-Sciara6 giugno 1869Catania-Bicocca1º luglio 1869Parte della linea Messina-SiracusaSciara-Montemaggiore Belsito15 settembre 1869Montemaggiore Belsito-Fiaccati16 febbraio 1870Bicocca-Catenanuova15 maggio 1870Catenanuova-Raddusa27 giugno 1870Fiaccati-Roccapalumba3 luglio 1870Raddusa-Leonforte Pirato15 agosto 1870Leonforte Pirato-Villarosa1º febbraio 1876Villarosa-Caltanissetta Xirbi1º marzo 1876Roccapalumba-Valledolmo5 giugno 1881Valledolmo-Marianopoli15 settembre 1881Caltanissetta Xirbi-gall. Marianopoli (imbocco est)20 dicembre 1881Galleria di Marianopoli1 agosto 1885

Il collegamento via Xirbi L'aumento del traffico rese sempre più pressante il realizzare un collegamento diretto tra Palermo e Santa Caterina Xirbi in quanto l'itinerario serviva ancora per il collegamento con Messina (dato che la linea "Tirrenica" tardava ad essere realizzata). La scelta del tracciato tuttavia non fu affatto facile; vennero prospettate varie alternative tra cui quella della valle dell'Imera superiore che abbreviava notevolmente il percorso (tale tracciato è stato poi scelto per il percorso dell'Autostrada A19). Vi furono discussioni e polemiche d'ogni tipo con intromissione di politicanti d'ogni genere che per scopi elettorali, si atteggiavano a paladini di soluzioni a volte interessate e il più delle volte irrazionali che interessavano alcuni comuni o certi gruppi di poterehttp://www.comunemarianopoli.it/storia.htm ,Il barone Landolina e il tracciato di Marianopoli. Nel 1877 si arrivò ad un compromesso tecnico-politico e venne scelto l'attuale tracciato di Vallelunga, tra Xirbi e Roccapalumba, dove si innestava sulla già esistente Palermo-Porto Empedocle. Per la costruzione la linea, di circa 56 km, venne suddivisa in quattro tronchi ciascuno dei quali dato in appalto. I lavori si conclusero nel dicembre 1881, rimaneva ancora da completare tuttavia la lunga Galleria di Marianopoli di quasi 7 km, aperta all'esercizio solo il 1º agosto del 1885. Nel periodo tra il 1882 e il 1885 quindi la linea venne utilizzata con il trasbordo su diligenza, su una strada appositamente costruita, tra la stazione provvisoria di Mimiani-San Cataldo e la stazione di Marianopoli.

Negli anni successivi vi fu lo sviluppo di tante tranvie e ferrovie minerarie afferenti e di ferrovie a scartamento ridotto come la Dittaino-Piazza Armerina, la Dittaino-Assoro-Leonforte, la tranvia a vapore Raddusa-miniere di Sant'Agostino e quelle attorno alla Stazione di Villarosa e del bacino di Lercara.

Il secondo dopoguerra La linea, per molto tempo trascurata, ha negli ultimi decenni subito il rinnovamento dell'armamento di linea con limitate rettifiche del raggio di alcune curve, l'elettrificazione a corrente continua a 3000 Volt (completata per la tratta da Roccapalumba a Caltanissetta Xirbi nei primi mesi del 1996) e l'installazione del blocco automatico a conta-assi e del CTC.

Nel 2013 la linea risultava fortemente sottoutilizzata, con la quasi completa soppressione del servizio diretto tra le città estreme ad eccezione di un servizio regionale veloce e l'istituzione del cambio treno a Roccapalumba. La velocità media si aggirava intorno ai 80–90 km/h; con picchi massimi (125 km/h) raggiunti su alcuni tratti tra Catenanuova e Bicocca e presso Bagheria (140 km/h).

L'imprevista e grave interruzione dell'autostrada A19 Palermo-Catania per cedimento di alcuni piloni costrinse il traffico veicolare a un lungo e tortuoso percorso alternativo; per porre rimedio, dal 3 maggio 2015 Trenitalia, in seguito ad accordi di programma con la Regione Siciliana e i principali comuni interessati operò la rimodulazione del servizio offerto programmando ulteriori 7 coppie di servizi viaggiatori giornalieri con treni Minuetto e una percorrenza di 2h 44'.

Prospettive di sviluppo Nel mese di giugno 2021 iniziarono i primi lavori di raddoppio e rettifica di tracciato tra le stazioni di Bicocca e Catenanuova (lotto 6 del progetto della nuova linea Palermo-Catania ad alta capacità).

Nel mese di novembre 2021 fu aggiunta al servizio offerto una coppia giornaliera di Frecciabianca tra Palermo e Messina e viceversa (via Caltanissetta Xirbi e Catania). Il servizio non permetteva alcun guadagno in termini di tempo e non ebbe alcun successo in termini di affluenza; venne soppresso sette mesi dopo .

Nel marzo 2023 la linea è stata chiusa tra Bicocca e Catenanuova per i lavori più impegnativi del tracciato e i treni sostituiti da autocorse tra Catania Centrale e Dittaino e proseguimento in treno verso Palermo, Caltanissetta o Agrigento. I lavori di raddoppio e rettifica di tracciato tra le stazioni di Bicocca e Catenanuova si sono conclusi con l'inaugurazione della tratta rinnovata e raddoppiata alla fine di ottobre 2025. Sulla nuova tratta sono stati eliminati tutti i passaggi a livello lungo il percorso mediante la costruzione di strade alternative non interferenti con i binari della ferrovia. Sono stati modificati i piani regolatori delle stazioni di Catania Bicocca, Motta Sant’Anastasia, Sferro e Catenanuova per adeguarli alle nuove funzioni di circolazione. Sono in corso i lavori tra Catenanuova e Dittaino (lotto 5) per 23 km totali, che comprendono 20 nuovi viadotti sul nuovo tracciato, 3 sulla linea storica, 3 gallerie naturali e 2 artificiali; inoltre una nuova stazione di Catenanuova. Avanzano anche i lavori sui lotti 4a e 4b (Enna nuova-Dittaino), di 15 km, che comportano lo scavo di lunghe gallerie (tra cui la "Galleria Sicani" di 5,257 km di lunghezza) mediante l'uso di 2 TBM (Tunnel Boring Machine); al 23 ottobre erano stati scavati i primi 470 m. Sulla tratta storica tra Caltanissetta Xirbi e Dittaino, a binario unico, è stato disposto che venga installato l'ERTMS allo scopo di conseguire maggiore affidabilità dell'infrastruttura, miglioramento della regolarità della circolazione ed economicità di gestione.

Caratteristiche Stazioni e fermate

Il tracciato

La Palermo-Catania è una linea ferroviaria dalle caratteristiche difficili data l'orografia delle aree attraversate. A causa della scelta non del tutto felice del tracciato lungo il suo percorso è costretta a valicare aspre catene montuose e attraversare terreni instabili. Il tratto iniziale, da Palermo, è comune alle tre direttrici di Messina, Catania ed Agrigento; dopo un tratto costiero abbastanza veloce e a doppio binario, passata Termini Imerese, nella stazione di Fiumetorto (che prende nome proprio dal fiume Torto) inizia il semplice binario che si inoltra nella vallata del fiume fino alla stazione di Roccapalumba-Alia. Poco dopo si raggiunge il posto di movimento Lercara Diramazione; qui si dirama per Agrigento e per Caltanissetta Xirbi e Catania sempre seguendo il percorso del fiume fino alla stazione di Valledolmo. Una serie di monti di oltre 700 metri viene attraversata mediante la galleria Magazzinazzo, lunga 2.238 m, raggiungendo Vallelunga e Marianopoli; da qui la linea si inoltra nella lunga galleria omonima di 6.478 m, passando sotto Monte Mimiani, e dopo circa 7 km sbocca nella vallata del fiume Salito che segue scendendo fino alla quota di 289 m. della stazione di Mimiani-San Cataldo risalendo poi fino a raggiungere la Stazione di Caltanissetta Xirbi.